Cosa fare con una moglie che ha tradito con più uomini?
Ciao a tutti,
dopo tante letture sull’argomento ho deciso di scrivere la mia storia per avere qualche consiglio sul come comportarmi. Magari qualcuno ha già vissuto una situazione analoga.
Ho 46 anni, mia moglie 38, ci conosciamo da 12 anni e siamo sposati da 8.
Abbiamo una splendida bambina di 6 anni. Io avrei voluto anche un altro figlio, mia moglie no.
Lo scorso 15 dicembre ho scoperto che mia moglie da qualche mese aveva una relazione con un uomo di 64 anni e poi, cercando ancora, ho trovato prove di un altro tradimento con un uomo di 37 anni. Questa relazione, la più importante, è iniziata circa 5 anni fa e da almeno 3 ha risvolto fisico. Come se non bastasse, anche con il papà di una compagna di scuola di nostra figlia, da cercato di instaurare un’amicizia particolare.
Ripresomi dallo sconcerto dei fatti, ho chiesto a mia moglie chiarimenti ed in parte ho ottenuto delle confessioni. Ora però dice di non amarmi più e che l’accaduto non è la causa del nostro fallimento di coppia, ma la conseguenza. I nostri problemi, a sua opinione, sono dovuti alla nostra incompatibilità di carattere. Mi ha chiesto scusa per avermi mancato di rispetto, ma non è totalmente pentita di quanto accaduto e poi, continua, non ci sono spiegazioni razionali ai fatti di cuore. E’ accaduto punto e basta.
Sono emotivamente distrutto. Pensavo fosse orgogliosa di noi, invece per lei è tutto un fallimento. Abbiamo una casa nostra (acquistata da me quando lei ancora era una studentessa universitaria) ed un piccolo appartamento da reddito dove abbiamo investito i nostri risparmi. Ora, a crisi esplosa, rimette in discussione tantissime nostre scelte e prima tra tutte l’acquisto dell’appartamento da reddito.
Che ci fossero delle difficoltà nel nostro matrimonio lo avevo capito già da anni e più volte le avevo sollevato il problema. Il suo desiderio sessuale nei miei confronti era troppo limitato e il suo coinvolgimento per il lavoro troppo forte. Quasi ogni sera si finiva con il parlare del suo lavoro e poi, da un certo punto, di un cliente in particolare (il suo amante più importante) Poi, una sera di circa tre mesi fa mi ha detto: “hai rotto il vaso, io non ti amo più e voglio la separazione”. E pensare che la sera prima mi aveva ringraziato affettuosamente per averla aspettata dal rientro di una cena di lavoro.
Ora non so più cosa pensare. A settembre l’amante suo cliente di lavoro le aveva chiesto tempo perché sua moglie gli aveva riferito di essere incinta del terzo figlio e “non aveva tempo di pensarla come avrebbe voluto”. Nello stesso periodo mia moglie aveva dichiarato all’amante “non proprio giovane” di amarlo tantissimo e di attenderlo dal ritorno di un suo viaggio.
Mia moglie l’ho sempre amata e forse l’amo ancora; la trovo desiderabile, ma quanto scoperto mi porta a pensare che non abbia proprio senso cercare di trattenerla. Comincio a metterla in discussione anche come madre poiché ha presentato e fatto apprezzare a nostra figlia entrambe i suoi “amici”.
Cosa dovrei fare? Continuare ridandole fiducia? Cercare di riconquistarla? Lasciarla andare? Cacciarla? Ho tutte le opzioni disponibili, ma intanto ho difficoltà a dormire. Ho un’immagine in testa di lei che mi tradisce molto forte. Troppi sono i particolari letti, troppi gli inviti fatti per ritrovarsi a casa nostra o nella mia macchina e troppi i commenti del giorno dopo. Avrei forse compreso un tradimento occasionale, ma così lo trovo premeditato.
I suoi amanti li ho identificati e telefonicamente gli ho avvertiti di allontanarsi da mia moglie per evitare altre mie azioni.
Personalmente ho sempre creduto nella coerenza, nell’onestà, nella lealtà e nel coraggio di affrontare i propri sbagli per pagarne le conseguenze. Non accetto i soprusi, biasimo i codardi e, se possibile (non sono un eroe), combatto i furbi. Come dovrei considerare quelle persone che all’ombra del loro matrimonio conducono una vita parallela fatta di menzogne? Persone infelici che non hanno trovato la loro strada o furbetti che alla fine cercano "tanto a poco"?
Nelle mie elucubrazioni mentali mi capita anche di pensare alla moglie dell’altro, l’amante cliente. Avrà qualche sospetto? Saprà anche lei più o meno tutto? E se non sapesse nulla, avrà il diritto di essere informata in quanto donna, moglie e madre?
Se poi penso che l’incipit di tutta questa storia potrebbe essere dovuto al fatto che l’amante cliente si sarà beato della sua posizione dominante nel rapporto cliente-fornitore subito da mia moglie, penso anche: quante volte avrà chiesto alle signore rappresenti dei "favori personali"? Certo mia moglie ha le sue colpe, ma non ne avrà forse meno? Decisamente, i sentimenti (i mie) mi portano a giustificare anche l’ingiustificabile
Grazie per qualunque vostro consiglio.
Ciao a tutti,
dopo tante letture sull’argomento ho deciso di scrivere la mia storia per avere qualche consiglio sul come comportarmi. Magari qualcuno ha già vissuto una situazione analoga.
Ho 46 anni, mia moglie 38, ci conosciamo da 12 anni e siamo sposati da 8.
Abbiamo una splendida bambina di 6 anni. Io avrei voluto anche un altro figlio, mia moglie no.
Lo scorso 15 dicembre ho scoperto che mia moglie da qualche mese aveva una relazione con un uomo di 64 anni e poi, cercando ancora, ho trovato prove di un altro tradimento con un uomo di 37 anni. Questa relazione, la più importante, è iniziata circa 5 anni fa e da almeno 3 ha risvolto fisico. Come se non bastasse, anche con il papà di una compagna di scuola di nostra figlia, da cercato di instaurare un’amicizia particolare.
Ripresomi dallo sconcerto dei fatti, ho chiesto a mia moglie chiarimenti ed in parte ho ottenuto delle confessioni. Ora però dice di non amarmi più e che l’accaduto non è la causa del nostro fallimento di coppia, ma la conseguenza. I nostri problemi, a sua opinione, sono dovuti alla nostra incompatibilità di carattere. Mi ha chiesto scusa per avermi mancato di rispetto, ma non è totalmente pentita di quanto accaduto e poi, continua, non ci sono spiegazioni razionali ai fatti di cuore. E’ accaduto punto e basta.
Sono emotivamente distrutto. Pensavo fosse orgogliosa di noi, invece per lei è tutto un fallimento. Abbiamo una casa nostra (acquistata da me quando lei ancora era una studentessa universitaria) ed un piccolo appartamento da reddito dove abbiamo investito i nostri risparmi. Ora, a crisi esplosa, rimette in discussione tantissime nostre scelte e prima tra tutte l’acquisto dell’appartamento da reddito.
Che ci fossero delle difficoltà nel nostro matrimonio lo avevo capito già da anni e più volte le avevo sollevato il problema. Il suo desiderio sessuale nei miei confronti era troppo limitato e il suo coinvolgimento per il lavoro troppo forte. Quasi ogni sera si finiva con il parlare del suo lavoro e poi, da un certo punto, di un cliente in particolare (il suo amante più importante) Poi, una sera di circa tre mesi fa mi ha detto: “hai rotto il vaso, io non ti amo più e voglio la separazione”. E pensare che la sera prima mi aveva ringraziato affettuosamente per averla aspettata dal rientro di una cena di lavoro.
Ora non so più cosa pensare. A settembre l’amante suo cliente di lavoro le aveva chiesto tempo perché sua moglie gli aveva riferito di essere incinta del terzo figlio e “non aveva tempo di pensarla come avrebbe voluto”. Nello stesso periodo mia moglie aveva dichiarato all’amante “non proprio giovane” di amarlo tantissimo e di attenderlo dal ritorno di un suo viaggio.
Mia moglie l’ho sempre amata e forse l’amo ancora; la trovo desiderabile, ma quanto scoperto mi porta a pensare che non abbia proprio senso cercare di trattenerla. Comincio a metterla in discussione anche come madre poiché ha presentato e fatto apprezzare a nostra figlia entrambe i suoi “amici”.
Cosa dovrei fare? Continuare ridandole fiducia? Cercare di riconquistarla? Lasciarla andare? Cacciarla? Ho tutte le opzioni disponibili, ma intanto ho difficoltà a dormire. Ho un’immagine in testa di lei che mi tradisce molto forte. Troppi sono i particolari letti, troppi gli inviti fatti per ritrovarsi a casa nostra o nella mia macchina e troppi i commenti del giorno dopo. Avrei forse compreso un tradimento occasionale, ma così lo trovo premeditato.
I suoi amanti li ho identificati e telefonicamente gli ho avvertiti di allontanarsi da mia moglie per evitare altre mie azioni.
Personalmente ho sempre creduto nella coerenza, nell’onestà, nella lealtà e nel coraggio di affrontare i propri sbagli per pagarne le conseguenze. Non accetto i soprusi, biasimo i codardi e, se possibile (non sono un eroe), combatto i furbi. Come dovrei considerare quelle persone che all’ombra del loro matrimonio conducono una vita parallela fatta di menzogne? Persone infelici che non hanno trovato la loro strada o furbetti che alla fine cercano "tanto a poco"?
Nelle mie elucubrazioni mentali mi capita anche di pensare alla moglie dell’altro, l’amante cliente. Avrà qualche sospetto? Saprà anche lei più o meno tutto? E se non sapesse nulla, avrà il diritto di essere informata in quanto donna, moglie e madre?
Se poi penso che l’incipit di tutta questa storia potrebbe essere dovuto al fatto che l’amante cliente si sarà beato della sua posizione dominante nel rapporto cliente-fornitore subito da mia moglie, penso anche: quante volte avrà chiesto alle signore rappresenti dei "favori personali"? Certo mia moglie ha le sue colpe, ma non ne avrà forse meno? Decisamente, i sentimenti (i mie) mi portano a giustificare anche l’ingiustificabile
Grazie per qualunque vostro consiglio.