L'amore per Wikipedia

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dererumnatura

Utente di lunga data
Pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo; tuttavia ci sarebbero, secondo la maggior parte degli psicologi e degli scienziati, tre fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione o (Innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi e stadi.[SUP][1][/SUP].
Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. In questa fase l’amore è puramente materiale: si apprezza il/la compagno/a nella sua apparenza corporea, nella sua pura esteriorità. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni.
Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione fisica può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. In questa fase, detta "attrazione", si giudica il partner al di là di come appare, si valutano diversi fattori come la sua cultura, i suoi valori. In questa fase, quindi, si apprezza il/la compagno/a nella sua pura interiorità.
Nella fase dell'"attaccamento", la persona si concentra sul singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Ormai si apprezza il/la compagno/a in sé e per sé, in modo pieno e totale, forti delle due fasi precedenti ma ora consapevoli di tutto il proprio percorso interiore. Ora non si amano più caratteristiche determinate, siano esse materiali o spirituali, ma l’uomo/la donna in quanto tali.
Sebbene gli esseri umani non siano in genere sessualmente monogami, si ritiene tuttavia che siano emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla volta. Quando una persona condivide con un'altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un "attaccamento" sempre più forte verso l'altro individuo.
Per quanto riguarda l'eventuale presenza di figli, secondo recenti teorie scientifiche sull'amore, questa transizione dall'attrazione all'attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l'amore da amore romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest'ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l'adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura).
Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, interessi comuni, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo "determinismo dell'amore", funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell'intelligenza emotiva.
L'amore e la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l'oggetto di tale sentimento. In taluni casi l'amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l'elemento scatenante di un attaccamento morboso.
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Secondo questo scritto, nella fase dell'attaccamento la fedelta' e' fondamentale.
E' la fase in cui ci si lega alla persona per come e' davvero, dopo averne riconosciuto pregi e difetti, dopo averli accettati ed e' quella fase in cui si rafforza il legame affettivo. qui si dice anche che l'attaccamento in persone equilibrate avviene dopo l'infatuazione e l'attrazione. se ci si attacca troppo prima probabilmente si ha ancora qualcosa da risolvere dentro di se'...si parla di rapporto morboso, non lineare.
ma probabilmente anche se si tradisce c'e' ancora qualcosa di irrisolto..forse non si vuole riconoscere quel legame affettivo...forse spaventa...per cui si fa di tutto per non accettarne la sua pienezza? ti tradisco perche' non voglio dipendere da te..
oppure ti tradisco perche' cercavo nel rapporto di colmare un vuoto che avevo dentro di me..e siccome tu per quanto speciale non sei perfetto, non sai colmare del tutto quel mio bisogno...io lo cerco in un altro...e in altro ancora...
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Legame affettivo sano in contrapposizione alla dipendenza affettiva morbosa

e su internet
"
Dipendenza affettiva
La dipendenza è un fenomeno tipico della specie umana e non è di per sé un comportamento patologico, osservando un neonato riscontriamo la sua dipendenza dalle figure adulte , per lui di riferimento nella sua quotidianità. Secondo Bowlby le interazioni tra madre e bambino ( che iniziano già durante la gravidanza, e che vanno dall’abbraccio allo scambio di sguardi, alla nutrizione, alla consolazione ecc ) strutturano ciò che viene definito sistema di attaccamento, il sistema che guida ( anche nella vita adulta) le interazioni e gli scambi relazionali affettivi.
Anche secondo Winnicot , in una situazione ottimale, l’obbiettivo di una buona crescita psicologica si prepara, “ già nel secondo anno di vita, quando il bambino impara a giocare da solo, alla presenza della mamma o del papà impegnati in altro. Da questo atto di autonomia, confortato dalla presenza delle persone per lui più rassicuranti, il bambino comincia ad acquistare col tempo la fiducia in se stesso che gli sarà sempre più necessaria man mano che crescerà”.
In amore , nei legami amicali e sociali esiste sempre un grado di dipendenza che è indissolubile dal sentimento stesso che proviamo per un’altra persona , in questo caso si parla di attaccamento affettivo e non di dipendenza affettiva.
E’ importante precisare: “Che in una relazione , è normale, in particolare, durante la fase dell’innamoramento,un certo grado di dipendenza, rappresentato dal desiderio di fondersi con l’altro, ma questo desiderio funzionale, con lo stabilizzarsi della relazione, tende a sparire. Nella dipendenza affettiva, invece, il desiderio funzionale perdura inalterato nel tempo.
Il dipendente affettivo dedica completamente tutto se stesso all’altro al fine di perseguire esclusivamente il suo benessere, escludendo il proprio, come avviene in una relazione sana. I dipendenti affettivi, solitamente donne, nell’amore vedono la risoluzione dei propri problemi, che spesso hanno origini profonde: vuoti affettivi dell’infanzia, generalmente, in queste situazioni ,il partner assume il ruolo di salvatore egli diventa lo scopo della loro esistenza, la sua assenza anche temporanea da la sensazione al soggetto di non esistere.
Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere e a beneficiare dell’amore nella sua profondità ed intimità, il più delle volte, a causa della paura della separazione , della solitudine si tende a negare i propri bisogni, ci si “ maschera” replicando antichi copioni passati, gli stessi che hanno ostacolato la propria crescita personale.
Quali sono le principali cause all’origine della dipendenza affettiva?
Le cause, sono da ricercare ,in particolari dinamiche familiari, che hanno portato la persona dipendente a costruirsi un’immagine di SE’ come di persona inadeguata, indegna di essere amata, dove il termometro dell’autostima è nella capacità di sacrificarsi per la persona amata. Una caratteristica fondamentale è il concetto di chi siano le figure di attaccamento, di dove le si possa trovare, e di come ci si può aspettare che reagiscono. Analogamente , nel modello operativo del SE’ che ciascuno si costruisce fondamentale è il concetto di quanto si sia accettabili o inaccettabili agli occhi delle figure di attaccamento. Quando il bambino non ha la certezza che la madre ( figura di attaccamento) sia disponibile a rispondere ad una richiesta di aiuto, quando risponde solo ad alcune richieste emozionali,ad altre, invece, lo scoraggia, allora il bambino fonderà la sua identità in virtù delle risposte favorevoli disconoscendo gli altri aspetti di sé, con la conseguente causa di una formazione di un Sé non integrato ed instabile. L’esplorazione del mondo che lo circonda diventa incerta, esitante, caratterizzata da ansia, egli sarà incline ad angoscia di separazione. Questo stile di attaccamento è innescato, come si è detto prima, da una figura che è disponibile solo in alcune occasioni ma non in altre, e da soventi separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.
Bowlby fa l’esempio di alcune madri che da bambine avevano subito maltrattamenti, queste tenderanno ad instaurare meno interazione con i loro bambini. Soprattutto, essendo vissute nella minaccia e nella conseguente paura di essere abbandonate dai genitori, avranno sviluppato l’angoscia di essere poi abbandonate dal futuro compagno e considereranno, poi, la violenza fisica come modello naturale che trasferiranno in eredità alla propria discendenza.
Sulla struttura di questi modelli complementari l’individuo basa le sue previsioni di quanto le sue figure di attaccamento potranno essere accessibili e responsabili se egli si rivolgerà a loro per aiuto.
Sono persone che riescono a tollerare tradimenti o anche violenze da parte del partner perché senza di lui o lei si sentirebbero completamente persi.
Svariati studi hanno evidenziato chi da adulto è dipendente d’affetto, da bambino ha ricevuto continui messaggi da parte dei propri genitori, di non essere degno di amore e di attenzioni, molto spesso questi bambini sono cresciuti troppo in fretta prendendosi cura dei propri genitori imparando così che l’unico modo per ottenere amore è quello di sacrificarsi per l’altro, questi studi hanno sottolineato che l’infanzia di chi soffre di dipendenza affettiva è stata avvolta da carenza affettiva che da adulti si cerca di colmare e compensare con atteggiamenti iperprotettivi e controllanti nei confronti del partner.
Le donne dipendenti attuano comportamenti protettivi nei confronti del partner, rivestendo ruoli di confidente, mamma o infermiera, in base alle necessità. La donna tende a mettere da parte i propri bisogni nel rapporto di coppia e nella situazione conflittuale soffoca la rabbia, la rimuove o la dirige contro se stessa, manifestandolo spesso senso di colpa. Dietro tutto questo c’è sempre la paura che il partner possa abbandonarla.
L’uomo dipendente, invece, è più facile che mascheri il proprio bisogno d’affetto proiettandolo fuori di sé,investendo gran parte delle energie nel lavoro, impegnandosi in hobby e sport, o comportandosi in maniera protettiva.
Coloro che sono affetti da dipendenza affettiva hanno vissuto nell’infanzia la totale assenza di sperimentare una sensazione di sicurezza generando il bisogno nell’età adulta di controllare l’altro, nascondendo tale bisogno dietro un’apparente tendenza all’aiuto.
 
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dererumnatura

Utente di lunga data
questo ultimo brano spiega tantissime cose..

Minerva hai capito perche' mi piacciono poco le donne che accettano di tenersi i mariti nonostante i tradimenti? perche' rappresentano quella parte di me insicura, dipendente a livello affettivo..
io lo manifesto non legandomi affatto per paura che poi mi abbandonino.....oppure cercando di controllare l'altro
 
questo ultimo brano spiega tantissime cose..

Minerva hai capito perche' mi piacciono poco le donne che accettano di tenersi i mariti nonostante i tradimenti? perche' rappresentano quella parte di me insicura, dipendente a livello affettivo..
io lo manifesto non legandomi affatto per paura che poi mi abbandonino.....oppure cercando di controllare l'altro
che poi sono uguali a quelle che si accontentano di fare le amanti. parlavo di fragilità non a caso ; la paura dell'abbandono è un grande sintomo...è un po' la scelta di non vivere appieno la vita per paura della sofferenza.
sei continuamente sulla difensiva
poi sei sconcertante perché da una parte fai la trasgressiva , dall'altra la moralizzatrice
 

dererumnatura

Utente di lunga data
che poi sono uguali a quelle che si accontentano di fare le amanti. parlavo di fragilità non a caso ; la paura dell'abbandono è un grande sintomo...è un po' la scelta di non vivere appieno la vita per paura della sofferenza.
sei continuamente sulla difensiva
poi sei sconcertante perché da una parte fai la trasgressiva , dall'altra la moralizzatrice

:up:
 

dererumnatura

Utente di lunga data
dove mi leggi trasgressiva? in cosa?
l'ambiguita' continua e' un cercare id buttarmi per liberarmi di una delle due posizioni...
o sono vittima o carnefice...
in un teatrino perenne


dovrei cominciare ad essere solo me :rolleyes:
 
dove mi leggi trasgressiva? in cosa?
l'ambiguita' continua e' un cercare id buttarmi per liberarmi di una delle due posizioni...
o sono vittima o carnefice...
in un teatrino perenne


dovrei cominciare ad essere solo me :rolleyes:
Si e non farti irretire nei giudizi altrui!:rolleyes:
 
H

Hallogoodbye

Guest
Grazie

Due brani su cui riflettere.
Sono cose facili da capire teoricamente e difficili da accettare personalmente.
 
dove mi leggi trasgressiva? in cosa?
l'ambiguita' continua e' un cercare id buttarmi per liberarmi di una delle due posizioni...
o sono vittima o carnefice...
in un teatrino perenne


dovrei cominciare ad essere solo me :rolleyes:
sarebbe meglio dire dove ti ho letta trasgressiva.
lo sei negli approcci con gli uomini (sempre per quello che ricordo di aver letto) quando in realtà quello che vuoi è un bel rapporto convenzionale con l'uomo "giusto" .
 

lunaiena

Scemo chi legge
che poi sono uguali a quelle che si accontentano di fare le amanti. parlavo di fragilità non a caso ; la paura dell'abbandono è un grande sintomo...è un po' la scelta di non vivere appieno la vita per paura della sofferenza.
sei continuamente sulla difensiva
poi sei sconcertante perché da una parte fai la trasgressiva , dall'altra la moralizzatrice

[video=youtube_share;UhFMAbebkRY]http://youtu.be/UhFMAbebkRY[/video]
 

dererumnatura

Utente di lunga data
sarebbe meglio dire dove ti ho letta trasgressiva.
lo sei negli approcci con gli uomini (sempre per quello che ricordo di aver letto) quando in realtà quello che vuoi è un bel rapporto convenzionale con l'uomo "giusto" .
allora aiutatemi a capire questo punto....
per quale motivo per avvicinare un uomo mi butto in un modo che non mi corrisponde?
tendo a comportarmi da trasgressiva ma non lo sono...lo attiro ma poi non succede nulla...non agisco in modo trasgressivo...
quindi a cosa mi serve questo teatrino?
 
allora aiutatemi a capire questo punto....
per quale motivo per avvicinare un uomo mi butto in un modo che non mi corrisponde?
tendo a comportarmi da trasgressiva ma non lo sono...lo attiro ma poi non succede nulla...non agisco in modo trasgressivo...
quindi a cosa mi serve questo teatrino?
forse ti piace mostrarti più forte di come sei e pensi anche che un uomo preferisca rapportarsi con una donna che non ha "fisime".la dove però le fisime sarebbero i tuoi legittimi bisogni di attenzioni, serenità e ...perché no? sicurezza
 
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