Epifania

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dererumnatura

Utente di lunga data
Ieri per lavoro mi trovavo con una collega spagnola e con un paio di colleghi greci.
Prima di salutarci ci siamo domandati se avremmo tutti festeggiato l'ormai imminente epifania.
La risposta è stata affermativa, ma per ciascuno di noi...aveva un significato differente
Per i greci per esempio, è la festività religiosa in cui si benedice l'acqua.E non c'è la tradizione dei doni nella calza.
Per la mia collega spagnola, è come qui da noi la celebrazione dell'arrivo dei Re Magi.
Anche in Spagna in questo giorno i bimbi ricevono i doni, che sono portati dai Magi e non dalla Befana..
Ho sempre saputo che il significato di Epifania è manifestazione della divinità...ma stamattina ho fatto una piccola ricerca per spiegarmi questi diversi modi di festeggiare questa giornata..magari interessa anche voi!

Vi riporto cosa ho trovato:
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Per i cristiani l'epifania (non prima del III secolo) commemora le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) di Gesù che nella liturgia attuale sono il battesimo di Gesù nel Giordano (secondo gli gnostici momento nel quale l'uomo è diventato Dio), l'adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo.
Per i cristiani orientali l'epifania è rimasta più vicina al suo significato originario del battesimo di Gesù nel Giordano mentre per i cristiani occidentali la ricorrenza ricorda, oramai, solamente la venuta dei Magi ossia la presentazione di Gesù ai pagani.
Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.

Nelle varie culture la celebrazione dell'Epifania si accompagna a simboli e tradizioni diverse di derivazione molto antiche (culti solari) frammiste a contaminazioni più recenti come:
  • la Stella Cometa che guida i Re Magi (tradizione orientale contaminata dal cristianesimo);
  • l'accensione di fuochi augurali (culti solari);
  • lo scambio di doni;
  • le feste popolari;
  • la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), viva soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. Portati dai Re Magi in Spagna; dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, e legata secondo la tradizione all'adorazione dei Re Magi) in alcune parti d'Italia.
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C'è anche una leggenda legata alla Befana e che la collega ai Magi:


Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

La festa della Befana deriverebbe da antichi elementi folclorici pre-cristiani, recepiti ed adattati dalla tradizione cristiana.
L'origine di questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno. In tal senso l'aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per "rinascere" come anno nuovo. In molti paesi europei infatti esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana).
In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.

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Old lancillotto

Utente di lunga data
Ieri per lavoro mi trovavo con una collega spagnola e con un paio di colleghi greci.
Prima di salutarci ci siamo domandati se avremmo tutti festeggiato l'ormai imminente epifania.
La risposta è stata affermativa, ma per ciascuno di noi...aveva un significato differente
Per i greci per esempio, è la festività religiosa in cui si benedice l'acqua.E non c'è la tradizione dei doni nella calza.
Per la mia collega spagnola, è come qui da noi la celebrazione dell'arrivo dei Re Magi.
Anche in Spagna in questo giorno i bimbi ricevono i doni, che sono portati dai Magi e non dalla Befana..
Ho sempre saputo che il significato di Epifania è manifestazione della divinità...ma stamattina ho fatto una piccola ricerca per spiegarmi questi diversi modi di festeggiare questa giornata..magari interessa anche voi!

Vi riporto cosa ho trovato:
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Per i cristiani l'epifania (non prima del III secolo) commemora le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) di Gesù che nella liturgia attuale sono il battesimo di Gesù nel Giordano (secondo gli gnostici momento nel quale l'uomo è diventato Dio), l'adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo.
Per i cristiani orientali l'epifania è rimasta più vicina al suo significato originario del battesimo di Gesù nel Giordano mentre per i cristiani occidentali la ricorrenza ricorda, oramai, solamente la venuta dei Magi ossia la presentazione di Gesù ai pagani.
Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.

Nelle varie culture la celebrazione dell'Epifania si accompagna a simboli e tradizioni diverse di derivazione molto antiche (culti solari) frammiste a contaminazioni più recenti come:
  • la Stella Cometa che guida i Re Magi (tradizione orientale contaminata dal cristianesimo);
  • l'accensione di fuochi augurali (culti solari);
  • lo scambio di doni;
  • le feste popolari;
  • la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), viva soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. Portati dai Re Magi in Spagna; dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, e legata secondo la tradizione all'adorazione dei Re Magi) in alcune parti d'Italia.
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C'è anche una leggenda legata alla Befana e che la collega ai Magi:


Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

La festa della Befana deriverebbe da antichi elementi folclorici pre-cristiani, recepiti ed adattati dalla tradizione cristiana.
L'origine di questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno. In tal senso l'aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per "rinascere" come anno nuovo. In molti paesi europei infatti esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana).
In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.

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Carinissimo!

Sto cercando nella mia memoria, ma senza successo, qualcosa che era legato alla Befana e al carbone, purtroppo non riesco a rammentare. Conoscevo una storia che dava ulteriori e diverse spiegazioni a questo simbolismo, ma è passato troppo tempo. Adesso seguendo il tuo consiglio, proverò anch'io a "navigare"un po'. Comunque l'unica cosa che ricordo mi sembra sia attinente alle calze: le calze erano appese vicino al camino acceso ad asciugare ed erano quindi l'unico indumento chiuso che potesse contenere dei dolci senza che si spargessero sul pavimento
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Carinissimo!

Sto cercando nella mia memoria, ma senza successo, qualcosa che era legato alla Befana e al carbone, purtroppo non riesco a rammentare. Conoscevo una storia che dava ulteriori e diverse spiegazioni a questo simbolismo, ma è passato troppo tempo. Adesso seguendo il tuo consiglio, proverò anch'io a "navigare"un po'. Comunque l'unica cosa che ricordo mi sembra sia attinente alle calze: le calze erano appese vicino al camino acceso ad asciugare ed erano quindi l'unico indumento chiuso che potesse contenere dei dolci senza che si spargessero sul pavimento

giusto..il carbone poi..rappresenta il dono per i cattivi...
è peggio che vedere la calza vuota?
 

dererumnatura

Utente di lunga data
giusto..il carbone poi..rappresenta il dono per i cattivi...
è peggio che vedere la calza vuota?

Ecco qui!!C'è la spiegazione del carbone...e si parla anche di Santa Lucia...

Gli antichi romani festeggiavano l'inizio dell'anno con delle feste in onore del dio Giano (Januarius deriva proprio dal nome di questa divinità) e della dea Strenia (dal nome di questa dea deriva invece la parola "strenna" nel senso di "regalo natalizio").
Il periodo fra dicembre e gennaio poi era particolarmente delicato per l'agricoltura: l'imperatore Aureliano aveva proclamato il 25 dicembre "festa del sole" e per 12 giorni (fino cioè alla "dodicesima notte" del 6 gennaio) un tronco di quercia doveva bruciare continuamente perché dal carbone prodotto (eh sì, proprio il carbone che porta la Befana!) si sarebbero potuti trarre auspici sulla fortuna dell'anno successivo.
Si riteneva inoltre che proprio nelle dodici notti precedenti il 6 gennaio la dea Diana volando nel cielo insieme ad altre figure femminili poteva rendere il terreno più fertile e fecondo.

In epoca cristiana l'immagine pagana di Diana e di queste donne è stata trasformata nell'immagine di streghe orribili e maligne, ma evidentemente il vecchio carattere positivo non è stato del tutto cancellato.

Di feste per la "Befana" si comincia a parlare già nel XIII secolo (feste caratterizzate da fuochi, canti e balli). Nel Cinquecento le "Befane" sono numerose figure stregonesche che spaventano i bambini e nel Seicento queste Befane si riducono a due, una buona e una cattiva.

Solo più tardi si comincia a parlare della "Befana" come di un unico personaggio che ha in sé comunque una forte dualità (vecchia bisbetica che porta i regali ma anche il carbone) e la figura è presente in qualche variante anche all'estero (Frau Holle e Frau Berchta in Germania, per esempio).
Una origine "agricola" della Befana è del resto testimoniata anche dai suoi doni più caratteristici che sono noci e arance. E lo stesso carbone come dono "negativo" fa pensare a una tradizione certamente rurale.

Ma queste poche cose non bastano probabilmente a spiegare tutte le tradizioni che possono convergere nella nostra Befana: c'è infatti anche chi parla di un rapporto con Santa Lucia, santa della luce, dell'illuminazione e quindi della "manifestazione", venerata in particolare in nord Europa. E certamente altre tradizioni stregonesche di origine scandinava possono aver aiutato a modellare questo inconsueto personaggio.
 
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