Falso il master della Santanché

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Sterminator

Utente di lunga data
Falso il master della Santanché

ma vaffa' i bukkin anziche' i mastérrrrr...

:rotfl::rotfl::rotfl:

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Falso il master della Santanché»
E lei s'infuria: campagna ridicola


Figura nel curriculum del sottosegretario, ma alla Bocconi non risulta. Il Pd: «Si dimetta»

SU OGGI
«Falso il master della Santanché»
E lei s'infuria: campagna ridicola
Figura nel curriculum del sottosegretario, ma alla Bocconi non risulta. Il Pd: «Si dimetta»
Daniela Santanchè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (Newpress)
MILANO
- È giallo sul master alla Scuola di direzione aziendale della Bocconi che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanchè dice di avere conseguito. Il settimanale Oggi in edicola mercoledì spiega infatti che si tratta di un falso, visto che negli archivi della Sda della Bocconi non ve ne sarebbe traccia. «Laureata in Scienze politiche, consegue un master alla Sda Bocconi» c'è scritto invece nel curriculum del sottosegretario postato sul sito del governo. La diretta interessata si difende parlando di una «ridicola campagna». «Può essere messa a tacere - spiega la Santanchè in una nota - soltanto dalla presa visione dell'attestato rilasciato dalla Sda Bocconi, dove si evince la mia frequentazione del corso della durata di 12 mesi, sotto la direzione del Professor Carlo Brugnoli. Per chi non conosce l'inglese - conclude il sottosegretario - un master è un corso di specializzazione postuniveristario, ossia dopo la laurea, laurea che ho conseguito in Scienze Politiche precedentemente a Torino».
BANCA DATI - «Abbiamo verificato, e dalla nostra banca dati alunni - riferisce a Oggi la Sda Bocconi - non risulta abbia frequentato un nostro master. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve». «La Sda Bocconi organizza in continuazione seminari di aggiornamento per manager che durano uno o più giornate. E di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia. Ma sono corsi - conclude il settimanale - che non possono essere certo confusi con un master».



«SI DIMETTA» - Prima ancora che sulla faccenda intervenisse la diretta interessata, la questione aveva già sollevato un vespaio di polemiche. Le critiche più dure da Pd e Idv, che chiedono che al sottosegretario di dimettersi. «Non è accettabile - dice il dipietrista Leoluca Orlando - che un membro del governo inserisca il proprio curriculum taroccato e lo esponga in bella vista sul sito ufficiale dell'esecutivo, prendendo così in giro gli italiani».
Redazione online
22 marzo 2011
 

Mari'

Utente di lunga data
Stessa cosa anche con questa qua della lega:





Monica Rizzi, la laurea in Svizzera? L’ateneo non ne sa nulla


L’indagine aperta dalla procura di Brescia è ancora in corso. I magistrati vogliono verificare se davvero, come scritto dal Fatto Quotidiano lo scorso luglio, Monica Rizzi, l’assessore leghista in Regione Lombardia, ha millantato una laurea in psicologia. L’ipotesi di reato è quella di abuso di titolo. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la partecipazione della Rizzi a convegni e incontri pubblici in veste di specialista di problematiche infantili. Ma i problemi maggiori per l’assessore leghista sembrano adesso arrivare dalla Svizzera. Fabio Lorenzi Cioldi, presidente della sezione di Psicologia- Fpse dell’università di Ginevra dove Rizzi sostiene di essersi laureata, spiega infatti in una mail che “la formazione in psicologia è di minimo 5 anni, il ‘breve corso’ al quale fa riferimento (Rizzi, ndr) non può assolutamente conferirne il titolo”.

L’assessore, più volte interpellata sull’argomento, ha preferito non chiarire la propria posizione. I suoi collaboratori, il portavoce, il gruppo della Lega in Regione Lombardia e l’ufficio stampa del consiglio regionale e quello della giunta, contattati, non hanno avuto modo di parlare con Monica Rizzi né rispondere su ciò che la riguarda. E la questione, per come la sta ricostruendo la procura lombarda, appare semplice.

Dal 2002 e fino al marzo del 2010, l’assessore ha partecipato a numerosi convegni in qualità di psicoterapeuta infantile, titolo di studio esibito, tra l’altro, nel suo curriculum al Pirellone. L’aspetto più clamoroso riguarda un convegno sponsorizzato dalla Provincia di Brescia: siamo nel giugno del 2002, e la “dottoressa Monica Rizzi” partecipa come relatrice alla seconda giornata di studio contro l’abuso sessuale sui minori. Il convegno dal titolo “Dì di No! Possiamo proteggere i nostri bambini e le nostre bambine dall’abuso sessuale?” è curato da Sabrina Fabbri e da Claudia Remondina dell’Ufficio Pari Opportunità della Provincia. “I relatori – si legge nella presentazione del convegno – affronteranno questi temi con l’esperienza che deriva loro dall’essere in trincea, direttamente coinvolti nella lotta contro l’abuso sessuale”.

Al tavolo dei relatori Rizzi siede con il Procuratore Capo presso il Tribunale per i minori di Brescia, Emilio Quaranta, impegnato in una relazione dal titolo: “L’abuso sessuale e la legge”; Ivana Giannetti, presidente del Telefono Azzurro-Rosa, interviene con una relazione dal titolo “Intervista del minore”; Anna Grazia Rossetti, psicologa esperta in linguaggio non verbale, spiega come meglio cogliere nel minore i segnali del disagio; all’incontro non mancano i massimi rappresentanti del mondo istituzionale come il presidente della provincia Alberto Cavalli e il Prefetto Annamaria Cancellieri. Tra gli specialisti chiamati a discutere di abusi sui minori, intervengono anche Marinella Malacrea, neuropsichiatra infantile e terapeuta famigliare del Cbm” e, appunto, Monica Rizzi presentata come “psicoterapeuta infantile”, con una relazione dal titolo “Evoluzione del bambino maltrattato”.

Il Comitato scientifico del convegno si è fidato senza preoccuparsi di verificare i titoli e l’esperienza professionale maturata nel campo specifico dall’allora futuro assessore Monica Rizzi, che infatti interviene e firma il suo discorso in qualità di psicoterapeuta infantile, arrivando ad affermare: “Collaboro per i problemi relativi all’infanzia con il Senato della Repubblica e in specifico con il senatore bresciano Franco Tirelli”. Un intervento in cui la Rizzi parla di “evoluzione del bambino abusato e di sintomi psicologici e fisici che il minore può sviluppare” e “degli indicatori e dei segni ritenuti, dagli studiosi del fenomeno, caratteristici del bambino vittima di violenza”.

Nel corso del suo intervento Monica Rizzi afferma: “la mia esperienza personale e le centinaia di documenti letti, mi portano ad affermare con certezza che spesso il minore vittima di abuso manifesta un interesse inusuale verso questioni sessuali, disturbi del sonno, ansia, depressione, comportamenti di isolamento e, a volte, comportamenti seduttivi nei confronti degli adulti”. Un intervento da specialista, che si spinge a consigliare alla magistratura “l’intervento di un tecnico esperto in materia al fine di ridurre quanto più possibile il numero degli interrogatori del minore coinvolgendolo se non quando strettamente indispensabile”. La relazione prosegue affrontando i temi del reinserimento del bambino abusato e la disamina di alcuni casi riguardanti l’incesto e “le strategie di seduzione a cui ricorre l’abusante nell’incesto, come la svalutazione della figura materna”. Ma la “psicoterapeuta infantile” va oltre, parlando di “terapie psicofarmacologiche nell’elaborazione del trauma e nel superamento dello stesso” e “dei percorsi terapeutici familiari con l’obbiettivo di ricostruire le relazioni familiari dal punto di vista psicologico
e relazionale”. E pensare che Rizzi è “solo” un ragioniere.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...ea-in-svizzera-lateneo-non-ne-sa-nulla/98067/


Povera Italia. :mrgreen:
 

Sterminator

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Stessa cosa anche con questa qua della lega:





Monica Rizzi, la laurea in Svizzera? L’ateneo non ne sa nulla


L’indagine aperta dalla procura di Brescia è ancora in corso. I magistrati vogliono verificare se davvero, come scritto dal Fatto Quotidiano lo scorso luglio, Monica Rizzi, l’assessore leghista in Regione Lombardia, ha millantato una laurea in psicologia. L’ipotesi di reato è quella di abuso di titolo. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la partecipazione della Rizzi a convegni e incontri pubblici in veste di specialista di problematiche infantili. Ma i problemi maggiori per l’assessore leghista sembrano adesso arrivare dalla Svizzera. Fabio Lorenzi Cioldi, presidente della sezione di Psicologia- Fpse dell’università di Ginevra dove Rizzi sostiene di essersi laureata, spiega infatti in una mail che “la formazione in psicologia è di minimo 5 anni, il ‘breve corso’ al quale fa riferimento (Rizzi, ndr) non può assolutamente conferirne il titolo”.

L’assessore, più volte interpellata sull’argomento, ha preferito non chiarire la propria posizione. I suoi collaboratori, il portavoce, il gruppo della Lega in Regione Lombardia e l’ufficio stampa del consiglio regionale e quello della giunta, contattati, non hanno avuto modo di parlare con Monica Rizzi né rispondere su ciò che la riguarda. E la questione, per come la sta ricostruendo la procura lombarda, appare semplice.

Dal 2002 e fino al marzo del 2010, l’assessore ha partecipato a numerosi convegni in qualità di psicoterapeuta infantile, titolo di studio esibito, tra l’altro, nel suo curriculum al Pirellone. L’aspetto più clamoroso riguarda un convegno sponsorizzato dalla Provincia di Brescia: siamo nel giugno del 2002, e la “dottoressa Monica Rizzi” partecipa come relatrice alla seconda giornata di studio contro l’abuso sessuale sui minori. Il convegno dal titolo “Dì di No! Possiamo proteggere i nostri bambini e le nostre bambine dall’abuso sessuale?” è curato da Sabrina Fabbri e da Claudia Remondina dell’Ufficio Pari Opportunità della Provincia. “I relatori – si legge nella presentazione del convegno – affronteranno questi temi con l’esperienza che deriva loro dall’essere in trincea, direttamente coinvolti nella lotta contro l’abuso sessuale”.

Al tavolo dei relatori Rizzi siede con il Procuratore Capo presso il Tribunale per i minori di Brescia, Emilio Quaranta, impegnato in una relazione dal titolo: “L’abuso sessuale e la legge”; Ivana Giannetti, presidente del Telefono Azzurro-Rosa, interviene con una relazione dal titolo “Intervista del minore”; Anna Grazia Rossetti, psicologa esperta in linguaggio non verbale, spiega come meglio cogliere nel minore i segnali del disagio; all’incontro non mancano i massimi rappresentanti del mondo istituzionale come il presidente della provincia Alberto Cavalli e il Prefetto Annamaria Cancellieri. Tra gli specialisti chiamati a discutere di abusi sui minori, intervengono anche Marinella Malacrea, neuropsichiatra infantile e terapeuta famigliare del Cbm” e, appunto, Monica Rizzi presentata come “psicoterapeuta infantile”, con una relazione dal titolo “Evoluzione del bambino maltrattato”.

Il Comitato scientifico del convegno si è fidato senza preoccuparsi di verificare i titoli e l’esperienza professionale maturata nel campo specifico dall’allora futuro assessore Monica Rizzi, che infatti interviene e firma il suo discorso in qualità di psicoterapeuta infantile, arrivando ad affermare: “Collaboro per i problemi relativi all’infanzia con il Senato della Repubblica e in specifico con il senatore bresciano Franco Tirelli”. Un intervento in cui la Rizzi parla di “evoluzione del bambino abusato e di sintomi psicologici e fisici che il minore può sviluppare” e “degli indicatori e dei segni ritenuti, dagli studiosi del fenomeno, caratteristici del bambino vittima di violenza”.

Nel corso del suo intervento Monica Rizzi afferma: “la mia esperienza personale e le centinaia di documenti letti, mi portano ad affermare con certezza che spesso il minore vittima di abuso manifesta un interesse inusuale verso questioni sessuali, disturbi del sonno, ansia, depressione, comportamenti di isolamento e, a volte, comportamenti seduttivi nei confronti degli adulti”. Un intervento da specialista, che si spinge a consigliare alla magistratura “l’intervento di un tecnico esperto in materia al fine di ridurre quanto più possibile il numero degli interrogatori del minore coinvolgendolo se non quando strettamente indispensabile”. La relazione prosegue affrontando i temi del reinserimento del bambino abusato e la disamina di alcuni casi riguardanti l’incesto e “le strategie di seduzione a cui ricorre l’abusante nell’incesto, come la svalutazione della figura materna”. Ma la “psicoterapeuta infantile” va oltre, parlando di “terapie psicofarmacologiche nell’elaborazione del trauma e nel superamento dello stesso” e “dei percorsi terapeutici familiari con l’obbiettivo di ricostruire le relazioni familiari dal punto di vista psicologico
e relazionale”. E pensare che Rizzi è “solo” un ragioniere.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...ea-in-svizzera-lateneo-non-ne-sa-nulla/98067/


Povera Italia. :mrgreen:
Manica di falsari, truffatori, mafiosi, mignotte,evasori, incompetenti.....

A' CAZZARIIIIIIIII!!!!!!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Io vedo questa uscita di lauree false ecc una risposta diretta alle dimissioni del ministro di difesa tedesco, dove si cerca di far uscire dalla politica determinati elementi con la leva dell'ipocrisia.

Se per questo, allora vorrei proprio sapere se Herr Doktor Umberto Bossi ha concluso la sua per medicina. E come stanno le cose con i politici di destra centro e sinistra? Perché va bene che si solleva la questione ma che che poi se ne vadano tutti con uguali criteri!

Altrimenti sarebbe troppo facile. E suona proprio come una di quelle trovate ... ;)
 

Mari'

Utente di lunga data

Sterminator

Utente di lunga data
Io vedo questa uscita di lauree false ecc una risposta diretta alle dimissioni del ministro di difesa tedesco, dove si cerca di far uscire dalla politica determinati elementi con la leva dell'ipocrisia.

Se per questo, allora vorrei proprio sapere se Herr Doktor Umberto Bossi ha concluso la sua per medicina. E come stanno le cose con i politici di destra centro e sinistra? Perché va bene che si solleva la questione ma che che poi se ne vadano tutti con uguali criteri!

Altrimenti sarebbe troppo facile. E suona proprio come una di quelle trovate ... ;)
Una baldracca rifatta come quella manco ci doveva entrare in politica perche' il paese doveva avere gli anticorpi...

idem per una emerita incompetente quale la Gelmini che fu cacciata dal suo stesso partito, dal comune di Desenzano del Garda che presiedeva, per manifesta incapacita' e che si va a prendere da Brescia a Reggio Calabria l'abilitazione da avvocato e che diventa ministro della istruzione e parla di meritocrazia....

da vomito....

comunque col cazzo s'e' laureato il fallito di Bossi nonostante due finte feste di laurea rimanendo col diploma DELLA SCUOLA RADIO ELETTRA DI TORINO....

:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Mari'

Utente di lunga data

Amoremio

Utente di lunga data
uno dei disegni di legge più sponsorizzati dal 2° gov. berl. era un'ampia depenalizzazione che insieme alla derubricazione dei delitti contro la personalità interna dello Stato (favore alla lega) interveniva anche sulla falsa attribuzione di titoli accademici e sull'esercizio abusivo di una professione
chiediamoci perchè
io lo feci e mi risposi
 

Sterminator

Utente di lunga data
uno dei disegni di legge più sponsorizzati dal 2° gov. berl. era un'ampia depenalizzazione che insieme alla derubricazione dei delitti contro la personalità interna dello Stato (favore alla lega) interveniva anche sulla falsa attribuzione di titoli accademici e sull'esercizio abusivo di una professione
chiediamoci perchè
io lo feci e mi risposi
Ti riferisci ai reati depenalizzati di banda armata ed eversione?

Se so' quelli, infatti e' per parare il culo a quegli stronzi imbriaghi della lega che fecero l'atto eversivo in piazza san marco anni fa...

quelli col capo fallito condannato per vilipendio alla bandiera...

puah...
 

Amoremio

Utente di lunga data
Ti riferisci ai reati depenalizzati di banda armata ed eversione?

Se so' quelli, infatti e' per parare il culo a quegli stronzi imbriaghi della lega che fecero l'atto eversivo in piazza san marco anni fa...

quelli col capo fallito condannato per vilipendio alla bandiera...

puah...

banda armata lo volevano depenalizzare perchè non erano riusciti a far passare la norma sulle ronde che hanno varato in questa legislatura
eversione per quelli di san marco e per altri fatti minori ma anche perchè qualcuno ipotizzava di potesse applicare ai teorici della secessione
vilipendio alla bandiera e al capo dello stato erano anch'essi per fatti specifici

ma tutto il gruppo era, nello loro intenzioni, un modo per togliere importanza allo stato centrale
 
Stato
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