Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
Comunque comincio a pensare che la cattiveria sia insita in una persona già dalla primissima età. Ieri ho assistito a una scena che mi ha fatto diventare i capelli lisci. Una bimbetta di nemmeno sei anni ha cercato con l'inganno di fare toccare a mia figlia una vespa ancora viva...con l'intenzione di farla pungere. Quando la mia piccola si è opposta, lei le ha tirato la mano portandola a un mezzo centimetro dall'insetto. Al che sono intervenuta...la mia povera tontolona non si è accorta dello scherzo maligno...ma io mi sono trattenuta a stento dal prendere per i capelli la piccola belva.
Lo penso anche io. Anche perchè nel caso in questione i genitori li conosco bene, sono delle ottime persone, pacate e gentili. L'altra figlie più grande è sempre stata un amore. La seconda fin da piccolissima aveva una predisposizione agli scherzi "cattivi".
Bisognerebbe essere in grado di intervenire subito su caratteri simili e cercare di smorzarne i toni.
non credo. Credo i bambini siano semplicemente senza catene nel bene e nel male.
Per questo bisogna "educare", intervenire, smussare e insegnare.
Non distinguono il bene dal male.
Poi ci sarà quello più bastardello ma il succo è così![]()
Che siano amorali è certo, ma è una cosa diversa. Amorali i bambini lo sono tutti.
Parlavo di caratteristiche caratteriali, ben marcate e diverse per ognuno di loro.
Ma sai, mia figlia non capisce, è vero, ancora certe dinamiche, ma caratterialmente è mite. Non ha mai cercato di far del male volontariamente a nessuno e non è violenta. Ma io ho fatto più o meno come le altre madri...è che semplicemente lei è così di natura!
Prendo spunto da questo racconto di Ranatan per aprire uno spazio sui bambini.
Ehm guai chi me li tocca.
Chiaramente non si possono considerare i comportamenti dei bambini come si considera quelli degli adulti e i bambini non sono "meno" sono "diversi".
Ad esempio quella bambina avrebbe potuto provare a superare una sua paura attraverso un'altra proprio per identificazione, ma senza avere l'empatia sufficiente per comprendere che l'altra avrebbe potuto sentire dolore. L'usava un po' come una bambola per "mettere in scena" un suo problema.
Magari i suoi ottimi genitori non le consentono di esprimere le sue paure.
Possono esserci mille motivi diversi.
L'educazione, come dite giustamente, ha proprio la funzione di portare alla consapevolezza che anche gli altri soffrono, dei diversi punti di vista.
Ma a questo possono arrivare gradualmente man mano che sono in grado dal punto di vista cognitivo di farlo.
Se un altro bambino non lo fa può essere che sia perché è costituzionalmente più mite (non buono che è u termine che contiene in sè un giudizio), ma può anche avere genitori che meglio "contengono" le sue paure.