Devianze

Stato
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dererumnatura

Utente di lunga data
Apro questo thread perchè spesso mentre discutiamo delle nostre esperienze, condividamo opinioni, ci raccontaimo come, perchè....salta fuori qualcuno con questo discorso delle 'devianze'..

Ebbene..sono un po' satura...

Ma non siamo tutti deviati forse??Non siamo tutti su questo forum per un qualche motivo????Ma poi..deviamo..ma da cosa?? dai luoghi comuni?da quello che riteniamo essere un comportamento 'tipico'? Un normale affrontare la vita secondo l'andazzo della media della gente???

Bè allora il mondo è dviato..perchè è pieno di traditori che portano avanti storie parallele per secoli, di cornuti che si tengono le corna, di amanti che si fanno imbottire di palle e che continuano ad amare, di donne che dopo esperienze dolorose preferiscono rimanere sole e dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato...o semlicemente non si rifanno più una vita....



Riporto uno dei post più belli che ho letto ultimamente.Credo sia di Chicchi:
'
Non vorrei impantanarmi in discorsi stile new-age - alla Osho per intenderci -, ma essendo stata tradita e traditrice a fasi alterne e non una volta sola, mi sento di dire che il copyright, l'esclusività esiste, ma non esiste. Come moglie/marito sei unica/o. Come amante sei unica/o. Sei quell'essere umano lì, sei un essere speciale, come lo siamo tutti del resto. E io ti amo per la tua unicità. Nel nostro cuore c'è parecchio posto, se siamo brutalmente sinceri con noi stessi. E anche nel cuore degli altri ce n'è, che ci piaccia o meno. Se ci fa troppo male possiamo tuonare e picchiare i pugni sul tavolo verso l'esterno. Ma quando siamo "tra noi e noi", ci possiamo permettere anche i pensieri che vanno oltre il "è giusto/non è giusto" e confrontarci con la nostra umanità, che assomiglia – secondo me – all'umanità di tutti gli altri. I contorni e i confini sono molto sfumati e, sempre secondo me, se ci manteniamo troppo rigidamente sulle nostre posizioni, rischiamo che la vita burlona ci faccia prima o poi uno sgambetto, facendoci capitombolare dall'altra parte della barricata. Quei capitomboli didattico-terapeutici, secondo il motto: "la via dell'esperienza è la più dura, ma insegna parecchio".
E rende anche parecchio liberi, aggiungo io, anche se forse un po' più disincantati..



e aggiungo questo di Lettrice ( scusami Lettrice..so che forse non ti piacerà che utilizzi le tue parole..ma le ho fatte mie...)

'L'importante a parer mio, e' farsi una bella autocritica a prezzo pieno... stringi, stringi alla fine siamo tutti potenziali cialtroni, potenziali cornuti (concedetemela sta definizione orrida) e potenziali clienti di Vanna Marchi'
 

Verena67

Utente di lunga data
Concordo, Dere, ma a me pare che parecchi di noi portino con consapevolezza avanti la battaglia di cio' che è giusto per ciascuno di noi:

- Bruja con la massima che "Ciascuno si fa bastare cio' che ritiene"
- Feddy con la sua chiarezza interiore su ciò che non gli basta del matrimonio e sul perché la sua soluzione è cercare altrove
- a me pare di portare avanti da parecchio la battaglia del "Non contiamoci cucche, affrontiamo la realtà con consapevolezza",

e molti altri ancora.

La "devianza" dalla pubblica morale ci interessa,a me pare, come il 2 di picche.

Io penso che ciò davvero interessi noi utenti del forum è capire come si fa a vivere queste situazioni con meno sofferenza, e piu' consapevolezza, con l'ovvia considerazione che "Non tutti i gusti sono alla menta".


Bacio!
 

Fedifrago

Utente di lunga data
La devianza è rispetto al nostro star bene, al volersi bene e al raccontarsela!
 

@lex

Escluso
azz ho capito da dove si è partiti, ma non dove si vuole arrivare.
avrei già un centianio di domane da porre. ve le risparmio.
comunque un pò più di chiarezza x chi come me è un pò tardo no?
 

Lettrice

Utente di lunga data
La devianza è rispetto al nostro star bene, al volersi bene e al raccontarsela!
Con mio grande rammarico... quoto questo post.

Dererum, sul fare il capitombolo terapeutico, non credo nessuno abbia da ridire, ma sul continuare a rotolare per mesi per una caduta, lascia abbastanza perplessi ed e' qui che entra in gioco il raccontarsela.

Essere presi per i fondelli non piace a nessuno... ma e' inevitabile che lo facciano gli altri se primi a farlo siamo noi su noi stessi!!!!
Se qualcuno vende la Fontana di Trevi, chi e' il cretino, chi la compra o chi la vende?

Non si puo' continuare a giustificare la propria cecita' in nome dell'amore che si e' provato... anche perche' non era lecito... era un uomo impegnato...e non cerchiamo di scavalcare queste leggi basilari di convivenza universale... e' proprio quando siamo tra noi e noi che dobbiamo considerare giusto e sbagliato... in primis giusto/sbagliato per TE...ed e' questo che intendo per 'Autocritica a prezzo pieno'... niente sconti per buona fede... ho sbagliato, incasso, piango pure ma tiro dritta per un' altra strada.

di donne che dopo esperienze dolorose preferiscono rimanere sole e dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato...o semlicemente non si rifanno più una vita....
Questa poi non l'ho capita... perche' alla fine le persone fanno dono ad altri della propria esperienza e non avere compagno non vuol certo dire non rifarsi una vita... Al momento per esempio non ho un compagno, ma non a causa delle dolorose esperienze passate, solo che la vita non e' necessariamente quella di 'coppia'... al momento ho una vita pienissima e felicissima, ho anche corteggiatori...


Ora non prenderla come una ramanzina personale... infatti vuole essere molto generica.

PS: Tra l'altro si noti il fatto che son riuscita a non essere telegrafica come al solito.Stop.
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Con mio grande rammarico... quoto questo post.

Dererum, sul fare il capitombolo terapeutico, non credo nessuno abbia da ridire, ma sul continuare a rotolare per mesi per una caduta, lascia abbastanza perplessi ed e' qui che entra in gioco il raccontarsela.

Essere presi per i fondelli non piace a nessuno... ma e' inevitabile che lo facciano gli altri se primi a farlo siamo noi su noi stessi!!!!
Se qualcuno vende la Fontana di Trevi, chi e' il cretino, chi la compra o chi la vende?

Non si puo' continuare a giustificare la propria cecita' in nome dell'amore che si e' provato... anche perche' non era lecito... era un uomo impegnato...e non cerchiamo di scavalcare queste leggi basilari di convivenza universale... e' proprio quando siamo tra noi e noi che dobbiamo considerare giusto e sbagliato... in primis giusto/sbagliato per TE...ed e' questo che intendo per 'Autocritica a prezzo pieno'... niente sconti per buona fede... ho sbagliato, incasso, piango pure ma tiro dritta per un' altra strada.



Questa poi non l'ho capita... perche' alla fine le persone fanno dono ad altri della propria esperienza e non avere compagno non vuol certo dire non rifarsi una vita... Al momento per esempio non ho un compagno, ma non a causa delle dolorose esperienze passate, solo che la vita non e' necessariamente quella di 'coppia'... al momento ho una vita pienissima e felicissima, ho anche corteggiatori...


Ora non prenderla come una ramanzina personale... infatti vuole essere molto generica.

PS: Tra l'altro si noti il fatto che son riuscita a non essere telegrafica come al solito.Stop.

Ciò che scrivi ha senso.Ma non capisco una cosa: se la risposta è generica e non rivolta a me, perchè se apro un thread 'devianze' e commento come certi interventi che giustificano tutto con una devianza dal comportamento comune siano per me generalistici e banali, tu fai riferimento alla storia di una amante con un uomo sposato e non ti limiti a commentare il post in sè senza riferimenti generici?

Poi...siccome il tuo commento fa un esempio che ha una qualche attinenza con l'amante di un uomo sposato e ho il dubbio lontano che proprio scevro da riferimenti alla mia storia non fosse...rispondo per come la penso....ho forse continuato questa storia anche dopo la disillusione e dopo aver constatato che non c'era nulla da fare?Mi sono forse mai raccontata cose diverse da come sono?Ho mai chiesto sconti per buona fede?
Piango e tiro dritta....ma non mi si può chiedere di smettere di provare sentimenti come un interruttore perchè non mi sembra umanamente possibile.

Per quanto riguarda il tuo dubbio...siccome si parla di devianze io citavo esempi di comportamenti che possono essere considerati devianze, ovvero non rialzarsi dopo una delusione d'amore e non riuscire a rifarsi una vita, rimanendo sole pur di non soffrire ancora.
Quindi il tuo caso ( quello della donna non in coppia ma felice e soddisfatta e contenta di sè) non l'ho inserito tra gli esempi perchè non è 'devianza' ma serena vita quotidiana.
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Concordo, Dere, ma a me pare che parecchi di noi portino con consapevolezza avanti la battaglia di cio' che è giusto per ciascuno di noi:

- Bruja con la massima che "Ciascuno si fa bastare cio' che ritiene"
- Feddy con la sua chiarezza interiore su ciò che non gli basta del matrimonio e sul perché la sua soluzione è cercare altrove
- a me pare di portare avanti da parecchio la battaglia del "Non contiamoci cucche, affrontiamo la realtà con consapevolezza",

e molti altri ancora.

La "devianza" dalla pubblica morale ci interessa,a me pare, come il 2 di picche.

Io penso che ciò davvero interessi noi utenti del forum è capire come si fa a vivere queste situazioni con meno sofferenza, e piu' consapevolezza, con l'ovvia considerazione che "Non tutti i gusti sono alla menta".


Bacio!
Allora continuiamo su questa giusta strada, perchè come vedi i commenti di cui sopra persistono invece ad andare in una direzione soltanto....'te la racconti...non te la racconti sei deviato...autocritica...ti devi voler bene'...tutta una seie di frasi che se vuoi possiamo condividere perchè hanno senso in generale ma venendo applicate senza che abbiano attinenza davvero con quello che si scrive o che si commenta mi spiace dire che diventano generalistiche e banali..
 

Verena67

Utente di lunga data
Allora continuiamo su questa giusta strada, perchè come vedi i commenti di cui sopra persistono invece ad andare in una direzione soltanto....'te la racconti...non te la racconti sei deviato...autocritica...ti devi voler bene'...tutta una seie di frasi che se vuoi possiamo condividere perchè hanno senso in generale ma venendo applicate senza che abbiano attinenza davvero con quello che si scrive o che si commenta mi spiace dire che diventano generalistiche e banali..
Il fatto del volersi bene funziona in teoria...meno in pratica.

Rispondeva Vasco dicendo (vado a orecchio) "Il mal di pancia ce l'ho io mica te!"

Ho letto 2000 libri (un ossessione...) su questi argomenti, e tutti , bla bla mancanza di autostima bla bla volersi bene bla bla figure paterne e materne bla bla tu sei importante...

..e certo che lo sono! (per me)



Pero' volersi bene non è che sia una roba che si compra al diXdi! E forse alla fine della fiera c'entra anche poco con le vicende sentimentali.

Io mi voglio bene, curo la mia nutrizione, cerco di non essere troppo sedentaria, non fumo, non bevo, mi impegno in famiglia, mi impegno sul lavoro, nel sociale, etc.

Ma il mal di pancia non me l'ha tolto nessuno


Me lo sono tolto da sola arrivando faticosamente a capire (ricetta per Me, eh, non universale...) che se mi mancava una tal cosa (persona, sentimento, circostanza) era perché ne avevo bisogno. Potevo raccontarmi fino a babbo morto che sarebbe stato meglio che non fosse così, ma era così!

Ho cercato faticosamente una soluzione che integrasse capra e cavoli, piu' o meno faticosamente (e con tutte le problematiche del caso... ) l'ho trovata.

Adesso sono serena, nella media.

Ci ho messo quasi due anni


Ma l'idea finale è che se stai male non c'entra un piffero l'autostima. Stai male. L'autostima è un contentino come lo shopping selvaggio e compulsivo. E qui diventa "raccontarsela". Ci sta anche questo. Pero'...

Bisogna guardare in faccia i propri sentimenti e viverseli anche nelle conseguenze dolorose, comprendendo (stamattina le parole non mi vengono...) che se ci sono c'è un perché, ed è quel perché che va curato, ma anche accettato come parte essenziale della vita (il dolore è parte essenziale della vita!).

Bacio!
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Il fatto del volersi bene funziona in teoria...meno in pratica.

Rispondeva Vasco dicendo (vado a orecchio) "Il mal di pancia ce l'ho io mica te!"

Ho letto 2000 libri (un ossessione...) su questi argomenti, e tutti , bla bla mancanza di autostima bla bla volersi bene bla bla figure paterne e materne bla bla tu sei importante...

..e certo che lo sono! (per me)



Pero' volersi bene non è che sia una roba che si compra al diXdi! E forse alla fine della fiera c'entra anche poco con le vicende sentimentali.

Io mi voglio bene, curo la mia nutrizione, cerco di non essere troppo sedentaria, non fumo, non bevo, mi impegno in famiglia, mi impegno sul lavoro, nel sociale, etc.

Ma il mal di pancia non me l'ha tolto nessuno


Me lo sono tolto da sola arrivando faticosamente a capire (ricetta per Me, eh, non universale...) che se mi mancava una tal cosa (persona, sentimento, circostanza) era perché ne avevo bisogno. Potevo raccontarmi fino a babbo morto che sarebbe stato meglio che non fosse così, ma era così!

Ho cercato faticosamente una soluzione che integrasse capra e cavoli, piu' o meno faticosamente (e con tutte le problematiche del caso... ) l'ho trovata.

Adesso sono serena, nella media.

Ci ho messo quasi due anni


Ma l'idea finale è che se stai male non c'entra un piffero l'autostima. Stai male. L'autostima è un contentino come lo shopping selvaggio e compulsivo. E qui diventa "raccontarsela". Ci sta anche questo. Pero'...

Bisogna guardare in faccia i propri sentimenti e viverseli anche nelle conseguenze dolorose, comprendendo (stamattina le parole non mi vengono...) che se ci sono c'è un perché, ed è quel perché che va curato, ma anche accettato come parte essenziale della vita (il dolore è parte essenziale della vita!).

Bacio!
Esattamente.Ho provato a rinnegare..a dire che non provavo certi sentimenti...è stato peggio.Meglio ammettere e cercare di capire e lasciare che il tempo passi piuttosto che mentire a sè stessi.

Aribacio!
 

Nobody

Utente di lunga data
Il fatto del volersi bene funziona in teoria...meno in pratica.

Rispondeva Vasco dicendo (vado a orecchio) "Il mal di pancia ce l'ho io mica te!"

Ho letto 2000 libri (un ossessione...) su questi argomenti, e tutti , bla bla mancanza di autostima bla bla volersi bene bla bla figure paterne e materne bla bla tu sei importante...

..e certo che lo sono! (per me)



Pero' volersi bene non è che sia una roba che si compra al diXdi! E forse alla fine della fiera c'entra anche poco con le vicende sentimentali.

Io mi voglio bene, curo la mia nutrizione, cerco di non essere troppo sedentaria, non fumo, non bevo, mi impegno in famiglia, mi impegno sul lavoro, nel sociale, etc.

Ma il mal di pancia non me l'ha tolto nessuno


Me lo sono tolto da sola arrivando faticosamente a capire (ricetta per Me, eh, non universale...) che se mi mancava una tal cosa (persona, sentimento, circostanza) era perché ne avevo bisogno. Potevo raccontarmi fino a babbo morto che sarebbe stato meglio che non fosse così, ma era così!

Ho cercato faticosamente una soluzione che integrasse capra e cavoli, piu' o meno faticosamente (e con tutte le problematiche del caso... ) l'ho trovata.

Adesso sono serena, nella media.

Ci ho messo quasi due anni


Ma l'idea finale è che se stai male non c'entra un piffero l'autostima. Stai male. L'autostima è un contentino come lo shopping selvaggio e compulsivo. E qui diventa "raccontarsela". Ci sta anche questo. Pero'...

Bisogna guardare in faccia i propri sentimenti e viverseli anche nelle conseguenze dolorose, comprendendo (stamattina le parole non mi vengono...) che se ci sono c'è un perché, ed è quel perché che va curato, ma anche accettato come parte essenziale della vita (il dolore è parte essenziale della vita!).

Bacio!
Sono d'accordo con te. Non userei la parola "curato", ma "compreso". Fondamentalmente, stiamo male quando non ascoltiamo quella voce interiore che ci dice cosa vogliamo e cosa ci manca.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Ciò che scrivi ha senso.Ma non capisco una cosa: se la risposta è generica e non rivolta a me, perchè se apro un thread 'devianze' e commento come certi interventi che giustificano tutto con una devianza dal comportamento comune siano per me generalistici e banali, tu fai riferimento alla storia di una amante con un uomo sposato e non ti limiti a commentare il post in sè senza riferimenti generici?

Poi...siccome il tuo commento fa un esempio che ha una qualche attinenza con l'amante di un uomo sposato e ho il dubbio lontano che proprio scevro da riferimenti alla mia storia non fosse...rispondo per come la penso....ho forse continuato questa storia anche dopo la disillusione e dopo aver constatato che non c'era nulla da fare?Mi sono forse mai raccontata cose diverse da come sono?Ho mai chiesto sconti per buona fede?
Piango e tiro dritta....ma non mi si può chiedere di smettere di provare sentimenti come un interruttore perchè non mi sembra umanamente possibile.

Per quanto riguarda il tuo dubbio...siccome si parla di devianze io citavo esempi di comportamenti che possono essere considerati devianze, ovvero non rialzarsi dopo una delusione d'amore e non riuscire a rifarsi una vita, rimanendo sole pur di non soffrire ancora.
Quindi il tuo caso ( quello della donna non in coppia ma felice e soddisfatta e contenta di sè) non l'ho inserito tra gli esempi perchè non è 'devianza' ma serena vita quotidiana.
Ma sei per caso l'unica amante di un uomo sposato in questo forum o al mondo? Pare di NO... di conseguenza il discorso non e' rivolto a te in particolare.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Feddy.Mi dispiace ma ribadisco la mia opinione.COntinui a rispondere per partito preso e con generalismi...

Non raccontarsela non vuol dire smettere di soffrire o di sentire, provare sentimenti.
Ti ho in parte risposto nell'altro thread...
 

Grande82

Utente di lunga data
Io mi voglio bene, curo la mia nutrizione, cerco di non essere troppo sedentaria, non fumo, non bevo, mi impegno in famiglia, mi impegno sul lavoro, nel sociale, etc.

Ma il mal di pancia non me l'ha tolto nessuno


Me lo sono tolto da sola arrivando faticosamente a capire (ricetta per Me, eh, non universale...) che se mi mancava una tal cosa (persona, sentimento, circostanza) era perché ne avevo bisogno. Potevo raccontarmi fino a babbo morto che sarebbe stato meglio che non fosse così, ma era così!

Ho cercato faticosamente una soluzione che integrasse capra e cavoli, piu' o meno faticosamente (e con tutte le problematiche del caso... ) l'ho trovata.

Adesso sono serena, nella media.

Ci ho messo quasi due anni
Se non ho capito male hai trovato quello che cercavi, il tuo equilibrio, il modo di stare bene, in quello che già avevi. Ma allora perchè non l'avevi visto prima? (scusa il tono, non è polemico, lo sai!) Perchè a volte siamo ciechi rispetto a ciò che abbiamo? Oggi nella mia vita sta rientrando una persona che ho amato molto e profondamente, di un amore tenace e totale. Abbiamo condiviso un percorso di crescita importante e la donna che sono oggi è in parte merito suo. Ho dato tanto in quel rapporto e ho avuto tanto. Ci siamo allontanati perchè la vita ci ha divisi ed era troppo difficile portare avanti il rapporto in un momento come quello. Lui mi capisce, mi conosce, insieme abiamo fatto progetti e sogni.
Eppure non è quell'amore che ti fa stare male, che ti fa stare bene, che ti fa fare follie per stare con lui anche un solo momento. ALlora mi domando: è l'uomo giusto e non lo capisco io? Forse inseguo quelle famose farfalle nello stomaco e invece ho davanti la serenità che può portarmi la felicità... Sono anche queste devianze? Non voler vedere? Non voler cercare l'equilibrio in quello che si ha?
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Con mio grande rammarico... quoto questo post.

Dererum, sul fare il capitombolo terapeutico, non credo nessuno abbia da ridire, ma sul continuare a rotolare per mesi per una caduta, lascia abbastanza perplessi ed e' qui che entra in gioco il raccontarsela.

Essere presi per i fondelli non piace a nessuno... ma e' inevitabile che lo facciano gli altri se primi a farlo siamo noi su noi stessi!!!!
Se qualcuno vende la Fontana di Trevi, chi e' il cretino, chi la compra o chi la vende?

Non si puo' continuare a giustificare la propria cecita' in nome dell'amore che si e' provato... anche perche' non era lecito... era un uomo impegnato...e non cerchiamo di scavalcare queste leggi basilari di convivenza universale... e' proprio quando siamo tra noi e noi che dobbiamo considerare giusto e sbagliato... in primis giusto/sbagliato per TE...ed e' questo che intendo per 'Autocritica a prezzo pieno'... niente sconti per buona fede... ho sbagliato, incasso, piango pure ma tiro dritta per un' altra strada.



Questa poi non l'ho capita... perche' alla fine le persone fanno dono ad altri della propria esperienza e non avere compagno non vuol certo dire non rifarsi una vita... Al momento per esempio non ho un compagno, ma non a causa delle dolorose esperienze passate, solo che la vita non e' necessariamente quella di 'coppia'... al momento ho una vita pienissima e felicissima, ho anche corteggiatori...


Ora non prenderla come una ramanzina personale... infatti vuole essere molto generica.

PS: Tra l'altro si noti il fatto che son riuscita a non essere telegrafica come al solito.Stop.
Ma perchè ti rammarichi sempre quando devi quotare un mio post?!?!
 

Old bastardo dentro

Utente di lunga data
Se non ho capito male hai trovato quello che cercavi, il tuo equilibrio, il modo di stare bene, in quello che già avevi. Ma allora perchè non l'avevi visto prima? (scusa il tono, non è polemico, lo sai!) Perchè a volte siamo ciechi rispetto a ciò che abbiamo? Oggi nella mia vita sta rientrando una persona che ho amato molto e profondamente, di un amore tenace e totale. Abbiamo condiviso un percorso di crescita importante e la donna che sono oggi è in parte merito suo. Ho dato tanto in quel rapporto e ho avuto tanto. Ci siamo allontanati perchè la vita ci ha divisi ed era troppo difficile portare avanti il rapporto in un momento come quello. Lui mi capisce, mi conosce, insieme abiamo fatto progetti e sogni.
Eppure non è quell'amore che ti fa stare male, che ti fa stare bene, che ti fa fare follie per stare con lui anche un solo momento. ALlora mi domando: è l'uomo giusto e non lo capisco io? Forse inseguo quelle famose farfalle nello stomaco e invece ho davanti la serenità che può portarmi la felicità... Sono anche queste devianze? Non voler vedere? Non voler cercare l'equilibrio in quello che si ha?
A volte tra le mille sicurezze che ci costruiamo, tra una presunta stabilità spirituale e materiale basta un semplice sguardo a farci vacillare. Ho letto tutti glii nterventi ed in ognuno di essi vi sono elementi corretti e grandi spunti di riflessione. Anche io ho scelto la via di non rinnegare bensì di far defluire il mio sentimento come fosse una lenta emorragia. Non mi è "dolce naufragare in questo mare" e l'emorragia toglie energie, vitali. Sono più indietro rispetto al cammino di verena e il mio "passo" è dettato da forza, determinazione e perchè no, rabbia piuttosto che dalla amena consapevolezza di avere moltissimo (che non riesco a raggiungere). Riparto da questo, riparto dalla mia esperienza di vita. Guardo il mio laccio emostatico della mia profondissima ferita ogni tanto e per non fare andare in cancrena l'arto devo aprirlo, devo far defluire il sangue. Malinconia e desiderio salgono in me. Non so se sia devianza, non se sia voglia di cercare altro ma è la mia vita, sono io, con tutti i miei slanci, difetti e con le mie contraddizioni ma con una innata tendenza al bene, alla serenità d'animo. Certo prima di tutto questo ero in "apparente" perfetto controllo della mia esistenza. Per me giovane rampante e presuntuoso è stata una bellissima lezione di vita. Credo che nulla succeda per caso e questo era forse necessario mi succedesse. Cerco di evolvermi, cerco di imparare giorno per giorno dagli stati d'animo miei, dalle pieghe dei volti delle persone che mi stanno vicino, dal dolore e con ottimismo cerco di vivere questa avventura bellissima che è la vita. Un caro saluto a tutti

bastardo dentro
 

Old Chicchi

Utente di lunga data
Apro questo thread perchè spesso mentre discutiamo delle nostre esperienze, condividamo opinioni, ci raccontaimo come, perchè....salta fuori qualcuno con questo discorso delle 'devianze'..

Ebbene..sono un po' satura...

Ma non siamo tutti deviati forse??Non siamo tutti su questo forum per un qualche motivo????Ma poi..deviamo..ma da cosa?? dai luoghi comuni?da quello che riteniamo essere un comportamento 'tipico'? Un normale affrontare la vita secondo l'andazzo della media della gente???

Bè allora il mondo è dviato..perchè è pieno di traditori che portano avanti storie parallele per secoli, di cornuti che si tengono le corna, di amanti che si fanno imbottire di palle e che continuano ad amare, di donne che dopo esperienze dolorose preferiscono rimanere sole e dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato...o semlicemente non si rifanno più una vita....

'L'importante a parer mio, e' farsi una bella autocritica a prezzo pieno... stringi, stringi alla fine siamo tutti potenziali cialtroni, potenziali cornuti (concedetemela sta definizione orrida) e potenziali clienti di Vanna Marchi'
Ciao Dererumnatura (azz, ho dovuta stare attentissima a trascriverlo senza "devianze"), sai che ho cominciato a leggere il tuo post e mi son detta: "ah, interessante, ma pensa, ecco, esatto, la vedo uguale", poi con stupore e un po' di (ammetto, ammetto, ammetto!) vanitoso piacere noto che hai riportato il mio.


Comunque, quello di cui spesso ci dimentichiamo e io per prima, è che ogni essere umano fa sempre ciò che per lui/lei è al massimo delle sue possibilità in quel momento. Nessuno è deviato o imbecille o saggio o quant'altro. Può avere un dato comportamento in reazione alla sua situazione contingente. Cambiata la situazione, cambia il comportamento. Perseguiamo degli scopi e per raggiungerli ci comportiamo di conseguenza. Il problema è che quando stiamo male, ci comportiamo male. Non intendo male secondo gli standard che noi stessi ci siamo dati e inventati, ma male nel senso che entriamo in un loop di cazzate che rischiano di allontanarci sempre più dal nostro obiettivo. Ma non siamo né imbecilli, né deviati, sappiamo benissimo, ma non riusciamo a farne a meno (vedi per esempio il post "fermatemi" di Flavy).

Quel che dà fastidio a me, anche se puntualmente ci casco uguale, è quando l'essere umano che sta bene assume l'atteggiamento inconsapevole di "essere superiore" rispetto a colui/colei che in quel momento sta male. E' ovvio che non si trasmette nulla in malafede, ciò che si vorrebbe dire è: "Per me è più facile, sto all'esterno della situazione e non sono coinvolta con le emozioni, quindi ti "dono" il mio pensiero più oggettivo", ma capita di sbagliare tono. Si crede di sapere quel che è giusto per l'altro. E glielo si dice senza tanti tentennamenti, senza chiedere maggiori dettagli, magari senza neppure tener conto di quel che la persona ha fatto o detto fino a quel momento. A volte ci dimentichiamo che domani potremmo essere invischiati in quelle stesse emozioni o ci siamo dimenticati della palta in cui siamo trovati ieri, perché oggi la palta l'abbiamo scremata per bene.

Ma siamo così, siamo deboli e fragili tutti, siamo fragili quando ci riteniamo intimamente "superiori" e lo siamo quando siamo entrati nel loop delle nostre cazzate, perché stiamo annaspando.

Io dico, permettiamoci tutte le nostre fragilità e soprattutto in un forum credo che la grande varietà di atteggiamenti e opinioni sia una garanzia affinché tutti si possano portare a casa qualcosa di utile. Basta glissare su quel che non ci corrisponde..
 

Verena67

Utente di lunga data
Se non ho capito male hai trovato quello che cercavi, il tuo equilibrio, il modo di stare bene, in quello che già avevi. Ma allora perchè non l'avevi visto prima? (scusa il tono, non è polemico, lo sai!) Perchè a volte siamo ciechi rispetto a ciò che abbiamo?
veramente come ti ho anche detto in privato la mia "soluzione finale" (poi che sia finale è tutto da vedere...) non è proprio solo un ritorno all'antico. L'altra persona, non l'ho mai nascosto, è ancora nella mia vita, anche se non è né amante né qualcuno con cui penso di avere un futuro...pero' c'è. Per noi così per ora funziona, in futuro si vedrà.

Pero', si, il grosso della mia serenità sta nel discorso che facevo ieri della collina: ad un certo punto scegli la tua, e la tua erba, anche se non è la piu' verde in assoluto è la tua! La tua famiglia, i tuoi figli, la tua vita. Che per me sono ora come ora imprescindibili!

Per rispondere alla tua domanda, forse certe cose non le vedi davvero finché non rischi di perderle....


Eppure non è quell'amore che ti fa stare male, che ti fa stare bene, che ti fa fare follie per stare con lui anche un solo momento. Allora mi domando: è l'uomo giusto e non lo capisco io? Forse inseguo quelle famose farfalle nello stomaco e invece ho davanti la serenità che può portarmi la felicità... Sono anche queste devianze? Non voler vedere? Non voler cercare l'equilibrio in quello che si ha?

io penso che quello di cui parli tu non sia "amore" ma una fase ossessiva - compulsiva tipica delle storie adulterine. Una specie di droga
E non lo dico per dire, molti libri lo affermano seriamente, sembra queste relazioni stimolino nell'organismo sostanze affini a quelli della cocaina!

Io ti posso portare la mia esperienza: quando ho vissuto il mio adulterio, ho avuto una lunga fase affine a quella da te descritta, sconvolgimenti, grandi gioie, grandi dolori.

Pero' nel tempo (sono trascorsi da allora quasi due anni...) il rapporto con quella persona si è evoluto e trasformato, è diventato un qualcosa che non riesco a definire amicizia, ma che non è amore. Ho cominciato a vederlo per com'è, nella sua realtà, la sua famiglia, i suoi figli, abbiamo cominciato a stare vicini platonicamente, sicuramente aiutati anche dalla distanza e dal ricordo del passato (eravamo stati fidanzati 20 anni fa).

Quando lo sento, non provo nessuna farfalla, ora! Ma solo la confortevolezza di un rapporto amichevole che, non sarà comme il faut, ma mi fa bene, mi dona serenità.

Anche se sono molto consapevole che il mio vero e unico marito, il vero uomo della mia vita, è mio marito (per l'appunto!).

Per cui non ricercare in eterno le farfalle, perché non durano, mai!

E valuta se la storia importante di cui parli, voi ora piu' maturi, non potrebbe riprendere!

Un abbraccio!!!
 
Stato
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