dave.one
Utente di lunga data
Quante volte vi siete trovati nella situazione in cui vi svegliate la mattina con ansia, sudori freddi, irritabilità, irrequietezza, per il semplice motivo che avete un problema aperto da risolvere e "pensate" di non saperlo risolvere da soli?
Faccio esempi chiari per intendermi:
1) Lavoro: sapete che c'è un problema con un cliente o un fornitore, e bisogna chiudere la questione al più presto al fine di non trascinarlo troppo in là nel tempo. Ma non sapete come risolverlo perché avete mille idee in testa ma nessuna definitiva, e avete bisogno di un consiglio.
2) Amore: avete un problema con il vostro partner, sessuale, educativo, relazionale, ecc. Avete mille idee in testa, ma avete bisogno di un consiglio per risolverlo; non lo cercate dal partner perché appunto, lo vedete come la causa e non la soluzione del problema.
3) Figli: sapete che vostro figlio ha cominciato a fumare, oppure ha problemi relazionali a scuola, o quant'altro. Avete mille idee in testa, non sapete da dove cominciare, non sapete se un approccio morbido è meglio di un approccio duro, qualsiasi soluzione vi proponiate da adito a mille risposte diverse e non avete la più pallida idea di quale sia la più giusta. Insomma: avete bisogno di un confronto con qualcun altro per cercare la soluzione migliore.
Sono solo tre esempi, ma spero esemplificativi.
Personalmente, mi sono trovato in solo due di questi esempi, al momento non me ne vengono altri in mente, ma se mi metto lì a riflettere, credo ne saprei trovare molti altri.
Se ripenso al perché mi sono ritrovato spesso in queste situazioni (nelle quali è normale ritrovarvici), e penso a come le ho risolte, mi spavento. Come al solito, la mia indecisione la faceva da padrona, la mancanza di iniziativa mi frenava, spesso la paura delle conseguenze era un limite oltre il quale si apriva, ai miei occhi, un burrone senza fondo. Cosicché, mi appoggiavo sempre, per consigli, per soluzioni, e così via, a colleghi, amici, alla stessa moglie.
Da qui la mia riflessione: ma quando mai riuscirò ad emanciparmi se continuo ad aver bisogno di qualcuno su cui basare le mie scelte? Quando mai riuscirò a scegliere per me stesso e fare terra bruciata della paura che mi assale ogni qual volta devo mettermi davanti ad un problema? Quando, finalmente, riuscirò a vincere quel senso di insicurezza pervadente, che odio immensamente e che non mi rende libero?
Lo so, si chiama studio, intelligenza, applicazione, buon senso, decisione. Forse il nuovo corso è cominciato adesso, con la forzata vita da "single" in casa senza nessun altro con cui confrontarsi, dove sono obbligato a decidere per quanto riguarda le decisioni di ogni giorno, ma soprattutto, sono messo di fronte alla responsabilità di dover pensare da solo all'educazione ed al meglio per i bimbi, prendendo una decisione e confrontandomi solo dopo con mia moglie. In un certo senso: non facendomi trovare impreparato.
Lo so, non avevo nulla di fare in una domenica mattina a quest'ora, ma lo sapete meglio di me: quando il cervello comincia a lavorare da solo, non c'è nulla che possa frenarlo, e non c'è orario che tenga.
Che la mia vita torni a me! E che la vostra torni in vostro possesso. Amen.
Faccio esempi chiari per intendermi:
1) Lavoro: sapete che c'è un problema con un cliente o un fornitore, e bisogna chiudere la questione al più presto al fine di non trascinarlo troppo in là nel tempo. Ma non sapete come risolverlo perché avete mille idee in testa ma nessuna definitiva, e avete bisogno di un consiglio.
2) Amore: avete un problema con il vostro partner, sessuale, educativo, relazionale, ecc. Avete mille idee in testa, ma avete bisogno di un consiglio per risolverlo; non lo cercate dal partner perché appunto, lo vedete come la causa e non la soluzione del problema.
3) Figli: sapete che vostro figlio ha cominciato a fumare, oppure ha problemi relazionali a scuola, o quant'altro. Avete mille idee in testa, non sapete da dove cominciare, non sapete se un approccio morbido è meglio di un approccio duro, qualsiasi soluzione vi proponiate da adito a mille risposte diverse e non avete la più pallida idea di quale sia la più giusta. Insomma: avete bisogno di un confronto con qualcun altro per cercare la soluzione migliore.
Sono solo tre esempi, ma spero esemplificativi.
Personalmente, mi sono trovato in solo due di questi esempi, al momento non me ne vengono altri in mente, ma se mi metto lì a riflettere, credo ne saprei trovare molti altri.
Se ripenso al perché mi sono ritrovato spesso in queste situazioni (nelle quali è normale ritrovarvici), e penso a come le ho risolte, mi spavento. Come al solito, la mia indecisione la faceva da padrona, la mancanza di iniziativa mi frenava, spesso la paura delle conseguenze era un limite oltre il quale si apriva, ai miei occhi, un burrone senza fondo. Cosicché, mi appoggiavo sempre, per consigli, per soluzioni, e così via, a colleghi, amici, alla stessa moglie.
Da qui la mia riflessione: ma quando mai riuscirò ad emanciparmi se continuo ad aver bisogno di qualcuno su cui basare le mie scelte? Quando mai riuscirò a scegliere per me stesso e fare terra bruciata della paura che mi assale ogni qual volta devo mettermi davanti ad un problema? Quando, finalmente, riuscirò a vincere quel senso di insicurezza pervadente, che odio immensamente e che non mi rende libero?
Lo so, si chiama studio, intelligenza, applicazione, buon senso, decisione. Forse il nuovo corso è cominciato adesso, con la forzata vita da "single" in casa senza nessun altro con cui confrontarsi, dove sono obbligato a decidere per quanto riguarda le decisioni di ogni giorno, ma soprattutto, sono messo di fronte alla responsabilità di dover pensare da solo all'educazione ed al meglio per i bimbi, prendendo una decisione e confrontandomi solo dopo con mia moglie. In un certo senso: non facendomi trovare impreparato.
Lo so, non avevo nulla di fare in una domenica mattina a quest'ora, ma lo sapete meglio di me: quando il cervello comincia a lavorare da solo, non c'è nulla che possa frenarlo, e non c'è orario che tenga.
Che la mia vita torni a me! E che la vostra torni in vostro possesso. Amen.