La Rivoluzione russa 100 anni dopo : cosa ricordare

brenin

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Perché ricordare ancora oggi la Rivoluzione russa che nel 1917 (iniziata a marzo e conclusa il 7 novembre) portò alla fine dell'Impero Russo?

  • Per la sua modernità, che risiede principalmente negli interrogativi che non ha mai sciolto. La Rivoluzione d’ottobre è ancora prigioniera del cinismo machiavellico che incombe su ogni politico a qualsiasi latitudine: quale ruolo hanno i fini e quale ruolo hanno i mezzi? Teorizzata per primo dall’austriaco A.F. Von Hayek questa domanda mette impietosamente la rivoluzione russa di fronte a se stessa e alle parole di Giovanni Paolo II: “nessun male compiuto con buona intenzione può essere scusato".
  • Per una seconda domanda, sulla quale gli storici ancora dibattono: se essa sia stata la causa della tragica guerra civile europea. Cioè il conflitto tra tutte le forze nazionaliste e conservatrici sedotte dal totalitarismo nazifascista contro tutte le forze internazionaliste e progressiste a loro volte sedotte dal miraggio egualitario e altrettanto totalitarista del comunismo. Se così fosse, si tratterebbe di uno scontro iniziato con la Guerra civile spagnola e terminato con la Seconda Guerra Mondiale.
  • Per l’idea, cristallizzata da François Furet, lo storico liberale della Rivoluzione francese, che il mito (in questo caso l’uguaglianza) possa guidare i meccanismi della Storia e determinarne gli esiti. Il sospetto che alla base di un evento collettivo così dirompente e dal costo enorme in termini di vite umane ci sia un fattore scatenante astratto: l’utopia.
  • Per il Pantheon degli " émigré " confluiti poi nella dissidenza. I grandi nomi della cultura russa patrimonio dell’umanità, da Nabokov a Rachmaninov, da Brosdkij a Rostropovich, con un retaggio che arriva sino ai giorni nostri. L’astro inarrivabile di Nureyev (altro esule dissidente) oscurato dal Bolshoi quando, pochi mesi fa, il teatro ha cancellato (solo rimandato, dicono con stile "sovietico" le autorità) il balletto celebrativo dedicato al più grande ballerino classico di tutti i tempi.
  • Perché, vedendola con un po’ d’ironia, ha dimostrato come Karl Marx poteva pure sbagliarsi. Aveva teorizzato la dittatura del proletariato per i paesi a rivoluzione industriale compiuta, e invece la rivoluzione atea scoppiò nell’arretrata Russia zarista.
  • Per la tragica delusione del continente africano che sognava la decolonizzazione – e la modernizzazione - attraverso il marxismo ormai consolidato nella casa madre russa. Il fallimento dei comunismi africani come il preludio della crisi finale dell’Urss, dopo l’illusione riformista della Perestrojka.
  • Per la commovente ultima battaglia di Gorbačëv e della sua eredità politica, basata sul binomio Glasnost e Perestroika. La Trasparenza e la Ricostruzione in favore di una rivoluzione tradita 70 anni dopo dalla burocrazia, dalla censura, dai tecnocrati dalla corruzione dilagante e infine dai nuovi oligarchi, pronti a scalare il potere.
  • Per l’orgoglio dei simboli, la stella rossa su tutti, rimasti il vessillo dell’esercito attorno al quale il 9 maggio di ogni anno tutta la Russia celebra la Grande Vittoria sovietica (nessuno si sogna di omettere il termine) e patriottica sulla barbarie nazista.
  • Per la Costituzione del 1936 che riconosceva la totale uguaglianza dei sessi e sanciva i diritti dell’uomo e del cittadino (e anche della piccola proprietà privata, certo) in diretta ascendenza con la Costituzione francese del 1793, e poi ispiratrice, soprattutto per quanto riguarda il diritto al lavoro, della nostra Costituzione del 1948.
  • La rivoluzione russa come un sogno capace di trasformarsi in incubo e sul quale è impossibile dare una definizione univoca. Lo ha detto meglio di tutti Vlasdimir Vladimirovich Putin (sintesi vivente del mondo di ieri e di quello di oggi): “chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore”.
 

perplesso

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intanto commemoriamo i morti italiani, sia i soldati dell'Armir fatti morire di freddo e stenti in Siberia, sia la comunità italofona di Crimea, quasi completamente sterminata e deportata anche grazie alla complicità di chi sappiamo.

ricordiamo la famiglia Imperiale dei Romanov e i caduti della guerra civile russa del 1917-1922 che sono stati le prime vittime del mostro sovietico staliniano.

dissento da Putin. rimpiangere l'URSS è da persone malvage.

rispondere a tutte le domande che ha posto Brenin sarebbe lunghissimo. e si sa che io dopo un pò che scrivo, mi annoio. quindi mi associo alle parole di GPII
 

brenin

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I nostri caduti nella campagna di Russia, praticamente mandati allo sbaraglio, vanno certamente commemorati, ma questo - a mio modesto avviso - ha poco a che fare con la rivoluzione russa ;

Sulla famiglia Romanov, la cui tragica fine mi ricorda quella del Re Sole e che pone molti interrogativi , nel contempo evidenzia la totale ignavia dello Zar di fronte alle miserevoli condizioni di vita del " popolino " ( il romanzo "Le anime morte" di Gogol traccia un quadro estremamente realistico delle miserrime condizioni di vita dei contadini ) ;

ricordiamo anche l'Holodomor, lo sterminio per fame dei contadini ucraini,perpetrato da Sttalin dal 1929 al 1933 e che porto alla morte oltre 5 milioni di persone ;

ricordiamo i milioni di morti deceduti nei gulag, o eliminati dal Kgb, le centinaia di migliaia di persone scomparse improvvisamente e tutte le vittime innocenti del sistema.

Putin non rimpiange l?Urss, quando dice " ... Chi non lo rimpiange è senza cuore” a mio avviso si riferisce agli ideali che si proponeva ed alla speranza di milioni di persone di poter vivere una vita migliore, speranze poi disattese come ben sappiamo. Ma allora ci credevano ciecamente nel sogno di costruire una nuova patria ( è sufficiente leggere il testo dell'inno nazionale di allora per rendersi perfettamente conto di cosa spinse milioni di persone ad abbracciare il credo del socialismo reale ).
 
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Orbis Tertius

Utente di lunga data
intanto commemoriamo i morti italiani, sia i soldati dell'Armir fatti morire di freddo e stenti in Siberia, sia la comunità italofona di Crimea, quasi completamente sterminata e deportata anche grazie alla complicità di chi sappiamo.

ricordiamo la famiglia Imperiale dei Romanov e i caduti della guerra civile russa del 1917-1922 che sono stati le prime vittime del mostro sovietico staliniano.

dissento da Putin. rimpiangere l'URSS è da persone malvage.

rispondere a tutte le domande che ha posto Brenin sarebbe lunghissimo. e si sa che io dopo un pò che scrivo, mi annoio. quindi mi associo alle parole di GPII
Concordo su tutto, tranne che sulla frase di Putin: va relativizzata.
Bisogna ricordare, infatti, che il popolo russo è stato defraudato due volte: la prima, con la rivoluzione d'ottobre; la seconda, con la rivoluzione liberale eltsiniana.
I beneficiari? I soliti noti :rolleyes:
Ricordiamo anche che la Russia zarista non era affatto quel deserto di ignoranza e miseria che si tenta di dipingere.
 

spleen

utente ?
I nostri caduti nella campagna di Russia, praticamente mandati allo sbaraglio, vanno certamente commemorati, ma questo - a mio modesto avviso - ha poco a che fare con la rivoluzione russa ; Sulla famiglia Romanov, la cui tragica fine mi ricorda quella del Re Sole e che pone molti interrogativi , nel contempo evidenzia la totale ignavia dello Zar di fronte alle miserevoli condizioni di vita del " popolino " ( il romanzo "Le anime morte" di Gogol traccia un quadro estremamente realistico delle miserrime condizioni di vita dei contadini ) ; ricordiamo anche l'Holodomor, lo sterminio per fame dei contadini ucraini,perpetrato da Sttalin dal 1929 al 1933 e che porto alla morte oltre 5 milioni di persone ; ricordiamo i milioni di morti deceduti nei gulag, o eliminati dal Kgb, le centinaia di migliaia di persone scomparse improvvisamente e tutte le vittime innocenti del sistema. Putin non rimpiange l?Urss, quando dice " ... Chi non lo rimpiange è senza cuore” a mio avviso si riferisce agli ideali che si proponeva ed alla speranza di milioni di persone di poter vivere una vita migliore, speranze poi disattese come ben sappiamo. Ma allora ci credevano ciecamente nel sogno di costruire una nuova patria ( è sufficiente leggere il testo dell'inno nazionale di allora per rendersi perfettamente conto di cosa spinse milioni di persone ad abbracciare il credo del socialismo reale ).
Condivido, immagino però che quando parli della fine dei Romanov tu la voglia assimilare a quella del re di Francia Luigi XVI° (sedicesimo) decapitato durante la rivoluzione francese insieme alla moglie Maria Antonietta e non al re sole vero e proprio cioè Luigi XIV°(quattordicesimo).
 

perplesso

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I nostri caduti nella campagna di Russia, praticamente mandati allo sbaraglio, vanno certamente commemorati, ma questo - a mio modesto avviso - ha poco a che fare con la rivoluzione russa ;

Sulla famiglia Romanov, la cui tragica fine mi ricorda quella del Re Sole e che pone molti interrogativi , nel contempo evidenzia la totale ignavia dello Zar di fronte alle miserevoli condizioni di vita del " popolino " ( il romanzo "Le anime morte" di Gogol traccia un quadro estremamente realistico delle miserrime condizioni di vita dei contadini ) ;

ricordiamo anche l'Holodomor, lo sterminio per fame dei contadini ucraini,perpetrato da Sttalin dal 1929 al 1933 e che porto alla morte oltre 5 milioni di persone ;

ricordiamo i milioni di morti deceduti nei gulag, o eliminati dal Kgb, le centinaia di migliaia di persone scomparse improvvisamente e tutte le vittime innocenti del sistema.

Putin non rimpiange l?Urss, quando dice " ... Chi non lo rimpiange è senza cuore” a mio avviso si riferisce agli ideali che si proponeva ed alla speranza di milioni di persone di poter vivere una vita migliore, speranze poi disattese come ben sappiamo. Ma allora ci credevano ciecamente nel sogno di costruire una nuova patria ( è sufficiente leggere il testo dell'inno nazionale di allora per rendersi perfettamente conto di cosa spinse milioni di persone ad abbracciare il credo del socialismo reale ).
perdonami, il fatto che le truppe italiane siano state mandate in Russia non giustifica il modo in cui migliaia dei nostri ragazzi sono stati fatti morire. fame, stenti, freddo, malattie e cose che oggi vediamo in qualche telefilm di zombie.
e sì è legato strettamente allo sviluppo della rivoluzione sovietica, soprattutto al concetto staliniano che la morte di milioni di uomini è un fatto puramente statistico.

che milioni di persone ci abbiano creduto ciecamente lo so bene, ho ricordi nitidi di quando cadde il Muro prima e calò poi la bandiera rossa dal Cremlino.

ma se prima ho scritto che condivido le parole di GPII è proprio perchè le trovo perfette.

le buone intenzioni non giusitificano nè possono scusare le atrocità commesse in nome del sol dell'avvenire
 

brenin

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Condivido, immagino però che quando parli della fine dei Romanov tu la voglia assimilare a quella del re di Francia Luigi XVI° (sedicesimo) decapitato durante la rivoluzione francese insieme alla moglie Maria Antonietta e non al re sole vero e proprio cioè Luigi XIV°(quattordicesimo).
Hai perfettamente ragione, errore mio, mi riferivo proprio a quello .
 

spleen

utente ?
Hai perfettamente ragione, errore mio, mi riferivo proprio a quello .
Volevo chiedere a te che sei particolarmente legato e informato anche storicamente su quel paese: secondo te perchè le idee marxsiste hanno attecchito in profondità proprio in Russia che in definitiva aveva una classe borghese tutto sommato più piccola di quella di altri paesi e non appunto in altri paesi europei?
 

brenin

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perdonami, il fatto che le truppe italiane siano state mandate in Russia non giustifica il modo in cui migliaia dei nostri ragazzi sono stati fatti morire. fame, stenti, freddo, malattie e cose che oggi vediamo in qualche telefilm di zombie.
e sì è legato strettamente allo sviluppo della rivoluzione sovietica, soprattutto al concetto staliniano che la morte di milioni di uomini è un fatto puramente statistico.

che milioni di persone ci abbiano creduto ciecamente lo so bene, ho ricordi nitidi di quando cadde il Muro prima e calò poi la bandiera rossa dal Cremlino.

ma se prima ho scritto che condivido le parole di GPII è proprio perchè le trovo perfette.

le buone intenzioni non giusitificano nè possono scusare le atrocità commesse in nome del sol dell'avvenire
La distruzione di centinaia di villaggi rurali in Bielorussia, all'inizio dell'operazione Barbarossa, con il conseguente massacro delle popolazioni civili perpetrato dagli Einsatzgruppen delle SS, la catena di sistematica distruzione di persone e cose perpetrata dai tedeschi, durante la loro permanenza sul suolo russo, che ha causato milioni di vittime tra la popolazione civile, dai russi non è stata dimenticata. Il responsabile principale di tantssimii nostri ragazzi morti nella campagna di Russia va principalmente individuato in Mussolini.
 

perplesso

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La distruzione di centinaia di villaggi rurali in Bielorussia, all'inizio dell'operazione Barbarossa, con il conseguente massacro delle popolazioni civili perpetrato dagli Einsatzgruppen delle SS, la catena di sistematica distruzione di persone e cose perpetrata dai tedeschi, durante la loro permanenza sul suolo russo, che ha causato milioni di vittime tra la popolazione civile, dai russi non è stata dimenticata. Il responsabile principale di tantssimii nostri ragazzi morti nella campagna di Russia va principalmente individuato in Mussolini.
mi stai parlando però di Ucraina e Bielorussia e pure Stalin non ci è andato leggero con loro.

e mi ricordi fatti compiuti dai nazisti, non dall'Armir. che poi Mussolini sia colpevole di aver mandato allo sbaraglio, senza uno straccio di equipaggiamento adeguato un'intera Armata sono d'accordo, come è d'accordo qualsiasi esperto di questioni militari.

ma come i vertici dell'Armata Rossa hanno riconosciuto che solo gli alpini italiani potevano dirsi imbattuti su suolo russo, anche il popolo russo riconosceva come il comportamento delle truppe italiane non fosse confondibile con quello dei tedeschi. tant'è che l'asilo Sorriso funziona da oltre 25 anni nel Caucaso con reciproca soddisfazione.

e resta il fatto che la comunità italofona di Crimea c'entrava zero col fascismo.
 

brenin

Utente
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mi stai parlando però di Ucraina e Bielorussia e pure Stalin non ci è andato leggero con loro.

e mi ricordi fatti compiuti dai nazisti, non dall'Armir. che poi Mussolini sia colpevole di aver mandato allo sbaraglio, senza uno straccio di equipaggiamento adeguato un'intera Armata sono d'accordo, come è d'accordo qualsiasi esperto di questioni militari.

ma come i vertici dell'Armata Rossa hanno riconosciuto che solo gli alpini italiani potevano dirsi imbattuti su suolo russo, anche il popolo russo riconosceva come il comportamento delle truppe italiane non fosse confondibile con quello dei tedeschi. tant'è che l'asilo Sorriso funziona da oltre 25 anni nel Caucaso con reciproca soddisfazione.

e resta il fatto che la comunità italofona di Crimea c'entrava zero col fascismo.
Sul grassetto assolutamente vero, in effetti ancora oggi in molti russi rimane vivo il sentimento anti germanico, mentre nei nostri confronti non esiste alcun tipo di pregiudizio ( per quanto mi risulta ) derivante dalle vicende belliche.
 

brenin

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Volevo chiedere a te che sei particolarmente legato e informato anche storicamente su quel paese: secondo te perchè le idee marxsiste hanno attecchito in profondità proprio in Russia che in definitiva aveva una classe borghese tutto sommato più piccola di quella di altri paesi e non appunto in altri paesi europei?
La I guerra mondiale risultò la condizione necessaria ma non sufficiente per lo sbocco nella rivoluzione mondiale. Le potenze vincitrici del conflitto neutralizzarono il malcontento popolare con la trappola dei vantaggi della vittoria e con la trasformazione obbligata del parlamentarismo in democrazia rappresentativa, un’effettiva conquista del movimento operaio, che si stava battendo anche per i suffragio universale pur non essendo questo il suo obiettivo finale. Quanto ai perdenti, sparirono due Stati - l’Austria-Ungheria e quello Ottomano - dando luogo a una nuova mappa in cui si diluirono i movimenti rivoluzionari; quello sopravvissuto, la Germania, passò da Impero a Repubblica ed ebbe l’abilità sufficiente ad evitare l’esempio rivoluzionario del nuovo Stato sovietico di situare la propria rivoluzione di novembre del 1918, con cui si concluse la guerra, in termini di un processo locale, di democratizzazione politica ma non di alternativa al sistema.

Perché vinse quell’alternativa nell’Impero Russo e non lo fece in quello tedesco? Non vi fu una sola ragione, ma il combinarsi di vari motivi che, possono essere sintetizzati in una conclusione differenziata. L’Impero Russo crollò nel 1917 come Stato, in seguito a un processo di crisi che lo stava sgretolandolo fina dal passaggio dal XIX al XX secolo. A cadere nel 1918 in Germania non fu lo Stato, ma la sua forma monarchica, il regime “guglielmino” e il blocco dirigente che lo aveva governato; ma lo Stato sopravvisse in forma repubblicana, con la trasformazione delle sue basi di partecipazione politica e la conseguente ricomposizione del blocco dirigente, che dirottò l’iniziale rivoluzione, l’insurrezione, verso una riforma. Una differenza non predeterminata, pur partendo da condizioni generali distinte, ma che si andò costruendo tramite le decisioni prese dai protagonisti sociali e politici, collettivi e singoli, di ciascuno dei due imperi.

Lenin era convinto che se il conflitto mondiale fosse esploso in tutta la sua drammaticità, la classe operaia “avrebbe dovuto sfruttare con tutte le sue forze la crisi economica e politica creata dalla guerra per sollevare i più ampi strati popolari e precipitare il tracollo del predominio capitalistico” ; questa considerazione finale divenne consueta in seno alle socialdemocrazie europee, anche se, nella maggior parte dei casi, più che altro in un’accezione solo retorica.

Lenin non si discostò mai da questa prospettiva e proposta e con questa reagì allorché la Grande Guerra alla fine ci fu. A farlo, invece, furono i partiti della II Internazionale, che si subordinarono alle dinamiche dei rispettivi Stati, ai postulati dei rispettivi nazionalismi e alle loro “logiche” di guerra. La minoranza che rifiutò tale subordinazione non ebbe praticamente l’opportunità di scatenare in risposta la rivoluzione mondiale, fino a che l’imprevista durata della guerra e l’enorme costo sociale e culturale che comportò non la posero sul proscenio di quella catastrofe come possibilità e come necessità. Lo face a partire da quello che, con felice metafora, Lenin denominò “l’anello debole della catena imperialista”, l’Impero Russo, dove fin dal 1905 esisteva l’esperienza acquisita del rapporto tra guerra e rivoluzione. La rivoluzione russa fu considerata fin dal primo momento dalla direzione bolscevica – cui si aggiunse Trotsky nello stesso 1917 - non un avvenimento locale, come sostenevano coloro che facevano parte del governo provvisorio costituitosi nel febbraio del 1917, ma come l’avvio del processo della rivoluzione mondiale, un avvio di cui non si poteva non approfittare, ma che si sarebbe concluso nel generalizzarsi dell’ondata rivoluzionaria negli Stati capitalistici sviluppati, a cominciare dalla Germania.
 

perplesso

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più prosaicamente, penso che la rivoluzione sia scoppiata in Russia e non altrove per 3 semplici motivi:

1- Nicola II era l'uomo sbagliato al momento sbagliato, se il fratello avesse accettato la corona quando gli venne offerta, le cose sarebbero certamentre andate in modo diverso.

2- negli altri paesi è mancato un leader carismatico come Lenin

3- altrove c'erano movimenti rivoluzionari uguali nei metodi ma contrari nella matrice (in primis il fascismo in Italia) che hanno neutralizzato le spinte filobolsceviche
 

ologramma

Utente di lunga data
Sul grassetto assolutamente vero, in effetti ancora oggi in molti russi rimane vivo il sentimento anti germanico, mentre nei nostri confronti non esiste alcun tipo di pregiudizio ( per quanto mi risulta ) derivante dalle vicende belliche.
posso dire che dopo aver visto cosa hanno fatto i tedeschi nella residenza estiva dei romanov correlando con foto la distruzione operata mi chiedo ancora che c'era di così importante?
Mi rendo conto che qualche motivo ce lo hanno , ma come ben sai la guerra è distruzione sono finite le battaglie in campo aperto , vedi come hanno distrutto le città della Siria con i vari bombardamenti , questo lo abbiamo patito anche noi con le varie incursioni dei nostri alleati per finire dopo si sono rifatti quando hanno occupato la Germania.
 
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