C'è differenza??

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C'è differenza??

C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
 

Caciottina

Escluso
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
ma si, c'e' tradimento e tradimento. dipende dove e come ti senti tradita tu. cioe' che ferisce te e ti da l idea di essere stata tradita magari non sarebbe lo stesso per me...
 

Ultimo

Escluso
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?

Puoi stabilirlo tu, non noi, noi possiamo stabilirlo nella maniera in cui ci sono mille modi e tutti diversi a secondo della persona che vive la storia che tu hai descritto.

Ma non è un tradimento che deve distruggere una coppia, eventualmente un tradimento deve essere una svolta, e questa la deciderete assieme voi due.

Credo nell'amore, credo negli sbagli, credo nel cambiamento e nel dolore del rimpianto di ciò che è stato, ma credo nella vita e nell'amore.
 
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
Ovvio che c'e' tradimento e tradimento. Se ti posso portare la mia esperienza, il fatto che per me sia avvenuto in un momento in cui non pensavo ci fossero problemi fra di noi lascia maggiori margini ai normali dubbi del "dopo tradimento". Ovvero non ho da parte mia molti segnali per alzare le antenne e difendermi se dovesse ricapitarmi, e come se non bastasse rende anche un po' false le cose belle che avevamo insieme nei periodi belli in cui gia' mi tradiva.
Questo non avrebbe reso meno grave un tradimento avvenuto in un periodo "no", pero' forse sarebbe stato piu' facile il recupero dopo... non so.
 
Ultima modifica:

Buscopann

Utente non raggiungibile
Il tuo thread è lunghissimo. Perdonami se non ho a disposizione moltissimo tempo per leggerlo con attenzione.
Mi premeva però rispondere alla tua prima domanda. Un tradimento è sempre un tradimento, ma ogni tradimento è diverso e quindi se vieni tradita quando sembra che vada tutto bene è come se ti crollasse il mondo addosso, viceversa il tradimento penso che venga vissuto in modo diverso e in alcuni casi può essere addirittura un nuovo punto di partenza per ricostruzione della coppia...O per la sua definitiva distruzione.

Buscopann
 
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
Beh c'è sempre un'attenuante
Si chiama tentativo di scaricar colpe.

Ti faccio un esempio:
Io te la chiedo e tu non me la dai.
E' perchè ho sbagliato il modo?
E' perchè non ho insistito abbastanza?

La realtà è che non me la volevi dare.
Un giorno magari capita una situazione per cui ti torna comodo dirmi...

Ehm sai quella volta te l'avrei data se tu fossi stato meno pressante...

Ehm sai e pensare che avevo deciso di dartela, ma poi tu hai rovinato tutto dicendomi stronza, cativa, tegnosa e avara..:rolleyes:

Sarebbe come dire che nella storia del figliol prodigo
Il padre è corresponsabile perchè non ha avvisato abbastanza il figlio dei pericoli a cui poteva andare incontro no?

Che ha detto mia figlia della sua pagella poco brillante?
Colpa tua papi che non sei stato più esigente con me.:cool:

Per me se vuoi viver bene, ti convien considerare che dopo sta tempesta è venuto il sereno.
Lui alla fine ha scelto te.
Perchè si è accorto che sei meglio di lei.
( per lui, beninteso, non in assoluto).

Penso che lui capirebbe se tu riuscissi a metterlo dall'altra parte.
Allora capirebbe.
 
Il tuo thread è lunghissimo. Perdonami se non ho a disposizione moltissimo tempo per leggerlo con attenzione.
Mi premeva però rispondere alla tua prima domanda. Un tradimento è sempre un tradimento, ma ogni tradimento è diverso e quindi se vieni tradita quando sembra che vada tutto bene è come se ti crollasse il mondo addosso, viceversa il tradimento penso che venga vissuto in modo diverso e in alcuni casi può essere addirittura un nuovo punto di partenza per ricostruzione della coppia...O per la sua definitiva distruzione.

Buscopann
La sua questione Busco è terrificante.
E' meglio scoprire certe cose e tirare le dovute conseguenze
O è meglio star lì a sentire uno che di punto in bianco decide di confessarti tutto?

Resto abbastanza choccato.
Sai i miei dialoghi di coppia sono sempre stati asciutti e stringati.

Mia moglie sarebbe una che se scopre ti dice.
Molla quella troia e vien qua ad aiutarmi.
 
Isotta scusami scivolo...

E' più forte di me...ma...

[video=youtube;jaw1Pyhd0WQ]http://www.youtube.com/watch?v=jaw1Pyhd0WQ[/video]

Ciò tin man ascolta l'armonia di sta roba...:mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgre en:
 

disincantata

Utente di lunga data
Benvenuta.

Sinceramente capisco più tuo marito di te, normalmente non sono del parere che sia giusto tradire, ma tu che lo inciti ad andarsene, tu che lo inciti a trovarsene un altra, invece di cercare insieme di risolvere i problemi, poi non ti devi stupire se l'ha fatto e se l'ha fatto mentre era ancora a casa,
io prima ancora di finire di leggere non ho creduto un secondo che non ci fosse finito a letto.

Di fatto eravate già sentimentalmente separati.

Inoltre te lo ha confessato e, diversamente dalla maggior parte dei traditori maschi, ti ha raccontato pure i particolari, evidentemente è davvero pentito.

Avendo quindi entrambi la vostra parte in questo 'tradimento' ormai finito, penso ti sarà più facile non pensarci più e dimenticare, non devi neppure perdonare, ha fatto quello che tu volevi in quel momento. Allontanarsi da te.

Questo non lo considererei neppure tradimento, se fosse capitato cosi a me. Magari.

Tu piuttosto sei sicura di amare il tuo compagno?
,
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
Ah bella cosa...tu lo cacciavi e lui si faceva consolare. ..beh la prossima volta che ti domanda di lavare i piatti chiama un bel figliolo che ti possa aiutare. ... :D

Le attenuanti sono quelle che si da al suo cervello per non sentirsi in colpa! Lui ha voluto tradire. Ora sta a te se riesci a perdonarlo o se decidi di chiudere.
 

Sbriciolata

Escluso
Io credo che a volte ci si debba perdere per potersi ritrovare.
Più che chiederti se ci sia differenza tra un tradimento di questo o di un altro tipo, secondo me dovresti chiederti come non perdere di nuovo ciò che hai ritrovato... SE consideri sia una fortuna averlo ritrovato.
Tuo marito, da quello che ho letto, l'ha considerata una fortuna.
 

gas

Utente di lunga data
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
ora dipende tutto da te, dalle scelte che vorrai fare
forse, e dico forse, nel rapporto con lui ammetti di aver sbagliato
non sbagliare ora
 

Isotta

Utente
Benvenuta.

Sinceramente capisco più tuo marito di te, normalmente non sono del parere che sia giusto tradire, ma tu che lo inciti ad andarsene, tu che lo inciti a trovarsene un altra, invece di cercare insieme di risolvere i problemi, poi non ti devi stupire se l'ha fatto e se l'ha fatto mentre era ancora a casa,
io prima ancora di finire di leggere non ho creduto un secondo che non ci fosse finito a letto.

Di fatto eravate già sentimentalmente separati.

Inoltre te lo ha confessato e, diversamente dalla maggior parte dei traditori maschi, ti ha raccontato pure i particolari, evidentemente è davvero pentito.

Avendo quindi entrambi la vostra parte in questo 'tradimento' ormai finito, penso ti sarà più facile non pensarci più e dimenticare, non devi neppure perdonare, ha fatto quello che tu volevi in quel momento. Allontanarsi da te.

Questo non lo considererei neppure tradimento, se fosse capitato cosi a me. Magari.

Tu piuttosto sei sicura di amare il tuo compagno?
,
Purtroppo non ho molto tempo adesso per rispondere, ma ci tenevo a specificare una cosa..
Non e' che io mi sia svegliata una mattina e gli abbia detto di andarsene.. Per forza di cose ho dovuto sintetizzare (e nonostante questo sono stata lunghissima!), ma prima delle mie uscite, di sicuro sbagliate e inefficaci, ci sono stati tentativi fallimentari di fargli capire cio' che mi mancava. Tentativi a cui lui non ha risposto, o almeno ha risposto in modi per me non soddisfacenti. Alla fine ho sbroccato, me ne rendo conto. Ma prova a immaginare una donna che ha appena avuto un figlio, una libera professionista che non si puo' permettere mesi di maternita', che deve gestire il tutto con a fianco un uomo un po' egoista ed egocentrico.. Ho sbagliato, ma a monte c'erano dei motivi che mi hanno portata a questo.
Mi chiedi se lo amo.. Allora ti avrei detto "Non lo so". Oggi dopo averlo perso e ritrovato, ti dico di si', senza dubbi.
 

Isotta

Utente
Per il resto..rimando le risposte a stasera..
In breve, volevo dire che concordo con la maggior parte di cio' che ho letto. Ma soprattutto volevo dire..grazie!!
 

zanna

Utente di lunga data
Purtroppo non ho molto tempo adesso per rispondere, ma ci tenevo a specificare una cosa..
Non e' che io mi sia svegliata una mattina e gli abbia detto di andarsene.. Per forza di cose ho dovuto sintetizzare (e nonostante questo sono stata lunghissima!), ma prima delle mie uscite, di sicuro sbagliate e inefficaci, ci sono stati tentativi fallimentari di fargli capire cio' che mi mancava. Tentativi a cui lui non ha risposto, o almeno ha risposto in modi per me non soddisfacenti. Alla fine ho sbroccato, me ne rendo conto. Ma prova a immaginare una donna che ha appena avuto un figlio, una libera professionista che non si puo' permettere mesi di maternita', che deve gestire il tutto con a fianco un uomo un po' egoista ed egocentrico.. Ho sbagliato, ma a monte c'erano dei motivi che mi hanno portata a questo.
Mi chiedi se lo amo.. Allora ti avrei detto "Non lo so". Oggi dopo averlo perso e ritrovato, ti dico di si', senza dubbi.
:smile:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
Ipotizzo una depressione post partum magari non fortissima ma si hai avuto questo problema che ne tu ne lui avete riconosciuto come tale. Lui ha indubbiamente sbagliato ma tu gli hai procurato un alibi prima ancora che lui virasse verso l'altra. Concordo con Sbri vi siete persi CONSAPEVOLMENTE, ora mi sembra vi stiate ritrovando, credo ce la possiate fare, si i tradimenti posson esser diversi nelle cause (non nella sostanza delle azioni) lui ti ha tradito per esasperazione e desiderio di sentirsi amato ( cosa che intuisco dalle tue parole scritte ) ciao e benvenuta
 

Sbriciolata

Escluso
Purtroppo non ho molto tempo adesso per rispondere, ma ci tenevo a specificare una cosa..
Non e' che io mi sia svegliata una mattina e gli abbia detto di andarsene.. Per forza di cose ho dovuto sintetizzare (e nonostante questo sono stata lunghissima!), ma prima delle mie uscite, di sicuro sbagliate e inefficaci, ci sono stati tentativi fallimentari di fargli capire cio' che mi mancava. Tentativi a cui lui non ha risposto, o almeno ha risposto in modi per me non soddisfacenti. Alla fine ho sbroccato, me ne rendo conto. Ma prova a immaginare una donna che ha appena avuto un figlio, una libera professionista che non si puo' permettere mesi di maternita', che deve gestire il tutto con a fianco un uomo un po' egoista ed egocentrico.. Ho sbagliato, ma a monte c'erano dei motivi che mi hanno portata a questo.
Mi chiedi se lo amo.. Allora ti avrei detto "Non lo so". Oggi dopo averlo perso e ritrovato, ti dico di si', senza dubbi.
:smile:
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Benvenuta.

Sinceramente capisco più tuo marito di te, normalmente non sono del parere che sia giusto tradire, ma tu che lo inciti ad andarsene, tu che lo inciti a trovarsene un altra, invece di cercare insieme di risolvere i problemi, poi non ti devi stupire se l'ha fatto e se l'ha fatto mentre era ancora a casa,
io prima ancora di finire di leggere non ho creduto un secondo che non ci fosse finito a letto.

Di fatto eravate già sentimentalmente separati.

Inoltre te lo ha confessato e, diversamente dalla maggior parte dei traditori maschi, ti ha raccontato pure i particolari, evidentemente è davvero pentito.

Avendo quindi entrambi la vostra parte in questo 'tradimento' ormai finito, penso ti sarà più facile non pensarci più e dimenticare, non devi neppure perdonare, ha fatto quello che tu volevi in quel momento. Allontanarsi da te.

Questo non lo considererei neppure tradimento, se fosse capitato cosi a me. Magari.

Tu piuttosto sei sicura di amare il tuo compagno?
,

Quoto anche le virgole.
 

disincantata

Utente di lunga data
Purtroppo non ho molto tempo adesso per rispondere, ma ci tenevo a specificare una cosa..
Non e' che io mi sia svegliata una mattina e gli abbia detto di andarsene.. Per forza di cose ho dovuto sintetizzare (e nonostante questo sono stata lunghissima!), ma prima delle mie uscite, di sicuro sbagliate e inefficaci, ci sono stati tentativi fallimentari di fargli capire cio' che mi mancava. Tentativi a cui lui non ha risposto, o almeno ha risposto in modi per me non soddisfacenti. Alla fine ho sbroccato, me ne rendo conto. Ma prova a immaginare una donna che ha appena avuto un figlio, una libera professionista che non si puo' permettere mesi di maternita', che deve gestire il tutto con a fianco un uomo un po' egoista ed egocentrico.. Ho sbagliato, ma a monte c'erano dei motivi che mi hanno portata a questo.
Mi chiedi se lo amo.. Allora ti avrei detto "Non lo so". Oggi dopo averlo perso e ritrovato, ti dico di si', senza dubbi.

Allora non pensarci più, dedicati a lui, a voi, alla vostra famiglia.

Altrochè se immagino la situazione di una madre che deve riprendere il lavoro e non trova aiuto nel marito, ma personalmente, pur avendo passato di molto peggio con la seconda maternità, ho sempre perdonato molte cose a mio marito, senza soffrirci troppo, non sono riuscita invece a perdonargli il tradimento, più per il dopo credo, ma io mai lo avevo invitato ad andarsene, a cercarsi un altra, pur avendo avuto motivi ben più gravi del tradimento per farlo.
Inoltre lui non ha mai confessato ed il suo tradimento è durato anni.

Diciamo che se c'era una autorizzata a tradirlo avrei dovuto essere io. In poche lo avrebbero sopportato.

Voi invece avete tutta la situazione a favore, vedrai che andrà bene.

Giusto per prudenza però, fidati con riserva.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
Di tuttla faccenda mi pare si capire che la cosa che non gli perdoni è questa spudoratezza. Infatti quella da parte sua è stata una crudeltà. Te le ha caricate ancora più pesanti quelle corna addosso, ha voluto misurare l'effetto della sua vendetta su di te per averlo invitato ad accomodarsi pure, perché eri stanca di chiedere senza avere nulla di ciò che chiedevi quando litigavate... In quella sua brutale sincerità narrativa ti ha svelato che mai più potrai credere alla sue parole, perché è stato capace di mentire. Lì sta il vero tradimento nei tuoi confronti e l'amarezza che non va più via.
 
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