Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
fidarsi è bene...
indagine dell’università di Oxford
Non fidarsi è meglio: un coniuge su 5 legge di nascosto le email del partner
Il matrimonio nell'era di internet si nutre (anche) di spionaggio. Sono state analizzate 6.012 coppie sposate
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA — L’indagine si chiama «Me, My Spouse and the Internet». E come tutte le cose prodotte dall’università di Oxford è accurato. Sono state analizzate 6.012 coppie sposate. Risultato: il matrimonio nell’era online più che sulla reciproca fiducia è basato sullo spionaggio. Un partner su cinque controlla email e sms dei coniugi per vedere se è fedele o se invece sta tessendo un tradimento sulla rete. Anche l’indice storico dei siti web frequentati dal (o dalla) partner è oggetto di indagine clandestina da parte di un decimo dei membri di una coppia. Ci sono delle contraddizioni: mentre molte delle seimila coppie sposate hanno accettato il fatto che posta elettronica e messaggini sono diventati essenziali nel mantenimento dei contatti e di buoni rapporti sentimentali e coniugali, il 97 per cento dei soggetti dello studio di Oxford ha disapprovato senza esitazione le relazioni nate sulla rete.
IL ROMANZO - Però il 6 per cento degli utenti sposati di internet ha rivelato di aver conosciuto il futuro coniuge online. L’85 per cento boccia anche i flirt che si limitano a scambi di email o sms o chattatine puramente platonici. Lo spionaggio online tra coniugi, in Gran Bretagna, dove oltre quattro milioni di persone adulte sono registrate su siti di relazioni sociali come Facebook o Bebo, ha dato lo spunto per un romanzo a Isabel Fonseca, moglie dello scrittore Martin Amis. Il titolo è «Attachment»: racconta la storia di una moglie che scopre l’infedeltà del marito da un allegato di un email. Isabel nega che la vicenda abbia alcunché di autobiografico: «Sono curiosità da giornalisti, io penso solo a scrivere», ha risposto. Ma nessuno le ha chiesto se abbia mai sbirciato la posta elettronica o il telefonino di Martin.
Guido Santevecchi
08 aprile 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_...er_37028800-055f-11dd-8738-00144f486ba6.shtml
indagine dell’università di Oxford
Non fidarsi è meglio: un coniuge su 5 legge di nascosto le email del partner
Il matrimonio nell'era di internet si nutre (anche) di spionaggio. Sono state analizzate 6.012 coppie sposate
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA — L’indagine si chiama «Me, My Spouse and the Internet». E come tutte le cose prodotte dall’università di Oxford è accurato. Sono state analizzate 6.012 coppie sposate. Risultato: il matrimonio nell’era online più che sulla reciproca fiducia è basato sullo spionaggio. Un partner su cinque controlla email e sms dei coniugi per vedere se è fedele o se invece sta tessendo un tradimento sulla rete. Anche l’indice storico dei siti web frequentati dal (o dalla) partner è oggetto di indagine clandestina da parte di un decimo dei membri di una coppia. Ci sono delle contraddizioni: mentre molte delle seimila coppie sposate hanno accettato il fatto che posta elettronica e messaggini sono diventati essenziali nel mantenimento dei contatti e di buoni rapporti sentimentali e coniugali, il 97 per cento dei soggetti dello studio di Oxford ha disapprovato senza esitazione le relazioni nate sulla rete.
IL ROMANZO - Però il 6 per cento degli utenti sposati di internet ha rivelato di aver conosciuto il futuro coniuge online. L’85 per cento boccia anche i flirt che si limitano a scambi di email o sms o chattatine puramente platonici. Lo spionaggio online tra coniugi, in Gran Bretagna, dove oltre quattro milioni di persone adulte sono registrate su siti di relazioni sociali come Facebook o Bebo, ha dato lo spunto per un romanzo a Isabel Fonseca, moglie dello scrittore Martin Amis. Il titolo è «Attachment»: racconta la storia di una moglie che scopre l’infedeltà del marito da un allegato di un email. Isabel nega che la vicenda abbia alcunché di autobiografico: «Sono curiosità da giornalisti, io penso solo a scrivere», ha risposto. Ma nessuno le ha chiesto se abbia mai sbirciato la posta elettronica o il telefonino di Martin.
Guido Santevecchi
08 aprile 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_...er_37028800-055f-11dd-8738-00144f486ba6.shtml