C'è differenza??
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?
C’è differenza tra scoprire di essere traditi in un momento in cui si pensava che andasse tutto bene e essere traditi con la consapevolezza che le cose non vanno e avendo in un certo senso “spinto” l’altro a farlo? C’è differenza tra lo scoprire da soli il tradimento o venirlo a sapere dall’altro, che spontaneamente confessa? Insomma, un tradimento è sempre un tradimento, o esistono delle attenuanti?
Premesso che so che ogni storia è diversa dalle altre, la mia presenta delle caratteristiche che nella fugace occhiata che ho dato a questo forum, non ho riscontrato…
Una storia di 13 anni, di cui 11 di convivenza, una casa, i cani, e poi la scelta di avere un figlio, che arriva, con immensa gioia di entrambi 2 anni fa. Se mi chiedessero di definire in una sola parola il nostro rapporto, sceglierei VERO. Fatto di confronti, anche aspri a volte, ma anche di assoluta complicità e condivisione. Apertura e fiducia totali. Per riprendere una discussione letta qui ieri, nessuna password, nessuna chiave tra di noi. Lui ha addirittura il trasferimento di chiamata sul mio numero, nel caso in cui sia irreperibile. Insomma, trasparenza totale e quindi anche totale assenza di controllo..non ce n’è bisogno.
Poi qualcosa si spezza, forse con l’arrivo del bimbo e i confronti si fanno molto aspri, troppo. Soprattutto da parte mia subentrano un’insoddisfazione e una rabbia che mi portano a dirgli ripetutamente che è finita, che non provo più niente, di andarsene e (orrore!) di trovarsene pure un’altra. Lui cerca di mediare, cerca di stemperare la mia rabbia, si mostra affettuoso e appassionato come sempre, ma concretamente fa poco di ciò che io vorrei (più collaborazione, più attenzione alle mie esigenze). Io non mollo, mi allontano sempre più, anche sessualmente. Finché percepisco che anche lui è lontano..Parliamo e mi dice che non prova più niente per me e che se ne vuole andare. Io non ci posso credere, cerco di recuperare ma, a quanto pare, non ci riesco e un giorno torna dai suoi (lasciando però tutte le sue cose a casa nostra). Io sprofondo, non mangio, non dormo, vado avanti perché: a) ho un bimbo adorabile e devo farlo per lui, b) ho un lavoro impegnativo che non posso mollare, c) in fondo credo che tornerà. Dopo una decina di giorni mi rivela che c’è un interesse per un’altra… Non la conosco, ma so chi è..il suo nome aleggia da mesi perché hanno frequentato per diversi mesi un corso insieme, bella, 15 anni meno di lui. Mi assicura che lei non è la causa del suo allontanamento e che tra loro non c’è stato nulla, solo un interesse reciproco che hanno stroncato sul nascere, ma mi comunica che adesso che è libero, la vedrà. Io sprofondo ancora di più, ma non mollo. Gli propongo una terapia di coppia, soprattutto perché lui ce l’ha con me a morte, mi ritiene responsabile del nostro fallimento, della fine del nostro amore e della nostra famiglia. A distanza di un mese dalla sua uscita di casa, accetta e iniziamo la terapia. Passa un altro mese e mezzo, in cui lui viene regolarmente in terapia con me, ma intanto esce con lei, anche se, dice, non ci va a letto. In questo mese e mezzo ci sono alti e bassi, lo vedo riavvicinarsi a me, vedo scemare la sua rabbia nei miei confronti, ma poi mi esaspero ripetutamente e in diverse occasioni gli dico che non posso più reggere questa situazione perché mi sto ammalando e che voglio troncare. I miei momenti di esasperazione coincidono con i suoi riavvicinamenti più decisi.. Prima mi dice che con questa non c’è stata tutta questa esplosione di sentimenti, o non starebbe ancora a discutere con me del nostro rapporto, poi mi dice che sente di nuovo in sé dei sentimenti per me e una possibilità di ricominciare, poi tronca con lei, smette di vederla e di sentirla… E poi… Una sera che è a cena a casa, una volta messo a letto il bimbo, inizia a parlare… Ha capito, vuole tornare, vuole me e quello è il suo posto… ma… prima di tornare mi deve dire la verità… E la verità la racconta fino alle 7 di mattina, ora alla quale sono finalmente riuscita a sbatterlo fuori. E’ una verità fatta di menzogne, di umiliazioni, di maschere, quelle che credevo lui non avesse né avrebbe mai portato. La storia con l’altra è iniziata prima che lui se ne andasse, circa 4 mesi prima ed è ovviamente continuata dopo e OVVIAMENTE sono andati a letto insieme e hanno iniziato quando lui era ancora a casa. Mi racconta TUTTO, pure quello che forse avrebbe fatto bene a tacere. Quando, quanto e dove si sono visti, cosa hanno fatto insieme dentro (molto) e fuori (pochissimo) dal letto, cosa ha provato lui, cosa ha provato lei..e quello che si dimentica quella notte me lo racconta a rate nei giorni seguenti. Mi dice che è stata una parentesi, che in quei mesi non era più lui, ma che adesso è ritornato in sé e che sarà di nuovo la persona che io ho sempre conosciuto, onesta, trasparente, sincera. Il motivo per cui l’ha fatto è chiaro, io non c’ero più, mi sono volutamente sottratta al rapporto, in tutti i sensi, l’ho umiliato, annullato, ferito… e lui è andato altrove a riempire il vuoto che io avevo lasciato… Ce l’aveva con me a morte e non gli importava di ferirmi, di ingannarmi, di mancarmi di rispetto, perché in un certo senso me lo meritavo…
Sono passati altri giorni di strazio, in cui lui mi assediava e io ero sotto shock, poi gli ho permesso di tornare a casa, con molti dubbi, ma l’ho fatto anche per amore di mio figlio che adora, assolutamente ricambiato, suo padre e sentiva la mancanza della sua presenza in casa (sebbene non sia passato un solo giorno in cui non abbiano passato del tempo insieme).
Dopo pochi giorni che lui era a casa, lei si è rifatta sotto e lui mi ha mostrato i suoi messaggi nell’istante in cui gli sono arrivati. Lui le ha risposto solo per spiegarle che era tornato a casa, che mi aveva raccontato tutto e che io stavo leggendo anche tutto ciò che lei scriveva. Lei sembrava sull’orlo del suicidio e ha iniziato a tempestarlo di messaggi in bilico tra “Ti amo”, “Sei un bastardo”, “La mia vita è finita”. In due giorni di persecuzione lui le ha solo scritto una e-mail in cui le ribadiva la decisione presa e le diceva che era felice così, perché quello che provava per me era più forte e più importante di tutto il resto. Alla fine mi sono fatta avanti io, perché mi ero un po’ rotta.. Lei tirava anche me in ballo, chiedendogli se ero io che gli suggerivo di non risponderle o chiedendogli se cancellava i suoi messaggi prima che io li leggessi!!! Ne è nata una conversazione di ORE in cui dopo i primi momenti di scontro…io l’ho consolata!!!!!!!! Mi ha fatto enormemente pena. Ho visto una ragazza giovane e innamorata, che si è sentita usata e che stava veramente soffrendo. E mi sono detta che la sofferenza è sofferenza, a prescindere dal fatto che ce la siamo meritata o che ce la siamo proprio andata a cercare col lanternino, come ha fatto lei. Ho cercato di consolarla, dicendole che lui non se l’era solo voluta portare a letto, ma che le aveva veramente voluto bene, anche se forse lei aveva dato a questo sentimento un’accezione più ampia, lo aveva investito di una progettualità che non c’era, ma non doveva sentirsi sporca e sfruttata. La conversazione è terminata con lei che mi diceva che capiva perché lui avesse scelto me, perché sono la donna migliore che lei abbia mai conosciuto…
Ci sono poi state un altro paio di conversazioni, ad una delle quali ha partecipato anche lui, che sentendola ancora disperata a distanza di un mese e mezzo dalla loro rottura, le ha voluto spiegare, senza alcun rancore, che lui era tornato da me perché io sono eccezionale (e che aveva potuto constatarlo anche lei), ma che ciò non significava che lei non avrebbe potuto essere altrettanto eccezionale per qualcun altro, un giorno. Questo perché lei continuava a fare paragoni tra me e lei…
Questa è stata la battuta finale di questo triangolo, ma rimane la nostra coppia…
Vivo alti e bassi, momenti in cui lo guardo e non so più chi sia e momenti in cui mi sento legata a lui più di prima. Sessualmente sono tornata quella dei primi tempi (lui dice anche meglio…) e ho riscoperto in me sentimenti ed entusiasmi che credevo scomparsi. Poi ci sono i momenti “no”, in cui sono sopraffatta dalla rabbia e lo picchierei a sangue. Ancora ho bisogno di capire, di chiedere, di sapere…
Per fortuna andiamo ancora in terapia ed è un gran bene.
Ma nel mio multiforme tentativo di fare chiarezza dentro di me e fuori.. torno alla domanda iniziale.. Il mio compagno sostiene che, per quanto lui abbia sbagliato e sia addolorato per il tradimento, l’inganno, la ferita, ha però delle attenuanti, ovvero il fatto che io l’ho praticamente cacciato e autorizzato ad andare con un’altra. Non è come se uno, in un clima di (evidentemente comunque apparente) serenità, ti mette le corna per sfizio. Inoltre lui mi ha confessato tutto spontaneamente, tutto, forse pure troppo, com’è nel suo stile. E senza averne alcun bisogno, perché io, alle cazzate che mi aveva raccontato (che era iniziata dopo che se ne era andato di casa e che non c’era andato a letto) ci avevo creduto perfettamente e avrei continuato a crederci, proprio per la trasparenza e la fiducia totale che ci avevano sempre contraddistinti.
Quindi, è così? C’è tradimento e tradimento? O le corna sono corna e basta?