Back in Italy

Alce Veloce

Utente di lunga data
Fanculo, di nuovo a casa.
Ok, è casa mia, mi ha fatto piacere riabbracciare mio figlio (sto pensando di farmi un we di campeggio con lui in montagna. Tenda, sacco a pelo, un paio di bottiglie di vino. E si chicchiera un po'. Un we in cui mia moglie lavora).
Abbraccio mia moglie, ed è come se abbracciassi, che so, la mia vicina di casa. Lei tenta di baciarmi, io ricambio per cortesia, niente lingua, niente emozione.

"Mi sei mancato"

io sorrido in silenzio tentando di guardare altrove

"E io ti sono mancata?"

il mio sorriso si fa più imbarazzato, tento di superare il frastuono del silenzio gettando teatralmente l'occhio sulla pigna di posta sul tavolo vicino.

Lei ride "No, proprio non ti sono mancata eh!" Ride..........già, ride.

Il sorriso sulla mia faccia sembra un vecchio adesivo con gli angoli che si stanno scollando e si arricciano.

Comincio a parlare del lavoro, delle illusioni e delle cose valide, dell'impossibilità di trovare denaro da investirci e di quanto invece sarebbe interessante come sfida.

Non vedo l'ora che arrivino le 19, così ho la scusa di andare via: devo andare in palestra a parlare col mio amico/maestro dell'istituzione dell A.I.W.T.C. "Associazione Italiana Wu Taichi" di cui tutti vogliono che io assuma la carica di presidente. Ma non lo voglio io. Ho già abbastanza casini.
Io non sono un "manager", questo lo si capisce di sicuro.

Dopo la bella lezione ci si trova tutti al ristorante (cinese, chiaramente), e mi squilla il telefono: è Ulrich, il mio amico/maestro in DE. "Clautio Ti ho trofato un laforo: mille, milleducento oiro!"
"........Grazie amico mio, ma...... che lavoro sarebbe?"
"Un pel laforo in un ristorante italiano!"
"Ma (imbarazzo) Io non ho mai lavorato in un ristorante! (e poi, cazzo, mille euro! E a casa cosa mando?!)".

Fosse per me ci andrei al volo, ma la recente esperienza mi ha dimostrato che non posso permettermi di dimenticarmi di avere una famiglia qui. Mio figlio, quantomeno.
Trovassi un lavoro che avesse una certa convenienza economica, ci potrei pensare.
In Germania non ci sono stipendi come in Svizzera (io mi ero abituato in breve tempo ai miei 3000 e rotti euro puliti), ma comunque sono superiori agli stipendi italiani. Ma dove vado a vivere? Certo per qualche tempo potrei stare da Ulrich, ma sarei proprio in casa loro, piccola, e non posso pensare di romper loro i coglioni troppo a lungo. Già io non sopporterei di avere uno che per due settimane mi gira per casa come ho fatto io in Novembre, figuriamoci per dei mesi o anche di più! Per loro comunque non sarebbe un problema, lo so, ci sono abituati.
Certo questa cosa potrebbe essere un'occasione per piazzarmi in zona e vedere se trovo altro, potrei come mi ha suggerito una bella ragazza messicana l'altra sera, insegnare Italiano, che qui ai tedeschi piace moltissimo, potrei andare a Konstanz a dare una mano nell'officina Guzzi, potrei far "bricolle" nell'officina Ducati vicino Uhldingen. Cazzo se potrei farne di cose!
......ma devo pensare di avere un figlio qui che (si vede) sente la mia mancanza e comunque ha bisogno della mia presenza per avere una guida. Oddio, l'esempio di un padre che non si siede sotto l'albero ad aspettare la mela di Newton che gli cada in testa potrebbe essere propedeutico! Potrebbe fargli capire che deve darsi da fare perchè le cose vadano come lui vuole...... Ma cazzo, oggi che sono a casa mi rendo davvero conto di quanto mi mancava in questi giorni!
Sono in piena tempesta emotiva, e non nego di sentire il groppone e gli occhi lucidi.
Ho una voglia terribile di vivere ed una paura terribile di trovarmi a farlo davvero.
Ho più paura di me che degli altri: E se poi inciampo, pirla come sono?
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Nel corso della mattinata maturo la convinzione che dovrei provare.
Parto con quello, poi vedo cosa riesco a trovare di meglio, intanto mi studio un po' di Tedesco (bleah!).

Come daccordo mi richiama l'insegnante di mio figlio e mi dice...... che secondo lei sarebbe proprio il caso che io non pensi di allontanarmi da mio figlio per tempi troppo lunghi: ha bisogno di un punto di riferimento, e col carattere forte che si ritrova se dovessi non esserci io prenderebbe sua madre e ne farebbe una schiavetta.

Ecco, un eterno indeciso tenta di prendere una decisione e subito qualcuno gli rovina tutto.

Meditare, ci devo meditare ancora
 

scrittore

Utente di lunga data
Se poi inciampi, ti rialzi.
ti rialzi e ti scrolli la polvere di dosso.
ti scrolli la polvere di dosso e senti magari anche un po' di dolore.
Senti un po' di dolore e ti dici, magari anche a voce alta.
"Cazzo che pirla che sono".

E poi però, ti lasci il pirla alle spalle e continui ad andare...

ps:
a mio parere è meglio un padre che pur se troppe volte assente torna a casa dopo un lungo viaggio sempre con una nuova storia da raccontare...che un padre sempre presente che tuttavia non ha poi cosi tante cose da dire.. -
 
Ultima modifica:

Alce Veloce

Utente di lunga data
scrittore;bt1933 ha detto:
Se poi inciampi, ti rialzi.
ti rialzi e ti scrolli la polvere di dosso.
ti scrolli la polvere di dosso e senti magari anche un po' di dolore.
Senti un po' di dolore e ti dici, magari anche a voce alta.
"Cazzo che pirla che sono".

E poi però, ti lasci il pirla alle spalle e continui ad andare...

ps:
a mio parere è meglio un padre che pur se troppe volte assente torna a casa dopo un lungo viaggio sempre con una nuova storia da raccontare...che un padre sempre presente che tuttavia non ha poi cosi tante cose da dire.. -

La prima parte è evidentemente scritta da un non-genitore (non ancora, ma se vai avanti così saranno le mere leggi della statistica a rivoltartisi contro :mrgreen:).
Io non ho mai avuto paura per me. Sono un curioso, a me piacciono le avventure e le sfide e mi so adattare molto bene. Ne ho prese di botte, e mi sono sempre rialzato da solo sorridendo. Ma se casco in queste cose quello che mi preoccupa non è la polvere su di me, ma la merda su mio figlio e mia moglie.

La seconda parte è quella che stamattina mi stava convincendo ad accettare, ma ha pure ragione la professoressa: mio figlio ha un carattere molto forte, e senza di me si troverebbe senza mediazione a confronto con la debolezza di mia moglie che (finalmente) si sta rendendo conto di avermi perso. Tempo breve e lui la schiaccerebbe sotto i piedi.

P.S.
anche senza bisogno di andare in giro per il mondo io di cose da dire ne ho comunque.

Devo fare bene i miei calcoli
 

scrittore

Utente di lunga data
Alce Veloce;bt1935 ha detto:
La prima parte è evidentemente scritta da un non-genitore (non ancora, ma se vai avanti così saranno le mere leggi della statistica a rivoltartisi contro :mrgreen:).
Io non ho mai avuto paura per me. Sono un curioso, a me piacciono le avventure e le sfide e mi so adattare molto bene. Ne ho prese di botte, e mi sono sempre rialzato da solo sorridendo. Ma se casco in queste cose quello che mi preoccupa non è la polvere su di me, ma la merda su mio figlio e mia moglie.

La seconda parte è quella che stamattina mi stava convincendo ad accettare, ma ha pure ragione la professoressa: mio figlio ha un carattere molto forte, e senza di me si troverebbe senza mediazione a confronto con la debolezza di mia moglie che (finalmente) si sta rendendo conto di avermi perso. Tempo breve e lui la schiaccerebbe sotto i piedi.

P.S.
anche senza bisogno di andare in giro per il mondo io di cose da dire ne ho comunque.

Devo fare bene i miei calcoli
....ed è a questo punto che io mi porrei la domanda...

Perchè resto?
per dare a mio figlio un elemento di mediazione o per difendere mia moglie che rischia di essere schiacciata dal carattere di mio figlio...

Se difendi tua moglie...in fondo significa che l'ami ancora.

Se pensi di essere l'unico elemento di mediazione per tuo figlio, in fondo pensi che cosi forte caratterialmente non è...


Ti svelo un segreto.
Nessuno tiene mai legato l'altro...ci si lega e ci si slega da soli.

Per questo, non arriverà mai il giorno in cui sarà lei a capire di averti perso...sarai sempre tu a prolungare la data di scadenza, sacrificando te la tua vita e i tuoi sogni in nome di una sempre validissima "buona scusa".

E questo ragionamento (bada bene, è un complimento che ti faccio) lo fanno gli uomini che amano ancora ma in modo diverso la propria moglie.

Se non l'amassi te ne saresti già andato del resto invece, con la scusa del tempo che le stai dando per farle capire che ti ha perso...resti sempre con lei.
 
Ultima modifica:

Alce Veloce

Utente di lunga data
scrittore;bt1943 ha detto:
....ed è a questo punto che io mi porrei la domanda...

Perchè resto?
per dare a mio figlio un elemento di mediazione o per difendere mia moglie che rischia di essere schiacciata dal carattere di mio figlio...

Per continuare a fare la mia parte (si chiama responsabilità) in un progetto che è palesemente fallito ma che porta comunque anche la mia firma in calce.
La mia famiglia è qualcosa che ho voluto, ora devo curarne anche il fallimento.
Se poi, anzichè un fallimento vero e proprio lo potessi trasformare in una sorta di "riassestamento organizzativo" che riesca in qualche modo ad ottenere ugualmente il risultato voluto, forse sarei un "manager" migliore, non credi?
Ecco che i rapporti gerarchici si trovano a cambiare, ma il fine, che è quello di crescere nel migliore dei modi nostro figlio e di vivere il più serenamente e soddisfacentemente possibile, può essere comunque ottenuto.
O tu sei uno di quelli che ad un certo punto chiude i cancelli e svende tutto? :eek:


Se difendi tua moglie...in fondo significa che l'ami ancora.
Sei di un'ingenuità disarmante. Al mondo esistono dei doveri che sono imprescindibili, quasi tutti cominciano con l'espressione "rispetto di.....".
Io non difendo mia moglie, bensì non mi tiro indietro nel ruolo che mi vede responsabile dell'educazione di mio figlio. E non esiste educazione peggiore che far credere ad un ragazzo di 15 anni di potersi permettere di gettare nel cesso il rapporto con sua madre solo perchè la tempesta ormonale lo fa sentire forte ma nello stesso tempo non ha ancora imparato a gestire la propria forza. Se non impara ora il senso di responsabilità non lo imparerà in seguiti se non a prezzi elevatissimi. E se non lo imparasse mai crescerebbe come uno che davanti ad un fallimento chiude i cancelli e svende tutto.
E poi si, comunque difendo anche mia moglie, perchè a prescindere dalle colpe, è lei ora ad essere la pedina debole, e se i deboli non li aiutano chi ha un po più di forza, chi li deve aiutare? O gli si devono chiudere i cancelli alle spalle? :eek:.

Se pensi di essere l'unico elemento di mediazione per tuo figlio, in fondo pensi che cosi forte caratterialmente non è...

Ha 15 anni. Si sente forte, e lo è per certi versi, ma è scoordinato. La vera forza non è nella potenza: è nel controllo.
Ora lui è nella fase che per tentare di riparare un orologio userebbe un martello. Imparerà col tempo ad usare gli attrezzi giusti, ma va aiutato a capire la differenza tra il peso di un martello e la fragilità di un orologio.


Ti svelo un segreto.
Nessuno tiene mai legato l'altro...ci si lega e ci si slega da soli.

ragazzo mio, senza peccare di immodestia ho l'impressione che tu da insegnarmi non abbia po molto :mrgreen:

Per questo, non arriverà mai il giorno in cui sarà lei a capire di averti perso...sarai sempre tu a prolungare la data di scadenza, sacrificando te la tua vita e i tuoi sogni in nome di una sempre validissima "buona scusa".

Se la buona scusa è buona, dov'è il problema.
Intendo dire che se i motivi che ti portano ad una decisione sono riconoscibili come validi, la decisione che hai preso è automaticamente giusta.
Non esistono decisioni che non abbiano un prezzo da pagare, ne consegue che ogni decisione, in fondo, non è altro che la scelta del tipo e dell'entità di spesa di cui si è disposti a farsi carico. E' un gioco d'incastri, ed io a caricare la lavastoviglie e mettere le cose nelle valige son un gallo. :mrgreen:


E questo ragionamento (bada bene, è un complimento che ti faccio) lo fanno gli uomini che amano ancora ma in modo diverso la propria moglie.

E' molto più modestamente un ragionamento che viene fatto da chi non si accontenta di chiudere i cancelli ed aspettare che il curatore fallimentare paghi i conti per lui.

Se non l'amassi te ne saresti già andato del resto invece, con la scusa del tempo che le stai dando per farle capire che ti ha perso...resti sempre con lei.

No, io resto con la mia famiglia, che è cosa ben diversa che stare con mia moglie.
Sebbene io non le sbandieri sotto il naso quello che faccio fuori di casa, è cosa molto chiara tra noi che io non sento più alcun obbligo nei suoi confronti e non ne pretendo da parte sua nei miei. Ma c'è un progetto in comune (nostro figlio), ed io di chiudere i cancelli non ci penso nemmeno!
Quotare frase per frase rende meglio a volte
 
Ultima modifica:
Top