Diabolicità

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Diabolicità

Da circa due ore leggo il forum, non scherzo, non scrivo. Totale lettura e riflessioni volte a queste e alla mia storia.

Pensavo a quando mia moglie in quel mattino a circa mezzora dal tradimento mi confessò il tutto. Pensavo alle sue parole: perdonami, dimmi puttana perchè lo sono, sono stata diabolica.

Nella parola diabolica si sono soffermate le riflessioni e per quello che mi riguarda in tutto il contesto ne esce fuori un mix che nel dolore del passato mi si affaccia una felicità che è quasi stupefacente, mi si affaccia in sostanza una donna che conosco ammiro e amo per quello che lei è veramente.

Soffermandomi sulla parola diabolicità pensavo a quelle storie dove il tradimento si è protratto nel tempo, qua la parola assume un significato che va preso negli anni o nei mesi del tradimento, dove il traditore/trice vive una relazione parallela costante nel tempo. Una volta scoperto il tradimento crollano le fondamenta della doppia vita che si è vissuti e seppur la falsità spesso e volentieri non si riesce a raccontarsela in tutta franchezza perchè troppo dolorosa raccontarsela e raccontarla ne esce fuori una realtà dove la base rimane di solito la coppia traballante e fulminata nella prospettiva ignota dell'errore troppo grave per passare inosservato e nelle modalità diverse che i due hanno.
Ma la diabolicità dell'atto protratto nel tempo oppure no, se analizzato e preso in considerazione del fatto che,se si vuole amare e ricostruire stavolta con la sincerità che dovrebbe appartenere alla coppia e alla conoscenza di costoro, perchè non darsi la possibilità di ricostruirsi e accettare che un errore per quanto grave è pur sempre un errore che viene visto tale perchè non siamo stati avvertiti che siamo soltanto delle persone?
 
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