l'incompiuta

Stato
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M

Mariarosa

Guest
Salve a tutti.
Vi leggo da un pò di tempo con molto interesse, e ora mi decido a partecipare per chiedere il vostro aiuto, o anche solo un consiglio, un punto di vista.
La mia situazione non è semplice da spiegare in una manciata di righe, ma ci proverò.
38 anni, con un adorato figlio di 12, e sposata col suo papà da 2 anni prima che nascesse lui (entrambi piuttosto giovani insomma!), ho sviluppato nel corso degli anni un rapporto abbastanza "particolare" con mio marito.
Fra di noi ci sono sempre stati un affetto immenso e un grande rispetto, e posso affermare che lui sia - ovviamente insieme a nostro figlio - la persona più importante della mia vita.
Fatto sta che, nonostante tutto ciò che ci lega, siamo diventati nel corso degli anni (gli ultimi soprattutto), sempre più come fratello e sorella, e sempre meno una coppia, intesa dal punto di vista erotico-sentimentale.
E non stò parlando del tanto discusso "calo della passione" - che ritengo normale in una coppia di lunga durata - quanto piuttosto di una vera e propria "trasformazione" del rapporto, che si è evoluto sotto tanti aspetti sacrificandone altri.
Una trasformazione che non è stata repentina e traumatica, ma piuttosto un naturale evolversi delle cose, e che io e mio marito abbiamo sempre cercato di affrontare apertamente, senza nasconderci l'uno all'altra, con il rispetto reciproco e la voglia di confronto che da sempre ci contraddistinguono.
Inevitabilmente, questo confronto ha portato nel tempo all'instaurarsi fra noi di patti espliciti ed impliciti, compreso ammettere la possibilità che ad entrambi possa capitare di provare interesse sentimentale per altre persone, e che questo interesse possa anche evolvere in qualcosa di più concreto, a condizione che la nostra famiglia venga sempre prima di tutto.
So che può sembrare asettico e crudo, messo così nero su bianco, ma vi assicuro che sono conclusioni a cui siamo giunti dopo un confronto lungo e accorato.
Ci sono stati momenti in cui abbiamo anche ventilato l'idea della separazione, per poi giungere puntualmente alla domanda: e perchè mai, in fondo, dovremmo farlo?
Insieme stiamo bene, ci vogliamo un bene immenso, ci sono stima e rispetto, e per entrambi la nostra famiglia - di cui il nostro adorato bambino è il fulcro - è la cosa più importante al mondo.
Quindi, perchè separarsi?
Nostro figlio cresce sereno ed è legatissimo ad entrambi, dunque perchè dargli questo dolore, quando non ce ne sono reali motivi?
Certo, io condivido chi sostiene che è sbagliato stare insieme solo per i figli, e che un babbo e una mamma infelici insieme possono dar loro molto più dolore che due genitori serenamente separati, ma sta di fatto che non è questo il nostro caso.
Insieme, noi tre, siamo sereni.
Inevitabilmente però, rimane l'altra faccia della medaglia: ovvero che da molto tempo io e lui non siamo più "una coppia" sotto determinati punti di vista, anche se insieme a nostro figlio costituiamo una famiglia. Una bella famiglia, mi consento di affermare.
Avverto un pò d'imbarazzo nel scendere in particolari intimi, ma vi basti sapere che da anni io e lui non facciamo più l'amore.
A questo mi riferivo dicendo che siamo un pò come "fratello e sorella".
E da qui le conclusioni a cui siamo giunti, e che ho tentato di spiegarvi più sopra.
Spiegazione a cui aggiungo una doverosa precisazione: a nessuno dei due interessa minimamente andare in giro a racimolare avventure, anche perchè non siamo mai stati i tipi, nè io nè lui, e poi siamo troppo presi dalla nostra vita, dal cercare di crescere nostro figlio dandogli basi solide e punti di riferimento, conciliando la nostra attenzione di genitori con gli impegni di professioni molto impegnative per entrambi (lui manager di una grossa azienda, io pubblicitaria).
Resta però il fatto che, nella nostra situazione, sarebbe da stolti non ammettere che possa capitare di provare interesse per qualcun'altro.
E così, dopo il doveroso preambolo che - spero mi perdonerete - non sono riuscita a mantenere stringato, giungo finalmente al punto: a me è capitato.
Dopo molto tempo in cui - nonostante la condiscendenza a cui si è giunti in proposito con mio marito - non ho mai provato un reale interesse per nessuno, benchè le possibilità e i corteggiatori non mi siano mai mancati, un giorno ho incontrato un uomo.
E' curioso per me dirlo, dal momento che non sono più una ragazzina e che, anche quando ne avevo l'età preposta, non sono mai stata un tipo troppo sentimentale, ma lasciandomi andare alle definizioni, potrei affermare che si è trattato di un vero e proprio colpo di fulmine. Ho visto lui ed è stato come incontrare qualcuno che conoscevo da sempre, e da quel primo momento questo sentimento è montato dentro di me, assumendo toni e connotazioni che - per quanto razionalmente io possa ritenerlo azzardato - potrei persino arrivare a definire amore.
E dopo il punto, il punto cruciale: fra me e quet'uomo non è mai successo niente.
Per mesi lui mi ha lanciato "segnali" che mi parevano inequivocabili e che mi avevano fatto convincere di essere corrisposta.
Parlo di tanti piccoli gesti, come sguardi, piccoli "inseguimenti" e comunque tante cose che sono difficili da dire a parole perchè bisognerebbe trovarcisi di persona, ma avete presente quando la sensazione di una corrispondenza è troppo netta e forte per potersi capacitare che sia solo frutto d'immaginazione o di false speranze?
L'ho visto arrossire una volta che ci siamo incontrati per caso, ho visto i suoi occhi cercarmi in tante occasioni, eccetera, eccetera.
Poi però, non ha mai fatto una mossa concreta, e da un pò di tempo sembra addirittura evitarmi.
Da quanto, una sola ed unica volta, trovandoci da soli in una stanza, ci siamo scambiati un lieve bacio sulle labbra. Gesto che è partito da lui, anche se io ho poi corrisposto.
Insomma, da allora più nulla. Spesso vedendomi abbassa lo sguardo, e arriva a salutarmi solo se proprio non ne può fare a meno. Di certo non mi lancia più quei segnali che mi erano parsi così evidenti. Ed in effetti, ancor più adesso che sono finiti, non riesco a capacitarmi che non lo fossero.
Così eccomi qui. Con questa cosa che mi sta logorando.
Il desiderio di lui è sempre più forte, ed è un desiderio che coinvolge tutta la sua persona, non certo la sola attrazione sessuale, che forse è la cosa meno importante.
E molto probabilmente, proprio questa situazione "incompiuta" non mi aiuta a prendere le cose con lucidità.
Le domande sono tante.
Possibile che io mi sia immaginata tutto, e che lui in realtà non abbia mai provato interesse per me?
E se invece ciò che percepivo era reale, come mai questa retromarcia, ancor prima che sia accaduto alcunchè?
Ho una vita piena di priorità ben precise a cui tengo infinitamente, e che sono inconciliabili con questo mio sentirmi una stupida ragazzina innamorata e allo sbando.
Per questo, anche e soprattutto per questo, ho BISOGNO di risposte.
Ma come fare?
Voi che cosa ne pensate?
Un'ultima cosa, la più imbarazzante: lui, è l'istruttore di karate di mio figlio, che pratica quest'arte marziale da quando aveva sei anni.
Ma io l'ho conosciuto prima che lo diventasse, in un'altra palestra dove insegna e che per un pò ho frequentato anch'io.
Solo dopo - ovvero lo scorso settembre - ha preso servizio nel centro sportivo di mio figlio, in sostituzione del vecchio maestro. Mentre io e lui ci conosciamo dall'anno precedente.
Questo per dire che non è in virtù di questo suo ruolo che ci siamo conosciuti, e non è stato da quando io sono "diventata" la mamma di un suo allievo che ha fatto quella "retromarcia".
No, questa è avvenuta pochi mesi fa, mentre i precedenti "segnali" erano continuati anche dopo che è arrivato al centro sportivo che frequenta il mio bambino.
La situazione è davvero imbarazzante, ma io non posso fare a meno di provare per lui ciò che provo.
E lui invece?
Non so davvero più cosa pensare, mi date un vostro parere?
Perdonate se ho scritto tanto, e un grazie di cuore anche solo a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui.
Mariarosa
 
N

Non registrato

Guest
Cara Mariarosa, innanzitutto non ci hai detto una cosa importante: lui è libero? Perché una retromarcia così può dipendere certamente da qualche suo impegno sentimentale. Secondo argomento: ci sono uomini che non sopportano, per una loro etica personale, di "insidiare" la donna di un altro. Una sorta di solidarietà maschile: io non rubo la donna a te, tu non la rubi a me. Terzo: l'etica dell'insegnante: non puoi sorvolare sul fatto che sia l'istruttore di tuo figlio con mere argomentazioni cronologiche. Sta di fatto che ora lo è, e le cose possono essere cambiate.
In bocca al lupo!
 

Verena67

Utente di lunga data
Mariarosa ha detto:
Salve a tutti.
Vi leggo da un pò di Inevitabilmente però, rimane l'altra faccia della medaglia: ovvero che da molto tempo io e lui non siamo più "una coppia" sotto determinati punti di vista, anche se insieme a nostro figlio costituiamo una famiglia.
La situazione è davvero imbarazzante, ma io non posso fare a meno di provare per lui ciò che provo.
E lui invece?
Non so davvero più cosa pensare, mi date un vostro parere? Mariarosa

[FONT=Verdana,Arial,Helvetica]benvenuta, Mariarosa!

Quanto sono simili i cammini di tutti noi! Tutti alle prese, chi più chi
meno, con unioni stanche!
Allentandosi la forza dei "precetti" morali di un tempo (ma sono certa che
si è SEMPRE tradito, anzi!) le persone sono di fronte ad un bivio.
Che fare? Percorrere (inde)fessi la via della virtù? O scindere i due profili,
quello familiar - professionale (sempre immacolato) e quello trasgressivo
- emozionale?
Io penso che non si possa "condannare" chi non riesce a continuare intonso in eterno la via della virtù:
la storia che ho avuto ha scoperchiato un vaso di Pandora.
So anche che, probabilmente, la cosa non si risolverà nell'inizio di una
nuova famiglia (non nel caso di specie, e nemmeno con un nuovo "amante"),
ma nel soddisfacimento di un qualche interesse fisico - emotivo - sentimentale
transeunte.
Tutto ciò è un po' triste? Forse.
Ma credo poco all'altra favoletta per cui "bisogna inventare il rapporto
ogni giorno, etc. etc."
Forse per qualcuno, come diceva una pubblicità, ma non per tutti
Scusate lo svarione malinconico A volte anche le Verene piangono

Quanto all'istruttore di Karate, Mariarosa, sei troppo strutturata, con il
tuo Consorte - Fratello e Figlio, per fare di questa storia un grimaldello
che scardini la tua serenità. E' stato il "profumo" di una novità, niente
di più. Non saprai mai i motivi, e non li otterrai chiedendo. E' andato,
finito, kaputt. Irrecuperabile.
I sentimenti non si spiegano, si provano.
Assaporane il ricordo e vai avanti. Chissà, prima o poi qualcos'altro apparirà
e renderà la tua "forzosa" castità meno pesante.

Un bacio


[/FONT]
 
M

Mariarosa

Guest
Ciao, e prima di tutto grazie di cuore per le vostre risposte.
Approfitto di questa domenica silenziosa e solitaria (mio figlio è in gita con la scuola per tutto il w-e, mio marito in viaggio d'affari), per rispondervi con tranquillità.
Cercherò di andare con ordine.

"Non registrato":
Da quel che ne potevo sapere io, e fino a poco tempo fa, era sicuramente single (a meno chè non abbia volutamente millantato tale condizione, e questo credo che sarebbe un dato curioso).
A parte che mai l'ho visto con nessuna, più di una volta ha fatto saltare fuori la cosa parlando del più e del meno, con frasi del tipo: "le poche volte che sono stato fidanzato...", o "io che sono single..." eccetera.
Ho detto che la retromarcia è iniziata dopo che ci siamo scambiati quel bacio sulla bocca, e questo è avventuto intorno agli inizi di marzo.
Potrebbe essersi fidanzato subito dopo di allora - e non discuto che sia possibile - ma non ti parrebbe quantomeno una strana coincidenza?
Senza contare che non è che ci si innamora e si mette in piedi una storia importante dal giorno alla notte, quindi se aveva già un altro interesse in ballo, perchè fare quel gesto?
Sulla sua etica professionale, ti assicuro che non ho sorvolato, ma anzi, l'avrei ritenuta la spiegazione più plausibile..
Questo però solo se la "retromarcia" fosse avvenuta nonappena è diventato il maestro di mio figlio.
Invece ho avuto altri segnali da lui - seppur timidi - per tutto il corso della stagione, non certo da ultimo quel bacio (quando credetti che finalmente si fosse deciso a dare una svolta concreta alla situazione), quindi perchè cominciare a farsi degli scrupoli solo dopo mesi che questa cosa era già un dato di fatto?
Idem dicasi per la mia condizione di donna formalmente impegnata.
Ha saputo fin dal primo momento che ero sposata e con un figlio, non l'ha certo imparato a posteriori!
Davvero non so. Quello che continuo a chiedermi, è se davvero mi sono immaginata tutto (ma è mai possibile?) o cosa invece possa essere accaduto nella sua testa e nel suo cuore, per farlo cambiare in modo così lampante e repentino.
Perchè quello che mi sconcerta più di tutto, è proprio che il cambiamento sia stato così radicale..
Voglio dire: anche ammettendo che quella corrispondenza fosse solo frutto della mia immaginazione, stà di fatto che quando capitava d'incontrarci e di chiacchierare era una cosa piacevole, quindi ora perchè evitarmi in questo modo, quasi sforando nella maleducazione?
Mentre prima era tutto un sorriso, lunghi sguardi, e quelli che mi erano parsi tentativi di trovarsi sempre nel mio stesso posto e nello stesso momento?
(parlo di quando frequentavamo entrambi quella palestra..)
E quel bacio poi, che cosa voleva dire?

Verena67, grazie anche a te.
Io non sò se sono davvero così strutturata, ma anche ammesso che sia così, come vedi evidentemente quando succede qualcosa di così particolare, anche le più solide impalcature cadono.
E - magari non sono brava a dirlo a parole - ma ti assicuro che questa cosa lo è davvero, particolare.
No, io non credo che sia e sia stato solo il profumo di novità..
Come dicevo, ho avuto altre occasioni (ho una vita piuttosto piena d'incontri anche per via del lavoro), ho avuto uomini che mi hanno corteggiata e qualche (rara) volta qualcuno di loro è anche riuscito a suscitare il mio interesse (persone interessanti ce ne sono poche, ma ce ne sono, inutile negarlo), ma ti assicuro che questa è una cosa completamente diversa.
Se ti dovessi dire concretamente perchè lui mi piace così tanto, mi rendo conto che non saprei dirlo.
Ci conosciamo talmente poco, e non sò nemmeno quante e quali cose potremmo avere in comune...
Però lui è una sorte di presenza dentro di me, e questa affinità che avverto al solo vederlo, questo slancio, questa tenerezza che quasi mi fa venire le lacrime agli occhi, questo affetto che viene dal cuore come se lui fosse una persona cara che conosco da tutta la vita..... Insomma, è qualcosa di davvero particolare.
Particolare, strano, bellissimo e struggente.
Per questo, per tutto questo, ho bisogno di quelle risposte.
Per capire me stessa prima di tutto, capire quello che mi sta succedendo...
Non so se puoi capirmi, è davvero difficile per me spiegarlo.

Scusate se ho scritto ancora così tanto, ma sento che mi fa bene parlarne con Voi.
Vi leggerò con tanto piacere se vorrete ancora darmi la vostra opinione.

Con molte stima e simpatia.
Mariarosa
 

Verena67

Utente di lunga data
Mariarosa ha detto:
E - magari non sono brava a dirlo a parole - ma ti assicuro che questa cosa lo è davvero, particolare.
No, io non credo che sia e sia stato solo il profumo di novità..
Come dicevo, ho avuto altre occasioni (ho una vita piuttosto piena d'incontri anche per via del lavoro), ho avuto uomini che mi hanno corteggiata e qualche (rara) volta qualcuno di loro è anche riuscito a suscitare il mio interesse (persone interessanti ce ne sono poche, ma ce ne sono, inutile negarlo), ma ti assicuro che questa è una cosa completamente diversa.
Se ti dovessi dire concretamente perchè lui mi piace così tanto, mi rendo conto che non saprei dirlo.
Ci conosciamo talmente poco, e non sò nemmeno quante e quali cose potremmo avere in comune...
Però lui è una sorte di presenza dentro di me, e questa affinità che avverto al solo vederlo, questo slancio, questa tenerezza che quasi mi fa venire le lacrime agli occhi, questo affetto che viene dal cuore come se lui fosse una persona cara che conosco da tutta la vita..... Insomma, è qualcosa di davvero particolare.
Particolare, strano, bellissimo e struggente.
Per questo, per tutto questo, ho bisogno di quelle risposte.
Per capire me stessa prima di tutto, capire quello che mi sta succedendo...
Non so se puoi capirmi, è davvero difficile per me spiegarlo.
Mariarosa

Ti posso capire benissimo!
Non volevo sminuire il tuo sentimento, non fraintendermi, ma solo dirti che personalmente nessuno mi ha mai "spiegato" a posteriori il perchè...non mi abbia più voluto, o perché il gioco ha cambiato marcia e registro.
Ci sono infiniti motivi. E' capitato anche a me, credo a tutti, di conoscere persone, di affezionarcisi, e poi...e poi la cosa cambiava, il registro "sentimentale" per qualche motivo veniva meno e non tornava mai più...Non è colpa tua, non è colpa di nessuno. I sentimenti sono così, evolvono, cambiano.
Anche di recente, parallelamente alla mia disgraziatissima storia "extra", ho conosciuto un ragazzo cui mi sono molto affezionata, al punto che ho cominciato a pensare che potessimo chissà...sviluppare un sentimento. Senonché ho scoperto una cosa sul suo conto che mi aveva taciuto (convive) e...il sentimento (futuro ed eventuale) si è afflosciato prima di nascere. Siamo ancora amici, ma da parte mia è venuto meno qualsiasi possibile interesse ulteriore. E no, non è per la delusione o la bugia, quelle le ho perdonate. Ma il sentimento c'era (in prodromo) e ora non c'è più. Perchè? Perché si


Personalmente se la tua storia non è evoluta penso che non fosse destino, probabilmente se "indagassi" otterresti solo imbarazzo e risposte evasive. Magari non lo sa nemmeno lui perché ad un certo punto non è più stato interessato a "concretizzare" la cosa.
Sei una donna sicuramente intelligente e attraente, e penso che - come me - sei un po' "stretta" in un matrimonio che sarà ogni meravigliosa cosa in Terra tranne l'unione intima, sensuale e profonda che tutte noi (tutti noi) desideriamo.
Non resta che andare avanti ed aspettare che la vita ci sorprenda, magari con un'evoluzione che al momento non riesci nemmeno ad ipotizzare

Un grosso bacio a tutti noi
 
F

Fedifrago

Guest
Ipotizzo..

Credo che tu sia giunta a una svolta nella tua vita, che la stasi del tuo rapporto si stia incrinando e che inizi a scivolare su un piano inclinato.

Nella descrizione che hai fatto della tua famiglia, hai sempre picchiato sul tasto "noi", sul tasto figlio, ma ben poco su te stessa. Ti sei descritta come "spirito", non come "carne", come "ragione", ben poco come "sentimento", all'interno dell'universo famigliare.

E credo che ora il desiderio di vivere qualcosa a 360 gradi ti stia prendendo la mano, e l'hai idealizzato in questa figura per certi aspetti indefinita. Si sa che l'ignoto attira più del noto.

Che fare? Non mi sembri una persona "bloccata", che non si conosca e non abbia la possibilità di trovare DIRETTAMENTE le risposte che cerchi...che solo da un dialogo con lui puoi avere, per capire se effettivamente ha senso o no continuare a struggerti per questa situazione.

Sei una creativa no?
Prova a immaginare e impostare una situazione di incontro al di fuori dei ruoli (maestro e mamma), tipo procurarsi il suo cellulare se non l'hai già e invitarlo per un caffè o...... vedi tu.

Non si può sempre aspettare che sia l'altro a muovere i suoi passi verso di noi! (magari ora ti evita perchè per qualche motivo pensa che quel bacio che ti ha dato sia stato un azzardo e non è più riuscito a leggere un tuo interesse e si reputa quindi "colpevole" ai tuoi occhi...o magari è solo ...imbranato!!
)
 

Bruja

Utente di lunga data
Mariarosa

Dopo i consigli che hai avuto preferisco saltare a piè pari ulteriori raccomandazioni, che sinceramente ritengo collaterali ad un problema fondamentale.
Voi vi siete adattati ad un rapporto fratello-sorella coercitivo, quasi coatto, dicendovi a parole che vi sareste riservati degli spazi individuali.
Non avete però preso in considerazione che non siete persone da avventure, che comunque avete dei valori, e che in ogni caso avete dei sentimenti che in qualche modo devono essere soddisfatti.
Cosa resta quindi di questo accordo? Un patto formale mortificante, una elusione della parte passionale del rapporto di coppia che non potete risolvere con incontro fortuiti, la difficoltà veramente grande è quella di instaurare un rapporto del genere con chi NON è nelle vostre condizioni e pretendesse la classica avventura o, e per voi sarebbe un dramma, in caso di seria relazione, la convivenza reale.
Non ho soluzioni, ma forse analizzando questa realtà dovreste fare due conti sul tipo di rapporto che avete in atto e valutare che, essendo di per sé anomalo, sperare di risolverlo in modo normale ed accettabile per la vostra disposizione è davvero difficile.
Chi dovesse amarvi dovrebbe farlo "en passant" o, nel migliore dei casi proponendovi una serietà di rapporto effettivo coinvolgente e concreto che non sareste in grado di offrire.
Provate a vederla da questa parte e le risposte verranno da sole.
Bruja
 
M

Mariarosa

Guest
Cara Verena, ancora grazie per la tua attenzione.
Anche se a malincuore, sono pronta ad accettare che possa essere come dici tu.
Devo però ammettere che a me non è mai capitato. Non in questi termini intendo.
Voglio dire: com'è possibile che un sentimento - ammesso che esistesse - muoia ancora prima di essere stato vissuto?
Nelle mie esperienze, come tutti ho lasciato e sono stata lasciata, ma perchè qualcosa finisse (da parte mia o altrui) prima doveva almeno essere iniziato!
Cosa che purtroppo fra me e lui non è mai avvenuta.
Posso però prendere atto che questa volta sia andata così, perchè - come dici tu - i sentimenti seguono vie insondabili alla ragione.
Se è così però, ci sono ancora un paio di cose che continuano a non tornarmi.
La prima: il suo cambiamento così radicale.
Tu stessa racconti che, quando ti è successa una cosa analoga, sei comunque rimasta in buoni rapporti con questo ragazzo.
Lui invece, ti assicuro che è cambiato radicalmente nei mei confronti.
Come dicevo, quasi fatica a salutarmi, e se prima capitava spesso di scambiare due chiacchiere in amicizia, ora sembra fare di tutto per evitarmi.
Che motivo può mai avere?
La seconda cosa strana, è che questo cambiamento sia avvenuto in modo piuttosto repentino, e proprio subito dopo quell'unico slancio "concreto" che lui abbia mai avuto nei miei confronti (mi riferisco a quel bacio).
Insomma, prendo atto di quanto mi dici e - benchè in questi termini sia esperienza nuova per me - lo trovo plausibile, ma queste cose proprio non riesco a spiegarmele..

Un saluto un pò triste..
Mariarosa
 
M

Mariarosa

Guest
Grazie a anche a Voi che - me ne accorgo ora - mi avete scritto mentre stavo rispondendo a Verena.
Utilizzerò questa pausa pranzo in ufficio per leggervi con molta attenzione.
Mariarosa
 
M

Mariarosa

Guest
Cara Bruja, hai molte ragioni, soprattutto quando ti riferisci alle possibili conseguenze e ai risvolti della nostra situazione.
Quello che abbiamo fatto io e mio marito, è stato cercare di guardare sempre entrambe le facce della medaglia.
E se da una parte c'è un'indubbiamente gravosa mancanza, dall'altra c'è tutto ciò che abbiamo.
C'è il nostro nucleo familiare che si, viene prima di tutto, anche di noi stessi come singoli individui.
Un nucleo familiare che - nonostante le mancanze - è sempre rimasto sereno.
Una famiglia fatta di individui che si sono sempre sostenuti l'un l'altro, nelle decisioni importanti e nei momenti di crisi, e che insieme hanno goduto delle gioie e delle soddisfazioni.
Un figlio amatisssimo che sta crescendo sereno, e due genitori che fanno del loro meglio per dargli punti di riferimento solidi, presenza e risposte.
E arriviamo a noi due: due persone legate da un affetto immenso e da una stima profonda, due persone che - non ho alcun dubbio nell'affermarlo - farebbero qualsiasi cosa l'una per l'altra.
Sai, a volte provo a guardarci con gli occhi di nostro figlio.
E mi rasserena quello che vedo, nonostante i dubbi siano sempre tanti.
Quello che vedo sono due persone che hanno sempre una parola buona l'una per l'altra, che non si sono mai lasciate da sole, che hanno sempre affrontato i casi della vita insieme, e che si stimano dal profondo, non per finta.
E credo che questi siano valori buoni con cui crescere, perchè certe cose s'imparano non dagli insegnamenti a parole, ma vivendole e respirandole.
Io e mio marito sappiamo ancora ridere insieme, insieme godiamo ancora delle piccole come delle grandi soddisfazioni. E discutiamo, ci confrontiamo, con sincerità.
Invece sapessi quante coppie vedo - fra amici e conoscenti - che magari nell'intimo del talamo nunziale avranno anche una vita soddisfacente, o quantomeno "standard", ma fra cui ci sono recriminazioni e rancori irrisolti, per la poca voglia di confrontarsi e di comunicare!
Però è vero: noi quel tipo di vita non ce l'abbiamo più.
Il lato erotico-passionale del nostro rapporto è completamente svanito, dimenticato.
Come dicevo, non si tratta di un momento transitorio o di un calo estemporaneo, ma è come se il rapporto si fosse completamente trasformato da quel punto di vista.
Certo, rimane la tenerezza, io e lui ci abbracciamo spesso e volentieri con grandi slanci d'affetto.
Ma a nessuno dei due interessa più fare l'amore.
Da lungo tempo non ci scambiamo nemmeno un bacio profondo.
Per certi versi è dura da ammettere, ma non si tratta di qualcosa di risolvibile.
Lo dico perchè a lungo ci abbiamo provato, per poi dover ammettere che si trattava solo di goffi tentativi, così - gradualmente - abbiamo iniziato ad accettare la cosa con serenità.
Avendo una casa grande che ce lo permette, da qualche anno abbiamo allestito camere separate.
Anche questa "migrazione" non è stata improvvisa, ma graduale.
Ancora oggi capita che ci addormentiamo insieme, magari chiacchierando, leggendo un libro o guardando un film, ma tutto qui.
Dunque che cosa fare?
Sapeste quante volte ce lo siamo chiesti, cercando di sviscerare a fondo la questione!
Come dicevo, abbiamo anche ventilato l'idea della separazione, perchè non siamo stolti, e ci rendiamo conto di quanti e quali risvolti può avere su di noi come individui questo tipo di rapporto.
Ma mettendo le cose sui piatti della bilancia, questa non ha mai smesso di pendere a favore di ciò che ci lega.
Da qui le nostre decisioni.
Ma anche il guardare in faccia alla realtà, senza nasconderci.
Sappiamo di vivere in uno stato di castità forzata, che essendo ancora giovani e nel pieno delle forze non è uno stato semplice, nonostante entrambi per indole abbiamo sempre dato più peso a ben altri fattori all'interno di un rapporto.
E qui giungiamo a quanto vi riferivo prima sui nostri "accordi".
Mi rendo conto che forse, nella foga di raccontare, mi sono espressa male.
Perchè non si tratta tanto di aver "patteggiato" la possibilità di concederci altre storie, quanto dell'inevitabile presa di coscienza che - nella nostra situazione - esista concretamente questa eventualità.
Sappiamo anche che si tratta di un'eventualità che porta con sè diversi risvolti e molte possibili conseguenze, ma entrambi sappiamo che a nulla sarebbe servito non prenderla in considerazione, facendo finta di nulla.
Ed ora eccomi qui.
A me è capitato quello che ho fatto del mio meglio per descrivervi più sopra, e su cui non mi dilungo ulteriormente in questa sede per non annoiarvi ancora di più di quanto non stia già facendo.
Una cosa che - in questi termini - non mi era mai capitata prima.
Un desiderio ed un sentimento profondi per un altro uomo, che è come se vivessero di vita propria.
So che si potrebbe pensare che - nella mia situazione - sia normale provare certe "pulsioni", indipendentemente da ciò che le fa scaturire.
Ma io in fondo non credo che sia così, perchè altrimenti avrebbe potuto capitarmi molto prima, nelle più svariate occasioni.
Certo, con quest'uomo non è ancora successo niente, e a questo punto - visto quanto vi ho raccontato - non so se succederà mai.
Mi rendo conta che la domanda più giusta da porsi è: e se invece succedesse?
Ecco, io non lo so.
L'unica cosa che sò è che anche la passione più intensa, anche il sentimento più profondo per qualcun'altro, non potrebbero scalfire minimamente i miei legami familiari e le mie priorità.
Forse però, potrebbe mutare il rapporto con mio marito. Forse.
Ma - nello stato attuale delle cose - credo che i tempi siano assolutamente immaturi per trovare risposte.
L'unico dato certo comunque, è che in un modo o nell'altro sia io che mio marito siamo esposti a questi interrogativi.
Forse dovrei cercare di non pensare all'altro, ma non credo che sarebbe una soluzione.
Forse questo andrebbe bene se si trattasse di un'interessuncolo, ma in questo caso cercare di togliermelo dalla testa sarebbe solo un palliativo.
O forse, se avessi la possibilità di vivere questa cosa, le risposte in un modo o nell'altro verrebbero da sè.
E come trovarle dunque, se questa possibilità non si concretizzerà mai?
Come vedete, le domande sono molte.
E vi ringrazio infinitamente per questo spazio in cui posso confrontarmi con Voi.
Uno spazio virtuale in cui però sento la vostra attenzione e la vostra partecipazione più reali che mai.
Non smetterò di ascoltarvi se vorrete ancora darmi il vostro parere.
E continuo a scusarmi perchè non so mantenermi stringata.
Grazie ancora!
Mariarosa
 

Bruja

Utente di lunga data
Mariarosa

Non sei prolissa, è solo che desideri vedere tutte le parti della questione, come fosse un prisma.
Non ho soluzioni, sarei una veggente, ma posso dirti che allo stato, voi avete una relazione di profondo affetto, rispetto ed amicizia. Credo che sia ancora pèresto perchè nel vostro incoscio sia matura la vera liberatoria di avere rapporti esterni di altro tipo a causa del vostro senso di colpa che comunque sussiste.
Vi sentite marito e moglie e non vorreste, per considerazione e rispetto reciproco, fare torti all'altro/a.
E' per questo che ho detto che è una situazione paralizzante e stagnante. Dovete capire che se la vostra intesa è al di là ed al di sopra di tutto, quello che riguarda la vita "pedestre" (mi scuso ma uso un termine che appaia appositamente limitante) dovete affrontarlo come esterno e avulso dalla vostra intesa; diversamente non ne uscite, non ci sono soluzioni intermedie visto che già questa lo sarebbe.
E' fatale che questo comporti molti problemi: il rifiuto di avventure miserelle, il rifiuto di impegni troppo coinvolgenti che porterebbero a soluzioni di relazione che siano quelle che ritenete compensative.... e via dicendo.
Non ho risolto nulla, lo so quali siano le soluzioni che non volete, mentre è chiaro che avreste disponibilità a trovare persone gentili, intelligenti, affettuose ed attente che accettino delle soluzioni a voi confacenti.
Insomma, fare un quadro chiaro e senza mezzi termini della situazione può aiutarvi a capire perchè, per quanto ci abbiate pensatn, non troverete soluzioni se non modificherete qualche termine di confronto o se non vi rapporterete con sincerità totale al fatto che questa condizione è adatta a voi, ma anomala nella quasi totalità delle possibilità di incontro.
Per farla breve l'assenza di sesso fra voi è un vuoto che non può essere colmato con i soliti riempitivi occasionali; voi non dovete trovare fuori casa quello che cercano quasi tutti, voi l'avete già ma il destino avverso vi ha reso come "asettici" alla parte carnale dell'intesa.
La butto lì proprio perchè non ho risposte; avete provato a consultare un buon sessuologo di coppia?......... A volte ci sono blocchi ed torpori che, trovatone il motivo, riescono a rientrare ed a ridare alla coppia nuovo entusiasmo.
Un abbraccio
Bruja
 

Verena67

Utente di lunga data
Bruja ha detto:
La butto lì proprio perchè non ho risposte; avete provato a consultare un buon sessuologo di coppia?......... A volte ci sono blocchi ed torpori che, trovatone il motivo, riescono a rientrare ed a ridare alla coppia nuovo entusiasmo.
Un abbraccio
Bruja
Sono d'accordo.
Mi sembra incredibile che tu abbia "subito" una simile discesa negli inferi del torpore coniugale senza cercare, anche ora, di PORVI RIMEDIO.
Posso capire momenti di "stop" o rallentamento, ma il dormire addirittura in camere separate...
io sono una nordica di passionale sangue siciliano, e questa cosa non la sopporterei neanche morta. Mi sarei già separata e non riesco proprio a vederlo come un modello "positivo", scusa, nemmeno per tuo figlio
Mi sembra un grande inganno, involontario, fatto con le migliori intenzioni, ma sempre un inganno.
Un conto è il piano della genitorialità, un conto quello della coppia.
Mi spiace, sono dura, ma la vedo così, in tutta onesta'

un bacio, ti penso
 
M

Mariarosa

Guest
X Bruja e Verena

Cara Bruja,
Devo dire che no, fra tutti i nostri tentativi, quello non l'abbiamo fatto, anche se per un certo periodo abbiamo vagliato anche questa possibilità.
Abbiamo letto insieme molti testi sull'argomento, e ci siamo consultati con amici spicologi per informarci sulle possibi terapie, ma ad entrambi non era sembrata una soluzione adeguata a noi e al nostro problema.
Intendiamoci: nessuno dei due ha mai messo in dubbio che certi percorsi possano rivelarsi utilissimi in molti casi, solo che non ci sembrava che potessero essere affini a noi e al nostro modo di vivere la sfera intima ed erotica, prima, dopo e durante il nostro allontanamento.
Forse c'è stata anche un pò di paura: il timore che affrontare in modo così asettico e per certi versi impersonale la nostra situazione, potesse peggiorare ulteriormente le cose.
Forse anche perchè abbiamo affrontato l'argomento in un momento in cui c'era ancora grande speranza di ritrovarci anche da quel punto di vista (ci siamo concessi romantiche mini-vacanze insieme mentre il bimbo era al mare dai nonni, abbiamo cercato in molti modi di ristabilire un contatto..), e quindi contavamo di ritrovare la passione e lo slancio dentro noi stessi.
Chissà, forse potremmo riprendere in considerazione la cosa, e ti ringrazio per avermi "ricordato" di questa eventualità.

Verena, capisco il tuo disappunto e mi rendo conto benissimo che quanto vi racconto sia difficile da comprendere e da assimilare.
Tuttavia, se posso darti ragione su molti fronti, posso anche dirti che non mi sento di vivere nell'inganno.
L'inganno parte sempre da noi, per poi propagarsi a chi ci sta vicino e financo a tutto ciò che ci circonda.
Io e mio marito invece, non ci siamo mai angannati.
Come cercavo di dire, abbiamo sempre affrontato la questione apertamente, con i suoi i pro e i suoi contro.
E tutti i pro sono reali, più reali che mai, non finzioni.
Il nostro affetto profondo, il rispetto, la stima, l'affinità che abbiamo su infinite cose, è tutto vero e vissuto giorno per giorno.
Quindi anche nostro figlio, queste cose le vive e le respira da sempre.
Certo, è vero: il suo babbo e la sua mamma non sono più, non sono anche, "amanti".
Come spiegarglielo?
Difficile pensare di affrontare un argomento del genere in queste fasi della sua crescita!! Però talvolta mi immagino quando sarà grande, se come auspico (e m'impegno per) ci sarà ancora questa complicità e questa vicinanza prodonda fra genitori e figlio, a cercare di raccontargli le diverse fasi che hanno vissuto i suoi genitori, le gioie come le difficoltà, rimanendo comunque uniti o provandoci, perchè ci credevano profondamente.
Certo, ora siamo giunti ad un punto cruciale, e forse ora, adesso, potrei davvero pensare che sto perpetrando, mio malgrado, un inganno.
Ed è proprio questo il mio grande dilemma.
Adesso, che mi è capitato di provare per un "estraneo" i sentimenti che vi raccontavo, e che non si fermano certo alle mere pulsioni sessuali.
E questo - credimi - mi tormenta spesso, difatti è anche e soprattutto su questo che cercavo un vostro parere.
Per la prima volta, provo sentimenti di un certo tipo per un'altra persona.
Questi non intaccano i miei rapporti familiari, però ci sono, inutile negarlo.
Ed inutile - secondo me - anche farsi scudo del fatto che fra me e questa persona non è mai successo praticamente nulla.
Da qui le tante domande che già vi proponevo e che mi assillano.
E se invece succedesse?
E dal lato pratico, che cosa dovrei fare io?
Cercare di togliermi dalla testa quest'uomo con tutte le mie forze (non che non ci abbia già provato, intendiamoci, ma con scarso successo ahimè..)?
O provare a sondare la situazione, per capire dove mi porterebbe?
Per capire me stessa, sotto molti aspetti.
Secondo Voi, ora, sto davvero ingannando chi mi è più caro?

Con tutta la mia gratitudine per il vostro ascolto,
Mariarosa
 

Verena67

Utente di lunga data
Mariarosa ha detto:
Ed è proprio questo il mio grande dilemma.
Adesso, che mi è capitato di provare per un "estraneo" i sentimenti che vi raccontavo, e che non si fermano certo alle mere pulsioni sessuali.
E questo - credimi - mi tormenta spesso, difatti è anche e soprattutto su questo che cercavo un vostro parere.
Per la prima volta, provo sentimenti di un certo tipo per un'altra persona.
Questi non intaccano i miei rapporti familiari, però ci sono, inutile negarlo.
Ed inutile - secondo me - anche farsi scudo del fatto che fra me e questa persona non è mai successo praticamente nulla.
Da qui le tante domande che già vi proponevo e che mi assillano.
E se invece succedesse?
E dal lato pratico, che cosa dovrei fare io?
Cercare di togliermi dalla testa quest'uomo con tutte le mie forze (non che non ci abbia già provato, intendiamoci, ma con scarso successo ahimè..)?
O provare a sondare la situazione, per capire dove mi porterebbe?
Per capire me stessa, sotto molti aspetti.
Secondo Voi, ora, sto davvero ingannando chi mi è più caro?

Con tutta la mia gratitudine per il vostro ascolto,
Mariarosa
Poni il problema con grande lucidità.
E se capitasse?
Io penso che il tradimento sia proprio questo, un cedere ad un richiamo oscuro che però risponde a qualche parte VERA e PRESENTE di noi. Non tutto in noi è luce, regolarità. Ci sono zone in ombra, che vengono dalla parte più oscura e forse vera di noi. Ecco perché non mi piace chi spara giudizi e traccia linee.
Non è facile. Non si tradisce per mera superficialità. Qualcuno lo fa, ma non tutti. Ci sono persone molto strutturate e consapevoli che pure tradiscono.
Io non sono una persona superficiale, per niente, ho un grosso senso del dovere, eppure ho tradito. Sono stata sul baratro, e avevo deciso per il no...l'avevo anche detto al mio amante. Gli dissi: chiudiamola qui, prima che succeda. E lui accettò. Mi disse - che roba! - che "sentiva un immenso freddo dentro" (almeno quanto ne ha sentito tre mesi dopo, quando gli ho chiesto se intendeva venire a vivere con me
) e io gli dissi "Mi spiace, ma non posso! Non posso..."
Era il mio senso del dovere.
Passo' un week - end di tormento, mi svegliai piangendo. Una cosa che non m'era mai successa. Avevo cominciato a piangere nel sonno. Andai al lavoro, e sul pulman pensai, sola, nel freddo, in mezzo ad una folla anonima, che potevo anche morire lì, se vivevo con quel rimpianto. Che la mia vita era praticamente finita, se rifiutavo quel richiamo. Potevo tranquillamente aspettare la vecchiaia, tanto ormai ero morta dentro.
Visto con il senno di poi pare una gran cavolata, eh?!

Eppure era quello che provavo. E capii che nel bene e nel male dovevo vivere quell'esperienza. E che la mia vita, dopo, non sarebbe stata più la stessa.
E così è stato. Nel bene e nel male.

per cui, si, Mariarosa, se succedesse, soccomberai alla tentazione.
Perché non si può resistere a vivere la propria vita ed a rompere gli argini tanto faticosamente costruiti. La vita è anche cambiamento e rivoluzione, nuova linfa e distruzione. Il bosco bruciato rifiorisce più rigoglioso che mai.
Non leggete questo come auto - assolvimento, ma solo come esperienza di vita vissuta, anche i "traditi" ci meditino sopra, con onestà.
Un bacio a tutti
 
Stato
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