La baronessa di Rivombr...ehm, Carini e WALK THE LINE

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Verena67

Utente di lunga data
Due parole sulla nuova fiction di RaiUno, la Baronessa di Carini.

Non potevo esimermi perché anche se tra i miei "niet" oltre a "tu non guarderai fiction poliziesche" c'è "tu non guarderai fiction italiane", beh, suvvia, ero bambina quando risuonavano le immortali (insomma...) note del refrain della "Baronessa di Carini" (e io la suonavo con due dita al piano), lo sceneggiato con il perfido Adolfo Celi (che era sempre Perfido qualunque cosa facesse, vedi il Lord Brooks di Sandokan) e Ugo Pagliai, che dimostrava (e penso avesse..) 62 anni per gamba, altro che baldo giovane! Quel mix pasticciato tra esoterismo, magia, rincarnazione, psicanalisi, ipnosi, storia , leggenda...e corna, non poteva non affascinare la puritana, contratta Italia degli anni di Piombo.

Sicuramente affascino' me che ero bambina.

Per cui, complice il mi' figliolo (che sempre piu' sta diventando complice dei miei misfatti cinematografici e televisivi, che poi commentiamo con dovizia di dettagli...e poi dicono che i rapporti madre - figlio si vanno esaurendo, tsk tsk!), ci siamo messi sul divano ad ammirare le gesta di Vittoria Puccini (la baronessa di Carini, Laura) di Enrico Lo Verso (il Perfido Don Mariano, il Barone) e di Luca Argentero (Luca Corbara, quel povero sfigato dell'Amante).

Che dire? La Puccini bella è bella. Ora è piu' donna di quando faceva Elisa di Rivombrosa, complice sicuramente la maternità, la sua recitazione è sempre legnosa, ma i vestiti d'epoca li porta bene, ha una sua compostezza da statua che l'aiuta nel ruolo di donna travolta da un amore che viene da lontano (da tre secoli....). E' così legnosa che lo spettatore non si chiede minimamente cosa pensi e provi questa donna. In fondo ci cale? No.

Ovviamente il personaggio piu' interessante è quello del marito cattivo, e francamente non si comprende perché Donna Laura non se lo tenga! Don Mariano è giovane, sexy, ok affama i contadini, ma che gliene frega a lei? A parte citare distrattamente i suoi due - tre orfanelli non mi pare lei abbia aspirazioni sociali alla Rosa Luxemburg, per cui, stia serena, e si goda il marito virile e la "magnifica cornice" (i luoghi, i castelli, i borghi, la villa in cui abitano i baroni, la Sicilia che pero' qui ha un aria piu' nordica del solito - penso a Montalbano - sono davvero i protagonisti della fiction con la loro bellezza....)! Ad avercene!
Questo Luca Corbara/Argentero...mah, che dire. L'avevo notato in "Saturno Contro", per essere un bel ragazzo lo è, ha tutte le sue cosine a posto, pero'...pero' emana un aria da cucciolo sperduto che...non convince nei ruoli da bel tenebroso.

Nel caso di specie forse è anche un vantaggio, non so, i due Amanti separati dagli Oceani del Tempo (TM Dracula di Coppola) sono come due Tacchini il giorno prima del Ringraziamento, non so come finirà lo sceneggiato, non ricordo se sono Predestinati a finire come tracce Ematiche sul Muro (modello Mano pre CSI). Ma è assai probabile, visto l'andazzo. Per cui in effetti uno un attimo piu' determinato di Corbara/Argentero avrebbe rovinato l'effetto. Come direbbe Eddie Murphy, citando Star Trek, "Eh no io la camicia rossa della morte non la metto! Non io, eh no, io no!".

A domani il commento finale.

Per quel che vale, a mio figlio è piaciuto molto e ha fatto "Paura" (che per un decenne è il massimo dell'apprezzamento).

Nell'emozione di vedere la Baronessa di Carini ci siamo dimenticati di registrare uno degli episodi di Heroes, il che è tutto dire, ma di questo oltre. Tanto eravamo ragionevolmente certi che anche oggi NON avrebbero salvato la cheerleader e quindi il mondo

Ma passiamo oltre.

Era lì sullo scaffale da un po'. Lo sapevo io e lo sapeva lui. Perché i dvd, come i pc, le fotocopiatrici, i fax e le stampanti, hanno un anima.
E un carattere. (E i fax, lasciatemelo dire, sono dei gran bastardi ).

E lui lo sapeva. Sapeva che ci giravo intorno, che l'avevo comprato per vederlo, ma esitavo. Che aspettavo il momento giusto. Che se l'avessi visto al momento sbagliato, non l'avrei capito. O mi avrebbe influenzato nel modo errato. O mi avrebbe riempito di dubbi.

Insomma, bado agli indugi. Complice una felice (o infelice a seconda dei punti di vista...) congiunzione celeste, ho preso il dvd e l'ho visto, ieri pomeriggio, tranquilla tranquilla.

WALK THE LINE - QUANDO L'AMORE BRUCIA.

E' il film pluripremiato che ha sancito l'Oscar alla fidanzatina d'America Reese Witherspoon e che racconta la storia d'amore piu' che quarantennale tra il cantante rock - country Johnny Cash e la showoman June Carter. Entrambi figli del Profondo Sud della Depressione, nati peccatori, nati perdenti, si riscattano con l'amore e la musica. Lei cantando e recitando nei teatrini piu' scalcagnati di mezzo Sud fin da quando è bambina, diffondendo fin da piccolissima la sua voce dalle Radio dell'America Profonda, lui scoprendo la musica nel coro della chiesa in Arkansas, nei campi di cotone e tra le segherie dove il fratello bambino muore tragicamente, lasciando un vuoto incolmabile in lui e nella sua famiglia. L'incomunicabilità tra lui e i genitori, tra lui e l'ambiziosa, gelida moglie, non viene colmata negli anni successivi, malgrado la carriera musicale proceda tra eccessi vari di pillole, alcool e sesso. In vari camei, Jerry Lee Lewis, e Elvis Presley (quest'ultimo francamente irriconoscibile). Johnny trova una sua vena molto personale, facendo appello ai sentimenti della "feccia" della società, carcerati, outcasts, miserabili, persone senza nerbo, sofferenti, senza morale, eppure così umani...il suo sound è forte, virile, seducente, malinconico, sporco. Il suo concerto alla prigione di Folsom, registrato in diretta, batte ogni record di vendita.

Ma il suo vero amore è June, June che è una donna incredibilmente forte, incerta sul suo vero talento, e vergognosa dei suoi due divorzi nella puritana America del tempo, che cresce con orgoglio le sue due figlie e non vuole cedere alla passione adulterina per Johnny. Lei sa che Johnny non è l'uomo adatto per lei. Non lo è e basta. Lui è sensuale, la ama, a modo suo, ma è un uomo fragile, con un sacco di insicurezze, inconcludente, incapace di gestirsi, incapace di recidere i legami con un padre padrone e una moglie fredda e manipolatrice.

Lungo tutto il film, Johnny le si propone infinite volte, e June lo respinge sempre: la prima volta gli dice, riferendosi alle sue figlie e a sua moglie, "Hai una bella famiglia". E ha ragione. Fa una scelta forte, una di quelle di cui parlavo nell'intervento di ieri. Una di quelle scelte davvero condivisibili. Quando lui insiste, lei scende piu' nel personale. "Per una volte, assumiti una RESPONSABILITA', non fare le cose per caso! Non cantare per caso, per aver successo per caso, non amarmi per caso" AMEN, SORELLA!!!

Lo sapevo che non dovevo vederlo sto film.

La vita di lui si incaglia come il suo trattore di valore, che finisce nel laghetto, inutilizzato, la moglie lo abbandona, vittima di una gelosia devastante, e l'unica donna che davvero lo ama lo respinge, giustamente, perché non puo' stare ai margini della sua esistenza.

June cede un'unica volta, perché è una donna, mica è una Santa, ma il mondo intero le ricorda immediatamente qual'è il suo POSTO.

E lei ci torna, piena di dignità, e di amore, ma la dignità non nega, l'amore, anzi. Anzi.

E non dite che è l'America degli anni '50, gente, perché non è cambiato niente. Niente di niente.

Lui è perfettamente conscio delle proprie contraddizioni quando le canta "WALK THE LINE": non vuole legami che leghino, non vuole lei, e per questo "riga dritto", e resta con sua moglie, ma in verità se lei voleva un uomo forte, un uomo che per lei ci fosse sempre e comunque, lui non è quell'uomo. Non sarà mai quell'uomo. Quanta amara verità in questa canzone, quanta dolente umanità.

L'interpretazione di Joaquin Phoenix e Reese Whiterspoon? Semplicemente perfetta. Sono Johnny e June, due persone che si amano ma non possono stare insieme.

A volte capita. E non perché ci siano destini crudeli o baroni cattivi, come nel caso della Baronessa di Carini. Ah no, magari.

Capita perché siamo così tutti profondamente imperfetti e umani. E spesso dei due uno è così tanto piu' imperfetto dell'altro.
Pochi ostacoli in amore sono così pesanti e insuperabili come la manifesta inferiorità morale o di "fibra" di uno dei due. Ritorna in mente la metafora della ruggine "Un uomo puo' verniciare quanto vuole la ruggine della sua debolezza, ma essa verrà sempre fuori" (John Wayne).

Come finisce?
Ah!

Ho sperato per tutto il film che non ce la facessero. Che non ci fosse il lieto fine. Che finalmente entrambi capissero che non era destino, che non c'era storia, che bisognava rassegnarsi, che davvero Johnny non la meritava. Sono arrivata alla fine odiando questo amore, vedevo gli occhi stanchi di June, e la capivo, capivo la sua stanchezza dolente….

Ma, come dicono gli americani, "queste storie finiscono sempre così...cioé male...tranne forse una volta".
Un abbraccio, gente, statevi accuorti!
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Io ODIOOOOOOOOO Vittoria Puccini....
Che lagna....
E se penso che sta con Preziosi..... AAAAHHHHHHHHHHHH!!!!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Bello!

Vere ..fa venire voglia di fare i gruppi d'ascolto/visione come negli anni 50/60 o come fanno gli adolescenti...



P.S. Ugo Pagliai non aveva neppure quarantanni...
 
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