Alce Veloce
Utente di lunga data
Sempre quello, ripetitivo, tedioso, inutile, dannoso.
Il gioco delle parti è sempre alla radice di ogni rapporto umano senza speranza, parrebbe, che si possa andare oltre, che lo spirito di branco venga un poco accantonato in favore di un più equilibrato e maturo sguardo individuale e non paranoico al mondo.
Se si riscontra un atteggiamento sbagliato da parte di qualcuno, subito c'è chi punta il dito, subito c'è chi dichiara - attenzione - non "quello non è amico mio", bensì, cogliendo l'occasione per l'ennesima puerile provocazione a qualcuno che gli sta antipatico "quello è amico tuo".
Amico mio, amico tuo, noi rossi, voi verdi, loro gialli, piove governo ladro, voi siete, noi siamo, colpa vostra, merito nostro...........
Che palle.
I rapporti tra individui, ma comunque col mondo, viene sempre visto come una contrapposizione, come un costante conflitto, il quale necessita una rassicurante schematizzazione, giusto per poter dire di aver preso la mira quando in realtà si spara a zero.
Tutto, a questo punto, dovrebbe essere impostato con ferrea rigidità, ove la parola non va rivolta a tizio, mio "nemico", se non in termini di disprezzo. Qualsiasi cosa egli abbia detto o fatto.
Con altrettanta rigidità io dovrei ergermi quindi a difesa del mio "amico" a prescindere dal fatto che egli abbia magari compiuto o pronunciato nefandezze.
Che misera visione della vita.
Non ho molti amici, ma non importa. So di avere intorno persone che mi stimano, amici o nemici che siano, nel momento in cui merito stima, e che non mi risparmiano critiche e pure aggressioni nel momento in cui me le sono guadagnate. Altrettando dispenso. In modo mirato, senza bisogno di sparare in un mucchio perchè "tanto quelli sono tutti pappa e ciccia".
Guardo in faccia e rivolgo la parola e pure un sorriso se è il caso a chiunque si mostri leale, indifferentemente dal fatto che la si pensi o meno alla stessa maniera.
Quelli che fanno il gioco delle parti semplicemente li ignoro. Non per disprezzo, ma perchè il confronto è inutile.
Il gioco delle parti è sempre alla radice di ogni rapporto umano senza speranza, parrebbe, che si possa andare oltre, che lo spirito di branco venga un poco accantonato in favore di un più equilibrato e maturo sguardo individuale e non paranoico al mondo.
Se si riscontra un atteggiamento sbagliato da parte di qualcuno, subito c'è chi punta il dito, subito c'è chi dichiara - attenzione - non "quello non è amico mio", bensì, cogliendo l'occasione per l'ennesima puerile provocazione a qualcuno che gli sta antipatico "quello è amico tuo".
Amico mio, amico tuo, noi rossi, voi verdi, loro gialli, piove governo ladro, voi siete, noi siamo, colpa vostra, merito nostro...........
Che palle.
I rapporti tra individui, ma comunque col mondo, viene sempre visto come una contrapposizione, come un costante conflitto, il quale necessita una rassicurante schematizzazione, giusto per poter dire di aver preso la mira quando in realtà si spara a zero.
Tutto, a questo punto, dovrebbe essere impostato con ferrea rigidità, ove la parola non va rivolta a tizio, mio "nemico", se non in termini di disprezzo. Qualsiasi cosa egli abbia detto o fatto.
Con altrettanta rigidità io dovrei ergermi quindi a difesa del mio "amico" a prescindere dal fatto che egli abbia magari compiuto o pronunciato nefandezze.
Che misera visione della vita.
Non ho molti amici, ma non importa. So di avere intorno persone che mi stimano, amici o nemici che siano, nel momento in cui merito stima, e che non mi risparmiano critiche e pure aggressioni nel momento in cui me le sono guadagnate. Altrettando dispenso. In modo mirato, senza bisogno di sparare in un mucchio perchè "tanto quelli sono tutti pappa e ciccia".
Guardo in faccia e rivolgo la parola e pure un sorriso se è il caso a chiunque si mostri leale, indifferentemente dal fatto che la si pensi o meno alla stessa maniera.
Quelli che fanno il gioco delle parti semplicemente li ignoro. Non per disprezzo, ma perchè il confronto è inutile.