Illusione o speranza?

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Old odietamo

Guest
Chiedo il vostro gradito parere sul grave problema che mi assilla ormai da sei mesi e che, leggendo in questo forum, ho capito di avere in comune con moltissime altre persone.
Io 41 anni, lei 42. Dopo circa sette anni e mezzo di matrimonio (+ due di fidanzamento) e con due figli piccoli ad ottobre ho scoperto casualmente che mia moglie aveva una storia extra.
Messa di fronte ad una serie di bluff (le ho impaccato di averla fatta pedinare e registrato le sue conversazioni, in realtà avevo notato tutti quei piccoli dettagli che oggi ho imparato a conoscere tipo biancheria sexy, lampade e letture romantiche), mi ha confessato di questa sua relazione con un suo ex compagno di scuola, anche lui sposato con prole, che durava da circa sei mesi.
La durata ho avuto, poi, modo di confermarla perchè, in effetti, lei si "negava" proprio da circa sei mesi... (e siccome io stavo impazzendo ho capito piano piano proprio per questo motivo della sua tresca, per il resto lei era molto gentile con me).
Di fronte alla mia (forse troppo?) veemente inca..atura lei accusa ME di averla trascurata, di averle fatto mancare l'amore, ecc. ecc. Insomma le solite cose che poi ho scoperto dicono TUTTI i traditori ai traditi. Solito copione. In sintesi: se lei è andata a letto con un altro la colpa è solo la mia.... Che ho lasciato il suo cuore vuoto e lei lo ha riempito con qualcuno che l'ha fatta sentire felice. Nell'immediato, le chiedo di guardarsi dentro, le dico "ok, guarda che noi due siamo marito e moglie, abbiamo due bambini da crescere insieme, abbiamo scelto una vita che è fatta di responsabilità, di anzie, di quotidianità. Questo è il pianeta terra. Tu sei stata su un altra galassia. Adesso torna a casa". Lei sembra convinta. Poi (sempre nell'immediato, parliamo del giorno dopo la scoperta) le dico di averla tradita anch'io in passato per puro sesso, pensando che ciò potesse "scaricare " la sua coscienza e risvegliarla (grossa sciocchezza, lo so, ma l'ho capito dopo). La sera provo un approccio "fisico", ma lei è completamente bloccata. Le chiedo quindi: "ma tu mi ami ancora?". Risposta: "io ti voglio molto bene". Le chiedo poi: "ma tu quel tipo lo ami?". Risposta ... lei si alza e se ne va... Il giorno seguente faccio i bagagli e me ne vado di casa. Ci sentiamo (soprattutto per i bimbi) e decidiamo di andare insieme dall'avvocato per la separazione consensuale. Le condizioni le stabiliamo insieme. Io ogni tanto le chiedo se è sicura di quello che sta facendo. Lei mi dice di esserlo. A gennaio ci separiamo. Nel frattempo io mio accorgo di amarla (o penso di amarla?) e le chiedo di riprovarci. Lei dice che la scelta è fatta e non si torna indietro, che ci faremmo ancora più male, che magari, chissà, tra qualche anno sarebbe possibile, ma non adesso, che ci sono troppe ferite, che siamo troppo sconvolti. Di fronte a questo tipo di atteggiamento (ma come? tu tradisci e poi fai pure la preziosa di fronte al mio perdono?) le chiedo della sua storia e lei mi dice che quello era solo un "amico" che viveva la sua stessa insoddisfazione coniugale, che si erano visti pochissime volte e che tra loro c'era stato davvero poco e niente. In effetti, dagli elementi raccolti dopo, ho constatato che lei usciva "clandestinamente" la sera circa una o due volte al mese. Probabilmente si sentivano molto e di sicuro si tempestavano di sms.
Pur avendo scoperto di essere molto innamorato di lei (con mio grande rammarico devo dire, perchè mi sento l'orgoglio sotto i tacchi), in questi ultimi due mesi io "mollo la presa" e mi limito a dirle, ogni tanto, che la amo e che mi manca tanto. Nel frattempo, da quello che ho capito, lei ha continuato a frequentare il tizio, ma non ne sono tanto sicuro. Precisazione: io al tipo l'ho chiamato e gliene o dette di tutti i colori. Per poco non l'ho affrontato fisicamente. Gli ho detto di lasciare la moglie e che comunque con la sua gentile signora ci sarei andato a parlare io quanto prima (cosa che avrei potuto e potrei fare ma che non faccio perchè potrei sconvolgere la vita anche ai suoi figli e questo non mi va). Lui ha scaricato le responsabilità su mia moglie, dicendo che era stata lei a cercarlo (in effetti lei pare fosse innamorata da ragazzina di questo tale). Mi dice che c'era stato "pochissimo" tra loro, che si erano visti poche volte. Poi mi ha chiamato lui per dirmi di avere parlato con lei e di averle detto che loro due non dovevano più vedersi.
Non so se l'abbia fatto veramente però penso che fosse (e sia) lei quella coinvolta fino alla cima dei capelli. Non tanto lui (anche se lei mi ha detto una volta che lui sarebbe "innamorato" ma che non ha le palle di fare quello che ha fatto lei).
Comunque, per farla breve, arriviamo alle ultime settimane...
Lei si mostra con me molto gentile: mi propone di uscire insieme con i bambini, mi chiede come stai, come va il lavoro, mi saluta con il bacetto in bocca...
L'altro giorno le propongo per il nostro imminente anniversario di andare a cena insieme e lei accetta. Ci andremo tra qualche giorno.
A questo punto vi pongo i seguenti quesiti:
1) secondo voi questa sua gentilezza e disponibilità cosa significa? Sensi di colpa o ripensamento? Pena mista ad affetto per il papà dei suoi figli o dubbi su quello che sta facendo a se stessa come donna?
2) secondo voi quale dovrebbe essere l'atteggiamento migliore da parte mia in questi frangenti? Mandarla a fan.. per sempre (come dignità imporrebbe) e voltare pagina o farle sentire che a lei ci tengo comunque (come cuore mi comanda)?
3) esistono dei tempi da rispettare? devo "sparire" per un po'? o devo essere presente?
4) secondo voi se si tornasse insieme vi sembra che la situazione possa evere delle prospettive serie (tenuto conto che comunque parliamo di una famiglia con due figli piccoli e non di due fidanzati che convivono)? In caso positivo è possibile per voi che dopo un'esperienza del genere si possa stare come e meglio di prima come coppia, anche sotto l'aspetto dell'intimità?
Forse sono stato un po' prolisso ma, via assicuro, ho dovuto sintetizzare rispetto al casino di questa storia... Grazie a tutti.
 

Kid

Utente un corno
Chiedo il vostro gradito parere sul grave problema che mi assilla ormai da sei mesi e che, leggendo in questo forum, ho capito di avere in comune con moltissime altre persone.
Io 41 anni, lei 42. Dopo circa sette anni e mezzo di matrimonio (+ due di fidanzamento) e con due figli piccoli ad ottobre ho scoperto casualmente che mia moglie aveva una storia extra.
Messa di fronte ad una serie di bluff (le ho impaccato di averla fatta pedinare e registrato le sue conversazioni, in realtà avevo notato tutti quei piccoli dettagli che oggi ho imparato a conoscere tipo biancheria sexy, lampade e letture romantiche), mi ha confessato di questa sua relazione con un suo ex compagno di scuola, anche lui sposato con prole, che durava da circa sei mesi.
La durata ho avuto, poi, modo di confermarla perchè, in effetti, lei si "negava" proprio da circa sei mesi... (e siccome io stavo impazzendo ho capito piano piano proprio per questo motivo della sua tresca, per il resto lei era molto gentile con me).
Di fronte alla mia (forse troppo?) veemente inca..atura lei accusa ME di averla trascurata, di averle fatto mancare l'amore, ecc. ecc. Insomma le solite cose che poi ho scoperto dicono TUTTI i traditori ai traditi. Solito copione. In sintesi: se lei è andata a letto con un altro la colpa è solo la mia.... Che ho lasciato il suo cuore vuoto e lei lo ha riempito con qualcuno che l'ha fatta sentire felice. Nell'immediato, le chiedo di guardarsi dentro, le dico "ok, guarda che noi due siamo marito e moglie, abbiamo due bambini da crescere insieme, abbiamo scelto una vita che è fatta di responsabilità, di anzie, di quotidianità. Questo è il pianeta terra. Tu sei stata su un altra galassia. Adesso torna a casa". Lei sembra convinta. Poi (sempre nell'immediato, parliamo del giorno dopo la scoperta) le dico di averla tradita anch'io in passato per puro sesso, pensando che ciò potesse "scaricare " la sua coscienza e risvegliarla (grossa sciocchezza, lo so, ma l'ho capito dopo). La sera provo un approccio "fisico", ma lei è completamente bloccata. Le chiedo quindi: "ma tu mi ami ancora?". Risposta: "io ti voglio molto bene". Le chiedo poi: "ma tu quel tipo lo ami?". Risposta ... lei si alza e se ne va... Il giorno seguente faccio i bagagli e me ne vado di casa. Ci sentiamo (soprattutto per i bimbi) e decidiamo di andare insieme dall'avvocato per la separazione consensuale. Le condizioni le stabiliamo insieme. Io ogni tanto le chiedo se è sicura di quello che sta facendo. Lei mi dice di esserlo. A gennaio ci separiamo. Nel frattempo io mio accorgo di amarla (o penso di amarla?) e le chiedo di riprovarci. Lei dice che la scelta è fatta e non si torna indietro, che ci faremmo ancora più male, che magari, chissà, tra qualche anno sarebbe possibile, ma non adesso, che ci sono troppe ferite, che siamo troppo sconvolti. Di fronte a questo tipo di atteggiamento (ma come? tu tradisci e poi fai pure la preziosa di fronte al mio perdono?) le chiedo della sua storia e lei mi dice che quello era solo un "amico" che viveva la sua stessa insoddisfazione coniugale, che si erano visti pochissime volte e che tra loro c'era stato davvero poco e niente. In effetti, dagli elementi raccolti dopo, ho constatato che lei usciva "clandestinamente" la sera circa una o due volte al mese. Probabilmente si sentivano molto e di sicuro si tempestavano di sms.
Pur avendo scoperto di essere molto innamorato di lei (con mio grande rammarico devo dire, perchè mi sento l'orgoglio sotto i tacchi), in questi ultimi due mesi io "mollo la presa" e mi limito a dirle, ogni tanto, che la amo e che mi manca tanto. Nel frattempo, da quello che ho capito, lei ha continuato a frequentare il tizio, ma non ne sono tanto sicuro. Precisazione: io al tipo l'ho chiamato e gliene o dette di tutti i colori. Per poco non l'ho affrontato fisicamente. Gli ho detto di lasciare la moglie e che comunque con la sua gentile signora ci sarei andato a parlare io quanto prima (cosa che avrei potuto e potrei fare ma che non faccio perchè potrei sconvolgere la vita anche ai suoi figli e questo non mi va). Lui ha scaricato le responsabilità su mia moglie, dicendo che era stata lei a cercarlo (in effetti lei pare fosse innamorata da ragazzina di questo tale). Mi dice che c'era stato "pochissimo" tra loro, che si erano visti poche volte. Poi mi ha chiamato lui per dirmi di avere parlato con lei e di averle detto che loro due non dovevano più vedersi.
Non so se l'abbia fatto veramente però penso che fosse (e sia) lei quella coinvolta fino alla cima dei capelli. Non tanto lui (anche se lei mi ha detto una volta che lui sarebbe "innamorato" ma che non ha le palle di fare quello che ha fatto lei).
Comunque, per farla breve, arriviamo alle ultime settimane...
Lei si mostra con me molto gentile: mi propone di uscire insieme con i bambini, mi chiede come stai, come va il lavoro, mi saluta con il bacetto in bocca...
L'altro giorno le propongo per il nostro imminente anniversario di andare a cena insieme e lei accetta. Ci andremo tra qualche giorno.
A questo punto vi pongo i seguenti quesiti:
1) secondo voi questa sua gentilezza e disponibilità cosa significa? Sensi di colpa o ripensamento? Pena mista ad affetto per il papà dei suoi figli o dubbi su quello che sta facendo a se stessa come donna?
2) secondo voi quale dovrebbe essere l'atteggiamento migliore da parte mia in questi frangenti? Mandarla a fan.. per sempre (come dignità imporrebbe) e voltare pagina o farle sentire che a lei ci tengo comunque (come cuore mi comanda)?
3) esistono dei tempi da rispettare? devo "sparire" per un po'? o devo essere presente?
4) secondo voi se si tornasse insieme vi sembra che la situazione possa evere delle prospettive serie (tenuto conto che comunque parliamo di una famiglia con due figli piccoli e non di due fidanzati che convivono)? In caso positivo è possibile per voi che dopo un'esperienza del genere si possa stare come e meglio di prima come coppia, anche sotto l'aspetto dell'intimità?
Forse sono stato un po' prolisso ma, via assicuro, ho dovuto sintetizzare rispetto al casino di questa storia... Grazie a tutti.

Ciao, ti dirò solo una cosa: ti stimo e stimo tua moglie per il coraggio che dimostrate nel voler tornare insieme. Dopo un tradimento, è davvero un'impresa.
 
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