Che cosa ne pensate?

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Non registrato

Guest
Ciao.
Leggendo la storia raccontata nell'altro forum, "Ossessione", mi è tornato in mente un articolo letto tempo addietro.
Lo psicologo che ne era autore, analizzando il tradimento di un partner e la sua successiva confessione, metteva in risalto un aspetto di solito non considerato, ovvero la mancata soddisfazione del fedifrago nel consumare il rapporto extra.
In pratica, secondo questo psicologo, si tenderebbe a confessare proprio il tradimento che non ha procurato il piacere sperato, come se al senso di colpa si aggiungesse anche il senso di inutilità dell'azione, la consapevoleza di aver trasgredito inutilmente.
Volevo proporvi questo spunto di riflessione e sarò lieta di leggere i vostri pareri.

Anna
 

Verena67

Utente di lunga data
Non registrato ha detto:
Ciao.
Leggendo la storia raccontata nell'altro forum, "Ossessione", mi è tornato in mente un articolo letto tempo addietro.
Lo psicologo che ne era autore, analizzando il tradimento di un partner e la sua successiva confessione, metteva in risalto un aspetto di solito non considerato, ovvero la mancata soddisfazione del fedifrago nel consumare il rapporto extra.
In pratica, secondo questo psicologo, si tenderebbe a confessare proprio il tradimento che non ha procurato il piacere sperato, come se al senso di colpa si aggiungesse anche il senso di inutilità dell'azione, la consapevoleza di aver trasgredito inutilmente.
Volevo proporvi questo spunto di riflessione e sarò lieta di leggere i vostri pareri.

Anna
Mi rasserena il pensare che il mio ex si è ben guardato, allora, dal confessare alla moglie!


Comunque, a parte gli scherzi, penso sia tutto connesso e tutto rientri nel gran calderone della vilta' umana. "Ho fatto peccato e tu mi devi assolvere perché non ho nemmeno goduto"
MA PER FAVOREEEEEEE


Un bacio!
 
N

Non registrato

Guest
ricambio il bacio

Verena67 ha detto:
Mi rasserena il pensare che il mio ex si è ben guardato, allora, dal confessare alla moglie!


Comunque, a parte gli scherzi, penso sia tutto connesso e tutto rientri nel gran calderone della vilta' umana. "Ho fatto peccato e tu mi devi assolvere perché non ho nemmeno goduto"
MA PER FAVOREEEEEEE


Un bacio!
Beh, messa così è in effetti da ridere.
In realtà l'analisi fatta da quello psicologo era molto più articolata e complessa di quanto vi ho esposto.
Sarebbe "lo sbaglio inutile" che spingerebbe a confessare il tradimento.

Chi tradisce e confessa, più che l'assoluzione dell'altro, cerca di recuperare l'immagine che di se stesso ha perso. Vuole che l'altro gliela confermi e lo rassicuri.
Il tradimento comporta sempre, per chi lo mette in pratica, uno sdoppiamento interiore che, specie in una personalità fragile, è difficile da reggere.
E se il rapporto extra, anzichè offrire piacere e appagare il bisogno che lo aveva motivato, porta ad una delusione, la confessione sarebbe un'ammissione di incapacità, un sospetto di perdita di valore che si vorrebbe che il partner tradito smentisse.
Forse così è più chiaro.

Anna
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Non registrato ha detto:
Beh, messa così è in effetti da ridere.
In realtà l'analisi fatta da quello psicologo era molto più articolata e complessa di quanto vi ho esposto.
Sarebbe "lo sbaglio inutile" che spingerebbe a confessare il tradimento.

Chi tradisce e confessa, più che l'assoluzione dell'altro, cerca di recuperare l'immagine che di se stesso ha perso. Vuole che l'altro gliela confermi e lo rassicuri.
Il tradimento comporta sempre, per chi lo mette in pratica, uno sdoppiamento interiore che, specie in una personalità fragile, è difficile da reggere.
E se il rapporto extra, anzichè offrire piacere e appagare il bisogno che lo aveva motivato, porta ad una delusione, la confessione sarebbe un'ammissione di incapacità, un sospetto di perdita di valore che si vorrebbe che il partner tradito smentisse.
Forse così è più chiaro.

Anna

molto interessante, molto!

Riflettero' Anna.

Quindi , coloro che Non sentono la necessità di" confessare" è perchè':

a. hanno personalità assai fortemente strutturate.

b. il rapporto lo hanno considerato completamente appagante.


mumble..mumble...i conti mi sa che tornano...


Mi sa che questo signore non ha detto una corbelleria, anzi....



sentiamo gli altri.

Scommetto che qualcuno qui, e non faccio nomi per ora, non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di confessare
e quindi i torni tornerebbero? bohhh
 
N

Non registrato

Guest
Verena67 ha detto:
Mi rasserena il pensare che il mio ex si è ben guardato, allora, dal confessare alla moglie!


Comunque, a parte gli scherzi, penso sia tutto connesso e tutto rientri nel gran calderone della vilta' umana. "Ho fatto peccato e tu mi devi assolvere perché non ho nemmeno goduto"
MA PER FAVOREEEEEEE


Un bacio!
non credo che sia proprio in questi termini Verena.

almeno io la interpreto cosi" avendo bisogno di cercare l'assoluzione perchè la mia immagine è crollata a miei occhi , ho bisogno dell'altrui perdono perchè questa possa ritornare , essendo stata perdonata,ad essere riconosciuta.

me sto incartando da sola.
 
O

Old caterina

Guest
psicologia-tradimento-confessione.

Cara anna, scusa l'intrusione, ma il quesito che tu poni ha gli stessi "ingredienti"del mio. Secondo uno psicologo che la consultato io, mio marito(una volta scoperto) avrebbe commesso un errore a non chiarire tutta la storia negando delle evidenze. Ma nn c'è stato nulla da fare, continua a negare. In tal caso...cosa pensi a voglia salvare?
 
N

Non registrato

Guest
caterina ha detto:
Cara anna, scusa l'intrusione, ma il quesito che tu poni ha gli stessi "ingredienti"del mio. Secondo uno psicologo che la consultato io, mio marito(una volta scoperto) avrebbe commesso un errore a non chiarire tutta la storia negando delle evidenze. Ma nn c'è stato nulla da fare, continua a negare. In tal caso...cosa pensi a voglia salvare?

A tuo parere Caterina?
 
O

Old caterina

Guest
per miciolidia

credo che si illuda di salvare il matrimonio

Ma richiedevo un vostro parere su lui cosa voglia salvare del proprio Sè...negando l'evidenza!
Per la domanda che pone anna, sono d'accordo con lo psicologo. Se il tradito non è stato scoperto e confessa , ha grossi problemi di identità e nn basta lo psicologo è da PSICHIATRA!!!
 
N

Non registrato

Guest
Miciolidia ha detto:
molto interessante, molto!

Riflettero' Anna.

Quindi , coloro che Non sentono la necessità di" confessare" è perchè':

a. hanno personalità assai fortemente strutturate.

b. il rapporto lo hanno considerato completamente appagante.


mumble..mumble...i conti mi sa che tornano...


Mi sa che questo signore non ha detto una corbelleria, anzi....



sentiamo gli altri.

Scommetto che qualcuno qui, e non faccio nomi per ora, non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di confessare
e quindi i torni tornerebbero? bohhh
Hai colto perfettamente il senso, Miciolidia.
Neanche secondo me è proprio una corbelleria, forse qualche fondamento c'è, per questo volevo rifletterci con voi, sentire i vostri pareri o le vostre esperienze a riguardo.

Riguardo alla domanda di Caterina, a mio avviso chi nega (anche l'evidenza) è di sicuro più resistente come personalità, o almeno crede nella minore resistenza della personalità del partner tradito e fa leva su quello.
Non vuole abbandonare la situazione che ha, non vuole indagini a suo carico e "punizioni" da scontare a cui, una volta confessato, non potrebbe sottrarsi.
Ma non conosco la tua situazione, Caterina, dai alle mie parole un valore generico, tendenziale.

Anna
 
N

Non registrato

Guest
caterina ha detto:
Cara anna, scusa l'intrusione, ma il quesito che tu poni ha gli stessi "ingredienti"del mio. Secondo uno psicologo che la consultato io, mio marito(una volta scoperto) avrebbe commesso un errore a non chiarire tutta la storia negando delle evidenze. Ma nn c'è stato nulla da fare, continua a negare. In tal caso...cosa pensi a voglia salvare?
Dimenticavo..... l'errore che lo psicologo ha attribuito a tuo marito mi pare motivato dalla giusta considerazione che continuando a negare, lui non fa altro che inasprire il vostro rapporto, prolungandoti la sensazione di presa per i fondelli e accentuando la tua rabbia.
Volevo farti una domanda, sempre che ti vada di rispondermi: le evidenze di tradimento che hai scoperto in cosa consistono?

Anna
 
O

Old caterina

Guest
per anna

[

Quindi ritieni che nn ci siano "risvolti" psicologici se nn una mancanza di considerazione della "forza" del tradito a ribellarsi. Opportunismo alla stato puro! Purtroppo è quel che penso anch'io e la mia dignità ne risente, anche se mi viene istintivamente da pensare che un simile atteggiamento è da inetti...totalmente privo di intelligenza emotiva... Se ti và di darmi un parere piu' specifico, la mia storia la trovi in confessionale col titolo "negare l'evidenza"è in terzo o quarta pagina. Ma ti avviso...è un "papiello" un po confusionario...Grazie comunque
lo psicologo, anzi era uno psichiatra, capi' che questo era il motivo del mio star male(anche se disse che ero sana) e propose un incontro col lui presente...ma negò ancora una volta, anche dinanzi a lui. Le evidenze erano informazioni avute da un operatore telfonico circa il traffico telefonico per un numero di cell suo...al quale avevo anche chiamato e lui aveva risposto. Sai come mi ha risposto? il numero nn è mio e la voce che hai sentito non è la mia. Non riconoscerei la voce di mio marito dopo 15 anni che mi risponde al tel. Ma il numero lo avevo preso dal suo cell ed aveva lo stesso strano nome di altro numero che aveva dato a mia figlia. Lui non sa di chi era quel numero memorizzato sul suo cell...assurdo!!!
 

Bruja

Utente di lunga data
Confessare o negare

Premesso che chi nega spesso si divide in due tronconi, quelli che vengono scoperti con indizi e con sospetti, e quelli su cui si trovano prove evidenti.
I primi possono giocare la carta del negare, il beneficio del dubbio esiste sempre, ma gli altri, sono degli stupidi che non si rendono conto di inasprire maggiormente l'astio che il tradimento provoca.
Detto questo, se passiamo alla confessione pura e semplice, direi che le motivazioni non si possono trovare se non in una miriade di diverse possibilità. Si dice che ci si scarichi la coscienza o che si voglia condividere il peso della colpa con l'altro ed altre teorie del genere.
Personalmente credo che se si confessa non lo si fa mai per vero pentimento ma piuttosto per politica di coppia............ si confessa quando conviene o quando non se ne può fare a meno. Le ragioni psicologiche a mio avviso cedono il passo alla convenienza della eventuale confessione.
Perchè mai una persona dovrebbe affrontare i problemi ed i disagi che una confessione comporta se non per motivi contingenti che lo consigliano. Quali siano è arduo dirli, per ogni coppia sono individuali.
So di una persona che sapendo che una persona sua "nemica" lo aveva scoperto ha preferito anticiparlo alla moglie, per non rischiare che l'alttro glielo potesse dire; così almeno ha minimizzato il danno di "non essere stato sincero"...............
La confessione non libera nè santifica, credo che sia una strategia come altre, e che si affidi al perdono che, se non arriva, permette di dire a chi ha tradito che dall'altra parte non c'è stata comprensione per il "pentimento e conseguente confessione".
La confessione ha un solo grosso problema di credibilità, arriva sempre parecchio tempo dopo che ci si è goduti il tradimento; di solito i tradimenti tipo scappatella con occasionalità unica non vengono mai confessati.
Bruja
 
N

Non registrato

Guest
caterina ha detto:
[

Quindi ritieni che nn ci siano "risvolti" psicologici se nn una mancanza di considerazione della "forza" del tradito a ribellarsi. Opportunismo alla stato puro! Purtroppo è quel che penso anch'io e la mia dignità ne risente, anche se mi viene istintivamente da pensare che un simile atteggiamento è da inetti...totalmente privo di intelligenza emotiva... Se ti và di darmi un parere piu' specifico, la mia storia la trovi in confessionale col titolo "negare l'evidenza"è in terzo o quarta pagina. Ma ti avviso...è un "papiello" un po confusionario...Grazie comunque
lo psicologo, anzi era uno psichiatra, capi' che questo era il motivo del mio star male(anche se disse che ero sana) e propose un incontro col lui presente...ma negò ancora una volta, anche dinanzi a lui. Le evidenze erano informazioni avute da un operatore telfonico circa il traffico telefonico per un numero di cell suo...al quale avevo anche chiamato e lui aveva risposto. Sai come mi ha risposto? il numero nn è mio e la voce che hai sentito non è la mia. Non riconoscerei la voce di mio marito dopo 15 anni che mi risponde al tel. Ma il numero lo avevo preso dal suo cell ed aveva lo stesso strano nome di altro numero che aveva dato a mia figlia. Lui non sa di chi era quel numero memorizzato sul suo cell...assurdo!!!
Vado a leggere la tua storia, già trovata in archivio, per adesso mi premeva dirti che non dovresti vederlo come opportunista "allo stato puro".
C'è senz'altro una dose di opportunismo nel suo comportamento, ma chi di noi non la usa in tutto quello che fa? Nel bene e nel male, intendo.
Se adotti questa prospettiva la tua rabbia cala un po' ed è già un passo avanti.
Concordo sulla scarsa intelligenza emotiva di un comportamento simile, ma sono in disaccordo totale sul fatto che permetti alla tua dignità di risentire di "un fatto" che le è del tutto estraneo.
La tua dignità non può e non deve essere intaccata dalle azioni degli altri.

Anna
 
N

Non registrato

Guest
Bruja ha detto:
Premesso che chi nega spesso si divide in due tronconi, quelli che vengono scoperti con indizi e con sospetti, e quelli su cui si trovano prove evidenti.
I primi possono giocare la carta del negare, il beneficio del dubbio esiste sempre, ma gli altri, sono degli stupidi che non si rendono conto di inasprire maggiormente l'astio che il tradimento provoca.
Detto questo, se passiamo alla confessione pura e semplice, direi che le motivazioni non si possono trovare se non in una miriade di diverse possibilità. Si dice che ci si scarichi la coscienza o che si voglia condividere il peso della colpa con l'altro ed altre teorie del genere.
Personalmente credo che se si confessa non lo si fa mai per vero pentimento ma piuttosto per politica di coppia............ si confessa quando conviene o quando non se ne può fare a meno. Le ragioni psicologiche a mio avviso cedono il passo alla convenienza della eventuale confessione.
Perchè mai una persona dovrebbe affrontare i problemi ed i disagi che una confessione comporta se non per motivi contingenti che lo consigliano. Quali siano è arduo dirli, per ogni coppia sono individuali.
So di una persona che sapendo che una persona sua "nemica" lo aveva scoperto ha preferito anticiparlo alla moglie, per non rischiare che l'alttro glielo potesse dire; così almeno ha minimizzato il danno di "non essere stato sincero"...............
La confessione non libera nè santifica, credo che sia una strategia come altre, e che si affidi al perdono che, se non arriva, permette di dire a chi ha tradito che dall'altra parte non c'è stata comprensione per il "pentimento e conseguente confessione".
La confessione ha un solo grosso problema di credibilità, arriva sempre parecchio tempo dopo che ci si è goduti il tradimento; di solito i tradimenti tipo scappatella con occasionalità unica non vengono mai confessati.
Bruja
Su una base razionale nulla da eccepire.
Tuttavia ti invito a considerare che le dinamiche affettive che sottendono un determinato comportamento, non sono sempre riducibili entro schemi logici, anzi, non lo sono quasi mai.
I moti e le complessità dell'animo umano, sono assolutamente determinanti nella sfera affettiva e sessuale.
Diversamente non si spiegherebbero le l'infinità di gusti e tendenze, ad occhi esterni magari del tutto singolari o insignificanti, o le cosiddette devianze, che nessuno, potendo scegliere con lucido discernimento, adotterebbe.

Anna
 

Bruja

Utente di lunga data
Anna

Cara Anna, posto che comunque qui possiamo fare teoria perchè nel merito individuale nessuno ha vere probabilità di comprensione (zoppicano anche i terapeuti), posso concordare sulle dinamiche affettive contestualmente ai risultati che si cerca di ottenere.
La logicità in amore e nel tradimento cede il passo alla contingenza (positivo) ed alla convenienza Negativo, e sia detto pro forma).
Detto questo mi pare che il tuo "progetto di comprensione" non si discosti molto dal mio, forse io pecco di scetticismo, ma mettendo l'individualità e le dinamiche affettive come punto di partenza e di riferimento, tutto il resto viene di conserva ed...... è prevedibile come un bollettino metereologico in prospettiva di un mese: si va a spanne!

Concordo pienamente che, alla fine, facciamo accademia argomentale; nella realtà più che i fatti contano le persone e la loro indole, ma se si può prefissare una linea di massima, credo che sia allineabile sia alle mie che alle tue affermazioni.
Cordialità
Bruja
 
N

Non registrato

Guest
Ma vedi, cara Bruja, io ho proposto una riflessione e chiedevo pareri, riscontri o smentite, magari sostenuti proprio dalle diverse esperienze individuali dei frequentatori di questo forum.
Era un dire: Tizio sostiene questo, a me non pare proprio una baggianata, voi cosa ne pensate? avete esperienze che possano avvalorare o negare questa visione?

Caterina, è stata dura (scherzo) ma ce l'ho fatta.
Da quello che avevi scritto qui, pensavo foste irrimediabilmente ai ferri corti.
Mi fa piacere sapere invece che la crisi, anche se ancora in atto, non vi ha comunque portato alla rottura.
Mi pare di poter aggiungere poco a quello che è stato già scritto dagli altri.
Penso che ti siano necessari un po' di tempo e di tranquillità per poter riprendere le redini del tuo rapporto.
Dovresti essere in grado di affiancarti a lui, invece di contrapporti e mi rendo conto che non è per niente facile.
Affiancarsi significa deporre l'arma della sfiducia, mettere da parte l'orgoglio e dialogare con lui manifestandogli la ferma volontà di comprendere senza giudicare.
Se pensi a te e a lui, se vedi te nel giusto e lui nell'errore, ti riuscirà difficile.
Cerca di pensare a "voi", a quello che vi occorre per superare questo scoglio comune.
L'imperfezione è umana e non dovremmo ricordarcene solo quando siamo noi a sbagliare. Questa premessa potrebbe inoltre farti tenere un atteggiamento utile a rassicurarlo, quindi a farlo aprire sempre di più.
Un grosso in bocca a lupo,

Anna
 

Bruja

Utente di lunga data
Ricostruire

Quando c'è una crisi, specie se coronata da tradimento, è chiaro che non si può dare la croce solo a uno dei coniugi, un piccolo concorso c'è sempre, ma se questo deve servire per confrontarsi, dialogare e per avere un rapporto di apertura verso una crisi che può essere risolta e superata, diventa difficile operare con buona volontà se uno dei due si ritiene solo ed unicamente offeso e non rispettato ma questo è speculare al fatto che chi tradisce non può sperare in una fase di disamina e di rielaborazione del rapporto se nega l'innegabile.
Sono per l'apertura, per il dialogo, per la comprensione, ma se tutto viene frenato dal muro di gomma della negazione dell'evidenza e della menzogna elevata a strategia di difesa, credo sia quanto di peggio si possa opporre a chi si sente tradita e offesa.
Potendo direi proprio questo a chiare lettere a questo marito: "sono disposta a capire, comprendere, a vedere dove si debba intervenire per mediare e ricostruire, ma se non si parte da una base di verità, tutto il castello non avrà basi stabili e resterà il timore che la verità e la sincerità sia opzionale è non il nucleo da cui partire.
Posso solo fare gli auguri affinchè le cose vadano come è auspicabile nell'interesse di entrambi.
Bruja
 
F

Fedifrago

Guest
lo so, son curioso..

Anna se posso chiedertelo, cosa ti interessa rilevare da questo post? Cosa ti ha spinta a postarlo?

Ovvero in che modo la cosa ti tange?

Per esser più precisi: ti è successo?

E nel caso, tu come hai reagito?

Ripartiamo da qui ?
 
Stato
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