Tubarao
Escluso
Pure oggi non sono riuscito a trattenermi dall'avere la solita discussione quotidiana. Ero a pranzo con alcuni colleghi quando, su uno schermo presente nel posto dove stavamo mangiando, è passato un aggiornamento sulla morte dell'ennesimo alpino in Afghanistan.
Il commento di uno degli astanti ha avuto su di me lo stesso effetto che ha il drappo rosso del torero sul toro: "Povero ragazzo".
Partiamo da un presupposto: la morte è il pagamento estremo. La morte rende tutti uguali, buoni e cattivi. Non esistono morti di seria A e morti di serie B. E tutti i morti meritano lo stesso rispetto, a prescindere.
Però, il mio personalissimo DispiaciometroPerLaMorteDiQualcuno, purtroppo non riesce a segnare lo stesso livello per la morte di un parà che esporta democrazia con tanto di fucile automatico, munizioni, et similia, ed un'altro militare che, a prescindere dalle motivazioni per cui agisce, combatte contro forze d'invasione nel proprio paese.
Sono stato subito tacciato di Talebanesimo (vabbè, la faccia di un Talebano un pò ce l'ho).
A prescindere dal fatto che se partiamo del presupposto che si stà in certi paesi a difendere la democrazia, qualcuno mi dovrebbe, per prima cosa, spiegare perchè l'Afghanistan si, e, ad esempio, il Rwanda no, il concetto su cui cercavo di spostare l'attenzione era: se vai in guerra, è facile che muori. se vai in guerra in un paese che non è il tuo, è facile che muori da invasore.
Niente, quel povero Alpino è morto facendo il suo dovere difendendo la sua democrazia e io dovevo essere dispiaciuto per lui, altrimenti, oltre ad essere un Talebano, sarei stato addirittura un Talebano Comunista.
SInceramente, io non riesco ad essere così dispiaciuto per queste morti. Mi dispiace per la perdita di una vita, ma un bel "Pace all'anima sua" mi risolve la cosa e poi mi metto a guardare il risultato delle partite di campionato. Ben altro effetto avrebbero le ipotetiche notizie delle morti di un dottore tipo, ad esempio, Gino Strada, o qualsiasi altro volontario che esporta la democrazia con lo stetoscopio e non con l'M-12 automatico.
Niente, ormai sono talebano. domani mi tocca venire al lavoro con barba lunga e turbante.
Il commento di uno degli astanti ha avuto su di me lo stesso effetto che ha il drappo rosso del torero sul toro: "Povero ragazzo".
Partiamo da un presupposto: la morte è il pagamento estremo. La morte rende tutti uguali, buoni e cattivi. Non esistono morti di seria A e morti di serie B. E tutti i morti meritano lo stesso rispetto, a prescindere.
Però, il mio personalissimo DispiaciometroPerLaMorteDiQualcuno, purtroppo non riesce a segnare lo stesso livello per la morte di un parà che esporta democrazia con tanto di fucile automatico, munizioni, et similia, ed un'altro militare che, a prescindere dalle motivazioni per cui agisce, combatte contro forze d'invasione nel proprio paese.
Sono stato subito tacciato di Talebanesimo (vabbè, la faccia di un Talebano un pò ce l'ho).
A prescindere dal fatto che se partiamo del presupposto che si stà in certi paesi a difendere la democrazia, qualcuno mi dovrebbe, per prima cosa, spiegare perchè l'Afghanistan si, e, ad esempio, il Rwanda no, il concetto su cui cercavo di spostare l'attenzione era: se vai in guerra, è facile che muori. se vai in guerra in un paese che non è il tuo, è facile che muori da invasore.
Niente, quel povero Alpino è morto facendo il suo dovere difendendo la sua democrazia e io dovevo essere dispiaciuto per lui, altrimenti, oltre ad essere un Talebano, sarei stato addirittura un Talebano Comunista.
SInceramente, io non riesco ad essere così dispiaciuto per queste morti. Mi dispiace per la perdita di una vita, ma un bel "Pace all'anima sua" mi risolve la cosa e poi mi metto a guardare il risultato delle partite di campionato. Ben altro effetto avrebbero le ipotetiche notizie delle morti di un dottore tipo, ad esempio, Gino Strada, o qualsiasi altro volontario che esporta la democrazia con lo stetoscopio e non con l'M-12 automatico.
Niente, ormai sono talebano. domani mi tocca venire al lavoro con barba lunga e turbante.