la morale delle favole?

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Milla (per oggi altro nick)
Venerdì
12 Ott 07 le storie degli altri
Ho amici e conoscenti che spesso si confidano con me. Sono delle brave persone. Come capita a tutti, me compresa, oltre alle virtù ci sono delle "cadute di stile". A volte in famiglia o sul lavoro...
Molti mi raccontano la loro doppia vita sentimentale, e quando si esce capita che telefonino alla moglie e all'amante. Ho in mente due amici in particolare e posso dire che sono "veri" su entrambi i fronti. Non sono persone superficiali e alla ricerca di un'avventura. Sa qual'è la caratteristica che colpisce di più? La solitudine. Le scrivo perché, nonostante io sia in una situazione felice, il vedere due amici cari trasformarsi in persone che vivono nella bugia mi colpisce più di quanto dovrebbe. Sul mio sgomento mi piacerebbe un suo commento.

Schelotto
Venerdì
12 Ott 07 Certe fughe in realtà diverse dalla propria esistono da ben prima che "second life" diventasse un fenomeno tanto diffuso. Le vite parallele sono in qualche caso elementi di equilibrio, espedienti per far convivere parti diverse di sè e non affrontare le proprie più o meno profonde insoddisfazioni. Spero che questo l'aiuti a non sgomentarsi troppo. Grazie e a presto.


http://forum.corriere.it/questioni_damore/12-10-2007/le_storie_degli_altri-940141.html

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Questo è un concetto più volte espresso dalla Schelotto e molto spesso anche qui.
Ma perché per esprimere parti di sè bisogna provocare tanto dolore?
E poi: è proprio necessario esprimere tutte le parti di sè? E' proprio indispensabile ...espandersi?
Io esprimerei parti di me anche sputando in faccia a qualcuno, ma (vedi condanna per diffamazione di Pino Daniele) non è consentito neppure dire che una persona ti fa schifo... (A me sembra non diffamazione la sua espressione, ma reintroduzione del reato d'opinione la sentenza.)
Perché invece è possibile fare disastri sentendosi in diritto perché si sta esprimendo il sè?​
 

Rebecca

Utente di lunga data
Milla (per oggi altro nick)
Venerdì
12 Ott 07 le storie degli altri
Ho amici e conoscenti che spesso si confidano con me. Sono delle brave persone. Come capita a tutti, me compresa, oltre alle virtù ci sono delle "cadute di stile". A volte in famiglia o sul lavoro...
Molti mi raccontano la loro doppia vita sentimentale, e quando si esce capita che telefonino alla moglie e all'amante. Ho in mente due amici in particolare e posso dire che sono "veri" su entrambi i fronti. Non sono persone superficiali e alla ricerca di un'avventura. Sa qual'è la caratteristica che colpisce di più? La solitudine. Le scrivo perché, nonostante io sia in una situazione felice, il vedere due amici cari trasformarsi in persone che vivono nella bugia mi colpisce più di quanto dovrebbe. Sul mio sgomento mi piacerebbe un suo commento.

Schelotto
Venerdì
12 Ott 07 Certe fughe in realtà diverse dalla propria esistono da ben prima che "second life" diventasse un fenomeno tanto diffuso. Le vite parallele sono in qualche caso elementi di equilibrio, espedienti per far convivere parti diverse di sè e non affrontare le proprie più o meno profonde insoddisfazioni. Spero che questo l'aiuti a non sgomentarsi troppo. Grazie e a presto.


http://forum.corriere.it/questioni_damore/12-10-2007/le_storie_degli_altri-940141.html

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Questo è un concetto più volte espresso dalla Schelotto e molto spesso anche qui.
Ma perché per esprimere parti di sè bisogna provocare tanto dolore?
E poi: è proprio necessario esprimere tutte le parti di sè? E' proprio indispensabile ...espandersi?
Io esprimerei parti di me anche sputando in faccia a qualcuno, ma (vedi condanna per diffamazione di Pino Daniele) non è consentito neppure dire che una persona ti fa schifo... (A me sembra non diffamazione la sua espressione, ma reintroduzione del reato d'opinione la sentenza.)​

Perché invece è possibile fare disastri sentendosi in diritto perché si sta esprimendo il sè?​
Sul tema, riporto anche io da internet...


PERCHE' FARSI L'AMANTE...
di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta

di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta
 

Rebecca

Utente di lunga data
Sul tema, riporto anche io da internet...


PERCHE' FARSI L'AMANTE...
di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta

di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta
di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta

A volte si vive un rapporto sentimentale chiuso ed opprimente. La ripetitività e la noia impediscono qualunque slancio creativo.Lentamente subentra una pericolosa mancanza di comunicazione, che spegne entusiasmi e fantasie.E questo quando non vi è anche violenza fisica e psicologica.Il parere dello psicologo naturalmente è quello di meditare bene ed a lungo sull'opportunità di continuare la relazione, e nel caso non sia possibile, per i motivi più disparati, giungere ad una decisione risolutiva.Ecco che allora può farsi strada e trovare legittimità ,l'ipotesi di un rapporto parallelo ed alternativo.
Questa soluzione rimane pur sempre una situazione sulfurea e corrosiva, ma apre le porte alla fantasia,alle emozioni lancinanti, ad un rivivere " a palla" vecchi sentimenti e nuovi desideri, a sentirsi ringiovanire, a lanciarsi fuori dai legacci di un rapporto asfissiante e degenerativo.
Si è visto infatti che chi si trova a vivere questa nuova dimensione, tende a ripotenziare il suo sistema immunitario e di conseguenza a sconfiggere oltrechè ansie, apatie e depressioni, anche una pericolosa tendenza verso il malessere e la malattia.
Io personalmente da oltre 26 anni mi occupo di psicoterapia (dinamica breve)applicata anche a forme tumorali,ed ho notato che a volte, individuata bene la causa psicosomatica dell' affezione -sono un ostinato ed irriducibile assertore della genesi psicologica dello star male- se casualmente o volutamente il corso dell'analisi si incrocia con l'esplosione di un nuovo amore, e quindi con la riscoperta di tutto il corredo emozionale esposto prima, ecco che tutto questo gioca a favore del successo della psicoterapia(e quindi anche delle altre terapie in atto).
Rimane purtuttavia materia incandescente, che dovrebbe essere trattata con enorme cautela ed attenzione, e considerata al pari di un rimedio farmacologico con le sue controindicazioni, effetti collaterali e reazioni avverse.
Ma "farmacon" non vuol dire veleno in greco antico? E qualunque medicina, come detto, non fa più male che bene? E allora?
Allora tiriamo le somme:
-L'adulterio può essere utile perché scatena un uragano di emozioni che fanno terremotare una stanca o disperata situazione di coppia.
-Queste emozioni possono essere incanalate verso una maggiore e migliore comprensione del proprio status.
-Possono portare uno scossone "creativo" che può rivelarsi produttivo anche nella vita lavorativa
-Possono potenziare il proprio sistema immunitario e quindi costituire una nuova risorsa per la propria salute.
-Possono risvegliare una sessualità sopita, con tutte le piacevoli ed interessanti conseguenze del caso.

Di contro osserviamo che potrebbero:
-Scatenare sensi di colpa verso l'abituale partner
-Generare altra ansia ed inquietudine
-Portare,in caso di scoperta, ad un feroce inasprimento dei rapporti con il vecchio partner.
-Ingarbugliare maggiormente la propria situazione di coppia.

Pertanto sulla base di quanto detto,consideriamo che chi si accosta a questo tipo di avventura(è il caso di dirlo), deve conoscere nei minimi particolari ogni possibile pericolo ;ed il segreto consiste proprio nel rimanere sempre possibilmente lucidi e padroni del contesto.

In caso contrario, quando non ricorrano questi presupposti e delimitazioni, si consiglia vivamente di astenersi e di risolvere in altra maniera, più meditata e tranquilla ma parimenti determinata, i propri problemi.

Inoltre volendo soddisfare ulteriori curiosità, comunico di essere conduttore proprio di un Corso sulla materia.
"Perché farsi l'amante, e come" con i seguenti argomenti:
I fondamenti del rapporto e le tecniche di seduzione
La psicologia femminile
La psicologia maschile
La fantasia e la gioia creativa
Il mantenimento dell'equilibrio
Per altre informazioni
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
!

di LUIGI MASTRONARDI, Psicologo-Psicoterapeuta

A volte si vive un rapporto sentimentale chiuso ed opprimente. La ripetitività e la noia impediscono qualunque slancio creativo.Lentamente subentra una pericolosa mancanza di comunicazione, che spegne entusiasmi e fantasie.E questo quando non vi è anche violenza fisica e psicologica.Il parere dello psicologo naturalmente è quello di meditare bene ed a lungo sull'opportunità di continuare la relazione, e nel caso non sia possibile, per i motivi più disparati, giungere ad una decisione risolutiva.Ecco che allora può farsi strada e trovare legittimità ,l'ipotesi di un rapporto parallelo ed alternativo.
Questa soluzione rimane pur sempre una situazione sulfurea e corrosiva, ma apre le porte alla fantasia,alle emozioni lancinanti, ad un rivivere " a palla" vecchi sentimenti e nuovi desideri, a sentirsi ringiovanire, a lanciarsi fuori dai legacci di un rapporto asfissiante e degenerativo.
Si è visto infatti che chi si trova a vivere questa nuova dimensione, tende a ripotenziare il suo sistema immunitario e di conseguenza a sconfiggere oltrechè ansie, apatie e depressioni, anche una pericolosa tendenza verso il malessere e la malattia.
Io personalmente da oltre 26 anni mi occupo di psicoterapia (dinamica breve)applicata anche a forme tumorali,ed ho notato che a volte, individuata bene la causa psicosomatica dell' affezione -sono un ostinato ed irriducibile assertore della genesi psicologica dello star male- se casualmente o volutamente il corso dell'analisi si incrocia con l'esplosione di un nuovo amore, e quindi con la riscoperta di tutto il corredo emozionale esposto prima, ecco che tutto questo gioca a favore del successo della psicoterapia(e quindi anche delle altre terapie in atto).
Rimane purtuttavia materia incandescente, che dovrebbe essere trattata con enorme cautela ed attenzione, e considerata al pari di un rimedio farmacologico con le sue controindicazioni, effetti collaterali e reazioni avverse.
Ma "farmacon" non vuol dire veleno in greco antico? E qualunque medicina, come detto, non fa più male che bene? E allora?
Allora tiriamo le somme:
-L'adulterio può essere utile perché scatena un uragano di emozioni che fanno terremotare una stanca o disperata situazione di coppia.
-Queste emozioni possono essere incanalate verso una maggiore e migliore comprensione del proprio status.
-Possono portare uno scossone "creativo" che può rivelarsi produttivo anche nella vita lavorativa
-Possono potenziare il proprio sistema immunitario e quindi costituire una nuova risorsa per la propria salute.
-Possono risvegliare una sessualità sopita, con tutte le piacevoli ed interessanti conseguenze del caso.

Di contro osserviamo che potrebbero:
-Scatenare sensi di colpa verso l'abituale partner
-Generare altra ansia ed inquietudine
-Portare,in caso di scoperta, ad un feroce inasprimento dei rapporti con il vecchio partner.
-Ingarbugliare maggiormente la propria situazione di coppia.

Pertanto sulla base di quanto detto,consideriamo che chi si accosta a questo tipo di avventura(è il caso di dirlo), deve conoscere nei minimi particolari ogni possibile pericolo ;ed il segreto consiste proprio nel rimanere sempre possibilmente lucidi e padroni del contesto.

In caso contrario, quando non ricorrano questi presupposti e delimitazioni, si consiglia vivamente di astenersi e di risolvere in altra maniera, più meditata e tranquilla ma parimenti determinata, i propri problemi.

Inoltre volendo soddisfare ulteriori curiosità, comunico di essere conduttore proprio di un Corso sulla materia.
"Perché farsi l'amante, e come" con i seguenti argomenti:
I fondamenti del rapporto e le tecniche di seduzione
La psicologia femminile
La psicologia maschile
La fantasia e la gioia creativa
Il mantenimento dell'equilibrio
Per altre informazioni
Da considerare gli effetti indesiderati...
 

Fedifrago

Utente di lunga data


Rita, se lo leggesse Steel ricky alias TAR alias etc ect....
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
...

Ma questo ci fa addirittura un corso!!!

Poi ci meravigliamo che il tradimento sia comunque "tollerato" dalla società
A me fa l'effetto di quella che viene chiamata prescrizione paradossale e che ha la finalità di smascherare le false costruzioni.
Come chiedere a chi ingrassa "mangiando niente" di tenere un diario dettagliato dei pasti e degli spuntini per individuare le carenze...


Almeno spero
 

Rebecca

Utente di lunga data
A me fa l'effetto di quella che viene chiamata prescrizione paradossale e che ha la finalità di smascherare le false costruzioni.
Come chiedere a chi ingrassa "mangiando niente" di tenere un diario dettagliato dei pasti e degli spuntini per individuare le carenze...


Almeno spero
Speròn
 
O

Old Addos

Guest
Senza titolo

Dipende dalla levatura delle persone ; c' è chi esprime se stesso portando gioia a chi gli sta attorno , e chi lo fa portando dolore ;

l' espressione di se stessi è un comodo alibi , per non sentirsi rimordere la coscienza ;

se poi la coscienza neppure ce l' hai , hai già risolto il problema alla fonte.
 

Bruja

Utente di lunga data
Mah

Mi sembra come l'affrontare un dimagramento solo con la solita dieta ipocalorica senza tenere presente il metabolismo individuale e le, sempre presenti, intolleranze alimentari........
Non vorrei dire cose antipatiche ma la psicologia a volte si avvoltola su sè stessa per arrivare a risultati dove il buon senso era già approdato!
Bruja
 
Stato
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