Il coronavirus ci farà rivedere le nostre priorità

ologramma

Utente di lunga data
e come non può essere altrimenti?
Vedi come va il mercato dell'lavoro , i consumi , la vita sociale delle persone e interagire con loro certo non siamo allontanamento che si aveva con la peste e la caccia all'untore ,ma se la cosa non si ferma saremo presi dall'ansia di vivere e la cosa è bruttissima.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Lo posso intendere come la crisi dell' Io ?

Il corpo e la mente sono uniti e fusi insieme e si influenzano e relazionano reciprocamente. Il nostro Io, ovvero l’unione corpo-mente, svolge tre funzioni principali:
  • Controllo: l’Io ha una funzione di controllo e di regolazione degli impulsi istintivi. Attraverso segnali di verifica o inibizione, elabora delle difese di fronte a eventuali stimoli considerati come minacce.
  • Adattamento: l’Io si relaziona con la realtà esterna e interna, cercando di adattarvisi.
  • Integrazione: la capacità di corpo e mente di integrare diversi aspetti e ambiti della vita
Dato che la memoria,il pensiero,il linguaggio non si caratterizzano come difese contro gli impulsi, è cambiato forse qualcosa nel processo di neutralizzazione e trasformazione delle energie istintive ed aggressive in energie non istintive ?
Perchè in molti comportamenti mi sembra di intravedere una carenza almeno in mrito ai primi due aspetti di controllo e adattamento.
E' ancora valido il concetto di Hartmann che lo sviluppo autonomo dell'Io non sorge dalla lotta contro impulsi e desideri ?
E senza dimenticare Freud e Kohut... tutti che hanno collocato l'io al centro dell'universo psicologico....
Contrariamente a quanto siamo portati a pensare, la terra non è abitata da miliardi di "Io" che vivono gli uni indipendentemente dagli altri e dall’ecosistema che li ospita. Che ce ne rendiamo conto o no, ognuno di noi vive "con" altri e altro da sé.
In effetti, vivere in una società avanzata significa godere dei vantaggi di un mondo in cui si sono aumentate la libertà e l’autodeterminazione di ogni «Io» grazie al rafforzamento, ampliamento e accelerazione dei canali, delle infrastrutture e delle condizioni del "con" -. Ma come stiamo dolorosamente imparando in questi giorni, ciò ci espone anche a problemi nuovi. La verità è che oggi siamo tutti più impigliati gli uni negli altri. Il potenziamento dell’io comporta un infittimento del "con".
Di fronte alle tante e sorprendenti insicurezze del nostro tempo, l’io immunitario vorrebbe sottrarsi alla responsabilità della connessione chiedendo a qualche sistema di farsi carico, a nome suo, degli oneri che le nuove forme del "con" comportano. Le tecniche, le organizzazioni, le istituzioni di cui disponiamo (esse stesse forme di con) sono e restano fondamentali. Ma occorre stare attenti a evitare che la domanda di sicurezza non sia un alibi per sgravarsi dalle proprie personali responsabilità. Heidegger ci aiuta a fare questo passo: in tutte le forme che può prendere, il nostro «essere con» comporta la cura. Cura verso di sé, l’altro, il mondo intero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Eventi significativi capitano a tutti, ognuno ne esce a modo proprio.
Non mi pare che ci sia una cultura che favorisca una elaborazione positiva di questo.
 
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