Guerra e Pace...

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dererumnatura

Utente di lunga data
ho una passione per questo attore...Alessio Boni
http://www.alessioboni.it/index2.htm


l'ultimo sceneggiato in cui l'ho visto recitare è Guerra e Pace..ma è solo una delle tante prove di bravura che ha sostenuto....

e così incantata più da lui che dall'idea di seguire Guerra e Pace....mi sono messa davanti alla TV per tutte e 4 le puntate...e devo confessarvi che mi è venuta una gran voglia di leggere il libro che fino ad ora ho sempre evitato temendo che fosse un lunghissimo polpettone...

Tutta la storia contiene messaggi di una modernità incredibile su cui ci si sofferma a riflettere..

In una delle scene finali la protagonista riflette sul proprio passato, sui propri errori e sulle proprie sofferenze e arriva alla conclusione che tutto è funzionale per trovare la vera felicità, l'equilibrio personale, la propria dimensione......la guerra che è un mezzo per arrivare a quella pace che fa apprezzare nuovamente il sorgere del sole.
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Il libro è pesantissimo... L'ho iniziato un paio di volte, e non sono mai riuscita a terminarlo.....
 
O

Old chensamurai

Guest
ho una passione per questo attore...Alessio Boni
http://www.alessioboni.it/index2.htm


l'ultimo sceneggiato in cui l'ho visto recitare è Guerra e Pace..ma è solo una delle tante prove di bravura che ha sostenuto....

e così incantata più da lui che dall'idea di seguire Guerra e Pace....mi sono messa davanti alla TV per tutte e 4 le puntate...e devo confessarvi che mi è venuta una gran voglia di leggere il libro che fino ad ora ho sempre evitato temendo che fosse un lunghissimo polpettone...

Tutta la storia contiene messaggi di una modernità incredibile su cui ci si sofferma a riflettere..

In una delle scene finali la protagonista riflette sul proprio passato, sui propri errori e sulle proprie sofferenze e arriva alla conclusione che tutto è funzionale per trovare la vera felicità, l'equilibrio personale, la propria dimensione......la guerra che è un mezzo per arrivare a quella pace che fa apprezzare nuovamente il sorgere del sole.
... Gurra e Pace... è una merda assoluta... una schifezza degna di un paese in declino come l'Italia... ridurre a quel modo il grande Tolstoj è davvero cosa immonda per un paese che si voglia minimamente definire civile... attori da teatro parrocchiale, hanno fatto scempio dell'arte del grande scrittore russo... uno schifo...
 
O

Old chensamurai

Guest
Il libro è pesantissimo... L'ho iniziato un paio di volte, e non sono mai riuscita a terminarlo.....
... il libro è uno dei capolavori della letteratura mondiale... lo sceneggiato della RAI, è uno dei capolavori mondiali dell'ignoranza e del cattivo gusto...
 

Bruja

Utente di lunga data
mah...

Sceneggire un testo come quello è già difficile..... la presentazione non mi pare granché. Forse non c'erano le possibilità, gli effetti speciali etc.... ma quando gli sceneggiati li faceva Anton Giulio Majano c'era una ben precisa rispondenza storico-letteraria, è anche vero che gli attori erano altro..... si chiamavano Giulio Bosetti, Raf Vallone, Glauco Mauri, Giulia Lazzarini, Edmonda Aldini, Giorgio Albertazzi, Emma Albani, Wanda Capodaglio.... nomi sconosciuti ma attori colossali e la bellezza non era il criterio di scelta....
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Sceneggire un testo come quello è già difficile..... la presentazione non mi pare granché. Forse non c'erano le possibilità, gli effetti speciali etc.... ma quando gli sceneggiati li faceva Anton Giulio Majano c'era una ben precisa rispondenza storico-letteraria, è anche vero che gli attori erano altro..... si chiamavano Giulio Bosetti, Raf Vallone, Glauco Mauri, Giulia Lazzarini, Edmonda Aldini, Giorgio Albertazzi, Emma Albani, Wanda Capodaglio.... nomi sconosciuti ma attori colossali e la bellezza non era il criterio di scelta....
Bruja
Sono quasi tutti viventi.

Vorrei segnalare ai residenti a Rma e vicinanze Lungo viaggio verso la notte di O' Neal con Remo Girone e Giulia Lazzarini (la sua Ariel è un ricordo indelebile!)

Non capisco come si possa stroncare uno sceneggiato senza averlo visto e non credo che ci siano molti che la domenica non abbiano meglio da fare che guardare la televisione ed è parimenti difficile trovare tempo in giornate piene e interessanti per vedere la replica o la registrazione ...ma naturalmente da queste possibilità sono escluse le autorità che sono state invitate all'anteprima
e coloro a cui bastano poche sequenze.
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Sono quasi tutti viventi.

Vorrei segnalare ai residenti a Rma e vicinanze Lungo viaggio verso la notte di O' Neal con Remo Girone e Giulia Lazzarini (la sua Ariel è un ricordo indelebile!)

Non capisco come si possa stroncare uno sceneggiato senza averlo visto e non credo che ci siano molti che la domenica non abbiano meglio da fare che guardare la televisione ed è parimenti difficile trovare tempo in giornate piene e interessanti per vedere la replica o la registrazione ...ma naturalmente da queste possibilità sono escluse le autorità che sono state invitate all'anteprima
e coloro a cui bastano poche sequenze.
Sceneggire un testo come quello è già difficile..... la presentazione non mi pare granché. Forse non c'erano le possibilità, gli effetti speciali etc.... ma quando gli sceneggiati li faceva Anton Giulio Majano c'era una ben precisa rispondenza storico-letteraria, è anche vero che gli attori erano altro..... si chiamavano Giulio Bosetti, Raf Vallone, Glauco Mauri, Giulia Lazzarini, Edmonda Aldini, Giorgio Albertazzi, Emma Albani, Wanda Capodaglio.... nomi sconosciuti ma attori colossali e la bellezza non era il criterio di scelta....
Bruja
Non ho capito se l'avete visto o no
Comunque lo sceneggiato mi è piaciuto anche per come era recitato
Alessio Boni mi piace per come recita, poi mettiamoci che non mi dispiace nemmeno fisicamente, ma non sono persona da tifare per il bello sconclusionato
...
Ho premesso di non aver letto il libro quindi non sono in grado di fare un paragone.
Per il resto 6 milioni di italiani hanno seguito come media le 4 puntate...è vero che il palinsesto televisivo non è brillante ultimamente...ma se fosse stata davvero una ciofeca la gente poteva anche guardare distretto di polizia.....
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non ho capito se l'avete visto o no
Comunque lo sceneggiato mi è piaciuto anche per come era recitato
Alessio Boni mi piace per come recita, poi mettiamoci che non mi dispiace nemmeno fisicamente, ma non sono persona da tifare per il bello sconclusionato
...
Ho premesso di non aver letto il libro quindi non sono in grado di fare un paragone.
Per il resto 6 milioni di italiani hanno seguito come media le 4 puntate...è vero che il palinsesto televisivo non è brillante ultimamente...ma se fosse stata davvero una ciofeca la gente poteva anche guardare distretto di polizia.....
Io l'ho visto.
Mi è piaciuta la cura della ricostruzione e l'interpretazione.
Impossibile rendere nessun libro né in un film né in uno sceneggiato è un'ovvietà: si tratta di linguaggi diversi.
Il mezzo determina in gran parte il messaggio (non l'ho scoperto io).
Mi è piaciuto molto.
 

Bruja

Utente di lunga data
............

Ne ho visto un pezzo e non ho continuato..... nulla di personale ma solo questione di gusti..... perfino i costumi mi sono sembrati non centratissimi, la Russia del tempo era sempre indietro di un paio di decenni sulla moda imperante... ma questo ovviamente è documentato nei testi di storia del costume, è nno sceneggiato non una realizzazione documentale, tuttavia non risponde al mio modo di intendere quel romanzo.
Probabilmente è una mia incapacità in questo senso...
Bruja
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Ne ho visto un pezzo e non ho continuato..... nulla di personale ma solo questione di gusti..... perfino i costumi mi sono sembrati non centratissimi, la Russia del tempo era sempre indietro di un paio di decenni sulla moda imperante... ma questo ovviamente è documentato nei testi di storia del costume, è nno sceneggiato non una realizzazione documentale, tuttavia non risponde al mio modo di intendere quel romanzo.
Probabilmente è una mia incapacità in questo senso...
Bruja
per carità, ci mancherebbe!


ad ogni modo la Russia del tempo era un impero....una potenza....pensare poi come l'hanno ridotta successivamente...
 

Old Giusy

Utente di lunga data
per carità, ci mancherebbe!


ad ogni modo la Russia del tempo era un impero....una potenza....pensare poi come l'hanno ridotta successivamente...
Un impero, una potenza...ma che conteneva una realtà devastante....
 

Old Giusy

Utente di lunga data
senza dubbio.
non ci sarebbe stata altrimenti la Rivoluzione di Ottobre....
diciamo che quello che è venuto dopo non è stata così proprio una manna dal cielo...
Si certamente. Del resto, gli estremismi sono sempre pericolosi e mai del tutto positivi.
 
O

Old chensamurai

Guest
Ne ho visto un pezzo e non ho continuato..... nulla di personale ma solo questione di gusti..... perfino i costumi mi sono sembrati non centratissimi, la Russia del tempo era sempre indietro di un paio di decenni sulla moda imperante... ma questo ovviamente è documentato nei testi di storia del costume, è nno sceneggiato non una realizzazione documentale, tuttavia non risponde al mio modo di intendere quel romanzo.
Probabilmente è una mia incapacità in questo senso...
Bruja
No Bruja, non è questione di gusti personali... leggi questo articolo della "Stampa":

"Guerra e Pace" in tv
storia per analfabeti

Un momento della fiction "Guerra e pace"

Così la Rai trasforma in soap-opera il capolavoro epico di Tolstoj

ANTONIO SCURATI

L’Italia è un Paese culturalmente arretrato. Qualsiasi valutazione su Guerra e pace, la fiction che prometteva di riportare la grande letteratura in prima serata su Rai Uno, deve partire da questa constatazione.

Nessun giudizio di valore ne può prescindere: si tratta del prodotto culturale di punta di un Paese culturalmente arretrato. L'assunto di partenza, per quanto spiacevole, è purtroppo incontestabile. Tutti i dati statistici e i parametri sociologici lo confermano. Al giro del millennio, in Italia aveva il diploma appena il 42 per cento della popolazione adulta compresa tra i 25 e i 64 anni contro la media europea del 59 per cento; solo il 9 per cento degli italiani adulti possedeva una laurea contro una media europea del 21 per cento. In Italia si producono poco più di 750 brevetti l'anno, mentre la Spagna ne deposita circa 2000 (la Germania 15000). Nel 2002 in Italia si sono vendute 102 copie di quotidiani ogni mille abitanti contro una media europea, comprendente anche l'Italia, di 270. I dati relativi al numero di libri acquistati e letti disegnano, anno dopo anno, uno sconfortante scenario di deserto della lettura pubblica. Ne citerò uno solo: quasi il 70 per cento di commercianti, professionisti e imprenditori dichiara di non leggere nemmeno un libro all'anno. Ma la cosa più grave è che non li leggono perché molti di loro non sanno più leggere: secondo un'indagine condotta dal Cede - come scrive Tullio De Mauro in La cultura degli italiani, un libricino che tutti gli italiani dovrebbero leggere se sapessero ancora farlo - più di 2 milioni di adulti sono analfabeti completi, quasi quindici milioni sono semianalfabeti, altri quindici milioni sono a rischio di ripiombare in tale condizione.

La fiction prodotta dalla Lux Vide assieme alla Rai è stata trasmessa in un Paese nel quale il 66 per cento della popolazione manifesta un'insufficiente competenza alfabetica e aritmetica funzionale. Il che significa, tradotto in soldoni, che buona parte dei milioni di italiani che domenica e lunedì hanno assistito alla prime due puntate di Guerra e pace non sarebbero in grado di leggere il romanzo da cui proviene. Non ne hanno mai avuta la capacità linguistica o non ce l'hanno più. Sembra inverosimile che nell'ottobre del 2007, dopo sessant'anni di pace e crescente benessere, la situazione culturale italiana sia ancora quella di un eterno, interminabile dopoguerra. Ma tant'è. Con questa strisciante selvatichezza dobbiamo fare i conti. E, allora, salutiamo con favore il tentativo di trasmissione dell'eredità culturale via etere, rallegriamoci per i sei milioni e mezzo di telespettatori che lo hanno scelto e poi facciamo questi conti. E i conti si fanno chiedendosi non che cosa la fiction di Guerra e pace restituisca al genio letterario di Tolstoj ma che cosa restituisca a noi del suo capolavoro, non quanti debiti saldi con lo strepitoso romanzo cui s'ispira ma quanto del lascito di quella formidabile eredità culturale giunga fino ai telespettatori odierni e quanto si disperda. Così si fanno i conti con la tradizione: non stabilendo quanto le dobbiamo ma quanto ci prendiamo, o ci perdiamo, della sua forza immane.

Molto, purtroppo, va perduto. Soltanto due esempi. Innanzitutto va perduto il meraviglioso respiro epico del racconto tolstojano, quella qualità che scaturisce dal procedere lento e maestoso del passo narrativo di un romanzo grandioso. Nel libro, al principio di quel cammino, la realtà è soltanto una frantumaglia di allusioni orecchiate in un pettegolezzo da salotto ma alla fine quell'incedere inesorabile e magnanimo consente al lettore di abbracciare con un solo sguardo un intero mondo, un'intera epoca e, attraverso di essa, l'umanità tutta. Nella versione tv, invece, una girandola di situazioni consumate in fretta conduce precocemente all'epifania del divino sul campo di battaglia di Austerlitz e lo svilisce al semplice svenimento di un personaggio (il principe Andrej) che ancora non esiste. Lo s'imputerà alla dittatura del telecomando, ma questo può valere per la mediocrità di una serata qualunque trascorsa a fare zapping non per la straordinaria occasione di televisione festiva offerta da Guerra e Pace. Altrimenti meglio non scomodare Tolstoj.

L'altra cosa che va perduta è una delle più grandi invenzioni dovute al genio narrativo di Tolstoj: la capacità di raccontare le vicende individuali sullo sfondo di quelle collettive, di mettere il mondo umano - la pace - a contrasto con il mondo storico - la guerra. Andrej, Natasa, Pierre, sono - come notava Leone Ginzburg - «personaggi umani che amano, soffrono, sbagliano, si ricredono, cioè, in un parola, vivono»; ma sono simultaneamente personaggi storici condannati a recitare una parte che non è stata scritta né da loro né per loro, anche se loro immaginano d'improvvisarla. La versione tv, invece, elimina quasi completamente la dimensione storica, riducendo le scene di massa a momenti quasi grotteschi, le guerre napoleoniche e l'insurrezione del popolo russo a un rumore di fondo, l'intreccio troppo spesso a un piccolo dramma sentimentale da camera in odore di soap-opera. In questo modo si smarrisce proprio il dono che dall'arte narrativa di Tolstoj giunge fino alle narrazioni televisive seriali dei nostri tempi. Le migliori serie tv hanno, infatti, cominciato fin dagli anni '80 a far uso di strutture narrative complesse grazie alle quali l'evoluzione cronologica delle vicende legate alla vita privata dei personaggi scorre parallelamente a quella di una vicenda collettiva con la quale si incastra ripetutamente. In questo modo, il racconto delle piccole vicende sentimentali di individui simili a noi entra in risonanza con l'eco più vasta della vicenda collettiva, che può essere la cronaca di un reparto ospedaliero di medicina d'urgenza, quella di un distretto di polizia, o la storia d'Europa, come nel caso di Tolstoj. Insomma, da questo punto di vista, c'è più Tolstoj in ER o in NYPD che non nel Guerra e pace visto su Rai Uno.

Ma la strada da percorrere è questa. L'Ottocento di Tolstoj, il secolo in cui fiorì la grande civiltà del romanzo, è nostro contemporaneo più di quanto non si creda. Bisogna solo abbandonare l'idea del divorzio tra la cultura tradizionale di matrice letteraria e la cultura visuale oggi imperante. Dobbiamo propiziare, invece, il matrimonio tra le punte più avanzate della narrazione televisiva e i secoli di grande letteratura che ci siamo lasciati alle spalle. Potrebbe scaturirne uno sposalizio salvifico anche per un Paese culturalmente arretrato. Non siamo noi che dobbiamo salvare il nostro grande passato. E' lui che verrà in nostro soccorso".

... hi, hi, hi...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Io l'ho visto.
Mi è piaciuta la cura della ricostruzione e l'interpretazione.
Impossibile rendere nessun libro né in un film né in uno sceneggiato è un'ovvietà: si tratta di linguaggi diversi.
Il mezzo determina in gran parte il messaggio (non l'ho scoperto io).
Mi è piaciuto molto.
Ne ho visto un pezzo e non ho continuato..... nulla di personale ma solo questione di gusti..... perfino i costumi mi sono sembrati non centratissimi, la Russia del tempo era sempre indietro di un paio di decenni sulla moda imperante... ma questo ovviamente è documentato nei testi di storia del costume, è nno sceneggiato non una realizzazione documentale, tuttavia non risponde al mio modo di intendere quel romanzo.
Probabilmente è una mia incapacità in questo senso...
Bruja
Piaccia o non piaccia ha almeno il merito di richiamare alla mente quel romanzo, quell'autore e quella letteratura...

Se anche vi sarà solo uno in più che lo leggerà incuriosito dalla fiction, avrà avuto un senso rappresentarla.
 
O

Old chensamurai

Guest
Piaccia o non piaccia ha almeno il merito di richiamare alla mente quel romanzo, quell'autore e quella letteratura...

Se anche vi sarà solo uno in più che lo leggerà incuriosito dalla fiction, avrà avuto un senso rappresentarla.
... hi, hi, hi... ma sì, sprechiamo milioni di euro per mandare in onda merda fumante... in fondo, basta richiamare alla mente quel romanzo, o no?... ma allora, dico io, ci si poteva anche fermare al titolo... senza sprecare i milioni di euro di chi paga il canone...
 
O

Old chensamurai

Guest

Bruja

Utente di lunga data
Alla fine...

.... direi che non sia il caso di etremizzare, riconfermo che per vari motivi a me non è piaciuto, o almeno, non l'ho trovato una realizzazione felice del romanzo. Ma se si vuole sapere la vicenda e la sua evoluzione al di là dei tanti coinvolgimenti storico-politico-sociali può essere uno spettacolo anche piacevole.
Tutto sommato bisogna pure rifarsi al gusto personale, piaccia o meno, e questo vale anche per i critici, sia liberi che prezzolati.
Il solo appunto è che diversamente dall'altro capolavoro tolstoiano, Anna Karenina, qui siamo di fronte, come già detto, ad un romanzo epico ed a una saga familiare immersa in un contesto di grandi eventi bellici... quindi dire che la realizzazione televisiva è piacevole e si lascia guardare, dal punto di vista critico, è come dire che, dal momento che di più non si poteva realizzare.........!!!
Quanto al fatto che ci si possa avvicinare al testo scritto attraverso al visione dello sceneggiato.... tutto può essere.
Bruja
 
Stato
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