Insostenibile pesantezza dell'essere...

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
O

Old Compos mentis

Guest
... altro che leggerezza di Milan Kundera.
Certo, è il solito "momento" di stanchezza che a tutti capita, più o meno in modo disatteso. E si impara a riconoscerlo col tempo ed a capire che deprime, che sconvolge e va via con passo felpato, per poi tornare e deprimere nuovamente.
Ho voglia di sfogarmi e di farlo con voi che avete vissuto e che state vivendo con la consapevolezza e l'arricchimento del già vissuto.
Lo definirei baratro. Non trovo altro per definire questo stato d'animo. Cammino su questo terreno, a volte stabile, altre volte farraginoso ed accade che un passo non trova terra sotto i piedi e sprofondo in questo baratro, mi sporco, tento di uscirne, finisco per sporcarmi nuovamente, per poi risalire, ricominciare, ma con la pesantezza nell'animo del sapere che accadrà nuovamente.
Mi interrogo allora su questo mondo e sulle relazioni che lo caratterizzano. Interrogativi che hanno trovato fiumi di inchiostro. Eppure, per quanto trattati, per quanto risolti alcuni ed irrisolti altri, questa pesantezza dell'animo mi toglie il respiro.
Ho letto alcune discussioni e di qui questi interrogativi sono riaffiorati alla mente tuonando e stordendomi. Leggo della ragazza incinta e tradita, leggo della signorina che colleziona conquiste, leggo di illusioni, di sfruttamenti, di amarezza... e mi chiedo cosa ci sia nella mia testa, nella sua testa, nella vostra, nella loro. E quali dinamiche facciano schiavi questa terra e gli esseri umani stessi.
Ho paura di questo mondo.
 

Verena67

Utente di lunga data
Guarda, io di natura sono un'ottimista.

Quello che mi frega è che ogni giorno vedo sconfitte e viltà.

Ahime', la vita è così. Si diventa per reazione fin troppo prudenti.

Quello che ti pesa è la difficoltà dei rapporti uomo - donna in generale (per me pessimi, in questo momento storico) o qualcosa di piu' specifico?

Un abbraccio!
 
O

Old Compos mentis

Guest
Hai colto, tesoro. Parlavo proprio dei rapporti uomo-donna.
Sto vivendo una storia che mi appaga, ma leggendo le storie di questo forum e quelle che mi raccontano i conoscenti, mi prende un mal di vivere che mi stringe il cuore e divento sospettosa. E se un suo silenzio di qualche ora non mi saltava agli occhi ed, anzi, accendeva in me la passione per il nuovo incontro, adesso tremo.
 

Mari'

Utente di lunga data
Hai colto, tesoro. Parlavo proprio dei rapporti uomo-donna.
Sto vivendo una storia che mi appaga, ma leggendo le storie di questo forum e quelle che mi raccontano i conoscenti, mi prende un mal di vivere che mi stringe il cuore e divento sospettosa. E se un suo silenzio di qualche ora non mi saltava agli occhi ed, anzi, accendeva in me la passione per il nuovo incontro, adesso tremo.
L'ho scelta per te:


Il mio futuro

Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu' bello,
come l'ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell'anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.


di Edith Sodergran

Trad.Ludovica Koch

 
J

JDM

Guest
... altro che leggerezza di Milan Kundera.
Certo, è il solito "momento" di stanchezza che a tutti capita, più o meno in modo disatteso. E si impara a riconoscerlo col tempo ed a capire che deprime, che sconvolge e va via con passo felpato, per poi tornare e deprimere nuovamente.
Ho voglia di sfogarmi e di farlo con voi che avete vissuto e che state vivendo con la consapevolezza e l'arricchimento del già vissuto.
Lo definirei baratro. Non trovo altro per definire questo stato d'animo. Cammino su questo terreno, a volte stabile, altre volte farraginoso ed accade che un passo non trova terra sotto i piedi e sprofondo in questo baratro, mi sporco, tento di uscirne, finisco per sporcarmi nuovamente, per poi risalire, ricominciare, ma con la pesantezza nell'animo del sapere che accadrà nuovamente.
Mi interrogo allora su questo mondo e sulle relazioni che lo caratterizzano. Interrogativi che hanno trovato fiumi di inchiostro. Eppure, per quanto trattati, per quanto risolti alcuni ed irrisolti altri, questa pesantezza dell'animo mi toglie il respiro.
Ho letto alcune discussioni e di qui questi interrogativi sono riaffiorati alla mente tuonando e stordendomi. Leggo della ragazza incinta e tradita, leggo della signorina che colleziona conquiste, leggo di illusioni, di sfruttamenti, di amarezza... e mi chiedo cosa ci sia nella mia testa, nella sua testa, nella vostra, nella loro. E quali dinamiche facciano schiavi questa terra e gli esseri umani stessi.
Ho paura di questo mondo.
Ti capisco. Il mondo delle relazioni umane è un continuo oscillare tra quello che ho ed i sogni, tra quello che faccio e che, mannaggia, avrei potuto fare. Tra esigenza di stabilità e voglia di volare, tra paura dell'ignoto e pulsione all'esplorazione. Finchè non arriva una mazzata a ridimensionare tutto. Ma lì si tratta comunque di un'altra lotta, solo che si scende sul piano della sopravvivenza : come vorrei esser sano, come vorrei non morire di fame, come vorrei non esser solo.....
Chi siano non si sa, sti strani ometti blu......
La soluzione è la fine, solo allora si smette.
Chi sa dove andare, alzi la mano !!!!!!
 

Bruja

Utente di lunga data
Lasciate....

.... che vi passi una nota di buonumore con le parole di Trilussa


Dispiaceri amorosi

Lei, quanno lui je disse: - Sai? te pianto... -s'intese gelà er sangue ne le vene.
Povera fija! fece tante scene,poi se buttò sul letto e sbottò un pianto.-
Ah! - diceva - je vojo troppo bene!Io che j'avrebbe dato tutto quanto!
Ma c'ho fatto che devo soffrì tanto?No, nun posso arisiste a tante pene!
O lui o gnisuno!... - E lì, tutto in un botto,scense dar letto e, matta dar dolore,
corse a la loggia e se buttò de sotto.Cascò de peso, longa, in mezzo ar vicolo...
E mò s'è innammorata der dottore perché l'ha messa fòri de pericolo!

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

Bruja... fatalista
 
O

Old Addos

Guest
Ma no

Paura del mondo ? No , è il mondo a dovere avere paura degli umani ;

io non so nemmeno se domani sarò vivo o morto , cerco di godermi la vita per ciò che può darmi giorno per giorno ; farei volentieri a meno di ragionare ( ? ) a lunga scadenza , se non fosse per i figli.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Perché?

... altro che leggerezza di Milan Kundera.
Certo, è il solito "momento" di stanchezza che a tutti capita, più o meno in modo disatteso. E si impara a riconoscerlo col tempo ed a capire che deprime, che sconvolge e va via con passo felpato, per poi tornare e deprimere nuovamente.
Ho voglia di sfogarmi e di farlo con voi che avete vissuto e che state vivendo con la consapevolezza e l'arricchimento del già vissuto.
Lo definirei baratro. Non trovo altro per definire questo stato d'animo. Cammino su questo terreno, a volte stabile, altre volte farraginoso ed accade che un passo non trova terra sotto i piedi e sprofondo in questo baratro, mi sporco, tento di uscirne, finisco per sporcarmi nuovamente, per poi risalire, ricominciare, ma con la pesantezza nell'animo del sapere che accadrà nuovamente.
Mi interrogo allora su questo mondo e sulle relazioni che lo caratterizzano. Interrogativi che hanno trovato fiumi di inchiostro. Eppure, per quanto trattati, per quanto risolti alcuni ed irrisolti altri, questa pesantezza dell'animo mi toglie il respiro.
Ho letto alcune discussioni e di qui questi interrogativi sono riaffiorati alla mente tuonando e stordendomi. Leggo della ragazza incinta e tradita, leggo della signorina che colleziona conquiste, leggo di illusioni, di sfruttamenti, di amarezza... e mi chiedo cosa ci sia nella mia testa, nella sua testa, nella vostra, nella loro. E quali dinamiche facciano schiavi questa terra e gli esseri umani stessi.
Ho paura di questo mondo.
Leggo nelle tue osservazioni sgomento e impotenza.
E' strano in un momento in cui ti sembra che le cose vadano bene. Generalmente quando si vive un momento sereno le brutture e le meschinità altrui vengono messe in una dimensione altra.
Cosa ti angoscia di più?
 

Verena67

Utente di lunga data
Elogio della bontà

Come dicevo ieri concordo con Compos sul pessimo stato delle relazioni uomo - donna.

Che portano ovviamente al pessimo stato delle famiglie, e dei contesti di amicizia, lavoro, etc.

Da fine '800 in poi è emersa la consapevolezza del SE, questo fantasma cui tante delle nostre energie confluiscono: IO IO IO.

I sociologi hanno anche inventato la ME GENERATION, ma resta il fatto che tutto è stato sacrificato sull'altare del SE.

Poi ci sono gli ammennicoli vari, il politically correct, il "dialogo", il "ma mi sono solo fermata al bacio" (quando il post prima faceva invece presumere un intimità ben diversa", il "Ma non è giusto esplorare le nostre pulsioni a scopo pedagogico?", di cui tanti post di questi giorni sono intrisi.

Il SE è un arma a doppio taglio.

L'estremo egoismo dei comportamenti (Tradisco o no?!) ha come contrappasso dantesco la disperazione di chi non ottiene una validazione impossibile (i casi delle nostre amiche Rita, Fay, Sere, solo per citarne alcune), eppure non riesce a non chiedere (cosa che invecegli animaletti di Pavlov, dopo un paio di scosse, se ne tornavano a cuccia)...

Ci si ostina in storie "impossibili", dove di impossibile c'è solo che si danno le perle ai porci.

Non c'è rapporto umano che possa funzionare se alla base non ci sono valori condivisi. Roba piccola, spicciola, come la bontà, già la vecchia bontà che è poi rendersi conto che non esistiamo solo noi, la tolleranza, l'affidabilità.

Perché non provare a costruire qualcosa, fosse pure un amicizia, con persone BUONE, AFFIDABILI, LEALI, tanto per cambiare, e vedere cosa succede?

Poi per carità ci sta l'innamoramento, la passione, il flirt, tutto quello che volete.

Ma se costruiamo sulle sabbie mobili, non veniamo poi a lamentarci


Bacio!
 

Nobody

Utente di lunga data
.... che vi passi una nota di buonumore con le parole di Trilussa


Dispiaceri amorosi

Lei, quanno lui je disse: - Sai? te pianto... -s'intese gelà er sangue ne le vene.
Povera fija! fece tante scene,poi se buttò sul letto e sbottò un pianto.-
Ah! - diceva - je vojo troppo bene!Io che j'avrebbe dato tutto quanto!
Ma c'ho fatto che devo soffrì tanto?No, nun posso arisiste a tante pene!
O lui o gnisuno!... - E lì, tutto in un botto,scense dar letto e, matta dar dolore,
corse a la loggia e se buttò de sotto.Cascò de peso, longa, in mezzo ar vicolo...
E mò s'è innammorata der dottore perché l'ha messa fòri de pericolo!

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

Bruja... fatalista
 

Bruja

Utente di lunga data
Verena

Come dicevo ieri concordo con Compos sul pessimo stato delle relazioni uomo - donna.

Che portano ovviamente al pessimo stato delle famiglie, e dei contesti di amicizia, lavoro, etc.

Da fine '800 in poi è emersa la consapevolezza del SE, questo fantasma cui tante delle nostre energie confluiscono: IO IO IO.

I sociologi hanno anche inventato la ME GENERATION, ma resta il fatto che tutto è stato sacrificato sull'altare del SE.

Poi ci sono gli ammennicoli vari, il politically correct, il "dialogo", il "ma mi sono solo fermata al bacio" (quando il post prima faceva invece presumere un intimità ben diversa", il "Ma non è giusto esplorare le nostre pulsioni a scopo pedagogico?", di cui tanti post di questi giorni sono intrisi.

Il SE è un arma a doppio taglio.

L'estremo egoismo dei comportamenti (Tradisco o no?!) ha come contrappasso dantesco la disperazione di chi non ottiene una validazione impossibile (i casi delle nostre amiche Rita, Fay, Sere, solo per citarne alcune), eppure non riesce a non chiedere (cosa che invecegli animaletti di Pavlov, dopo un paio di scosse, se ne tornavano a cuccia)...

Ci si ostina in storie "impossibili", dove di impossibile c'è solo che si danno le perle ai porci.

Non c'è rapporto umano che possa funzionare se alla base non ci sono valori condivisi. Roba piccola, spicciola, come la bontà, già la vecchia bontà che è poi rendersi conto che non esistiamo solo noi, la tolleranza, l'affidabilità.

Perché non provare a costruire qualcosa, fosse pure un amicizia, con persone BUONE, AFFIDABILI, LEALI, tanto per cambiare, e vedere cosa succede?

Poi per carità ci sta l'innamoramento, la passione, il flirt, tutto quello che volete.

Ma se costruiamo sulle sabbie mobili, non veniamo poi a lamentarci


Bacio!
Dici bene... il Dio IO pretende un pedaggio che spesso è un rischio di solitudine che, se è ben portata e pienamente e consapevolmente vissuta, rende più forti, ma se è sopportata e subita, rende quell'IO l'amministrazione fallimentare di sè stessi.
Bruja
 
O

Old Compos mentis

Guest
Leggo nelle tue osservazioni sgomento e impotenza.
E' strano in un momento in cui ti sembra che le cose vadano bene. Generalmente quando si vive un momento sereno le brutture e le meschinità altrui vengono messe in una dimensione altra.
Cosa ti angoscia di più?
Mi dici che il mio atteggiamento dovrebbe essere altro vista la situazione. E concordo con te dicendoti che normalmente dovrebbe essere proprio così. Ma io ho la pessima abitudine di guardare con sospetto anche la mia ombra. Non riesco a godermi a pieno ciò che c'è senza torturarmi con domande e riflessioni continue che hanno l'effetto di stemperare quell'attimo di gioia. Sono molto facile agli entusiasmi ed altrettanto molto facile a ricondurmi con i piedi a terra spesso con troppa violenza, tanto da cadere.
Insomma, il suo sguardo diritto nei miei occhi mi emoziona, vederlo sorridere fa sorridere anche me, vederlo indifeso mentre dorme accanto a me nel letto mi stringe il cuore di tenerezza, vederlo arrabbiato o deluso fa arrabbiare anche me, aiutarlo nel lavoro e vedere la sua riconoscenza mi fa star bene... eppure io a questa gioia non so lasciarmi andare completamente perché la grande differenza di età anagrafica mi spaventa (ma non tanto da porre fine a questa storia senza la quale sinceramente ora non potrei stare), perché seppure mostri davvero tanto la sua "devozione" ed il suo "volermi accanto" quel suo dire "non so dire ti amo, non riesco, non l'ho mai fatto" mi scaraventa a terra con una brutale forza che mi distrugge il cuore. Ed è grandicello ed a questo suo "rifiuto sentimentale" non so spiegarmelo.
Sono nell'angoscia, perché, sì, sono molto facile anche all'angoscia che attanaglia l'anima.
 

Verena67

Utente di lunga data
perché seppure mostri davvero tanto la sua "devozione" ed il suo "volermi accanto" quel suo dire "non so dire ti amo, non riesco, non l'ho mai fatto" mi scaraventa a terra con una brutale forza che mi distrugge il cuore. Ed è grandicello ed a questo suo "rifiuto sentimentale" non so spiegarmelo.
Sono nell'angoscia, perché, sì, sono molto facile anche all'angoscia che attanaglia l'anima.

Da un lato penso sia molto onesto da parte sua metterti a parte di questa sua dolorosa incapacità (che penso appartenga a molti/e, che pero' si guardano bene dal dirtelo fin quando ormai la relazione non è decotta....), dall'altro mi dico - con riferimento anche alla mia amica con la relazione con il giovanissimo che "non vede futuro" - ha senso invischiare cuore e polmoni in relazioni che partono con handicap così pesanti?

Non per altro, ma il giorno che tu un ti amo lo vorresti davvero, che fai?

Pongo a me e e voi questi dubbi.

Bacio!
 
O

Old Compos mentis

Guest
Paura del mondo ? No , è il mondo a dovere avere paura degli umani ;

io non so nemmeno se domani sarò vivo o morto , cerco di godermi la vita per ciò che può darmi giorno per giorno ; farei volentieri a meno di ragionare ( ? ) a lunga scadenza , se non fosse per i figli.
La frase che porti in firma potrebbe ben sintetizzare la mia risposta. "Col culo degli altri, siamo tutti finocchi".
Vaneggiando astrattamente tante cose si dicono, quasi ci si crede anche in queste, ma è quando ci si trova con uno specchio davanti che riflette l'immagine di una persona angosciata che evidentemente ti accorgi che quegli ideali filosofeggianti di vita effettivamente non trovano molta concretezza.
Sono sempre stata portatrice (diciamo più professante che portatrice visti i risultati scarsi) della filosofia di vita che mi disegni nella tua risposta, eppure tesoro mi vedo costretta ad ammettere che sono parole, perché nel cuore le angosce le porto ugualmente... e quel "non so se domani sarò vivo o morto" "vivo la vita giorno per giorno" tanto facile da dirsi, effettivamente poi lascia spazio ad un angosciante quesito "e domani...? Cosa ne sarà di me?".
E' male di vivere il mio... e la cosa che mi spaventa di più è che non è la crisi che di tanto in tanto di affaccia in me della durata irrisoria di pochi istanti. Questa è una crisi che ho radicata nel cuore, che mi porto dietro e alla quale non ho voluto prestare lo sguardo così che adesso si sta ribellando e mi forza a guardarla... e fa male, un male cane, non sapere dove sbattere la testa, perché senza riferimenti, senza alcuna esperienza di vita... io mi sento persa... ed impotente.
 
O

Old Compos mentis

Guest
Da un lato penso sia molto onesto da parte sua metterti a parte di questa sua dolorosa incapacità (che penso appartenga a molti/e, che pero' si guardano bene dal dirtelo fin quando ormai la relazione non è decotta....), dall'altro mi dico - con riferimento anche alla mia amica con la relazione con il giovanissimo che "non vede futuro" - ha senso invischiare cuore e polmoni in relazioni che partono con handicap così pesanti?

Non per altro, ma il giorno che tu un ti amo lo vorresti davvero, che fai?

Pongo a me e e voi questi dubbi.

Bacio!
Per sopportare questo suo handicap, parafrasandoti, mi son detta: -non lo dice, certo, ma me lo dimostra... eccome se me lo dimostra... e molto più di chi prima di lui me lo decantava tanto ed alla dimostrazione dei fatti calava un pietoso sipario-.
Questo mi ha aiutata tanto da scherzare su questo suo "difetto", tanto da non sentirne il peso. E lui, sono certa, si è ben reso conto che per "rispetto" del suo handicap freno il mio entusiasmo che alcune volte mi porterebbe a pronunciargli quelle due paroline per non lasciarlo nell'imbarazzo di non sapere come e se rispondere.
E non mi lamento certo perché tra un uomo che ti dice di amarti e non lo dimostra ed uno che preferisce tacere ma poi dimostrartelo ogni santissimo giorno preferisco lui che appartiene a questa seconda categoria.
Ma sono debole, lo ammetto, e qualche volta questo suo "handicap" mi frena a tal punto da domandarmi -ma dov'è che sto avviandomi? In che direzione?--
Non è arido di sentimenti... e di futuro (seppure io ritenga che sia fin troppo presto per parlare di simili progetti) ne parla, alcune volte scherzando, altre volte dicendo sul serio... e parla di andare a vivere insieme, parla di matromonio, parla di figli. E ci crede in quel che dice.
Tesoro, parlavi di costruzioni sulle sabbie mobili. Alle volte mi viene il forte dubbio che la mia sia una di quelle. Mi fa paura il fatto che questo suo "handicap" possa essere sintomo di qualcosa che ora mi sfugge e che potrebbe portare più avanti a qualcosa di sgradevole.
Essenzialmente è questo il motivo della mia angoscia: sto cercando di capire cosa si cela dietro questo "handicap". Ho paura di questo, non dell'handicap in sé sul quale sorvolo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Forse

Per sopportare questo suo handicap, parafrasandoti, mi son detta: -non lo dice, certo, ma me lo dimostra... eccome se me lo dimostra... e molto più di chi prima di lui me lo decantava tanto ed alla dimostrazione dei fatti calava un pietoso sipario-.
Questo mi ha aiutata tanto da scherzare su questo suo "difetto", tanto da non sentirne il peso. E lui, sono certa, si è ben reso conto che per "rispetto" del suo handicap freno il mio entusiasmo che alcune volte mi porterebbe a pronunciargli quelle due paroline per non lasciarlo nell'imbarazzo di non sapere come e se rispondere.
E non mi lamento certo perché tra un uomo che ti dice di amarti e non lo dimostra ed uno che preferisce tacere ma poi dimostrartelo ogni santissimo giorno preferisco lui che appartiene a questa seconda categoria.
Ma sono debole, lo ammetto, e qualche volta questo suo "handicap" mi frena a tal punto da domandarmi -ma dov'è che sto avviandomi? In che direzione?--
Non è arido di sentimenti... e di futuro (seppure io ritenga che sia fin troppo presto per parlare di simili progetti) ne parla, alcune volte scherzando, altre volte dicendo sul serio... e parla di andare a vivere insieme, parla di matromonio, parla di figli. E ci crede in quel che dice.
Tesoro, parlavi di costruzioni sulle sabbie mobili. Alle volte mi viene il forte dubbio che la mia sia una di quelle. Mi fa paura il fatto che questo suo "handicap" possa essere sintomo di qualcosa che ora mi sfugge e che potrebbe portare più avanti a qualcosa di sgradevole.
Essenzialmente è questo il motivo della mia angoscia: sto cercando di capire cosa si cela dietro questo "handicap". Ho paura di questo, non dell'handicap in sé sul quale sorvolo.
Forse non è un handicap. Forse è un suo modo di essere onesto. Forse per lui le due paroline si dicono solo quando si è già costruito qualcosa.
Fagli la mia noiosa e stupida domanda: cos'è l'amore.
Magari ti dà una risposta da cui capisci che lo dirà in un futuro.
Forse è questa chiarezza sul significato della vostra relazione che ti manca.
 

Old bastardo dentro

Utente di lunga data
Per sopportare questo suo handicap, parafrasandoti, mi son detta: -non lo dice, certo, ma me lo dimostra... eccome se me lo dimostra... e molto più di chi prima di lui me lo decantava tanto ed alla dimostrazione dei fatti calava un pietoso sipario-.
Questo mi ha aiutata tanto da scherzare su questo suo "difetto", tanto da non sentirne il peso. E lui, sono certa, si è ben reso conto che per "rispetto" del suo handicap freno il mio entusiasmo che alcune volte mi porterebbe a pronunciargli quelle due paroline per non lasciarlo nell'imbarazzo di non sapere come e se rispondere.
E non mi lamento certo perché tra un uomo che ti dice di amarti e non lo dimostra ed uno che preferisce tacere ma poi dimostrartelo ogni santissimo giorno preferisco lui che appartiene a questa seconda categoria.
Ma sono debole, lo ammetto, e qualche volta questo suo "handicap" mi frena a tal punto da domandarmi -ma dov'è che sto avviandomi? In che direzione?--
Non è arido di sentimenti... e di futuro (seppure io ritenga che sia fin troppo presto per parlare di simili progetti) ne parla, alcune volte scherzando, altre volte dicendo sul serio... e parla di andare a vivere insieme, parla di matromonio, parla di figli. E ci crede in quel che dice.
Tesoro, parlavi di costruzioni sulle sabbie mobili. Alle volte mi viene il forte dubbio che la mia sia una di quelle. Mi fa paura il fatto che questo suo "handicap" possa essere sintomo di qualcosa che ora mi sfugge e che potrebbe portare più avanti a qualcosa di sgradevole.
Essenzialmente è questo il motivo della mia angoscia: sto cercando di capire cosa si cela dietro questo "handicap". Ho paura di questo, non dell'handicap in sé sul quale sorvolo.
Cara Compos,

è temperamento.. io, ad esempio credo di essere molto "femminile" in questo aspetto e ho bisogno di affetto continuo avrei bisogno che qualcuno mi confermasse sempre che mi vuol bene. faccio molto,forse troppo, per meritarmi questo. ma anche io, come te ci resto male se poi qualcuno non mi dice quelle parole,ovvero, con i fatti, non ti dimostra ciò che tu vorresti. Più in generale l'angoscia di cui tu parli, e non minimizzo, credo sia propria di tutte le persone dotate di sensibilità, di attenzione verso il prossimo e verso se stessi. Io, che provo la tua stessa angoscia - che a volte è davvero forte - credo sia l'espressione di una contraddizione e cioè dal punto di vista sociale ci troviamo comunque in istituzioni di gruppo, più o meno riuscite, a partire dalla coppia, la famiglia, gli amici, le varie comunità e punti di ritrovo ma, contemporaneamente, vi è la consapevolezza che per certe cose, per certe situazioni, siamo davvero soli. e io credo che questo senso di solitudine, profonda, che la società di oggi ha sicuramente aiutato ad emergere, disorienti molto. la mia maniera di amare vorrebbe essere tale da non far provare alla persona che amo quella solitudine e quel senso di vuoto e anche io, devo confessare, vorrei essere amato così...

bastardo dentro
 
O

Old Sad

Guest
Mi "approprio" anche io..

L'ho scelta per te:


Il mio futuro

Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu' bello,
come l'ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell'anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.

di Edith Sodergran
Trad.Ludovica Koch
della poesi che hai dedicato a Compos Mentis...è molto bella. Grazie.
 
O

Old Compos mentis

Guest
Forse non è un handicap. Forse è un suo modo di essere onesto. Forse per lui le due paroline si dicono solo quando si è già costruito qualcosa.
Fagli la mia noiosa e stupida domanda: cos'è l'amore.
Magari ti dà una risposta da cui capisci che lo dirà in un futuro.
Forse è questa chiarezza sul significato della vostra relazione che ti manca.
Proverò a rivolgergli la domanda che mi consigli. Cercherò di chiederglielo in un momento di intimità e confidenza.
Un caro abbraccio.
 
O

Old Compos mentis

Guest
Cara Compos,

è temperamento.. io, ad esempio credo di essere molto "femminile" in questo aspetto e ho bisogno di affetto continuo avrei bisogno che qualcuno mi confermasse sempre che mi vuol bene. faccio molto,forse troppo, per meritarmi questo. ma anche io, come te ci resto male se poi qualcuno non mi dice quelle parole,ovvero, con i fatti, non ti dimostra ciò che tu vorresti. Più in generale l'angoscia di cui tu parli, e non minimizzo, credo sia propria di tutte le persone dotate di sensibilità, di attenzione verso il prossimo e verso se stessi. Io, che provo la tua stessa angoscia - che a volte è davvero forte - credo sia l'espressione di una contraddizione e cioè dal punto di vista sociale ci troviamo comunque in istituzioni di gruppo, più o meno riuscite, a partire dalla coppia, la famiglia, gli amici, le varie comunità e punti di ritrovo ma, contemporaneamente, vi è la consapevolezza che per certe cose, per certe situazioni, siamo davvero soli. e io credo che questo senso di solitudine, profonda, che la società di oggi ha sicuramente aiutato ad emergere, disorienti molto. la mia maniera di amare vorrebbe essere tale da non far provare alla persona che amo quella solitudine e quel senso di vuoto e anche io, devo confessare, vorrei essere amato così...

bastardo dentro
Hai colto. E' quella solitudine angosciosa che mi stravolge, quel fermarmi in questo cammino fatto di obiettivi da rincorrere, guardarmi attorno e vedere che nonostante ci sia tanta gente attorno si sente forte la consapevolezza che si è soli con se stessi.
Non rifiuto certo l'introspezione, anzi, mi affascina, ma alle volte è un coltello afferrato dal lato della lama. Quel non avere risposte quando quella solitudine si scaraventa con violenza nell'anima mi angoscia e tanto.
Un bacio.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top