Tebe
Egocentrica non in incognito
Domani torno nel mondo reale. Torno a lavorare nella city. Torno a prendere la metro e immergermi nei miei libri. Torno ad uno scambio come dico io. O anche no. Però. Meglio di quello di adesso.
Non dico un viaggio all'inferno quello che ho fatto, ma quasi.
Mai avrei creduto che potessero esistere personaggi di quel tipo.
E posso capire che non tutti se io dico -Accidenti, ma Paolo ha la sindrome di Tourette? Si cura?-
La risposta più intelligente è -La sindrome della torretta?-
E non faccio della facile ironia. No. Perchè poi possiamo parlare dei neanderthal che ho avuto la prova certa che non si sono per un cazzo estinti.
gente totalmente inconsapevole di se stessa, in rialzo naturalmente. Con naturalmente, nemmeno un congiuntivo azzeccato per sbaglio.
gente che dice barrista con ottocento erre e mi dice che ho sbagliato a mettere la virgola magari.
E di contro. I più fuori di testa che invece. Sono alla fine quelli più normali.
Tipo Leandro, l'uomo tatuato, in soggiorno 10 mesi l'anno a Rebibbia e che se lo fai incazzare tira fuori il coltello digrignando i denti che invece.
Mai una parola fuori posto. Timido quasi. Una specie di guardia del corpo.
Non voluta tra l'altro.
A volte mi sono chiesta se non stavo vivendo una vita parallela. Sapete qui film dove c'è questa lei tutta magrolina ed eterea in mezzo ad un branco di ergastolani sanguinari che la guardano adorante come se in lei, nella sua accettazione per loro, vedessero la parte pulita.
Minchia che pompa che sono.
Comunque.
Domani comincio un lavoro che per la metà non ho mai fatto. Ne arrivo da un mega fallimento quindi...sono sulle spine.
La domanda è. E se fallisco?
Certo. Quello che ho sempre fatto è come andare in bicicletta (...AAAAARRRRGGGGGHHHHHHHHH), non lo scordi mai, ma...
Un po' di ansia c'è.
Anche perchè da ieri, il direttore del personale mi ha chiamato 8 volte per assicurarsi che domani io vada.
E mi hanno aumentato l'ansia.
Del tipo.
tebe abbiamo grandi aspettative per il tuo operato!
Che va bene. Pure io ho grandi aspettative ma...
Ok mi avete convinta.
Mi faccio una canna poi decido se editare, continuare o invadermi di auto commenti il blog.
Una cosa però è assolutamente certa.
Finalmente avrò lo spirito necessario per leggere finalmente un libro che mi guarda da mesi.
Il vento non sa leggere di Mason Richard.
E' un fuori edizione, l'ho trovato in uno di quei mercatini di libri usati dove quando ho tempo faccio il topaccio da biblioteca.
Qui la sinossi.
"Sul cartello è scritto "Non cogliere questi fiori". Ma per il vento è inutile, perché il vento non sa leggere", recita un'antica poesia giapponese. Solo una forza cieca potrebbe infatti annientare la passione tra una dolce ragazza giapponese e un ufficiale inglese. Si sono incontrati a Bombay, nel pieno della seconda guerra mondiale. Tutto congiurerebbe a tenerli lontani, ma i sentimenti non conoscono né frontiere né pregiudizi. Il destino però, può rivelarsi più spietato degli uomini...
Non dico un viaggio all'inferno quello che ho fatto, ma quasi.
Mai avrei creduto che potessero esistere personaggi di quel tipo.
E posso capire che non tutti se io dico -Accidenti, ma Paolo ha la sindrome di Tourette? Si cura?-
La risposta più intelligente è -La sindrome della torretta?-
E non faccio della facile ironia. No. Perchè poi possiamo parlare dei neanderthal che ho avuto la prova certa che non si sono per un cazzo estinti.
gente totalmente inconsapevole di se stessa, in rialzo naturalmente. Con naturalmente, nemmeno un congiuntivo azzeccato per sbaglio.
gente che dice barrista con ottocento erre e mi dice che ho sbagliato a mettere la virgola magari.
E di contro. I più fuori di testa che invece. Sono alla fine quelli più normali.
Tipo Leandro, l'uomo tatuato, in soggiorno 10 mesi l'anno a Rebibbia e che se lo fai incazzare tira fuori il coltello digrignando i denti che invece.
Mai una parola fuori posto. Timido quasi. Una specie di guardia del corpo.
Non voluta tra l'altro.
A volte mi sono chiesta se non stavo vivendo una vita parallela. Sapete qui film dove c'è questa lei tutta magrolina ed eterea in mezzo ad un branco di ergastolani sanguinari che la guardano adorante come se in lei, nella sua accettazione per loro, vedessero la parte pulita.
Minchia che pompa che sono.
Comunque.
Domani comincio un lavoro che per la metà non ho mai fatto. Ne arrivo da un mega fallimento quindi...sono sulle spine.
La domanda è. E se fallisco?
Certo. Quello che ho sempre fatto è come andare in bicicletta (...AAAAARRRRGGGGGHHHHHHHHH), non lo scordi mai, ma...
Un po' di ansia c'è.
Anche perchè da ieri, il direttore del personale mi ha chiamato 8 volte per assicurarsi che domani io vada.
E mi hanno aumentato l'ansia.
Del tipo.
tebe abbiamo grandi aspettative per il tuo operato!
Che va bene. Pure io ho grandi aspettative ma...
Ok mi avete convinta.
Mi faccio una canna poi decido se editare, continuare o invadermi di auto commenti il blog.
Una cosa però è assolutamente certa.
Finalmente avrò lo spirito necessario per leggere finalmente un libro che mi guarda da mesi.
Il vento non sa leggere di Mason Richard.
E' un fuori edizione, l'ho trovato in uno di quei mercatini di libri usati dove quando ho tempo faccio il topaccio da biblioteca.
Qui la sinossi.
"Sul cartello è scritto "Non cogliere questi fiori". Ma per il vento è inutile, perché il vento non sa leggere", recita un'antica poesia giapponese. Solo una forza cieca potrebbe infatti annientare la passione tra una dolce ragazza giapponese e un ufficiale inglese. Si sono incontrati a Bombay, nel pieno della seconda guerra mondiale. Tutto congiurerebbe a tenerli lontani, ma i sentimenti non conoscono né frontiere né pregiudizi. Il destino però, può rivelarsi più spietato degli uomini...