La ragione del cuore

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Fedifrago

Utente di lunga data
E' ormai un pò che mi frulla nella testa qualcosa, come una piccola scarica elettrica ogni qualvolta mi capita di leggere alcuni post.

Forse son riuscito a focalizzare a cosa è dovuto.

Spesso vedo portare su un piano molto (a volte troppo) razionale, ciò che di per sè è spesso tutto meno che razionale.

Non intendo i processi con cui avvengono o si creano certe situazioni. Esaminarle, scandagliarle, passarle ai raggi x è senz'altro utile.

Ma mi pare si neghi troppo l'importanza dell'istintualità, del sentire che proviene appunto non dalla testa ma da altre parti (e se vogliamo metterci anche altro oltre il cuore...perchè no?).

Posso esser avvertito mille volte che certe situazioni son da evitare, che probabilmente mi farò del male (o forse ne sarò causa) ma siam sempre lì: se non lo provo personalmente....è come se non mi avessero detto nulla!

Certo, sarò più prudente, certo non mi butterò a capofitto senza aver controllato che sotto non ci siano rocce affioranti...ma...ma...comandare al cuore è davvero impresa ardua!!

E se la nostra vita fosse solo un concatenarsi di fatti ordinati, razionali, ponderati... non sarebbe un pò.. noiosa, monotona, disumana (se è insito nell'uomo la fallacità...), poco stimolante?

Non vuole essere un inno alla sensorialità, al godimento per il godimento, all'esasperato carpe diem, ma tendente alla rivalutazione dell'irrazionale che è in ognuno di noi, qualunque sia il proprio grado di consapevolezza interiore.

All'ascolto ANCHE dei battiti del cuore!
 

Verena67

Utente di lunga data
Presente!

Sono sicuramente una delle paladine della Razionalità su questo forum, caro Trottolino, ma come sai gatto scottato ha paura anche dell'acqua fredda


Ben venga e vivvaiddio che c'è l'istintualità, quel qualcosa che ci fa innamorare di qualcuno o di un idea o di un interesse, etc.

Però se questi amori sono "pret - à - porter" e vengono meno con le stagioni, alla rapidità vorticosa con cui tutto viene consumato al giorno d'oggi, forse qualche riflessione è opportuno fartla
Prima di trovarci soli e sconfitti, o anche solo sconfitti


Bacio!
 

Old lancillotto

Utente di lunga data
Se hai letto bene i miei posto ho sempre tenuto a sottolineare come la razionalità e l'irrazionalità debbano essere vissute nelle giuste proporzioni.

Sono sempre stato razionale, ma i risultati più emozionanti nella vita li ho ottenuti con l'irrazionalità e la passione.

Mia moglie è sicuramente la scelta più irrazionale che abbia mai fatto nella vita, benchè l'abbia molto ponderata, abbia considerato tutto, abbiamo provato una convivenza che doveva essere solo contingente, e abbiamo provato a seguire altre strade più "razionali", alla fine ci siamo scelti, felici di averlo fatto.

Credo che la razionalità sia il sale e l'irrazionalità il pepe della vita. Il sale è indispensabile nella vita, del pepe ne puoi fare a meno, ma vuoi mettere una vita sempre quel pizzicore.....
 
O

Old grace

Guest
E se la nostra vita fosse solo un concatenarsi di fatti ordinati, razionali, ponderati... non sarebbe un pò.. noiosa, monotona, disumana (se è insito nell'uomo la fallacità...), poco stimolante?

Non vuole essere un inno alla sensorialità, al godimento per il godimento, all'esasperato carpe diem, ma tendente alla rivalutazione dell'irrazionale che è in ognuno di noi, qualunque sia il proprio grado di consapevolezza interiore.

All'ascolto ANCHE dei battiti del cuore!
santissime parole. ma come si fa?
Firmato: una iper-razionale
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Si fa, si fa....

santissime parole. ma come si fa?
Firmato: una iper-razionale
...accostandosi piano piano a ciò che suscita certe emozioni, non scacciandole a priori (tra l'altro è uno dei modi più certi per alimentarle, se ciò che suscitano è...da tremarella ai polsi!), con un occhio anche ai bisogni che tali emozioni esprimono.

Lo sforzo dovrebbe essere quello di capire se ciò che si prova è dovuto al momento che stiamo vivendo o alla persona (questo lo so che non è facile!!) e forse l'unico modo per accertarlo è approfondire la conoscenza di QUELLA persona.
Occorre tempo, certo, e su questo son d'accordo nel non bruciarsi con la fretta di cercar di ghermire subito quello che istintivamente sentiamo a portata di mano, perchè una volta che ci si è dentro fino al collo, il razionale va a farsi friggere e solo dopo, ma molto dopo, riusciamo a cedere che magari era un ....calesse.
Ma se sentiamo nascere nel profondo quel "qualcosa" e lo scacciamo con i "non è giusto" "non si deve" potremmo perdere l'opportunità (che non è opportunismo) di cogliere qualcosa di vero, autentico e rimanere magari nello status quo che ci crea insoddisfazione (che è la base perchè quel qualcosa nasca), con l'idealizzazione di qualcosa che non è stato e poteva essere...non si sa bene cosa!

Si obietterà che quell'insoddisfazione andrebbe esplorata di suo, ma spesso non è che si veda scritta nello specchio tutte le mattine quando andiamo in bagno, è spesso qualcosa di sottile, strisciante, che emerge nitidamente solo quando viviamo (si, viviamo, non solo ipotizziamo) qualcosa che ci fa star bene.
E con tutto il razionale che si vuole, essere obiettivi, dopo, è veramente difficile.
 

Verena67

Utente di lunga data
...accostandosi piano piano a ciò che suscita certe emozioni, non scacciandole a priori (tra l'altro è uno dei modi più certi per alimentarle, se ciò che suscitano è...da tremarella ai polsi!), con un occhio anche ai bisogni che tali emozioni esprimono.

Lo sforzo dovrebbe essere quello di capire se ciò che si prova è dovuto al momento che stiamo vivendo o alla persona (questo lo so che non è facile!!) e forse l'unico modo per accertarlo è approfondire la conoscenza di QUELLA persona.
Occorre tempo, certo, e su questo son d'accordo nel non bruciarsi con la fretta di cercar di ghermire subito quello che istintivamente sentiamo a portata di mano, perchè una volta che ci si è dentro fino al collo, il razionale va a farsi friggere e solo dopo, ma molto dopo, riusciamo a cedere che magari era un ....calesse.
Ma se sentiamo nascere nel profondo quel "qualcosa" e lo scacciamo con i "non è giusto" "non si deve" potremmo perdere l'opportunità (che non è opportunismo) di cogliere qualcosa di vero, autentico e rimanere magari nello status quo che ci crea insoddisfazione (che è la base perchè quel qualcosa nasca), con l'idealizzazione di qualcosa che non è stato e poteva essere...non si sa bene cosa!

Si obietterà che quell'insoddisfazione andrebbe esplorata di suo, ma spesso non è che si veda scritta nello specchio tutte le mattine quando andiamo in bagno, è spesso qualcosa di sottile, strisciante, che emerge nitidamente solo quando viviamo (si, viviamo, non solo ipotizziamo) qualcosa che ci fa star bene.
E con tutto il razionale che si vuole, essere obiettivi, dopo, è veramente difficile.
Lungi da me l'idea di respingere al mittente un eventuale nuovo sentimento.
Ma nemmeno lo "cerco", certe cose capitano, se devono capitare, da sole.
Resta però di fondo l'idea anche da te espressa che prima di farsi un giro in ...calesse, è meglio verificare che modello è
E ricordarsi di vendere prima l'auto...in garage


Baci!
 
O

Old Soltanto

Guest
E' vero, per quanto una situazione ci colga impreparati o meno bisogna pur sempre usare quel minimo di razionalità che in un certo senso è a se istintiva e che ci aiuti nel capire quanto una cosa è adatta a noi, quanto ci potrà far star bene e non l'opposto
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Lungi da me l'idea di respingere al mittente un eventuale nuovo sentimento.
Ma nemmeno lo "cerco", certe cose capitano, se devono capitare, da sole.
Resta però di fondo l'idea anche da te espressa che prima di farsi un giro in ...calesse, è meglio verificare che modello è
E ricordarsi di vendere prima l'auto...in garage


Baci!
Io infatti non parlo di ricerca, ma di sentimento "sorgivo" (dico sempre "suscita").

Per restare poi nella tua similitudine, è difficile convincersi che vale la pena di vendere l'auto in garage (specie se ha ancora la carrozzeria a posto, senza ruggine, un motore che batte in testa solo qualche volta) senza aver "provato" la nuova!
 

Verena67

Utente di lunga data
Io infatti non parlo di ricerca, ma di sentimento "sorgivo" (dico sempre "suscita").

Per restare poi nella tua similitudine, è difficile convincersi che vale la pena di vendere l'auto in garage (specie se ha ancora la carrozzeria a posto, senza ruggine, un motore che batte in testa solo qualche volta) senza aver "provato" la nuova!

Vabbé, dai un giretto...mmm, no
Basta giretti di prova

"E' da altre cose che si giudica un giocatore" (cantava De Gregori)

Bacio!
 
O

Old grace

Guest
c'è lo sforzo di razionalità che permette di controllare la situazione da te descritta (tremarella); c'è poi un'altra condizione nella quale nessuno al mondo ti "suscita" la tremarella. che fare in quest'ultimo caso? non è sempre la razionalità (elaborazione difensiva della paura) che ti impedisce di farti suscitare la tremarella? come rendersi permeabili alle emozioni?


...accostandosi piano piano a ciò che suscita certe emozioni, non scacciandole a priori (tra l'altro è uno dei modi più certi per alimentarle, se ciò che suscitano è...da tremarella ai polsi!), con un occhio anche ai bisogni che tali emozioni esprimono.

Lo sforzo dovrebbe essere quello di capire se ciò che si prova è dovuto al momento che stiamo vivendo o alla persona (questo lo so che non è facile!!) e forse l'unico modo per accertarlo è approfondire la conoscenza di QUELLA persona.
Occorre tempo, certo, e su questo son d'accordo nel non bruciarsi con la fretta di cercar di ghermire subito quello che istintivamente sentiamo a portata di mano, perchè una volta che ci si è dentro fino al collo, il razionale va a farsi friggere e solo dopo, ma molto dopo, riusciamo a cedere che magari era un ....calesse.
Ma se sentiamo nascere nel profondo quel "qualcosa" e lo scacciamo con i "non è giusto" "non si deve" potremmo perdere l'opportunità (che non è opportunismo) di cogliere qualcosa di vero, autentico e rimanere magari nello status quo che ci crea insoddisfazione (che è la base perchè quel qualcosa nasca), con l'idealizzazione di qualcosa che non è stato e poteva essere...non si sa bene cosa!

Si obietterà che quell'insoddisfazione andrebbe esplorata di suo, ma spesso non è che si veda scritta nello specchio tutte le mattine quando andiamo in bagno, è spesso qualcosa di sottile, strisciante, che emerge nitidamente solo quando viviamo (si, viviamo, non solo ipotizziamo) qualcosa che ci fa star bene.
E con tutto il razionale che si vuole, essere obiettivi, dopo, è veramente difficile.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
c'è lo sforzo di razionalità che permette di controllare la situazione da te descritta (tremarella); c'è poi un'altra condizione nella quale nessuno al mondo ti "suscita" la tremarella. che fare in quest'ultimo caso? non è sempre la razionalità (elaborazione difensiva della paura) che ti impedisce di farti suscitare la tremarella? come rendersi permeabili alle emozioni?
Non credo che sia la razionalità in tal caso a evitare la tremarella, ma proprio il sentimento: se ho inteso bene, tu parli di una situazione di Amore vero, pieno.
In tal caso mi pare che sia come un otre pieno di qualcosa di molto solido, che impedisce, per il principio dell'impenetrabilità dei corpi, ad alcunchè di poter esservi aggiunto.
 
O

Old grace

Guest
Non credo che sia la razionalità in tal caso a evitare la tremarella, ma proprio il sentimento: se ho inteso bene, tu parli di una situazione di Amore vero, pieno.
In tal caso mi pare che sia come un otre pieno di qualcosa di molto solido, che impedisce, per il principio dell'impenetrabilità dei corpi, ad alcunchè di poter esservi aggiunto.

posto che "l'otre pieno di qualcosa di molto solido" potrei essere io, mi ritiro in meditazione. la tua è una bella osservazione semplice e, nel contempo, geniale (l'uovo di colombo) che mi dà da pensare. occorre trovare il modo di fare spazio, ora.
 
O

Old grace

Guest
posto che "l'otre pieno di qualcosa di molto solido" potrei essere io, mi ritiro in meditazione. la tua è una bella osservazione semplice e, nel contempo, geniale (l'uovo di colombo) che mi dà da pensare. occorre trovare il modo di fare spazio, ora.
spaceclearing emozionale ... interessante
 
O

Old Fa.

Guest
E' ormai un pò che mi frulla nella testa qualcosa, come una piccola scarica elettrica ogni qualvolta mi capita di leggere alcuni post.

Forse son riuscito a focalizzare a cosa è dovuto.

Spesso vedo portare su un piano molto (a volte troppo) razionale, ciò che di per sè è spesso tutto meno che razionale.

Non intendo i processi con cui avvengono o si creano certe situazioni. Esaminarle, scandagliarle, passarle ai raggi x è senz'altro utile.

Ma mi pare si neghi troppo l'importanza dell'istintualità, del sentire che proviene appunto non dalla testa ma da altre parti (e se vogliamo metterci anche altro oltre il cuore...perchè no?).

Posso esser avvertito mille volte che certe situazioni son da evitare, che probabilmente mi farò del male (o forse ne sarò causa) ma siam sempre lì: se non lo provo personalmente....è come se non mi avessero detto nulla!

Certo, sarò più prudente, certo non mi butterò a capofitto senza aver controllato che sotto non ci siano rocce affioranti...ma...ma...comandare al cuore è davvero impresa ardua!!

E se la nostra vita fosse solo un concatenarsi di fatti ordinati, razionali, ponderati... non sarebbe un pò.. noiosa, monotona, disumana (se è insito nell'uomo la fallacità...), poco stimolante?

Non vuole essere un inno alla sensorialità, al godimento per il godimento, all'esasperato carpe diem, ma tendente alla rivalutazione dell'irrazionale che è in ognuno di noi, qualunque sia il proprio grado di consapevolezza interiore.

All'ascolto ANCHE dei battiti del cuore!
Ciao Trottolino, ... sono arrivato con il mio solito ritardo.

Probabilmente il problema sta nel fatto che hai bisogno di spiegazioni per tutto, ... anch'io cerco queste cose, ... ma a me basta fare la domanda e discuterne, ... della soluzione o di capire non è che mi frega molto


Non suggerirei di fare come me, ... ma una via di mezzo sarebbe ottimale per te (forse per tutti)
 
N

Non registrato

Guest
L'istinto, senza la guida della razionalità, può condurre a gesti stupidi, così come l'ebbrezza di un volo, se si è senza controllo, può finire miseramente sulla superficie di una roccia.

Può capitare che qui si caldeggi la razionalità a discapito dell'istinto, e penso sia comprensibile visto che si parla di tradimento e quindi di terze persone che tendenzialmente patiscono slanci istintuali altrui.

Del resto il più forte dei nostri istinti rimane quello di conservazione (in senso ampio) e la razionalità lo supporta fattivamente come un paracadute d'emergenza.
 
O

Old Fa.

Guest
L'istinto, senza la guida della razionalità, può condurre a gesti stupidi, così come l'ebbrezza di un volo, se si è senza controllo, può finire miseramente sulla superficie di una roccia.

Può capitare che qui si caldeggi la razionalità a discapito dell'istinto, e penso sia comprensibile visto che si parla di tradimento e quindi di terze persone che tendenzialmente patiscono slanci istintuali altrui.

Del resto il più forte dei nostri istinti rimane quello di conservazione (in senso ampio) e la razionalità lo supporta fattivamente come un paracadute d'emergenza.
Complimenti Non registrato, ... ho letto e compreso facilmente, sebbene presentasse un discorso non dei più facili


PS: Io ci avrei messo 400 righe in più per dire la stessa cosa
 
O

Old Vulvia

Guest
Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. (Blaise Pascal).

L'istinto, senza la guida della razionalità, può condurre a gesti stupidi, così come l'ebbrezza di un volo, se si è senza controllo, può finire miseramente sulla superficie di una roccia.

Può capitare che qui si caldeggi la razionalità a discapito dell'istinto, e penso sia comprensibile visto che si parla di tradimento e quindi di terze persone che tendenzialmente patiscono slanci istintuali altrui.

Del resto il più forte dei nostri istinti rimane quello di conservazione (in senso ampio) e la razionalità lo supporta fattivamente come un paracadute d'emergenza.

Vero.
Ma ho come il sospetto che ci si evolva e ci si affranchi dal dolore più cocente, quando si riesca ad esaminare la realtà abbandonando le posizioni più difensive.
Allora forse, dopo che si è toccati il "fondo del fondo della notte del pianto" non si può far altro se non rinascere.
 
O

Old Fa.

Guest
........"fondo del fondo della notte del pianto" non si può far altro se non rinascere.
Una cosa che mi è capito di dire spesso, ... possibile quello che dici, ... a patto di sbattere il teschio contro il muro e dimenticarsi il passato ed il proprio nome.


La memoria è quella che ti evita di rinascere. Prosegui la tua vita con tanto di quelle cicatrici che non riesci nemmeno a straiarti normalmente quando provi a dormire la notte
 
N

Non registrato

Guest
Vero.
Ma ho come il sospetto che ci si evolva e ci si affranchi dal dolore più cocente, quando si riesca ad esaminare la realtà abbandonando le posizioni più difensive.
Allora forse, dopo che si è toccati il "fondo del fondo della notte del pianto" non si può far altro se non rinascere.
Vero.
Ma ho l'altrettanto legittimo sospetto che la propria evoluzione e franchigia dal dolore più cocente non possa e non debba essere fatta pagare ad altri che a sè.
Liberi di lanciarci nel vuoto, non certo di fare una strage o anche solo un'altra vittima.
L'istinto ci dà un impulso, la ragione lo vaglia e lo guida.
 
O

Old grace

Guest
FA

Una cosa che mi è capito di dire spesso, ... possibile quello che dici, ... a patto di sbattere il teschio contro il muro e dimenticarsi il passato ed il proprio nome.


La memoria è quella che ti evita di rinascere. Prosegui la tua vita con tanto di quelle cicatrici che non riesci nemmeno a straiarti normalmente quando provi a dormire la notte
FA: spaceclearing emozionale anche tu. Per diventare leggeri leggeri
. E buona fortuna!
 
Stato
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