Bruja
Utente di lunga data
Posto questo scritto nel confessionale perché é tratto da un post trovato in altro sito che mi pare una buona analisi, scevra da psicologia spicciola e da argomentazioni roboanti... é in solido quel che accade alla maggior parte della persone coinvolte in queste situazioni:
Per chi tradisce, qual è la parte peggiore del tradimento? Non certo l'atto del tradire in sé, anzi, quello dovrebbe portare del piacere, magari effimero e fisico, magari sottile ed ormonale, ma comunque del piacere.
Il post-tradimento, è il momento in cui il traditore chiede il conto a sé stesso, nella speranza non sia troppo salato. Non si accettano carte di credito nei pressi dell'anima.
Se il colpevole è più o meno un essere umano, sentirà crescere dei sensi di colpa dentro a sé. Il primo passo sarà quello di trovare una giustificazione per ciò che è successo, incolpando la restante metà della coppia che, con grande probabilità, verrà additata per scarsa attitudine verso i doveri coniugali. Passato il primo momento di sollievo, calerà il buio. E nel buio si nascondono i dubbi.
Racconto tutto oppure resto zitto e me lo tengo per me?
A parte casi clamorosi, ma tristemente veri, di uomini (?) che hanno deciso di confessare la scappatella durante il primo giorno di una settimana di vacanza (complimenti, avete vinto sette giorni all'inferno con tanto di punizioni corporali), il restante gruppetto si interrogherà a lungo sul da farsi.
E' meglio una coscienza un po' appesantita, magari con contorno di training autogeno indirizzato al non ripetere mai più l'esperienza, o il rischio palpabile di distruggere quello costruito in due fino a quel momento?
Io opto per il silenzio, ma non per un motivo di vigliaccheria.
Scelgo il non parlare in quanto l'altra soluzione ha due punti d'appoggio piuttosto instabili:
1. spesso si racconta per candeggiarsi la coscienza,
2. si decide di farlo per lasciarsi, rompere, chiudere.
E allora, se non si vuole finire la relazione con chi si presuppone sia all'oscuro del nostro essere playboy per una notte o per un periodo, perché farle del male? Oltre a quello già fatto, ovviamente.
Magari hanno anche ragione quelli che dicono che il tradimento a volte può essere un'utile stampella per un rapporto di coppia. O magari se la raccontano, perché in fondo bisogna trovare un lato positivo ad ogni cosa, anche la peggiore. In caso contrario non si spiegherebbe come mai pestare una merda possa portare fortuna.
Mai nessuno pensa che il valore di ciò che si consegue con certe azioni alla fine stride con l'entità del costo esistenziale; la sezione pagamenti nei tradimenti é sostanzialmente sempre in rosso.
S.Piazzi
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Bruja
Per chi tradisce, qual è la parte peggiore del tradimento? Non certo l'atto del tradire in sé, anzi, quello dovrebbe portare del piacere, magari effimero e fisico, magari sottile ed ormonale, ma comunque del piacere.
Il post-tradimento, è il momento in cui il traditore chiede il conto a sé stesso, nella speranza non sia troppo salato. Non si accettano carte di credito nei pressi dell'anima.
Se il colpevole è più o meno un essere umano, sentirà crescere dei sensi di colpa dentro a sé. Il primo passo sarà quello di trovare una giustificazione per ciò che è successo, incolpando la restante metà della coppia che, con grande probabilità, verrà additata per scarsa attitudine verso i doveri coniugali. Passato il primo momento di sollievo, calerà il buio. E nel buio si nascondono i dubbi.
Racconto tutto oppure resto zitto e me lo tengo per me?
A parte casi clamorosi, ma tristemente veri, di uomini (?) che hanno deciso di confessare la scappatella durante il primo giorno di una settimana di vacanza (complimenti, avete vinto sette giorni all'inferno con tanto di punizioni corporali), il restante gruppetto si interrogherà a lungo sul da farsi.
E' meglio una coscienza un po' appesantita, magari con contorno di training autogeno indirizzato al non ripetere mai più l'esperienza, o il rischio palpabile di distruggere quello costruito in due fino a quel momento?
Io opto per il silenzio, ma non per un motivo di vigliaccheria.
Scelgo il non parlare in quanto l'altra soluzione ha due punti d'appoggio piuttosto instabili:
1. spesso si racconta per candeggiarsi la coscienza,
2. si decide di farlo per lasciarsi, rompere, chiudere.
E allora, se non si vuole finire la relazione con chi si presuppone sia all'oscuro del nostro essere playboy per una notte o per un periodo, perché farle del male? Oltre a quello già fatto, ovviamente.
Magari hanno anche ragione quelli che dicono che il tradimento a volte può essere un'utile stampella per un rapporto di coppia. O magari se la raccontano, perché in fondo bisogna trovare un lato positivo ad ogni cosa, anche la peggiore. In caso contrario non si spiegherebbe come mai pestare una merda possa portare fortuna.
Mai nessuno pensa che il valore di ciò che si consegue con certe azioni alla fine stride con l'entità del costo esistenziale; la sezione pagamenti nei tradimenti é sostanzialmente sempre in rosso.
S.Piazzi
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Bruja