Decisamente troppo poco buono per permettermi un amore esclusivo e troppo poco bastardo per affidarmi a chi fa questo per mestiere.
Sentimentalmente affetto da quella rara forma di dipendenza che ti porta a vivere amori folli, come quelli di Shakespeare.
Disperati come le solitudini che trovi nei quadri di Vettriano.
Nascosti come gli amanti di Magritte.
Disperato. Complicato, Imperfetto.
Questo sono io, un condannato.
Una persona eternamente in cerca di sogni che appena diventano reali si infrangono per ritornare sogni e far sembrare tutto quanto il frutto di chissà quale egocentrica fantasia.
Eppure basta che qualcuno mi scelga, per capire.
Basta che io scelga qualcuno per dimostrare.
La mia relazione decennale con Giulia o quella ancora più recente con Anna ne sono un perfetto esempio.
Mi viene in mente Lorenzo.
Quando eravamo poco più che ragazzi, prima che la vita ci separasse per poi farci ritrovare, mi disse che persone come noi sono la minoranza e dunque sono le più rare da trovare.
Ed essendo rare da trovare è altrettanto impossibile che qualcun altro, una volta viste, non abbia il desiderio di metterci le mani sopra.
Ed è per questo continuo scambio di desideri che alla lunga, noi ci ritroviamo sbalzati da una storia all'altra...distruggendo tutto sempre, ogni volta.
Tutto il contrario dei desideri di mia madre che voleva per me solo la stabilità dell'amor per sempre.
Quando mi raccontava le sue storie mi sussurrava :
"Fai in modo di non trovarti mai a dipendere dagli squali, sciacalli o avvoltoi..."
Nelle sue favoe lo squalo era l'avvocato, lo sciacallo il politico mentre l'avvoltoio invece era il bancario.
In una semplice metafora diceva tutto quello che c'era da dire..
Invece eccomi qua, perso nelle mie strategie quando dovrei pensare esclusivamente a trovarmi una casa mia e una donna che mi insegni ad amare.
Invece non posso. C'è un telefono che vibra per non fare troppo rumore ed un numero che conosco a memoria. E' il mio ufficio.
Mi alzo senza svegliare Anna e rimango a bocca aperta nel apprendere da Alessandra che ho la polizia nel mio ufficio.
Mi sta aspettando perchè vuole chiedermi alcune cose...
Sentimentalmente affetto da quella rara forma di dipendenza che ti porta a vivere amori folli, come quelli di Shakespeare.
Disperati come le solitudini che trovi nei quadri di Vettriano.
Nascosti come gli amanti di Magritte.
Disperato. Complicato, Imperfetto.
Questo sono io, un condannato.
Una persona eternamente in cerca di sogni che appena diventano reali si infrangono per ritornare sogni e far sembrare tutto quanto il frutto di chissà quale egocentrica fantasia.
Eppure basta che qualcuno mi scelga, per capire.
Basta che io scelga qualcuno per dimostrare.
La mia relazione decennale con Giulia o quella ancora più recente con Anna ne sono un perfetto esempio.
Mi viene in mente Lorenzo.
Quando eravamo poco più che ragazzi, prima che la vita ci separasse per poi farci ritrovare, mi disse che persone come noi sono la minoranza e dunque sono le più rare da trovare.
Ed essendo rare da trovare è altrettanto impossibile che qualcun altro, una volta viste, non abbia il desiderio di metterci le mani sopra.
Ed è per questo continuo scambio di desideri che alla lunga, noi ci ritroviamo sbalzati da una storia all'altra...distruggendo tutto sempre, ogni volta.
Tutto il contrario dei desideri di mia madre che voleva per me solo la stabilità dell'amor per sempre.
Quando mi raccontava le sue storie mi sussurrava :
"Fai in modo di non trovarti mai a dipendere dagli squali, sciacalli o avvoltoi..."
Nelle sue favoe lo squalo era l'avvocato, lo sciacallo il politico mentre l'avvoltoio invece era il bancario.
In una semplice metafora diceva tutto quello che c'era da dire..
Invece eccomi qua, perso nelle mie strategie quando dovrei pensare esclusivamente a trovarmi una casa mia e una donna che mi insegni ad amare.
Invece non posso. C'è un telefono che vibra per non fare troppo rumore ed un numero che conosco a memoria. E' il mio ufficio.
Mi alzo senza svegliare Anna e rimango a bocca aperta nel apprendere da Alessandra che ho la polizia nel mio ufficio.
Mi sta aspettando perchè vuole chiedermi alcune cose...