Del "sono come sono...."

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Bruja

Utente di lunga data
Ho un rovello concettuale su questa specie di dichiarazione di intenti che molti fanno. Qualunque sia il loro comportamento, spesso reprensibile, la frase : "sono come sono e mi accetto" pare sia una liberatoria o un indulto comportamentale perenne.
Ci sono persone che hanno avuto una vita in cui hanno represso idee, intenzioni, ambizioni ed indole. Poi accade qualcosa che scatena un piccolo sconquasso esistenziale e viene liberata anche la vera natura della persona medesima.
Spesso questo comporta una evoluzione (a volte una involuzione) che non sempre è migliorativa per la persona e per le ripercussioni che avvengono nelle persone e nella società che li circonda.
Immagino che accettarsi sia un percorso sanatorio e permetta di partire da una base che possa equilibrare il proprio asse esistenziale e/o comportamentale, tuttavia credo anche che la pedissequa concessione al come si è sia, alla fine, se l'essere nuovo è problemativo o deleterio, una forma di lassismo caratteriale e comportamentale che non è produttivo per chi lo fa nè per chi lo riceve.
L'abbandonarsi al proprio estro senza alcuna mediazione dimostra una incapacità di governarsi, non per privazione, ma per scelta delle proprie progettualità, dei propri intenti, della proprie ambizioni. La vita non è un banchetto da Trimalcione, ma dovrebbe essere una cena da Petronio e Petronio era selettivo ed amabilmente liberale.
Credo che spesso. dietro queste dichiarazioni, si nasconda la fatica fatta in precedenza per essere come ci si voleva vedere, ed ora non si vuole farne altra, solo perchè non si capisce che, prima ci si imponeva un atteggioamento innaturale, ora si potrebbe perseguire un atteggiamento migliorativo e premiante volontario.
Spesso la peggiore delle pigrizie è quella che operiamo su noi stessi, ed è un peccato perchè ci priviamo della possibilità di essere migliori di quanto l'indole ci permette e l'estro guidato potrebbe permetterci.
Così come il ciabattino è quello con le scarpe bucate, alla stessa stregua, chi crede di avere mezzi, concetti e dialettica, se ha in sé del lassismo autoassolvente o l'autoconvinzione di sapere ciò che basta a sé ed agli altri, è la prima persona a non saperseli applicare.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Beh a me viene da dire ...e sei fatto male...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Ho un rovello concettuale su questa specie di dichiarazione di intenti che molti fanno. Qualunque sia il loro comportamento, spesso reprensibile, la frase : "sono come sono e mi accetto" pare sia una liberatoria o un indulto comportamentale perenne.
Ci sono persone che hanno avuto una vita in cui hanno represso idee, intenzioni, ambizioni ed indole. Poi accade qualcosa che scatena un piccolo sconquasso esistenziale e viene liberata anche la vera natura della persona medesima.
Spesso questo comporta una evoluzione (a volte una involuzione) che non sempre è migliorativa per la persona e per le ripercussioni che avvengono nelle persone e nella società che li circonda.
Immagino che accettarsi sia un percorso sanatorio e permetta di partire da una base che possa equilibrare il proprio asse esistenziale e/o comportamentale, tuttavia credo anche che la pedissequa concessione al come si è sia, alla fine, se l'essere nuovo è problemativo o deleterio, una forma di lassismo caratteriale e comportamentale che non è produttivo per chi lo fa nè per chi lo riceve.
L'abbandonarsi al proprio estro senza alcuna mediazione dimostra una incapacità di governarsi, non per privazione, ma per scelta delle proprie progettualità, dei propri intenti, della proprie ambizioni. La vita non è un banchetto da Trimalcione, ma dovrebbe essere una cena da Petronio e Petronio era selettivo ed amabilmente liberale.
Credo che spesso. dietro queste dichiarazioni, si nasconda la fatica fatta in precedenza per essere come ci si voleva vedere, ed ora non si vuole farne altra, solo perchè non si capisce che, prima ci si imponeva un atteggioamento innaturale, ora si potrebbe perseguire un atteggiamento migliorativo e premiante volontario.
Spesso la peggiore delle pigrizie è quella che operiamo su noi stessi, ed è un peccato perchè ci priviamo della possibilità di essere migliori di quanto l'indole ci permette e l'estro guidato potrebbe permetterci.
Così come il ciabattino è quello con le scarpe bucate, alla stessa stregua, chi crede di avere mezzi, concetti e dialettica, se ha in sé del lassismo autoassolvente o l'autoconvinzione di sapere ciò che basta a sé ed agli altri, è la prima persona a non saperseli applicare.
Bruja
Secondo me vi son diverse contraddizioni nel ragionamento che hai fatto.
Posso concordare sull'arrivare ad affermare che la vera natura si evidenzi spesso dopo un qualche sconquasso che evidenzia però non tanto la lontananza da come ci vedevamo, ma da come gli altri spesso ci vedevano e a cui ci si era adattati.
Se la consapevolezza della propria vera natura è autentica, non vi è il raccontarsela/autoassolversi ma è anzi spesso guardare con occhio disincantato alle proprie debolezze...e non sempre è un bel film.
Dietro a ciò andrebbe il migliorarsi, ma secondo quale parametro? Qual è il meglio a cui si dovrebbe tendere? Il meglio per sè, per gli altri, o per chi?
Si torna alla legge morale dentro di sè, che però è propria, non universale e quanto vi è di adattabile e quanto di autentico in ciò?
Chi poi dovrebbe decidere ciò che basta e ciò invece sarebbe "giusto" o "corretto" applicare a se stessi, se non se stessi? Circolo vizioso?
Chi, infine dovrebbe operare questa mediazione verso i nostri bisogni/impellenze?
 
O

Old Addos

Guest
Lo strano percorso

Credo che sia uno stato a cui si arriva con l' età ; quanto più acquisisci consapevolezza di te stesso , tanto meno ti importa degli altri e dei loro giudizi ;
anch' io mi rendo conto di essere impaziente ed intollerante , però mi piaccio così ed anch' io dico " sono come sono " ; se sono fatto male , pazienza , non ho debiti con nessuno . . . . . .
 
O

Old AlexRo

Guest
La consapevolezza della mediocrità per quanto mi riguarda è ciò che mi tiene in vita in un mondo di supponenza. "Io sono, anche se poco" l'ho sostituito a "vorrei essere".
Visto in quest' ottica tutto è lecito secondo un fine di sopravvivenza in un mondo che non è tagliato a tua misura e che va avanti a suon di "al tuo posto io avrei fatto..". Al mio posto ci sono io ed io solo.
Non è una scusa. Non sono indulgente verso di me ne tantomeno uso ciò per giustificare le mie malefatte. Sono semplicemente consapevole dei miei limiti e cerco di vivere felice entro essi.
 

Bruja

Utente di lunga data
Feddy

Secondo me vi son diverse contraddizioni nel ragionamento che hai fatto.
Posso concordare sull'arrivare ad affermare che la vera natura si evidenzi spesso dopo un qualche sconquasso che evidenzia però non tanto la lontananza da come ci vedevamo, ma da come gli altri spesso ci vedevano e a cui ci si era adattati.
Se la consapevolezza della propria vera natura è autentica, non vi è il raccontarsela/autoassolversi ma è anzi spesso guardare con occhio disincantato alle proprie debolezze...e non sempre è un bel film.

Non sarà un bel film ma vedersi per come si è la vera consapevolezza, tuttavia non è che se .... per paradosso discorsivo, vedi che uno è di indole distratta e sta passando col rosso non gli fai presente che sta cannando.... e magari poi impara che ha cannato dopo che lo hanno stirato....

Dietro a ciò andrebbe il migliorarsi, ma secondo quale parametro? Qual è il meglio a cui si dovrebbe tendere? Il meglio per sè, per gli altri, o per chi?
Si torna alla legge morale dentro di sè, che però è propria, non universale e quanto vi è di adattabile e quanto di autentico in ciò?

Fermati Feddy, altolà, chi ha detto che si deve per decreto fare questo o quello.... solo dico che poi non ci di lamenti a propria volta se dall'altra parte c'è la non accettazione del pacchetto, tutto compreso, ivi incluse cose inaccettabili in qualunque rapporto umano, di coppia o di amicizia.... insomma sai quel "la tua libertà finisce dove incomincia la mia".... sempre che si voglia mediare un'unione
e non raccontiamocela, queste sono pretese legittime salvo non si scelga l'anarchia comportamentale punto e basta. Ne abbiamo letti abbasytanza di esempi di chi aveva a che fare con un sordo/a autoreferente e liberale a chiacchiere ma che pretendeva che l'altra parte NON esercitasse la stessa liberalità ma anzi "comporendesse"!!!

Chi poi dovrebbe decidere ciò che basta e ciò invece sarebbe "giusto" o "corretto" applicare a se stessi, se non se stessi? Circolo vizioso?
Chi, infine dovrebbe operare questa mediazione verso i nostri bisogni/impellenze?
A questo punto non è il per chi, il con chi o altro il problema quanto l'applicare la propria regola autosoddisfacente ad ogni avvenimento o contatto della vita. E anche questo è del tutto menzognero e furbo, visto che esistono interessi superiori (leggi i figli) o doveri sociali (da cui si è giudicati)verso cui questi liberaloni si impantanano per "amore", per "dovere" o perchè è così e tanto basti!!!
Sai che penso che perfino in questo caso ci siano persone che MEDIANO con le loro nature per i figli, e chissà qual'è la percentuale che riguarda i figli e quella che riguarda il non volersi far vedere persone ineccepibili (ne conosco alcuni di questi edificanti esempi)........... insommala fiera del sepolcro imbiancato formato sagra paesana.....
Insomma, siamo coerenti, a volte il vedersi e l'accettarsi pur CAPENDO che si è difficili e un tantinello egoisti, e sperare che gli altri abbozzino sempre pena il pensare che non sono liberali, discorsivi e perfino intelligenti mi sembra una di quelle definizioni alla Fantozzi con la famosa corazzata....
Poi ovviamente la strada è libera, uno se ne può anche andare, chiudere un rapporto, un'amicizia, ma a volte dall'altra parte c'è quella consapevolezza e quella liberalità intelligente che si rende conto dei danni che ne scaturirebbero o del fatto che, ragionando come il/la protagonista, che alla fine va bene così purchè ognuno sia soddisfatto in proprio e si guarda sempre e solo alla convenienza.... che dire? Bisogna avereo invemntarsi di avere il pelo abbondante un po' dapertutto. C'e chi si riprende per convenienza, figuriamoci se non si può evitare il lasciarsi...
Bruja

 

Bruja

Utente di lunga data
AlexRo

La consapevolezza della mediocrità per quanto mi riguarda è ciò che mi tiene in vita in un mondo di supponenza. "Io sono, anche se poco" l'ho sostituito a "vorrei essere".
Visto in quest' ottica tutto è lecito secondo un fine di sopravvivenza in un mondo che non è tagliato a tua misura e che va avanti a suon di "al tuo posto io avrei fatto..". Al mio posto ci sono io ed io solo.
Non è una scusa. Non sono indulgente verso di me ne tantomeno uso ciò per giustificare le mie malefatte. Sono semplicemente consapevole dei miei limiti e cerco di vivere felice entro essi.

Non è sui tuoi limiti il contendere ma nel fatto che prima o poi debbano essere accettati, anche se magari risultano lesivi per gli altri..... c'è una leggera differenza. Naturalmente sempre che ci sia interesse al sentire degli altri..............e questo è il nocciolo!
E non parlo di rapporti, contatti o conoscenze estemporanee.... quello non hanno valore esemplificativo nè esistenziale..... sono la pioggia o il sole in un giorno qualunque. Li prendi come vengono tanto non hanno progetti ma casualità.
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
Appunto

Vorrei chiarire che non contesto questo atteggiamento se è autonomo e non interferisce nella vita altrui............è chiaro che c'è spazio pèerchè un/a single sia così..... mentre se si tratta di rapporto umano di qualunque genere, questa scelta presuppone che dall'altra parte se lo debbano fare stare bene.... vedi esempio di Addos.... facilmente a sua moglie sta bene che lui sia così! Dubito che una donna perspicace non si sia accorta delle caratteristiche ed altro del marito.... e questo sia detto con tutta la correttezza e rispetto possibile per la coppia.....
Bruja
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Insomma, siamo coerenti, a volte il vedersi e l'accettarsi pur CAPENDO che si è difficili e un tantinello egoisti, e sperare che gli altri abbozzino sempre pena il pensare che non sono liberali, discorsivi e perfino intelligenti mi sembra una di quelle definizioni alla Fantozzi con la famosa corazzata....
..........................

Bruja
Bruja se vi è consapevolezza autentica di come si è, non si pretende che gli altri siano a loro volta come vorremmo che fossero...

E' ben difficile, a meno che non sia bieco e peloso opportunismo, affermare l'iniziale "sono come sono" e pretendere che l'altro sia come NOI si voglia che egli/ella sia!...
 

Bruja

Utente di lunga data
Feddy

Bruja se vi è consapevolezza autentica di come si è, non si pretende che gli altri siano a loro volta come vorremmo che fossero...

E' ben difficile, a meno che non sia bieco e peloso opportunismo, affermare l'iniziale "sono come sono" e pretendere che l'altro sia come NOI si voglia che egli/ella sia!...
Yes e di quel bieco ... parlavo. Tu credi che sia così diffusa questa liberale tolleranza che tutti ventiliamo ed auspichiamo?
In soldoni, per esemplificare sulla linea del thread, e a titolo puramente allegorico, se domani tu fai in modo visibile qualcosa di extra che tua moglie percepisce con fastidio o disagio, siccome tu sei così o hai stabilito di essere così, decidi che deve starle bene, salvo che non si arrivi ad una chiusura o, peggio, se pelosamente quello che fai decidi in proprio che NON sia importante perchè è funzionale a tuoi bisogni, ma poi si scopre che la percezione dall'altra parte e tutt'affatto diversa,come abbiamo letto in molti casi su questo forum...pretendi di essere creduto sulla parola poichè sostieni che è cosa di nessuna importanza???.
Sempre ipotizzando, come dovrebbe leggere tua moglie la faccenda?
Aspetta che magari ipotizzo io..... gli dici che se lei riempie i tuoi spazi, di quei contatti non hai bisogno poichè scemano i vuoti che in qualche modo dovevi riempire, o dici che sono cose talmente marginali, anche se con una loro utilità, che non ci si deve proprio fare caso?
Lo domando con la massima voglia di capire il pensiero maschile in questi frangenti, e non per alcun amore di polemica.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Mah

Io dico che quando due persone si conoscono, a parte le prime 4/5 uscite in cui si è tesi e ci si alza anche dal letto "dopo" di corsa per lavarsi e ripresentarsi profumati e pettinati, poi, prima di decidere di intraprendere insieme la realizzazione di una progettualità, ci si conosce abbastanza profondamente.
E si sceglie di stare insieme con la consapevolezza delle carenze accettandole con indulgenza reciproca e amorte.
Ma se ci si sceglie è in base anche a valori condivisi (se no su quali basi si è progettato ? A quale fine?) se poi una deli partner si scopre con le sue debolezze che confliggono con quell'immagine che non era illusoria, ma era quella che si era mostrata in buona fede, e si scopre che i valori erano solo parole ...allora ...ti sei scoperto così, ma ti sei scoperto fatto male e non sei certo più quella persona che avevo scelto.
Notare che la cosa è indipendente dal tipo di visione di vita e va bene qualunque essa sia ...se uno si è innamorato della Claudia Koll di Tinto Brass non si può certo pensare che possa andargli bene l'attuale che si è convertiti e conduce una vita del tutto diversa...
 

Lettrice

Utente di lunga data
A me puzza di 'Ebbene si, sono una merda... accettami e tappati il naso perche' non ho intenzione di cambiare'...

Cazzi e' la mia risposta!!!!!

Prendere coscienza della propria natura significherebbe anche migliorare dove si puo'... o no? Non e' che a un tratto prendo consapevolezza del mio essere merdaccia e aspetto che gli altri apprezzino il mio odore...

Perdonate il torpiloquio...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A me puzza di 'Ebbene si, sono una merda... accettami e tappati il naso perche' non ho intenzione di cambiare'...

Cazzi e' la mia risposta!!!!!

Prendere coscienza della propria natura significherebbe anche migliorare dove si puo'... o no? Non e' che a un tratto prendo consapevolezza del mio essere merdaccia e aspetto che gli altri apprezzino il mio odore...

Perdonate il torpiloquio...
Perdonato

Opinione espressa in modo sintetico e chiaro e ...per me totalmente condivisibile!
 

Bruja

Utente di lunga data

Miciolidia

Utente di lunga data
ho scritto un post lunghissimo ed è andato tutto perduto con sta connessione del caiser.

A queto punto inviterei tutte/i a utilizzare quello che viene e puzza , come concime per il NOSTRO giardino.


Non so se mi sono capita
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Yes e di quel bieco ... parlavo. Tu credi che sia così diffusa questa liberale tolleranza che tutti ventiliamo ed auspichiamo?
In soldoni, per esemplificare sulla linea del thread, e a titolo puramente allegorico, se domani tu fai in modo visibile qualcosa di extra che tua moglie percepisce con fastidio o disagio, siccome tu sei così o hai stabilito di essere così, decidi che deve starle bene, salvo che non si arrivi ad una chiusura o, peggio, se pelosamente quello che fai decidi in proprio che NON sia importante perchè è funzionale a tuoi bisogni, ma poi si scopre che la percezione dall'altra parte e tutt'affatto diversa,come abbiamo letto in molti casi su questo forum...pretendi di essere creduto sulla parola poichè sostieni che è cosa di nessuna importanza???.
Sempre ipotizzando, come dovrebbe leggere tua moglie la faccenda?
Aspetta che magari ipotizzo io..... gli dici che se lei riempie i tuoi spazi, di quei contatti non hai bisogno poichè scemano i vuoti che in qualche modo dovevi riempire, o dici che sono cose talmente marginali, anche se con una loro utilità, che non ci si deve proprio fare caso?
Lo domando con la massima voglia di capire il pensiero maschile in questi frangenti, e non per alcun amore di polemica.
Bruja
Il punto è in quello che ho sottolineato...che non esaurisce tutte le possibiltà

Se, sempre per continuare in via ipotetica, tu sei convinta/o che quella è la tua natura (e non è detto che tu debba migliorare alcunchè perchè non ti senti affatto merdaccia e non sta scritto da nessuna parte che la consapevolezza di se porti anche alla condanna di se e alla necessità di esser diversi da ciò che si è), non hai bisogno nè di sminuire come sei nè di pretendere che all'altro/a stia bene...può starle bene (o almeno arrivare ad accettarlo) oppure no, è una sua scelta a quel punto, lo metti in conto, come metti in conto che ciò possa portare alla chiusura con tutte le conseguenze del caso...a quel punto posso concedere che la maggior parte arrivi ad un accomodamento rispetto al proprio reale sentiree, perchè fa comodo o per andare incontro all'altro, ma falsando, in quel caso certamente, ciò che davvero si sentirebbe di continuare a fare e vivere

Questa è ovviamente una mia valutazione, non pretendo di rappresentare l'intero pensiero al maschile..
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
di cosa stamo parlando?

Feddy, ma di che stamo parlando? Del sesso degli angeli? Di chi ha scoperto che gli piace suonare la chitarra o vuole far scuola di tango (ogni riferimento non è casuale...)?Stiamo parlando di chi si scopre traditore e vuol rivendicare il suo diritto di vivere la sua libertà e il suo modo di essere ...
E quel tipo di libertà non ci sta per niente con l'impegno che ci si prende quando si sceglie di formare una coppia...
e ancora meno ci sta dire "sono fatto così"!

E mi sembra ancor più disonesto del tradimento scaricare la responsabilità sul partner che non accetta la scoperta delle vera natura le responsabilità della chiusura...
Eh dai uno fa il suoi porci comodi a destra e a manca e questo è segno della sua natura ed è la partner che si chiudeeeee???!!!!
 

Mari'

Utente di lunga data
Sono come sono e' il mio solo modo di essere e ne prendo atto.

Lo e' stato con mia Madre, mio Fratello/padre, mio figlio, gli uomini che ho avuto, quello attuale, con gli amici e conoscenti.
Prendere o lasciare, non ho mai chiesto altro ... senza trucco e senza inganno ... o mi si ama, o mi si odia e viceversa ... scarto l'indifferenza perche' e' solo una perdita di tempo. So che l'ipocrisia e' il lubrificante della societa' ... come so che non mi pieghero' mai ad essa.

Sono consapevole di avere un brutto carattere ... lo ammetto, e confesso, che questo aspetto da giovane ho cercato di smussare appena un po' per il quieto vivere generale: ERRORE ... dovevo infischiarmene di piu', l'ho capito dopo con gli anni. Pero' non e' mai troppo tardi ... sto in fase di recupero.

Buona domenica.



 
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