L'autocritica

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Old lancillotto

Utente di lunga data
Avete mai fatto autocritica? Avete mai provato a sedervi e cercare di capire se il vostro comportamento è corretto nei confronti degli altri? Se lo fate, quante attendibilità vi date, ovvero se notate delle colpe vostre e altrui, siete sicuri di dare il giusto peso?

Sto provando a scrivere un post, ma sono talmente sconsolato che non riesco nemmeno a trovare le parole adatte per descrivere lo stato d'animo. Riesco solo a dire che per ogni azione che si fa nella vita, l'incomprensione è dietro l'angolo, ma è difficile, se non impossibile, definire chi è l'incompreso quando la discussione avviene a due persone e manca un giudice imparziale.

Come ci si deve compotare in questi casi?
  • Dai ragione perchè tanto comprendi che è una causa persa insistere
  • Litighi alla morte fino a quando l'altro applicherà la prima soluzione, quindi passi da stolto
  • Cerchi un compromesso, ma alla fine a cosa può servirire?
  • Stabilsci che ormai non troverai mai più ragionevolezza, quindi d'ora in poi cercherai di non cadere più in simili situazioni
Non so voi, ma trovo sfiancante affrontare una discussione con un muro di gomma che nella migliore delle ipotesi ti accusa degli stessi difetti che tu vedi in chi te li rinfaccia, oppure che ti si elevano critiche ed errori, ma non sono in grado di formularti un esempio concreto dei tuoi errori e sei congedato con un "la prossima volta te lo faccio notare", ma la prossima volta non c'è MAI!


Ho bisogno di chiarirmi le idee........
 
O

Old sunrise

Guest
Avete mai fatto autocritica? Avete mai provato a sedervi e cercare di capire se il vostro comportamento è corretto nei confronti degli altri? Se lo fate, quante attendibilità vi date, ovvero se notate delle colpe vostre e altrui, siete sicuri di dare il giusto peso?

Sto provando a scrivere un post, ma sono talmente sconsolato che non riesco nemmeno a trovare le parole adatte per descrivere lo stato d'animo. Riesco solo a dire che per ogni azione che si fa nella vita, l'incomprensione è dietro l'angolo, ma è difficile, se non impossibile, definire chi è l'incompreso quando la discussione avviene a due persone e manca un giudice imparziale.

Come ci si deve compotare in questi casi?
  • Dai ragione perchè tanto comprendi che è una causa persa insistere
  • Litighi alla morte fino a quando l'altro applicherà la prima soluzione, quindi passi da stolto
  • Cerchi un compromesso, ma alla fine a cosa può servirire?
  • Stabilsci che ormai non troverai mai più ragionevolezza, quindi d'ora in poi cercherai di non cadere più in simili situazioni
Non so voi, ma trovo sfiancante affrontare una discussione con un muro di gomma che nella migliore delle ipotesi ti accusa degli stessi difetti che tu vedi in chi te li rinfaccia, oppure che ti si elevano critiche ed errori, ma non sono in grado di formularti un esempio concreto dei tuoi errori e sei congedato con un "la prossima volta te lo faccio notare", ma la prossima volta non c'è MAI!


Ho bisogno di chiarirmi le idee........
Se la discussione che hai è con una donna , posso rivelarti ciò che mi ha detto in via confidenziale mio nonno , ovvero :
Bene che ti va è PATTA

ma quelli erano altri tempi , oggi giorni neanche patta...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ma sai che non capisco?

Ho letto e riletto ..ma non riuscivo a capire...
Poi l'intervento si sunrise mi ha aiutata...tu la metti sul piano di scoprire chi vince...chi ha ragione e chi ha torto..una lite per avere una posizione predominante ...
...sono cose che non capisco...io credo che ci si parla per ascoltarsi e capire i sentimenti..i problemi dell'altro..mica per scoprire chi ha ragione (ecco perché non capivo l'esigenza di un giudice imparziale) non ha ragione nessuno e si ha ragione tutti..ognuno dice quel che sente e non si giudica quel che si sente ...è tutto giusto..non è una gara linguistica/intellettuale da vincere
..
 

MariLea

Utente di lunga data
Ho un'autocritica feroce, ma ti dirò che col passare degli anni sono diventata più buona e comprensiva con me stessa, non aspiro più alla perfezione e forse prima ero solo presuntuosa a pretendere troppo da me stessa.
Per natura tendo a far valere le mie ragioni ad ogni costo, ma anche qui ho effettuato dei cambiamenti col tempo, se devo discutere con muri di gomma sinceramente ci rinuncio, non serve a niente se non a farmi stare male. Sappiamo bene che con una buona dialettica si può sostenere tutto ed il contrario di tutto e se ti trovi di fronte una di quelle persone che non si stanca mai di parlare, girare e rigirare i discorsi per avere ragione fino a quando crolli per svenimento... Per carità! Non ci discuto più, quando capita una nuova discussione, non ti dico che gli do ragione, ma la chiudo subito lì e non parlo più. La cosa più importante è avere la coscienza a posto.
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Ho letto e riletto ..ma non riuscivo a capire...
Poi l'intervento si sunrise mi ha aiutata...tu la metti sul piano di scoprire chi vince...chi ha ragione e chi ha torto..una lite per avere una posizione predominante ...
...sono cose che non capisco...io credo che ci si parla per ascoltarsi e capire i sentimenti..i problemi dell'altro..mica per scoprire chi ha ragione (ecco perché non capivo l'esigenza di un giudice imparziale) non ha ragione nessuno e si ha ragione tutti..ognuno dice quel che sente e non si giudica quel che si sente ...è tutto giusto..non è una gara linguistica/intellettuale da vincere
..

teoria interessante, ma se poi alla fine ti senti inutile perchè quello che fai sembra non bastare mai e ti ritrovi che l'impegno profuso deve solamente aumentare, accettando in cambio che se ci sono defezioni dall'altra parte è tutto giustificato????

Sono questi i problemi di comunicabilità tra le persone, cioè quando pensi di poterti riposare o chiedere un supporto e ti accorgi che sei all'inizio di un'altra salita. Questa montagna non finisce mai............
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Ho un'autocritica feroce, ma ti dirò che col passare degli anni sono diventata più buona e comprensiva con me stessa, non aspiro più alla perfezione e forse prima ero solo presuntuosa a pretendere troppo da me stessa.
Per natura tendo a far valere le mie ragioni ad ogni costo, ma anche qui ho effettuato dei cambiamenti col tempo, se devo discutere con muri di gomma sinceramente ci rinuncio, non serve a niente se non a farmi stare male. Sappiamo bene che con una buona dialettica si può sostenere tutto ed il contrario di tutto e se ti trovi di fronte una di quelle persone che non si stanca mai di parlare, girare e rigirare i discorsi per avere ragione fino a quando crolli per svenimento... Per carità! Non ci discuto più, quando capita una nuova discussione, non ti dico che gli do ragione, ma la chiudo subito lì e non parlo più. La cosa più importante è avere la coscienza a posto.
La persona in questione è considerata da tutti dotata di una dialettica CRISTALLINA!!!
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Se la discussione che hai è con una donna , posso rivelarti ciò che mi ha detto in via confidenziale mio nonno , ovvero :
Bene che ti va è PATTA

ma quelli erano altri tempi , oggi giorni neanche patta...
scusa se ti ho tenuto per ultimo (questione di cavalleria), conconrdo da semrpe con quanto dice tuo nonno, ma a questo punto io ti chiedo come di comporteresti??

Ti sarà capitato di dover affrontare una discussione dove non si arriva a capo di niente......
 

Miciolidia

Utente di lunga data
lancillotto, hai elencato tutta una serie di ipotesi in cui ci si sente vittime e non protagonisti attivi nella comunicazione.
Passivo, ti senti vittima e abbozzi.
  • Litighi alla morte fino a quando l'altro applicherà la prima soluzione, quindi passi da stolto
Ti senti passare per stolto.
caso della rinucia. Vinto , esausto, ti chiedi ma chi me lo fa fare a continuare?
  • Stabilsci che ormai non troverai mai più ragionevolezza, quindi d'ora in poi cercherai di non cadere più in simili situazioni
Molli il colpo e te ne vai.

Fa, ieri, ha scritto una cosa assai interessante che è la seguente:"Le persone che non sono crudeli, sono capaci di superare anche questo estremo: parlo in termine psicologico. Il sabotaggio mentale può fare più male di quello che si pensa.

mi aggancio a questa espressione di Fa, per provare a darci una spiegazione di quanto accade, Non a caso hai parlato di Un" muro di gomma" , e cioè di una persona che nella realzione appare impermeabile al nostro tentativo di comunicazione e ci risbatte in faccia , attraverso il potere che riesce ad esercitare su di noi le sue ragioni ( se e quando ci sono) senza riuscire a fare un passo avanti nella comunicazione e quindi nel rapporto.

Come se nel tempo questi confronti non facessero altro che sabotarci il cervello ( per usare una espressione di Fa) e renderci in alcuni casi Vittime.

Vittime di cosa? vittime di quello che un tedesco Ansem Grun chiama " ABUSO emozionale"

che consiste nel fatto che uno utilizza le emozioni dell'altro per avere potere su di lui, quello che lui vuole avere in maniera incondizionata, prova ne è che lancillotto, attraverso le sue ipotesi di comportamento si da sempre in tutti e 4 i casi perdente.

La conseguenza dell'abuso emozionale, è che si crea una confusione sentimentale. Non ci si riconosce piu' bene. Si è trascinati di qua e di là dalla paura, dalla sensazione di sentirsi obbligati verso l'altro, per ragioni morali o per sensi di colpa che AFFIORANO quando si respingono i desideri dell'altro.

Gli abusi emozionali portano, bada bene , un estraneamento graduale nei confronti dell'altro, e oltre ai sensi di colpa, suscita anche forti aggressioni che possono giungere fino all'odio e al disprezzo ( la coppia si sfascia..consguenza immediata e inevitabile, se di coppia si vuole parlare)
Se non ci si difende la convivenza è impossibile da gestire LEALMENTE.

Questo abuso,o ricatto consiste nel fatto che unapersona minaccia l'altra di punirla se non fa cio' che le si chiede" se non ti comporti come voglio da te avrai da pentirtene"

La vittima dell'abuso emozionale si sente avvolta da una nebbia fatta di sentimenti di paura, di dovere e di colpa e NON CONOSCE PIU? IL BENEPER SE' STESSA. nON RIESCE APENSARE E PRENDERE DECISIONI RAZIONALI.

i RICATATTATORI SONO A LORO VOLTA POSSEDUTI DALLA PAURA. FANNO PRESSIONE SULLA LORO VITTIMA PER SOTTRARSI DALLA LORO PAURA.
E siccome non si sono riconciliate con le ferite del loro passato, rimane rimane in loro una parte scoperta che puo' essere continuamente colpita.

Ed ecco che si rimane pieni di paura, non riusciamo a trovare le parole perchè presi da un profondo stato di angoscia ( vedi quelo che hai scritto lanci?).

Per alcune vittime tale parte scoperta è la paura di essere lasciate sole,di finire in un vicolo Buio, o di cadere in depressione.

per altre si esprime in un profondo stato di angoscia creato dal senso di colpa.

In genere le esperienze traumatiche legate dal fatto di essere state abbandonate, di non essere accettate..di essere state offese. perdispongono una persona allbuso emozionale. Il disatro avviene perchè la vittima non è capace di difendersi da futuri ricatti....

incomicia il circolo vizioso di paura..accondiscendenza..freddezza..irrigidimento...

nel matrimonio questo abuso corrode l'anima del partner..e qualche volta non resta che la separazione per liberarsi dalla morsa dell'altro e ritrovare rispetto per se' stessi.

Tratto da " come vincere nelle sconfitte" Anselm Grun. ed. queriniana.

( seguono tipologie varie di questi abusatori ma mi fermo qui...)

che fare dunque?

Dipende dal livello di esasperazione e dai margini di capacità di ascolto attivo all'interno della relazione Lanci.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
un po' di concretezza?

teoria interessante, ma se poi alla fine ti senti inutile perchè quello che fai sembra non bastare mai e ti ritrovi che l'impegno profuso deve solamente aumentare, accettando in cambio che se ci sono defezioni dall'altra parte è tutto giustificato????

Sono questi i problemi di comunicabilità tra le persone, cioè quando pensi di poterti riposare o chiedere un supporto e ti accorgi che sei all'inizio di un'altra salita. Questa montagna non finisce mai............
Se spieghi di cosa parli ti possiamo dare un parere ..così ..hai ragione e sei sfortunato ad avere a che fare con Crudelia Demon...non credo sia produttivo..nemmeno per te
 

MariLea

Utente di lunga data
teoria interessante, ma se poi alla fine ti senti inutile perchè quello che fai sembra non bastare mai e ti ritrovi che l'impegno profuso deve solamente aumentare, accettando in cambio che se ci sono defezioni dall'altra parte è tutto giustificato????

Sono questi i problemi di comunicabilità tra le persone, cioè quando pensi di poterti riposare o chiedere un supporto e ti accorgi che sei all'inizio di un'altra salita. Questa montagna non finisce mai............
Sei tu che devi stabilire quello che puoi fare e che deve bastare, quello che non arrivi a fare si rimanda o ci pensino gli altri se hanno maggiori energie. Quando sei stanco devi riposare e non iniziare un'altra salita o scoppi!!!
Poche parole e fermezza, assoluta fermezza.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
teoria interessante, ma se poi alla fine ti senti inutile perchè quello che fai sembra non bastare mai e ti ritrovi che l'impegno profuso deve solamente aumentare, accettando in cambio che se ci sono defezioni dall'altra parte è tutto giustificato????

Sono questi i problemi di comunicabilità tra le persone, cioè quando pensi di poterti riposare o chiedere un supporto e ti accorgi che sei all'inizio di un'altra salita. Questa montagna non finisce mai............

Lo vedi lanci che tutto quello che quel Grun ha scritto torna? e questa montagna non finirà mai , fino a che la comunicazione da ENTRAMBE le parti non si trasforma. ma per trasformarsi ci vuole un desiderio profondo di comunicare in primis, da entramebe le parti , con se stessi.lavoro lungo e doloroso.e chi ce lo fa fare? meglio sfasciare tutto e buona notte ai sonatori...per poi ritrovarsi nel nuovo raporto daccapo a 12...e poi si crepa e amen.
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Miciolidia

Mi hai UCCISO!!!

Devo rileggere tutto ciò che hai riportato perchè TROPPO ESATTO e questo mi preoccupa.

Non so come tu possa aver pescato quella risposta perchè come qualcuno ha menzionato, non ho dato riferimenti particolari per descrivere il problema, volevo aprire un tema e non sapevo da che parte iniziare.

Scusami se ora non commento oltre, ma devo davvero riprendere il tutto in mano
 

Bruja

Utente di lunga data
Molto giusto

Tutto molto giusto quello che ho letto nelle vostre risposte, e sarebbe anche allineabile alle analisi psicologiche riportate.
Un solo appunto, ammesso che la persona in questione sia in una condizione di totale prevaricazione, di assoluto disprezzo per le ragioni altrui e tenga il "muro di gomma" a garanzia della sua inattaccabilità, ragionevolezza e confronto, siamo sicuri che sentendo la sua versione sentiremo un racconto con gli stessi presupposti?
Non siamo di fronte al solito tradimento ma comportamento esistenziale e caratterialità.
La domanda sembrerebbe scontata, ma come sempre il problema ha un significato differente in base alla soggettività del racconto ed anche alle oreccchie che ascoltano.
L'incomprensione, in barba a qualunque prefazione psicologica, nasce e cresce quando in una coppia non si opera in senso avvicinante, per smussare, concordare e rinsaldare.
Spesso ad atteggiamenti magari poco attenti e aperti corrispondono reazioni rigide o immobilismi che prefigurano incomprensione già dall'inizio del dialogo.
Può essere che tutto sia come ci viene presentato, può anche essere che le ragioni siano veramente e massimamente da una parte, ma dice bene quel Grun, la comunicazione deve cambiare, e da entrambe le parti, ma se si parte con l'idea che ci sia solo una vittima e solo un carnefice emozionale non si va da nessuna parte.
Come in tutte le cose del corpo e dello spirito è la flessibilità che permette il movimento, il confronto, l'incontro........ l'automatismo reazionale e l'irrigidimento porta solo a concepire che niente e nessuno potrà cambiare o variare.
Esistono persone corrette, oneste, virtuose ed in buonafede che non concepiscono si possa essere tutte queste cose in modo diverso dal loro. E per quanti post noi si sia letto su vari argomenti e situazioni diverse, l'interpretazione della propria verità la si ritrova sempre, e sappiamo che non c'è colpa o premetidazione ma solo visuale di diverso respiro dei fatti e degli avvenimenti. E qui non c'è dialettica che tenga.
L'autocritica, argomento iniziale, è una dote preziosa e chi la possiede è fortunato, ma l'autocritica che noi ci facciamo non è sempre quella che gli altri ritengono ottimale; forse bisognerebbe uscire dalla propria realtà, veder le cose con occhio distante e riflettere su cosa ci irrita tanto e se è dovuta solo al rapporto con il/la proprio/a partner ed ha reso tanto difficile, scostante e sgradevole il dialogo.
Io posso solo considerare che tutti, io per prima, dovremmo fare una piccola autocritica che mi ha suggerito un pensiero di un filosofo del '700 e che dimostra in due parole la predisposizione generale a notare pagliuzze dimenticando le travi:
"Se fossimo privi di difetti non ci farebbe tanto piacere notarne negli altri".
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
Micio

Lo vedi lanci che tutto quello che quel Grun ha scritto torna? e questa montagna non finirà mai , fino a che la comunicazione da ENTRAMBE le parti non si trasforma. ma per trasformarsi ci vuole un desiderio profondo di comunicare in primis, da entramebe le parti , con se stessi.lavoro lungo e doloroso.e chi ce lo fa fare? meglio sfasciare tutto e buona notte ai sonatori...per poi ritrovarsi nel nuovo raporto daccapo a 12...e poi si crepa e amen.
Come in tutte le cose la vera fatica è ricostruire, rammendare e recuperare qualcosa che forse è stato prezioso............. la tendenza invece è di buttare al macero o appartare, e magari trovare conforto, e sia detto in modo innocente, altrove in dialoghi e confronti in cui la comprensione non deve affrontare il duro e sfiancante quotidiano relazionale.
A proposito, non è che quel tuo Grun (me ne vado convincendo via via) la vocazione l'ha trovata dopo le sue elucubrazioni???

Serena notte
Bruja
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Tutto molto giusto quello che ho letto nelle vostre risposte, e sarebbe anche allineabile alle analisi psicologiche riportate.
Un solo appunto, ammesso che la persona in questione sia in una condizione di totale prevaricazione, di assoluto disprezzo per le ragioni altrui e tenga il "muro di gomma" a garanzia della sua inattaccabilità, ragionevolezza e confronto, siamo sicuri che sentendo la sua versione sentiremo un racconto con gli stessi presupposti?
Non siamo di fronte al solito tradimento ma comportamento esistenziale e caratterialità.
La domanda sembrerebbe scontata, ma come sempre il problema ha un significato differente in base alla soggettività del racconto ed anche alle oreccchie che ascoltano.
L'incomprensione, in barba a qualunque prefazione psicologica, nasce e cresce quando in una coppia non si opera in senso avvicinante, per smussare, concordare e rinsaldare.
Spesso ad atteggiamenti magari poco attenti e aperti corrispondono reazioni rigide o immobilismi che prefigurano incomprensione già dall'inizio del dialogo.
Può essere che tutto sia come ci viene presentato, può anche essere che le ragioni siano veramente e massimamente da una parte, ma dice bene quel Grun, la comunicazione deve cambiare, e da entrambe le parti, ma se si parte con l'idea che ci sia solo una vittima e solo un carnefice emozionale non si va da nessuna parte.
Come in tutte le cose del corpo e dello spirito è la flessibilità che permette il movimento, il confronto, l'incontro........ l'automatismo reazionale e l'irrigidimento porta solo a concepire che niente e nessuno potrà cambiare o variare.
Esistono persone corrette, oneste, virtuose ed in buonafede che non concepiscono si possa essere tutte queste cose in modo diverso dal loro. E per quanti post noi si sia letto su vari argomenti e situazioni diverse, l'interpretazione della propria verità la si ritrova sempre, e sappiamo che non c'è colpa o premetidazione ma solo visuale di diverso respiro dei fatti e degli avvenimenti. E qui non c'è dialettica che tenga.
L'autocritica, argomento iniziale, è una dote preziosa e chi la possiede è fortunato, ma l'autocritica che noi ci facciamo non è sempre quella che gli altri ritengono ottimale; forse bisognerebbe uscire dalla propria realtà, veder le cose con occhio distante e riflettere su cosa ci irrita tanto e se è dovuta solo al rapporto con il/la proprio/a partner ed ha reso tanto difficile, scostante e sgradevole il dialogo.
Io posso solo considerare che tutti, io per prima, dovremmo fare una piccola autocritica che mi ha suggerito un pensiero di un filosofo del '700 e che dimostra in due parole la predisposizione generale a notare pagliuzze dimenticando le travi:
"Se fossimo privi di difetti non ci farebbe tanto piacere notarne negli altri".
Bruja
Hai ragione a precisare che non si può partire dal presupposto di aver ragione. Infatti la mia domanda iniziale era:
Avete mai fatto autocritica? Avete mai provato a sedervi e cercare di capire se il vostro comportamento è corretto nei confronti degli altri? Se lo fate, quante attendibilità vi date, ovvero se notate delle colpe vostre e altrui, siete sicuri di dare il giusto peso?
Ho anche parlato di giudice imparziale per capire chi possa avere ragione, tu non mi dai risposte, ma aumenti solo i dubbi, anche perchè se io non sono imparziale, nemmeno il mio interlocutore lo è. Se io cerco un dialogo, ma non riesco a trovarlo è solo per colpa mia???

Come Miciolidia ha notato (non ci avevo fatto caso io), sono partito perdente in questo argomento perchè le possibilità comportamentali che ho esposto, sono tutte di soggezione. Se mi sono espresso così, non credo che nella realtà abbia un atteggiamento aggessivo. Riconosco di sicuro il quarto atteggiamento, quello dall'abbandono della discusione che se da un lato può innervosire il mio interlocutore, dall'altro è l'ennesima dimostrazione di "sottomissione".

Prova a darmi un consiglio costruttivo
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Un solo appunto, ammesso che la persona in questione sia in una condizione di totale prevaricazione, di assoluto disprezzo per le ragioni altrui e tenga il "muro di gomma" a garanzia della sua inattaccabilità, ragionevolezza e confronto, siamo sicuri che sentendo la sua versione sentiremo un racconto con gli stessi presupposti?

Non siamo sicuri di nulla, non siamo ui in veste di terapeuti, io non ne avevo affatto l'intenzione.


Non siamo di fronte al solito tradimento ma comportamento esistenziale e caratterialità.

Secondo me siamo di fronte, come in tutte le occasioni, al tradimento della relazione in se stessa. poi, a turno arriva il traditore o il tradito, l'unica parte oggettiva e invariabile resta il rapporto a due tradito nei patti che lo ha generato .
La domanda sembrerebbe scontata, ma come sempre il problema ha un significato differente in base alla soggettività del racconto ed anche alle oreccchie che ascoltano
.

Sono daccordo, io ho offerto una possibile lettura, una riflessione ulteriore . se fosse arrivata la moglie forse avrebbe detto le stesse cose o diverse o io stessa e ne avrei dette altre ancora.


L'incomprensione, in barba a qualunque prefazione psicologica, nasce e cresce quando in una coppia non si opera in senso avvicinante, per smussare, concordare e rinsaldare.
Spesso ad atteggiamenti magari poco attenti e aperti corrispondono reazioni rigide o immobilismi che prefigurano incomprensione già dall'inizio del dialogo.
E come mai non si opera come si dovrebbe?perchè si diventa immobili? lo si è sempre stati oppure no? perchè non si vuole smussare? chi deve e come cedere di piu'? quali sono i limiti? perchè non ci si apre?


Può essere che tutto sia come ci viene presentato, può anche essere che le ragioni siano veramente e massimamente da una parte, ma dice bene quel Grun, la comunicazione deve cambiare, e da entrambe le parti, ma se si parte con l'idea che ci sia solo una vittima e solo un carnefice emozionale non si va da nessuna parte.
In questo caso bruja non c'era da parte mia l'intenzione di inviduare CON certezza la vittima, io mi sono permessa perchè ho letto la resa totale nelle diverse possibilità che >Lancillotto ha espresso, per questo ho, ripeto, offerto una possibilità di riflessione per alltro non mia.

Non a caso lui ha parlato di muro di gomma, e certe espressioni non si usano a caso forse.

le misure e contromisure del suo rapporto le potrà individuare solo lui insieme alla sua compagna, e quell'aforisma di quel signore del 700 è certo illuminante, ma per comprenderla e renderla efficacie in un rapporto a due la bisogna applicare insieme.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
sono partito perdente in questo argomento perchè le possibilità comportamentali che ho esposto, sono tutte di soggezione.
L'ho avvertito assai bene. E non solo attraverso questo post.




Se mi sono espresso così, non credo che nella realtà abbia un atteggiamento aggessivo. Riconosco di sicuro il quarto atteggiamento, quello dall'abbandono della discusione che se da un lato può innervosire il mio interlocutore, dall'altro è l'ennesima dimostrazione di "sottomissione".
perchè abbandoni la discussione lancilotto?
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Come in tutte le cose la vera fatica è ricostruire, rammendare e recuperare qualcosa che forse è stato prezioso............. la tendenza invece è di buttare al macero o appartare, e magari trovare conforto, e sia detto in modo innocente, altrove in dialoghi e confronti in cui la comprensione non deve affrontare il duro e sfiancante quotidiano relazionale.
A proposito, non è che quel tuo Grun (me ne vado convincendo via via) la vocazione l'ha trovata dopo le sue elucubrazioni???

Serena notte
Bruja
Ipotesi mooooooolto probabile


( non lo so davvero, me lo sono chiesta anche io )

Notte carissima.
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
L'ho avvertito assai bene. E non solo attraverso questo post.

perchè abbandoni la discussione lancilotto?
Bella domanda. L'unica risposta che mi viene da darti è che per svariati motivi, ho sempre dovuto correre. Nemmeno la mia famiglia di provenienza mi ha dato quel minimo necessario per iniziare qualsiasi impresa, per certi versi mi ha pure osteggiato rendendo difficile persino la partenza. Dopo tanti anni di vita in salita arrivi che vorresti riposarti un po', ma il peso delle responsabilità è sempre sulle mie spalle e non puoi mai mollare.

Purtroppo le mie energie sono in riserva......
 

Bruja

Utente di lunga data
lancillotto

E chi può darti risposte........al massimo pareri, interpretazioni, le risposte vere sono nell'ambito delle due persone che si confrontano, cioè voi due. E mi pare che ho detto che è su quello che bisogna lavorare, e se ci pensi lo dice anche Grun con il suo "cambiare atteggiamento".....

Tu sei partito perdente ma anche certo del tuo stato di buon diritto, il tuo modo di darti perdente è di chi non concede all'altro diritto di replica. Ammetti tu stesso che innervosire chi ti parla aumenta quel muro di cui parlavi. Il lato della sottomissione lo considereri minoritario, se ci pensi in chi dimostra tanto amore per il dialogo l'abbandono viene letto come........... "tanto è inutile perdere tempo ad ascoltarti". Per essere ascoltato bisogna ascoltare....

I consigli li avrei già dat; intanto cominciare a guardare le "proprie pagliuzze" e lavorare su quelle. Pensare che quello che non piace negli altri, potrebbe corrispondere ad altrettante sgradevolezze in noi stessi. Quando una cosa ti irrita o ti delude analizza se davvero la tua irritazione viene da quel contesto o da un accumulo pregresso in cui quel costesto è una percentuale magari neppure consistente.
A volte abbiamo reazioni da "goccia che fa traboccare il vaso" perchè tutto quello che c'è nel vaso non lo consideriamo causa integrante del tutto.
Posso solo dirti una cosa, spesso la tendenza a prendersela con chi ci vive accanto, è dovuta anche all'impossibilità di prendercela con chi, nelle tante problematiche quotidiane, non è perseguibile, rimproverabile è ci è superiore e sconveniente contrariare.
Insomma la solita storia del principale che è incarognito, del vigile che ti fa la multa, degli impegni non rispettati dagli altri, delle contrarietà che alla fine della giornata dove pensi vadano a parare?
Quando si è artefici della propria vita si affrontano insieme queste cose e le si governano nell'interesse del rapporto, quando si tende a lasciarsi andare al lamento, si instaura una sorta di subordinazione alla sopportazione che appare vittimistica ma è solo distrazione e si arriva a fare spallucce al rapporto.
Forse in voi c'è questo stato d'animo, o forse quando uno dei due ha cominciato, l'altro l'ha seguito e non vi siete fermati a guardare che le via intrapresa era in parallelo e non si incrociava.
A volte non è quello che si fa che è tanto importante ma quello che si dimentica di fare mentre si è troppo impegnati a fare il resto. Probabilmente tu sei a posto con la tua coscienza ma cosa ti fa supporre che non lo sia anche l'altra parte? Forse le tue aspettative non s'incontrano con le sue perchè la comunicazione fra voi è ridotta al dialogo senza confronto o, peggio, al rifiuto del dialogo se sei contrariato.
Forse quello che serve è parlare con rinnovata apertura, dicendo quello che sentite davvero, che vi agita dentro, ma serve anche tempo, disposizione e pazienza, ma soprattutto la volontà ci comprendere e di farsi comprendere che non significa lamentarsi, irritarsi e negarsi. In fondo non sappiamo se dall'altra parte non ci sia la stessa rassegnazione che hai tu e se non venga dato per scontato che il dialogo è lettera morta specie se arriva alla fase del tuo rifiuto.......
Prova a ricordarti come parlavi quando eri felice della tua unione, chissà che per reazione non si adegui e riesca a comprendere i tuoi disagi, non le lamentele usuali ma la fonte del tuo malessere che potrebbe dipendere non solo per causa sua ma che potrebbe aiutarti ad affrontarlo.
Da evitare assolutamente le cristallizzazioni, inutile recriminare o rimproverarsi reciprocamente quello che non si è fatto, specie se sono cose rimediabili o se non cambierebbero granchè la qualità del rapporto. Per intenderci terra terra, se come tutti, abbiamo un punto debole o una mancanza, in fase di irritazione è molto scorretto, svilente e di cattivo gusto rinfacciarlo, e siccome questo accade nella maggioranza delle discussioni fra coppie, direi che sia già un puon punto di partenza per evitare di porsi male al dialogo.
Ti auguro il miglior successo possibile
Bruja
 
Stato
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