Le regole del (delitto) tradimento perfetto

Brunetta

Utente di lunga data
Avete intravisto la fiction?
È la storia di un gruppo di persone che per occultare un delitto finiscono per compierne moltissimi. Ma i personaggi sono legati da un patto reciproco che a volte violano a volte no.
Interessante se si può seguire con attenzione.
Ma trovo che sia interessante in questo senso anche Gomorra.
Ovvero è interessante dal punto di vista creativo la creazione di un mondo parallelo in cui vigono regole altre rispetto a quelle della vita di ognuno di noi.
Non che nelle relazioni nel reale e non clandestine non esistano rischi di equivoci. Ma proprio per questo esistano termini diversi per definirle ed esiste il matrimonio che mette nero su bianco e fa sottoscrivere davanti a testimoni gli impegni presi.
La situazione degli amanti è particolare perché non sottoscrivono nulla e anzi il primo articolo del patto implicito senza testimoni è quello di non nuocere ai matrimoni di cui stanno violando il patto, Per fare ciò costruiscono quella che qui viene definita bolla.
Non vi pare che talvolta si costruisca non solo una bolla in cui si viva senza interferenze, ma che all’interno di questa bolla viga un’etica o comunque una moralità alternativa?
Solo che, trattandosi di un mondo parallelo, di una realtà alternativa, le regole sono (ancor più) confuse, non codificate e gli attori di queste relazioni finiscono per essere veri attori e di interpretare personaggi di storie diverse, con regole diverse.
Ancora più confuse sono le regole delle relazioni che nascono nel virtuale.
“ Il presupposto dal quale partire è che nella chat non si incontra la realtà del proprio interlocutore/della propria interlocutrice, così come non ci si fa incontrare dall’altro per quello/a che si è.

Nel rapporto da “dietro uno schermo” (pc o cellulare che sia) mancano la fisicità, i propri modi di essere, di porsi, di muoversi, ma anche di pensare, di parlare, di esprimersi con un certo volume e tono della voce, con una propria mimica, con le proprie pause, con i propri sguardi.

Lo schermo diventa un muro rispetto al contatto con la realtà, che viene alterata e deformata. Questa trasformazione della realtà riguarda entrambi i protagonisti della comunicazione:

l’interlocutore, la cui immagine si arricchisce e costruisce sulla base delle proiezioni mentali dell’altro;
l’immagine di se stessi, poiché nel virtuale si ha la possibilità di mostrarsi con abiti diversi, di manifestare la parte migliore di sé o anche di mettere in gioco parti e aspetti che non appartengo a sé ma che si vorrebbe tanto fossero propri. Spesso si ha un ideale dell’Io, un’immagine di sé, a cui si vuole volgere e il virtuale consente di mascherarsi, di creare una realtà (virtuale) in cui poter fingere di essere ciò che non si è (i nickname o l’anonimato consentono questo).”
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quali regole implicite ed esplicite sono irrinunciabili?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Le regole per me sono sempre esplicite
Non amo i non detti, non amo i sottountesi e soprattutto se ho un dubbio chiedo.
Non ho mai capito perché se si può avere una situazione più che Chiara si evita di chiedere
Parto dal presupposto che avendo una relazione extra devo raccontare bugie a casa o comunque omettere. Mi sono sempre rifiutata di farlo in una relazione extra. Il gioco non vale la candela. Se sto bene in una bolla voglio starci bene perché ho chiara esattamente cosa c’è nella bolla.
Sul virtuale non so. Io sono nel virtuale quello che sono nel reale. Chi mi ha conosciuto nel reale passando dal virtuale non ha avuto sorprese.
Non mi piace recitare e forse a volte sono troppo diretta ma non lascio adito a dubbi su quello che provo e voglio
Se scrivo una cosa è perché la voglio non per ammantare il virtuale
 

stany

Utente di lunga data
Non è poi così vero che nel virtuale si possano nascondere ,ammantandole con informazioni fuorvianti, le vere caratteristiche della propria natura. Forse all'inizio , ma se il carteggio prosegue con interesse reciproco allora la sensibilità aumenta e si riescono a decifrare cose non dette ,e notizie incongrue circa la personalità che si vuole diffondere.
Del resto il virtuale dovrebbe essere solo un mezzo, e non il fine per l'incontro de visu.
Quando invece assume la caratteristica principale della comunicazione permanente, senza che vi sia l'interesse ad un incontro concreto, allora anche una personalità creata ad hoc in funzione di ciò ha un proprio valore ufficiale, in quanto essa è ciò che si condivide con l'altro e, beninteso potrebbe essere agli antipodi da quella principale; l'importante è la coerenza rispetto a quanto si vuole che venga percepito . Superfluo dire che qualunque aspetto della personalità passi e venga percepito nel virtuale è comunque una parte di noi di cui siamo consapevoli o meno, che ci caratterizza e rende riconoscibili come le impronte digitali.
Se non si è schizofrenici in questo tipo di comunicazione le regole sono quelle del mondo reale. Credo poi che sia questione di affinità il fatto di creare una empatia all'interno di una corrispondenza virtuale di lunga durata. Forse si intravvedono di più i non detti e le menzogne in una email che in una conversazione davanti ad un caffè, in quanto proprio gli aspetti fisiognomici e le espressioni e gli atteggiamenti ,ancorché non impostati, possono essere appunto alterati ad arte e percepiti per ciò che non sono. Anche perché il distacco fisico rende più attenti e critici , più freddi e razionali giocoforza, attivando sensibilità più profonde.
Insomma ,dovessi intrattenermi in una chat senza webcam con quella che penso sia una femmina avvenente, non vorrei che al primo incontro si rivelasse poi un camionista di 130 kg.....Penso quindi che il virtuale sia un ottimo mezzo ,se capita, per farsi un'idea della persona ,stante che ,se le informazioni date non corrispondono,pregiudichino anche la chance (che si è persa perché ci si è spacciati 80 kg per 1,85, quando si è 1,55 per 120 kg) che si potrebbe avere sfoderando doti che nel virtuale è difficile trasmettere.
 
Ultima modifica:

Lostris

Utente Ludica
Non capisco le relazioni virtuali.
Capisco gli incontri e una prima conoscenza virtuale.
Fine.

Proprio perché è un filtro dietro cui ci si puó nascondere di più , come persona e nelle intenzioni, è un qualcosa che, quando mi interessa capire se c’è spazio di approfondimento, levo il prima possibile.

Soprattutto non riesco e non voglio lasciarmi andare sessualmente con chi non ho mai visto e non ho testato la chimica della prossimità.

Se sembra ci sia interesse, ma non si concretizza in un incontro, allora non fai per me.
(Tolto che secondo me quell* che intrattengono relazioni puramente virtuali tanto a posto non sono)

Di parolai è pieno il mondo.. non è che nel reale non ci siano fraintendimenti o prese per il culo... ma almeno ci si guarda e ci si tocca.

Ovviamente il discorso dell’utilizzo del virtuale all’interno di una relazione reale è diverso.
Lì mi piace anche esplorare tutte le potenzialità del mezzo 😬
 

stany

Utente di lunga data
[QUOTE="Lostris, post: 1967853, member: 2659

Ovviamente il discorso dell’utilizzo del virtuale all’interno di una relazione reale è diverso.
Lì mi piace anche esplorare tutte le potenzialità del mezzo 😬
[/QUOTE]

Ecco...usato in questi termini ,come estensione del reale e mezzo di contatto anche quando non si è vicini ,assume la valenza di una possibilità in più che integra ciò che già esiste concretamente.
Non definirei comunque sempre patologico il comportamento di chi non esce allo scoperto ma permane "sotto copertura"; un poco come qui dentro... Ci si relaziona per anni ,magari, stabilendo un feeling ,una "amicizia" ,senza che necessariamente si voglia poi incontrare il soggetto . Ma trattandosi di sesso ,quale è l'argomento in oggetto, è evidente che un passaggio dal virtuale al reale e concreto ,sia auspicabile; poi possono esistere vari livelli di profondità di esplorazione: con una webcam può surrogarsi un contatto fisico impossibile da concretizzare per mille motivi.
Se non sbaglio ,qui dentro mi pare di aver letto di una situazione simile , protrattasi per anni, in cui i due "amanti virtuali" non si erano mai incontrati; naturalmente a causa della distanza che li separava. Mi pare anche che lei si fosse innamorata e vivesse la situazione come qualunque altra caratterizzata dal tradimento del partner (e qui si potrebbe approfondire il significato di tradimento, e considerare se una situazione simile lo sia: senza che mai ci sia stato in contatto fisico).
Siccome la realtà supera la fantasia, anzi, ne è l'ispiratrice , considero tutte le opzioni "normali" , purché non scadano nel patologico, come alcuni films hanno fatto vedere, ispirati o no a situazioni reali. Voglio dire che qualunque strumento o mezzo di interposizione va usato nei "limiti" , e non è censurabile come non lo è il comportamento di chi se ne avvale. Tra l'altro l'argomento sarebbe da approfondire nella prospettiva di un futuro sempre più tecnologicamente evoluto ,un cui i rapporti umani saranno sempre più virtualizzati e mediati da strumenti che rappresentano l'estensione dell'essere umano. Un esempio per rimanere in argomento sono le bambole giapponesi ,che hanno un costo elevato giustificato dall'elevata tecnologia e performance di cui dispongono, e che permettono (in una società molto diversa dalla nostra , è vero,parlo di quella giapponese) di virtualizzare anche il contatto fisico ,elevando il livello di isolamento nella ricerca di un surrogato umano , estromettendo anche l'ipotesi di un contatto reale tra due persone conosciutesi in chat. Insomma , un futuro che potrebbe presentare sorprese ed evoluzioni comportamentali del genere umano che oggi possiamo solo immaginare e deprecare , naturalmente. Oggi già sappiamo che in Giappone ,ma non solo, vi sono persone che si "innamorano" di una di queste bambole antropomorfe che lo sono anche nella fisiologia sessuale; del resto Blade Runner quasi quarant'anni fa prefigurava una condizione simile.
P.s. non vorrei che il contenuto passasse come maschilista o maschiocentrico, ma tant'è: ad oggi la situazione è questa ,salvo i California dream men...(a quando il big Jim a grandezza naturale?)
Del resto,come si evince dai post di questo sito e dalla realtà dei fatti, per una "femmina" le possibilità di approccio e reperimento di un maschio è molto più facile che non il contrario. Quindi io ci vedo quasi una discriminazione al contrario: il fatto che il genere maschile sia di gran lunga il maggior fruitore del porno, basando questa considerazione sull'offerta disponibile, fa capire come sia proprio il maschio ad avere le difficoltà di approccio che lo spingeranno sempre più nel futuro ad avere difficoltà relazionali col genere femminile. E questo è dimostrato da quanto paradossalmente siano ancora presenti, con tendenza all'aumento, le violenze sulle donne ; a dimostrazione che la tecnologia e la rarefazione dei contatti tra le persone come sempre avvenuti fino ad oggi,portano all'isolamento .
Il tradimento è sempre esistito, e non sono così sicuro che nella società attuale sia agevolato dallo smartphone e dai siti d'incontri; sono delle opzioni che però rischiano di creare ancora più disagio ed isolamento , come già ho detto: strumenti di controllo ed informazione che riescono solo ad aumentare la frustrazione ed il disagio in chi poi non riesce ad utilizzare tali elementi per asservire la realtà dei fatti alle proprie esigenze. Di qui gli psicofarmaci o la bambola gonfiabile.
 

Lostris

Utente Ludica
Ecco...usato in questi termini ,come estensione del reale e mezzo di contatto anche quando non si è vicini ,assume la valenza di una possibilità in più che integra ciò che già esiste concretamente.
Non definirei comunque sempre patologico il comportamento di chi non esce allo scoperto ma permane "sotto copertura"; un poco come qui dentro... Ci si relaziona per anni ,magari, stabilendo un feeling ,una "amicizia" ,senza che necessariamente si voglia poi incontrare il soggetto . Ma trattandosi di sesso ,quale è l'argomento in oggetto, è evidente che un passaggio dal virtuale al reale e concreto ,sia auspicabile; poi possono esistere vari livelli di profondità di esplorazione: con una webcam può surrogarsi un contatto fisico impossibile da concretizzare per mille motivi.
Se non sbaglio ,qui dentro mi pare di aver letto di una situazione simile , protrattasi per anni, in cui i due "amanti virtuali" non si erano mai incontrati; naturalmente a causa della distanza che li separava. Mi pare anche che lei si fosse innamorata e vivesse la situazione come qualunque altra caratterizzata dal tradimento del partner (e qui si potrebbe approfondire il significato di tradimento, e considerare se una situazione simile lo sia: senza che mai ci sia stato in contatto fisico).
Siccome la realtà supera la fantasia, anzi, ne è l'ispiratrice , considero tutte le opzioni "normali" , purché non scadano nel patologico, come alcuni films hanno fatto vedere, ispirati o no a situazioni reali. Voglio dire che qualunque strumento o mezzo di interposizione va usato nei "limiti" , e non è censurabile come non lo è il comportamento di chi se ne avvale. Tra l'altro l'argomento sarebbe da approfondire nella prospettiva di un futuro sempre più tecnologicamente evoluto ,un cui i rapporti umani saranno sempre più virtualizzati e mediati da strumenti che rappresentano l'estensione dell'essere umano. Un esempio per rimanere in argomento sono le bambole giapponesi ,che hanno un costo elevato giustificato dall'elevata tecnologia e performance di cui dispongono, e che permettono (in una società molto diversa dalla nostra , è vero,parlo di quella giapponese) di virtualizzare anche il contatto fisico ,elevando il livello di isolamento nella ricerca di un surrogato umano , estromettendo anche l'ipotesi di un contatto reale tra due persone conosciutesi in chat. Insomma , un futuro che potrebbe presentare sorprese ed evoluzioni comportamentali del genere umano che oggi possiamo solo immaginare e deprecare , naturalmente. Oggi già sappiamo che in Giappone ,ma non solo, vi sono persone che si "innamorano" di una di queste bambole antropomorfe che lo sono anche nella fisiologia sessuale; del resto Blade Runner quasi quarant'anni fa prefigurava una condizione simile.
P.s. non vorrei che il contenuto passasse come maschilista o maschiocentrico, ma tant'è: ad oggi la situazione è questa ,salvo i California dream men...(a quando il big Jim a grandezza naturale?)
Del resto,come si evince dai post di questo sito e dalla realtà dei fatti, per una "femmina" le possibilità di approccio e reperimento di un maschio è molto più facile che non il contrario. Quindi io ci vedo quasi una discriminazione al contrario: il fatto che il genere maschile sia di gran lunga il maggior fruitore del porno, basando questa considerazione sull'offerta disponibile, fa capire come sia proprio il maschio ad avere le difficoltà di approccio che lo spingeranno sempre più nel futuro ad avere difficoltà relazionali col genere femminile. E questo è dimostrato da quanto paradossalmente siano ancora presenti, con tendenza all'aumento, le violenze sulle donne ; a dimostrazione che la tecnologia e la rarefazione dei contatti tra le persone come sempre avvenuti fino ad oggi,portano all'isolamento .
Il tradimento è sempre esistito, e non sono così sicuro che nella società attuale sia agevolato dallo smartphone e dai siti d'incontri; sono delle opzioni che però rischiano di creare ancora più disagio ed isolamento , come già ho detto: strumenti di controllo ed informazione che riescono solo ad aumentare la frustrazione ed il disagio in chi poi non riesce ad utilizzare tali elementi per asservire la realtà dei fatti alle proprie esigenze. Di qui gli psicofarmaci o la bambola gonfiabile.
Hai messo in mezzo un’infinità di argomenti diversi e ognuno meriterebbe di essere approfondito.

Restando per il momento in superficie, io non dubito che ci siano persone che possano intrattenere relazioni sessuali virtuali a lungo, o addirittura per sempre.

In questo senso credo basti essere chiari reciprocamente che così va bene a entrambi.

Peró per me il reale, parlando di sesso, non è solo auspicabile... è imprescindibile.

Il sesso è e deve essere piacevolissimamente sporco... è sudore, umori, contatto, odori e via andare.
È esperire il corpo dell’altro con tutti i sensi a disposizione e anche di più.

Il virtuale dovrebbe essere uno strumento al servizio del reale, e non viceversa.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Quoto @Lostris
In effetti oggi diluvia :)
 

stany

Utente di lunga data
Stavo solo delineando un futuro già avvertibile nel senso posto dall'argomento in oggetto.
È chiaro che quello che dice @Lostris dovrebbe essere la normale amministrazione; ma già la deriva di un virtuale sempre più potente ed invasivo veicolato dalla tecnologia si avverte. Penso che i nostri nipoti si dovranno confrontare strettamente con questa realtà. Non esistono termini di confronto e paragone con la civiltà precedente, almeno fino alla fine del secolo scorso. Se è vero che per secoli la civiltà ha visto immutate gli stili di vita ,le abitudini e le tradizioni, dall'avvento di internet non è e non sarà mai più così.Sono solo passati nemmeno trent'anni, e già ci poniamo la domanda se il sesso virtuale possa sostituire quello vero; una domanda che negli anni 50 del secolo scorso avrebbe avuto il significato di una provocazione: chi poteva andava al casino (altro che bambola gonfiabile).
E ripeto: non voglio dare la visione di un'interpretazione maschilista: mi limito solo a registrare la situazione , quella di oggi e quella di ieri.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non è poi così vero che nel virtuale si possano nascondere ,ammantandole con informazioni fuorvianti, le vere caratteristiche della propria natura. Forse all'inizio , ma se il carteggio prosegue con interesse reciproco allora la sensibilità aumenta e si riescono a decifrare cose non dette ,e notizie incongrue circa la personalità che si vuole diffondere.
Del resto il virtuale dovrebbe essere solo un mezzo, e non il fine per l'incontro de visu.
Quando invece assume la caratteristica principale della comunicazione permanente, senza che vi sia l'interesse ad un incontro concreto, allora anche una personalità creata ad hoc in funzione di ciò ha un proprio valore ufficiale, in quanto essa è ciò che si condivide con l'altro e, beninteso potrebbe essere agli antipodi da quella principale; l'importante è la coerenza rispetto a quanto si vuole che venga percepito . Superfluo dire che qualunque aspetto della personalità passi e venga percepito nel virtuale è comunque una parte di noi di cui siamo consapevoli o meno, che ci caratterizza e rende riconoscibili come le impronte digitali.
Se non si è schizofrenici in questo tipo di comunicazione le regole sono quelle del mondo reale. Credo poi che sia questione di affinità il fatto di creare una empatia all'interno di una corrispondenza virtuale di lunga durata. Forse si intravvedono di più i non detti e le menzogne in una email che in una conversazione davanti ad un caffè, in quanto proprio gli aspetti fisiognomici e le espressioni e gli atteggiamenti ,ancorché non impostati, possono essere appunto alterati ad arte e percepiti per ciò che non sono. Anche perché il distacco fisico rende più attenti e critici , più freddi e razionali giocoforza, attivando sensibilità più profonde.
Insomma ,dovessi intrattenermi in una chat senza webcam con quella che penso sia una femmina avvenente, non vorrei che al primo incontro si rivelasse poi un camionista di 130 kg.....Penso quindi che il virtuale sia un ottimo mezzo ,se capita, per farsi un'idea della persona ,stante che ,se le informazioni date non corrispondono,pregiudichino anche la chance (che si è persa perché ci si è spacciati 80 kg per 1,85, quando si è 1,55 per 120 kg) che si potrebbe avere sfoderando doti che nel virtuale è difficile trasmettere.
Esiste un programma Catfish che tratta di relazioni virtuali che durano fino a quando uno dei due sparisce. Nel programma lo rintracciano. E si scoprono biondine che in realtà sono donne nere Obese, aitanti ragazzi che in realtà sono le cugine ecc.
Evidentemente succede e la recente vicenda di Pamela Prati ha fatto emergere storie di persone che sembravano non ingenue che hanno fatto bonifici a truffatori che si sono finti innamorati.
Però gli argomenti qui erano altri.
Ovvero principalmente le regole relazionali nei rapporti extra.
Io non credo che si possa chiarire tutto.
Non lo credo perché penso che le relazioni si modificano e ci si può trovare coinvolti più del previsto o perdere interesse senza motivi apparenti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Stavo solo delineando un futuro già avvertibile nel senso posto dall'argomento in oggetto.
È chiaro che quello che dice @Lostris dovrebbe essere la normale amministrazione; ma già la deriva di un virtuale sempre più potente ed invasivo veicolato dalla tecnologia si avverte. Penso che i nostri nipoti si dovranno confrontare strettamente con questa realtà. Non esistono termini di confronto e paragone con la civiltà precedente, almeno fino alla fine del secolo scorso. Se è vero che per secoli la civiltà ha visto immutate gli stili di vita ,le abitudini e le tradizioni, dall'avvento di internet non è e non sarà mai più così.Sono solo passati nemmeno trent'anni, e già ci poniamo la domanda se il sesso virtuale possa sostituire quello vero; una domanda che negli anni 50 del secolo scorso avrebbe avuto il significato di una provocazione: chi poteva andava al casino (altro che bambola gonfiabile).
E ripeto: non voglio dare la visione di un'interpretazione maschilista: mi limito solo a registrare la situazione , quella di oggi e quella di ieri.
Secondo me hai esposto, non so quanto consapevolmente, una idea delle relazioni sessuali che prescinde dalla ...relazione.
È solo pensando a una relazione che soddisfi i bisogni di uno solo dei due che si può immaginare come alternativa a una relazione reale quella con una prostituta, un porno, una bambola.
Purtroppo è presente in molte persone questa idea di relazione. Non si tratta di ricercare solo soddisfazione sessuale, ma anche relazionale in modo totalmente egoriferito.
Naturalmente questo può accadere non solo in rapporti mercenari o con bambole, immaginate con caratteristiche “umane” desiderate, ma purtroppo avviene anche in rapporti reali che possono seguire un percorso di apparente innamoramento, soggetto poi a un crollo improvviso quando le aspettative vengono in qualche modo deluse.
 

stany

Utente di lunga data
Esiste un programma Catfish che tratta di relazioni virtuali che durano fino a quando uno dei due sparisce. Nel programma lo rintracciano. E si scoprono biondine che in realtà sono donne nere Obese, aitanti ragazzi che in realtà sono le cugine ecc.
Evidentemente succede e la recente vicenda di Pamela Prati ha fatto emergere storie di persone che sembravano non ingenue che hanno fatto bonifici a truffatori che si sono finti innamorati.
Però gli argomenti qui erano altri.
Ovvero principalmente le regole relazionali nei rapporti extra.
Io non credo che si possa chiarire tutto.
Non lo credo perché penso che le relazioni si modificano e ci si può trovare coinvolti più del previsto o perdere interesse senza motivi apparenti.
Del resto come nella vita "normale" ,della quale, quella virtuale è un'estensione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Le regole in un rapporto extra possono definire i limiti delle aspettative, rassicurando i soggetti coinvolti che si interpreterà un ruolo rassicurante?
Mi spiego. Chiarire i limiti non può essere un espediente per trovare sicurezze?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Le regole in un rapporto extra possono definire i limiti delle aspettative, rassicurando i soggetti coinvolti che si interpreterà un ruolo rassicurante?
Mi spiego. Chiarire i limiti non può essere un espediente per trovare sicurezze?
No anche perché le regole si possono modificare e creare uno scenario nuoce
Niente è granitico
Per me le regole equivalgono a chiarezza non sicurezza
 

Brunetta

Utente di lunga data
Del resto come nella vita "normale" ,della quale, quella virtuale è un'estensione.
A me pare che (non so con se con maggior probabilità, come sembra a me , nei rapporti virtuali) vi sia una sempre maggiore tendenza a volere relazioni senza sorprese. Si vuole un coinvolgimento piacevole che non faccia correre il rischio di perdere sicurezze.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No anche perché le regole si possono modificare e creare uno scenario nuoce
Niente è granitico
Per me le regole equivalgono a chiarezza non sicurezza
La chiarezza è ciò che crea la sicurezza.
Se si dovessero avere investimenti o coinvolgimento non confacente per mantenere la bolla e, cosa più importante, il resto della vita immutabile, la relazione verrebbe interrotta. Giusto?
Parlavo con amiche recentemente che escludevano, in relazioni ancora ipotetiche, la possibilità di una convivenza. Figuriamoci se non era escluso per principio un coinvolgimento che potrebbe ribaltare le altre sicurezze.
Del resto viviamo in un tempo in cui si assiste a una ricerca di sicurezza anche in punti di riferimento apparentemente irrilevanti. Abbattere alberi pericolanti sembra che potrebbe creare un turbamento al paesaggio interno più che esterno e viene osteggiato, come se gli alberi non fossero esseri viventi e come tali soggetti alla fine del ciclo di vita.
 

Lostris

Utente Ludica
Le regole in un rapporto extra possono definire i limiti delle aspettative, rassicurando i soggetti coinvolti che si interpreterà un ruolo rassicurante?
Mi spiego. Chiarire i limiti non può essere un espediente per trovare sicurezze?
Certo che lo è.
In fondo tutte le regole hanno sempre questa funzione profonda.
A prescindere dalla possibilità di cambiarle e ridefinirle.

Ma in tutti i rapporti, non solo per gli extra.

Poi si può discutere su implicito e esplicito ecc.
 

stany

Utente di lunga data
A me pare che (non so con se con maggior probabilità, come sembra a me , nei rapporti virtuali) vi sia una sempre maggiore tendenza a volere relazioni senza sorprese. Si vuole un coinvolgimento piacevole che non faccia correre il rischio di perdere sicurezze.
Questo alla base , se si parla di relazione parallela; salvo essere superficiali ed immaturi.
 
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