E fuori piove....

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Old Giusy

Utente di lunga data
Domenica sera, weekend ormai al termine, domani ricomincia la settimana di lavoro. Ho come sottofondo canzoni dei Coldplay ed il Liga migliore. Fuori diluvia.
L'inverno è arrivato improvvisamente, senza preavviso, siamo passati dalle giornate di sole e di luce, a quelle più buie e nuvolose. Per fortuna i ragazzi stanno più volentieri in classe, fino a qualche giorno sognavano il mare e le passeggiate in gruppo e i gelati.
Io mi ritrovo qui a casa, davanti al pc, a scrivere di me, a riflettere, a parlare con persone sconosciute personalmente, ma con identità ben marcate e forti personalità, che hanno sofferto, gioito, soffrono e gioiscono ancora, con i loro dubbi ed incertezze, ma quel che è certo con sentimenti ed emozioni proprie.
Perchè rifletto? Su cosa rifletto? Sulle esperienze, su quello che poteva succedere e non è successo, su quello che è successo e forse sarebbe stato meglio che non fosse accaduto, non so... Finora la vita mi ha "protetta" da grandi sofferenze, ho sempre potuto esprimermi al meglio, ho sempre fatto quello che mi andava nel rispetto della mia famiglia e dei miei amici, non so cosa vuol dire avere problemi economici, di salute, di lavoro, se non piccoli avvenimenti che passano senza lasciare ripercussioni profonde. E di questo ringrazio sempre Qualcuno di non ben definito.... Eppure...eppure... c'è un fondo di malinconia, qualcosa che impercettibilmente avverto, che sento nelle canzoni, nei ricordi, nei sogni, nelle speranze... Qualcosa cui non riesco a dare un nome, un volto... forse perchè sono ancora alla ricerca della persona che trasformerà questa malinconia in emozione, in gioia, in serenità, perchè no.
E se nella mia mente si va rafforzando l'idea che quanto finora successo è comprensibile e giusto per chi l'ha voluto e per me che l'ho subito ed accettato, questa vaga sensazione di incompiuto rimane, ma senza provocare dolore, non più, ma solo piccole scariche di rimpianto e nostalgia.
Io vorrei comunque accanto chi è ancora importante per me, tenendo fuori le bassezze e l'insoddisfazione che la vita per sua natura dà, perchè ciò che conta davvero è sapere che il bene e l'affetto esistono davvero, che si può gioire e soffrire insieme a chi ormai ti è entrato dentro....

"Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà.... sopra il giorno di dolore che uno ha..." (Ligabue)
 

Grande82

Utente di lunga data
Domenica sera, weekend ormai al termine, domani ricomincia la settimana di lavoro. Ho come sottofondo canzoni dei Coldplay ed il Liga migliore. Fuori diluvia.
L'inverno è arrivato improvvisamente, senza preavviso, siamo passati dalle giornate di sole e di luce, a quelle più buie e nuvolose. Per fortuna i ragazzi stanno più volentieri in classe, fino a qualche giorno sognavano il mare e le passeggiate in gruppo e i gelati.
Io mi ritrovo qui a casa, davanti al pc, a scrivere di me, a riflettere, a parlare con persone sconosciute personalmente, ma con identità ben marcate e forti personalità, che hanno sofferto, gioito, soffrono e gioiscono ancora, con i loro dubbi ed incertezze, ma quel che è certo con sentimenti ed emozioni proprie.
Perchè rifletto? Su cosa rifletto? Sulle esperienze, su quello che poteva succedere e non è successo, su quello che è successo e forse sarebbe stato meglio che non fosse accaduto, non so... Finora la vita mi ha "protetta" da grandi sofferenze, ho sempre potuto esprimermi al meglio, ho sempre fatto quello che mi andava nel rispetto della mia famiglia e dei miei amici, non so cosa vuol dire avere problemi economici, di salute, di lavoro, se non piccoli avvenimenti che passano senza lasciare ripercussioni profonde. E di questo ringrazio sempre Qualcuno di non ben definito.... Eppure...eppure... c'è un fondo di malinconia, qualcosa che impercettibilmente avverto, che sento nelle canzoni, nei ricordi, nei sogni, nelle speranze... Qualcosa cui non riesco a dare un nome, un volto... forse perchè sono ancora alla ricerca della persona che trasformerà questa malinconia in emozione, in gioia, in serenità, perchè no.
E se nella mia mente si va rafforzando l'idea che quanto finora successo è comprensibile e giusto per chi l'ha voluto e per me che l'ho subito ed accettato, questa vaga sensazione di incompiuto rimane, ma senza provocare dolore, non più, ma solo piccole scariche di rimpianto e nostalgia.
Io vorrei comunque accanto chi è ancora importante per me, tenendo fuori le bassezze e l'insoddisfazione che la vita per sua natura dà, perchè ciò che conta davvero è sapere che il bene e l'affetto esistono davvero, che si può gioire e soffrire insieme a chi ormai ti è entrato dentro....

"Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà.... sopra il giorno di dolore che uno ha..." (Ligabue)
E si può giorire e soffrire NONOSTANTE chi ormai ti è entrato dentro.
Un abbraccio
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Io preferisco gioire e soffrire CON chi mi è entrato dentro....
 
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