Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
Le corna sono corna, il tradimento in sé è sempre un atto disonesto e quindi 'moralmente' sbagliato.
Ma visto che gli esseri umani non sono fatti di moralità e basta, visto che la vita è difficile e che le relazioni umane sono complicate e talvolta snervanti (soprattutto quelle familiari), a volte si sbaglia.
Il punto, per me, non è tanto disquisire se in generale il tradimento sia sempre tradimento, ma fare i conti con la propria situazione particolare che ha le sue ragioni, i suoi motivi... le sue radici.
In quest'ottica quello che dice tuo marito è corretto, per me. In un matrimonio in crisi può succedere di sbagliare. Può capitare che si perda la strada, che non si capisca più un tubo e si vada in confusione. Che si cerchi altrove un sostegno, un po' di conforto, una distrazione. Succede continuamente, basta leggere qui sopra.
Il punto è ricollocare questa esperienza nel giusto quadro, prendere gli spunti positivi (se ce ne sono) che può aver lasciato per risolvere la vostra crisi o, al contrario, farne il punto di partenza per seguire altre strade e disfarvi del vostro rapporto. Sono le due soluzioni 'sane' possibili, per me.
Tuo marito ha sbagliato e la responsabilità del suo errore se l'è assunta. Mettere in luce le sue attenuanti, in questo momento, non gli serve tanto per scaricarsi la colpa di dosso, quanto per farti capire che il suo errore non è nato dall'oggi al domani, che non è stato un capriccio o una botta d'allegria, ma ha avuto origine da una crisi profonda nella quale anche tu hai la tua parte di responsabilità. E sto parlando di tua responsabilità nella crisi eh, non nel tradimento
Detto questo sta a voi tentare e capire quale delle due soluzioni 'sane' può andarvi bene. E credo che la terapia vi aiuterà in questo.
Penso che tuo marito abbia già intuito che la terza soluzione, quella patologica, non fa al caso vostro. E cioè continuare a usare il tradimento come cuscinetto morbido sul quale attutire i colpi di altre vostre eventuali crisi, personali o di coppia.
Penso l'abbia intuito perché il fatto di confessare e fare terapia dice molto sulle sue intenzioni, che mi sembrano positive.
Ti faccio i miei auguri.