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Old Spartacus
Guest
Un saluto a tutti naufraghi d'amore.
Perchè sono qui?
Voglio raccontarvi la mia storia perchè penso di poter approdare a questa spiaggia.
Due anni e mezzo fa finisce quella che credo esserre la storia della mia vita perchè la mia ragazza mi tradisce. Avevamo deciso si sposarci.
Cinque anni finiscono nel cesso del suo tradimento ignobile.
La amo ma vivo il tradimento come una rottura non rimarginabile, non la vedo più con gli occhi di prima ma il problema è che non vedo nemmeno più il mondo con gli occhi di prima.
Soffro come un cane, vivo come un lupo, di notte, spesso fino al mattino, spesso ubriaco.
Campo di risse, le provoco, sono accompagnato dalle persone più sbagliate che mi possano circondare.
Odio le donne quando vi vedo riflessa la mia ex o mi restano indifferenti.
Finisco anche una notte in galera per una rissa con ospedalizzazione di due persone.
Non sono mai stato così, perdo tutti gli amici di una volta, non penso siano stati amici, ora si vergognano di me.
Perdo anche il lavoro perche il direttore della banca in cui lavoro viene a sapere del mio modo di condurre la vita, mi consiglia di cercarmi un altro lavoro perchè lui non può licenziarmi ma li non sono più ben accetto. Ledo l'immagine della banca, me ne vado quindi volentieri anche perchè le persone con cui lavoro mi stanno strette per non dire peggio...
Mentre continuo a vivere in questo turbine di pazzia se ne va per sempre anche mia madre, l'unica donna che reputavo poterer essere chiamata con tale nome.
Alla sofferenza si aggiunge sofferenza e trovo un nuovo lavoro.
Rappresentante e per una ditta importante fuori paese.
Ogni giorno divoro chilometri su chilometri, mi scarico ascoltando musica mentre viaggio e viaggio con la mente in un mondo migliore (la musica ha un paicevole effetto trasognante).
Mi paice il nuovo lavoro, confrontarmi con i clienti è come lottare.
Mi manca mia madre, odio la mia ex, conosco nuova gente.
Da queste nuove persone spesso arriva conforto.
Un giorno mentre sono a pranzo fuori con due amici-clienti incontro ciò che non volevo più incontrare o forse sarebbe meglio dire ciò che la mia mente si rifiutava di credere che potesse ancora esistere.
Lei è siampatica, dolce, affabile e carina.
Lavora al bar del ristorante in cui mangiamo ed è amica di una delle due persone che è al tavolo con me.
Parliamo molto.
Lei i piace ed io anche perchè me lo dice la persona che era seduta al tavolo con me nei giorni seguenti dicendomi che la ragazza vuole il mio numero di cellulare.
Mi piaciono le donne che prendono educatamente iniziativa, che non hanno paura di un rifiuto che non sminuirebbe assolutamente la loro bellezza, non come quelle che non lo fanno per il semplice fatto di potersi sentire sempre accettate facendosi solo abbordare e poi magari vantandosi di come non abbiano mai ricevuto nessun rifiuto con amiche ed uomini.
Gioco un' po con lei tirandola per le lunghe ma poi mi faccio irretire piacevolmente e l'accolgo fra le mie braccia come un oggetto prezioso e delicato da proteggere.
E' la fotocopia rovesciata della mia ex ed io tento di darle tutto quello che rientra nelle mie possibilità.
Protezione, attenzioni e complimenti mi riescono naturali e spontanei.
Inutile dire che la mia vita cambia radicalmente.
Acquisto anche una quota dell'azienda in cui lavoro, un 3% che mi frutta di utile netto in un anno il doppio del mio stipendio annuale.
Dico alla mia ragazza se mi vuole sposare anche se sono solo sette mesi stiamo assieme e che può permettersi di non lavorare più.
Piange. Accetta di sposarmi ma decide di continuare a lavorare e rispetto la sua decisione.
Compro un appartamento anche con l'aiuto di mio padre e vado a convivere con la mia ragazza. Tutto va a gonfie vele o almeno sembra.
Un paio di settimane fa un mio amico mi dice di stare attento perchè è sicuro che la mia ragazza mi tradisca, l'ha saputo da un suo conosciente che lavora al ristorante con la mia ragazza.
La sera stessa lo domando alla mia ragazza incredulo, penso che siano solo chiacchiere.
Piange. Come quando le avevo chiesto di sposarla ma questa volta è Tradimento.
Di quelli con la "T" perchè mi sorperende come un fulmine e miprovoca un dolore improvviso e lacerante come penso un infarto.
Corro fuori casa. Prendo la macchina e viaggio tutta la notte senza metà in un limbo di incoscienza popolato da una dolorosa nebbia dei sensi.
La mattina torno a casa e le dico di andasene.
lei è bianca e mi dice che pensava avessi apprezzato la sua sincerità e che è stato un errore privo di passione.
Non le riispondo nemmeno, faccio le valigie, vado in bagno, vomito e poi vado da mio padre.
Lei mi chiama al cellulare ed io lo frantumo contro un muro.
Arrivo a casa di mio padre e gli racconto tutto sminuendo il muio dolore perchè ancora non si è ripreso dalla morte di mia madre, nemmeno io, me ne accorgo in quel momento, mi manca.
Gli chiedo se è sempre libera la mia stanza e lui sorride, mi riempe il cuore.
Telefono alla mia ragazza, gli dico che ho rotto il cellulare e che tra noi è finita per sempre, le dico di non venirmi a cercare.
Lei viene uguamnente il giorno dopo am mi faccio negare, mio padre la caccia urlando e tossendo, le da della poco di buono.
Lunedi torno al lavoro.
Come mi sento ora?
Felice da una parte perchè sono nella stanza in cui ho vissuto i miei anni più felici, mi sembra di essere tornato bambino, che bello sarebbe non crecere mai e giocare con bambini e bambine indifferentemente e con l'animo leggero.
Distrutto perchè la stanza buia è popolata dall'immagine di lei che scorre come alcool sopra una ferita aperta ed infetta che si allarga sempre più.
Perchè sono qui?
Voglio raccontarvi la mia storia perchè penso di poter approdare a questa spiaggia.
Due anni e mezzo fa finisce quella che credo esserre la storia della mia vita perchè la mia ragazza mi tradisce. Avevamo deciso si sposarci.
Cinque anni finiscono nel cesso del suo tradimento ignobile.
La amo ma vivo il tradimento come una rottura non rimarginabile, non la vedo più con gli occhi di prima ma il problema è che non vedo nemmeno più il mondo con gli occhi di prima.
Soffro come un cane, vivo come un lupo, di notte, spesso fino al mattino, spesso ubriaco.
Campo di risse, le provoco, sono accompagnato dalle persone più sbagliate che mi possano circondare.
Odio le donne quando vi vedo riflessa la mia ex o mi restano indifferenti.
Finisco anche una notte in galera per una rissa con ospedalizzazione di due persone.
Non sono mai stato così, perdo tutti gli amici di una volta, non penso siano stati amici, ora si vergognano di me.
Perdo anche il lavoro perche il direttore della banca in cui lavoro viene a sapere del mio modo di condurre la vita, mi consiglia di cercarmi un altro lavoro perchè lui non può licenziarmi ma li non sono più ben accetto. Ledo l'immagine della banca, me ne vado quindi volentieri anche perchè le persone con cui lavoro mi stanno strette per non dire peggio...
Mentre continuo a vivere in questo turbine di pazzia se ne va per sempre anche mia madre, l'unica donna che reputavo poterer essere chiamata con tale nome.
Alla sofferenza si aggiunge sofferenza e trovo un nuovo lavoro.
Rappresentante e per una ditta importante fuori paese.
Ogni giorno divoro chilometri su chilometri, mi scarico ascoltando musica mentre viaggio e viaggio con la mente in un mondo migliore (la musica ha un paicevole effetto trasognante).
Mi paice il nuovo lavoro, confrontarmi con i clienti è come lottare.
Mi manca mia madre, odio la mia ex, conosco nuova gente.
Da queste nuove persone spesso arriva conforto.
Un giorno mentre sono a pranzo fuori con due amici-clienti incontro ciò che non volevo più incontrare o forse sarebbe meglio dire ciò che la mia mente si rifiutava di credere che potesse ancora esistere.
Lei è siampatica, dolce, affabile e carina.
Lavora al bar del ristorante in cui mangiamo ed è amica di una delle due persone che è al tavolo con me.
Parliamo molto.
Lei i piace ed io anche perchè me lo dice la persona che era seduta al tavolo con me nei giorni seguenti dicendomi che la ragazza vuole il mio numero di cellulare.
Mi piaciono le donne che prendono educatamente iniziativa, che non hanno paura di un rifiuto che non sminuirebbe assolutamente la loro bellezza, non come quelle che non lo fanno per il semplice fatto di potersi sentire sempre accettate facendosi solo abbordare e poi magari vantandosi di come non abbiano mai ricevuto nessun rifiuto con amiche ed uomini.
Gioco un' po con lei tirandola per le lunghe ma poi mi faccio irretire piacevolmente e l'accolgo fra le mie braccia come un oggetto prezioso e delicato da proteggere.
E' la fotocopia rovesciata della mia ex ed io tento di darle tutto quello che rientra nelle mie possibilità.
Protezione, attenzioni e complimenti mi riescono naturali e spontanei.
Inutile dire che la mia vita cambia radicalmente.
Acquisto anche una quota dell'azienda in cui lavoro, un 3% che mi frutta di utile netto in un anno il doppio del mio stipendio annuale.
Dico alla mia ragazza se mi vuole sposare anche se sono solo sette mesi stiamo assieme e che può permettersi di non lavorare più.
Piange. Accetta di sposarmi ma decide di continuare a lavorare e rispetto la sua decisione.
Compro un appartamento anche con l'aiuto di mio padre e vado a convivere con la mia ragazza. Tutto va a gonfie vele o almeno sembra.
Un paio di settimane fa un mio amico mi dice di stare attento perchè è sicuro che la mia ragazza mi tradisca, l'ha saputo da un suo conosciente che lavora al ristorante con la mia ragazza.
La sera stessa lo domando alla mia ragazza incredulo, penso che siano solo chiacchiere.
Piange. Come quando le avevo chiesto di sposarla ma questa volta è Tradimento.
Di quelli con la "T" perchè mi sorperende come un fulmine e miprovoca un dolore improvviso e lacerante come penso un infarto.
Corro fuori casa. Prendo la macchina e viaggio tutta la notte senza metà in un limbo di incoscienza popolato da una dolorosa nebbia dei sensi.
La mattina torno a casa e le dico di andasene.
lei è bianca e mi dice che pensava avessi apprezzato la sua sincerità e che è stato un errore privo di passione.
Non le riispondo nemmeno, faccio le valigie, vado in bagno, vomito e poi vado da mio padre.
Lei mi chiama al cellulare ed io lo frantumo contro un muro.
Arrivo a casa di mio padre e gli racconto tutto sminuendo il muio dolore perchè ancora non si è ripreso dalla morte di mia madre, nemmeno io, me ne accorgo in quel momento, mi manca.
Gli chiedo se è sempre libera la mia stanza e lui sorride, mi riempe il cuore.
Telefono alla mia ragazza, gli dico che ho rotto il cellulare e che tra noi è finita per sempre, le dico di non venirmi a cercare.
Lei viene uguamnente il giorno dopo am mi faccio negare, mio padre la caccia urlando e tossendo, le da della poco di buono.
Lunedi torno al lavoro.
Come mi sento ora?
Felice da una parte perchè sono nella stanza in cui ho vissuto i miei anni più felici, mi sembra di essere tornato bambino, che bello sarebbe non crecere mai e giocare con bambini e bambine indifferentemente e con l'animo leggero.
Distrutto perchè la stanza buia è popolata dall'immagine di lei che scorre come alcool sopra una ferita aperta ed infetta che si allarga sempre più.