Aspettative e delusioni

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Autunno: quando le coppie scoppiano.
dott.ssa Monica Vivona
L'autunno è la stagione in cui i rapporti di coppia entrano maggiormente in crisi. Ma è possibile superare le difficoltà costruendo le basi per una relazione più matura ed evoluta.
Vi sentite insoddisfatti del vostro rapporto di coppia? Tante coppie di amici e conoscenti attraversano un periodo di crisi o conflitto? In questo periodo dell’anno noi psicologi riceviamo molte richieste di consulenza da parte di coppie che stanno attraversando un periodo di difficoltà, oppure da parte di un membro della coppia che chiede una consulenza al fine di salvare la propria relazione. Le statistiche ci dicono che l’autunno è il periodo di maggior richiesta di separazioni e divorzi.“Fino a metà ottobre” - dichiara Annamaria Bernardini De Pace, esperta avvocato matrimonialista – “c’è un’impennata di separazioni e divorzi”.
Cosa succede a tante coppie in questo periodo dell’anno? Per comprenderlo al meglio, delineiamo brevemente le fasi attraverso cui si forma una coppia. La fase iniziale, caratterizzata dall’illusione, è quella dell’innamoramento e del primo periodo della relazione, coinvolgente e sognante, e questo periodo è percepito dai partner come promessa di futuro amore e idillio. Questa è la fase dell’illusione per eccellenza: ognuno propone, inconsapevolmente, un immagine ideale di sé, che attrarrà il partner, e l’altro proietterà sul compagno il partner ideale che desidera e sogna da sempre. Quindi la coppia vivrà un periodo di accordo, in cui non si hanno richieste di cambiamento verso l’altro. Alcune delle aspettative illusorie che si ripongono nell’altro sono: - per la donna: “lui mi salverà”, “lui mi renderà felice”; - per l’uomo: “lei capisce il mio valore”, “lei non vuole cambiarmi, mi accetta per quello che sono”.
Ma la fase successiva, naturale evolversi degli eventi, è in agguato: è la fase della delusione, da cui poi scaturirà il percorso futuro della coppia, più o meno funzionale. E’ la fase della differenziazione: emergono più chiaramente somiglianze e differenze, punti di contatto e punti di divergenza tra i partner. Ciascuno scorgerà nell’altro qualità e difetti. In questo periodo, rispetto alla fase precedente, si ha meno voglia di stare insieme. Questo è un momento critico per la coppia, poiché si verifica la “delusione” delle aspettative, eccessive, non realistiche, che si erano riposte nell’altro, e richiede una presa di coscienza ed una rinegoziazione, in assenza della quale, la delusione potrà assumere caratteristiche e sviluppi diversi. Se tutto andrà bene, la coppia supererà questo momento e ne uscirà rafforzata, altrimenti, si potrà verificare una fissazione nella delusione, che impedirà l’evoluzione costruttiva della coppia e che metterà in luce nel futuro i limiti e le difficoltà del rapporto.
Ciascuna coppia ha più o meno risorse per superare questo momento critico: per alcune questa crisi sarà l’occasione per dar vita ad una nuova relazione, passando dalla delusione alla “disillusione”, in cui ciascun partner si formerà un giudizio realistico sull’altro, accetterà la realtà propria e del partner, si accetterà anche ciò che non si condivide dell’altro e si accetteranno le differenze. Per altre coppie la crisi è destinata ad irrigidirsi e cristallizzarsi nella delusione, senza possibilità di evoluzione e di uscita, questo potrà provocare un vero e proprio “circolo della delusione”, in cui i partner tentano costantemente di ripristinare l’illusione della prima fase, il fallimento di questo tentativo non fa che alimentare la delusione. Si continua a chiedere a lui di essere il principe azzurro: che sia un compagno che ascolti, che comprenda, che sia un padre presente e un amante appagante. E a lei si chiede di essere la donna dei sogni: autonoma ma anche dipendente dal proprio compagno, forte e fragile al tempo stesso, di essere sessualmente attiva e madre attenta. Ci si crogiola nell’incapacità di accettare l’altro per ciò che è e nella costante delusione e rancore per il tradimento delle aspettative irrealistiche riposte.
Ora possiamo tornare al nostro iniziale quesito: cosa succede a tante coppie in autunno? Spesso la coppia ha trascorso una vacanza estiva stancante, in cui aveva riposto tante aspettative, non solo di riposo, ma anche di ritrovare un’intesa di coppia che manca da un pò. Molto spesso, durante il periodo lavorativo, si imputa allo stress e al logorio del lavoro, degli impegni, delle incombenze e delle scadenze, la tensione che si vive nel rapporto, confidando che le vacanze potranno portare un pò di sollievo. In vacanza si passa molto tempo insieme, a differenza del resto dell’anno, in cui si è sempre di corsa e impegnati. E’ proprio in questo periodo che può accentuarsi e farsi sentire di più la delusione e l’insoddisfazione verso il partner e verso la relazione.
Quando si lavora, è facile addebbitare la tensione di coppia allo stress e alla stanchezza dei ritmi frenetici di tutti i giorni… ma in estate questo alibi cade… Durante le vacanze, i partner ripongono delle speranze destinate ad essere disattese, e diventa via via più evidente che l’intesa non migliora. Così, se il rapporto di coppia è in difficoltà, è proprio in estate che si sfogano le frustrazioni accumulate sull’altro e al rientro si può maturare la decisione di separare le proprie strade.

Un’indicazione, se si vive una crisi o un conflitto di coppia, è innanzitutto quella di cercare una comunicazione basata su una reale disponibilità all’ascolto e al desiderio di comprendere e trovare un terreno comune e condiviso, comprendendo insieme che non è l’altro che ci ha necessariamente deluso, ma che forse abbiamo proiettato su di lui fantasie e aspettative eccessive e irrealistiche (di felicità totale, di passione imperitura, che l’altro/l’altra sia il principe azzurro/donna dei sogni che aspettavamo). La comprensione di questo meccanismo ci permette di vedere ed accettare il partner nella sua totalità e realtà, portatore di caratteristiche che ci piacciono di più e altre che ci piacciono di meno.
L’amore è fatto anche di impegno, di desiderio di condividere un percorso di vita insieme, che significa anche affrontare la delusione, che sarà però passaggio verso un amore più completo e vero.

http://www.psiconline.it/article.php?sid=6614
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Tutto sta a vedere quanto questa delusione, questo tradimento delle aspettative sia "digeribile".

Vedi che non ci son più (o forse che non ci son mai state) le caratteristiche e le peculiarità che TU avevi proiettato sull'altro: siam sicuri che sia così giusto prenderne solo atto e tirare avanti riparametrizzandole e tarandole su quelle che effettivamente il partner ti può offrire o che nn sia invece "naturale" ricercarle in qualcun altro/a? Che se si intravedono in un altro/a sia umano approfondire e chiedersi se questo/a qualcuno/a sia più aderente a quelle caratteristiche che tu desideravi in un partner?

E per questo quindi anzicchè sfociare in un amore più consapevole, completo e vero :)carneval
sfoci poi in una separazione?
 

MK

Utente di lunga data
Tutto sta a vedere quanto questa delusione, questo tradimento delle aspettative sia "digeribile".

Vedi che non ci son più (o forse che non ci son mai state) le caratteristiche e le peculiarità che TU avevi proiettato sull'altro: siam sicuri che sia così giusto prenderne solo atto e tirare avanti riparametrizzandole e tarandole su quelle che effettivamente il partner ti può offrire o che nn sia invece "naturale" ricercarle in qualcun altro/a? Che se si intravedono in un altro/a sia umano approfondire e chiedersi se questo/a qualcuno/a sia più aderente a quelle caratteristiche che tu desideravi in un partner?

E per questo quindi anzicchè sfociare in un amore più consapevole, completo e vero :)carneval
sfoci poi in una separazione?
Fedi è la tua teoria della felicità a sprazzi. Ma siamo sicuri che sia questo il modo maturo di amare? E te lo dice una che alla prima difficoltà mollava il colpo. Secondo me ci vuole molto più coraggio ad affrontare le difficoltà... Almeno alla nostra età. A 15 anni è un altro discorso...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Fedi è la tua teoria della felicità a sprazzi. Ma siamo sicuri che sia questo il modo maturo di amare? E te lo dice una che alla prima difficoltà mollava il colpo. Secondo me ci vuole molto più coraggio ad affrontare le difficoltà... Almeno alla nostra età. A 15 anni è un altro discorso...
ALT!

Io non dico di mollare il colpo alla "prima difficoltà", ma son anche convinto che l'accanimento terapeutico su un amore finito o agli sgoccioli non sia giusto.
E non sia giusto nè per te nè per l'altro/a perchè impedisce ad entrambi di darsi un'altra possibilità.

Dove sta scritto che ne abbiamo una e una sola?
 

MK

Utente di lunga data
ALT!

Io non dico di mollare il colpo alla "prima difficoltà", ma son anche convinto che l'accanimento terapeutico su un amore finito o agli sgoccioli non sia giusto.
E non sia giusto nè per te nè per l'altro/a perchè impedisce ad entrambi di darsi un'altra possibilità.

Dove sta scritto che ne abbiamo una e una sola?
Accanimento terapeutico? Guarda io dopo un mese mi stancavo sempre. Adolescente. Innamoramento folle o niente. Troppa fatica. La parola progettualità mi faceva scappare lontanissimo. Solo due uomini mi ci hanno costretta a restare. Per poi andarsene quando da adolescente diventavo adulta, come volevano loro. Ringrazio la mia razionalità che mi ha sempre fatto difendere l'autonomia, mi fossi appoggiata sai che ridere poi ritrovarsi col c... per terra!

ps Il non darsi un'altra possibilità Fedi dipende da quanto rispetto hai del partner. Se non ne hai sai che problemi ti fai ad andare a caccia lo stesso eh...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Accanimento terapeutico? Guarda io dopo un mese mi stancavo sempre. Adolescente. Innamoramento folle o niente. Troppa fatica. La parola progettualità mi faceva scappare lontanissimo. Solo due uomini mi ci hanno costretta a restare. Per poi andarsene quando da adolescente diventavo adulta, come volevano loro. Ringrazio la mia razionalità che mi ha sempre fatto difendere l'autonomia, mi fossi appoggiata sai che ridere poi ritrovarsi col c... per terra!

ps Il non darsi un'altra possibilità Fedi dipende da quanto rispetto hai del partner. Se non ne hai sai che problemi ti fai ad andare a caccia lo stesso eh...
Forse non conosci bene la mia storia...se no sapresti che la prima volta (o era la seconda??
) che ho avvertito la necessità di "andare a caccia" o darmi un'altra possibilità... son uscito di casa!

Poi son rientrato ma più con un accordo di convivenza che per un ritrovato amore (e parlandone chiaramente e senza raccontarsela con mia moglie)...

Comodo? Forse si, ma penso non solo per me...
 
O

Old amarax

Guest
persa :)

...ma allora ti eserciti!!!

La mia delusione? sai qual'è...ma la combatto ancora con tutte le mie forze.
A volte mi sento don Chisciotte

Un bacione
 

MK

Utente di lunga data
Forse non conosci bene la mia storia...se no sapresti che la prima volta (o era la seconda??
) che ho avvertito la necessità di "andare a caccia" o darmi un'altra possibilità... son uscito di casa!

Poi son rientrato ma più con un accordo di convivenza che per un ritrovato amore (e parlandone chiaramente e senza raccontarsela con mia moglie)...

Comodo? Forse si, ma penso non solo per me...
No non la conosco la tua storia, sorry... Certo che se tua moglie ha accettato fa comodo pure a lei. Io col cavolo che accetterei!!! Infatti quando il mio ex marito è andato a caccia gli ho detto fai pure, fuori di qui però...
Ora che è solo ci metterei un nanosecondo a riprendermelo ma io voglio l'amore. Quello vero. Altrimenti resto sola.
 
O

Old amarax

Guest
ALT!

Io non dico di mollare il colpo alla "prima difficoltà", ma son anche convinto che l'accanimento terapeutico su un amore finito o agli sgoccioli non sia giusto.
E non sia giusto nè per te nè per l'altro/a perchè impedisce ad entrambi di darsi un'altra possibilità.

Dove sta scritto che ne abbiamo una e una sola?
peccato sia ccosì difficile se l'altro ti dice "ti amo....xchè non mi credi?"
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Io gli direi..

peccato sia ccosì difficile se l'altro ti dice "ti amo....xchè non mi credi?"
"Finchè son solo parole smentite nei fatti....perchè dovrei crederti?

E poi mentre col mio amore io ho dimostrato di poter far andare avanti me, te e tutta la nostra famiglia, tu con quello che chiami amore non riesci manco a bastare a te stesso...figurati a me!

Ora che il mio è pressochè soffocato...su cosa dovrei contare, sul tuo? e sul tuo per chi? Per te stesso?"
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Un’indicazione, se si vive una crisi o un conflitto di coppia, è innanzitutto quella di cercare una comunicazione basata su una reale disponibilità all’ascolto e al desiderio di comprendere e trovare un terreno comune e condiviso, comprendendo insieme che non è l’altro che ci ha necessariamente deluso, ma che forse abbiamo proiettato su di lui fantasie e aspettative eccessive e irrealistiche (di felicità totale, di passione imperitura, che l’altro/l’altra sia il principe azzurro/donna dei sogni che aspettavamo). La comprensione di questo meccanismo ci permette di vedere ed accettare il partner nella sua totalità e realtà, portatore di caratteristiche che ci piacciono di più e altre che ci piacciono di meno.
L’amore è fatto anche di impegno, di desiderio di condividere un percorso di vita insieme, che significa anche affrontare la delusione, che sarà però passaggio verso un amore più completo e vero.

http://www.psiconline.it/article.php?sid=6614
Probabilmente questa indicazione è valida per una coppia in crisi ma formata da due persone ancora innamorate, che trovano difficoltà nel portare avanti il loro rapporto per diversi motivi.
Ma quando uno dei due non è più sicuro del proprio amore come si fa?
Anche perchè non tutti sono capaci di andar via da casa o mollare il certo per l'incerto, ci vuole coerenza e coraggio, ed è più facile restare con il proprio compagna (o compagna, ovviamente) e tradirlo.... O no?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Tutto sta a vedere quanto questa delusione, questo tradimento delle aspettative sia "digeribile".

Vedi che non ci son più (o forse che non ci son mai state) le caratteristiche e le peculiarità che TU avevi proiettato sull'altro: siam sicuri che sia così giusto prenderne solo atto e tirare avanti riparametrizzandole e tarandole su quelle che effettivamente il partner ti può offrire o che nn sia invece "naturale" ricercarle in qualcun altro/a? Che se si intravedono in un altro/a sia umano approfondire e chiedersi se questo/a qualcuno/a sia più aderente a quelle caratteristiche che tu desideravi in un partner?

E per questo quindi anzicchè sfociare in un amore più consapevole, completo e vero :)carneval
sfoci poi in una separazione?
Basta che non siano ancor più proiezioni perché si ha un ancor minor numero di elementi per valutare e si finisce per inseguire il fantasma del principe o della principessa per sempre non accorgendosi di quel che si poteva vivere pienamente con chi si aveva accanto...


Però pensaci davvero...
 
O

Old amarax

Guest
"Finchè son solo parole smentite nei fatti....perchè dovrei crederti?

E poi mentre col mio amore io ho dimostrato di poter far andare avanti me, te e tutta la nostra famiglia, tu con quello che chiami amore non riesci manco a bastare a te stesso...figurati a me!

Ora che il mio è pressochè soffocato...su cosa dovrei contare, sul tuo? e sul tuo per chi? Per te stesso?"
Gli ho detto mi hai massacrata...non è bastato.L'unica cosa che l'ha fatto decidere è stato il mio dire"mi tiro fuori io.Ho perso la speranza che questa situazione cambi." Ora è il periodo più difficile...non sopporto vederlo pensieroso...ed io ho esaurito gli slanci.
Un abbraccio
 

dererumnatura

Utente di lunga data
ALT!

Io non dico di mollare il colpo alla "prima difficoltà", ma son anche convinto che l'accanimento terapeutico su un amore finito o agli sgoccioli non sia giusto.
E non sia giusto nè per te nè per l'altro/a perchè impedisce ad entrambi di darsi un'altra possibilità.

Dove sta scritto che ne abbiamo una e una sola?
Feddy...tu ti stai dando una nuova possibilità?
FOrse non hai voglia di rispondere..ma è da un po' che voglio chiedertelo..
 
O

Old Leone 73

Guest
Autunno: quando le coppie scoppiano.
dott.ssa Monica Vivona
L'autunno è la stagione in cui i rapporti di coppia entrano maggiormente in crisi. Ma è possibile superare le difficoltà costruendo le basi per una relazione più matura ed evoluta.
Vi sentite insoddisfatti del vostro rapporto di coppia? Tante coppie di amici e conoscenti attraversano un periodo di crisi o conflitto? In questo periodo dell’anno noi psicologi riceviamo molte richieste di consulenza da parte di coppie che stanno attraversando un periodo di difficoltà, oppure da parte di un membro della coppia che chiede una consulenza al fine di salvare la propria relazione. Le statistiche ci dicono che l’autunno è il periodo di maggior richiesta di separazioni e divorzi.“Fino a metà ottobre” - dichiara Annamaria Bernardini De Pace, esperta avvocato matrimonialista – “c’è un’impennata di separazioni e divorzi”.
Cosa succede a tante coppie in questo periodo dell’anno? Per comprenderlo al meglio, delineiamo brevemente le fasi attraverso cui si forma una coppia. La fase iniziale, caratterizzata dall’illusione, è quella dell’innamoramento e del primo periodo della relazione, coinvolgente e sognante, e questo periodo è percepito dai partner come promessa di futuro amore e idillio. Questa è la fase dell’illusione per eccellenza: ognuno propone, inconsapevolmente, un immagine ideale di sé, che attrarrà il partner, e l’altro proietterà sul compagno il partner ideale che desidera e sogna da sempre. Quindi la coppia vivrà un periodo di accordo, in cui non si hanno richieste di cambiamento verso l’altro. Alcune delle aspettative illusorie che si ripongono nell’altro sono: - per la donna: “lui mi salverà”, “lui mi renderà felice”; - per l’uomo: “lei capisce il mio valore”, “lei non vuole cambiarmi, mi accetta per quello che sono”.
Ma la fase successiva, naturale evolversi degli eventi, è in agguato: è la fase della delusione, da cui poi scaturirà il percorso futuro della coppia, più o meno funzionale. E’ la fase della differenziazione: emergono più chiaramente somiglianze e differenze, punti di contatto e punti di divergenza tra i partner. Ciascuno scorgerà nell’altro qualità e difetti. In questo periodo, rispetto alla fase precedente, si ha meno voglia di stare insieme. Questo è un momento critico per la coppia, poiché si verifica la “delusione” delle aspettative, eccessive, non realistiche, che si erano riposte nell’altro, e richiede una presa di coscienza ed una rinegoziazione, in assenza della quale, la delusione potrà assumere caratteristiche e sviluppi diversi. Se tutto andrà bene, la coppia supererà questo momento e ne uscirà rafforzata, altrimenti, si potrà verificare una fissazione nella delusione, che impedirà l’evoluzione costruttiva della coppia e che metterà in luce nel futuro i limiti e le difficoltà del rapporto.
Ciascuna coppia ha più o meno risorse per superare questo momento critico: per alcune questa crisi sarà l’occasione per dar vita ad una nuova relazione, passando dalla delusione alla “disillusione”, in cui ciascun partner si formerà un giudizio realistico sull’altro, accetterà la realtà propria e del partner, si accetterà anche ciò che non si condivide dell’altro e si accetteranno le differenze. Per altre coppie la crisi è destinata ad irrigidirsi e cristallizzarsi nella delusione, senza possibilità di evoluzione e di uscita, questo potrà provocare un vero e proprio “circolo della delusione”, in cui i partner tentano costantemente di ripristinare l’illusione della prima fase, il fallimento di questo tentativo non fa che alimentare la delusione. Si continua a chiedere a lui di essere il principe azzurro: che sia un compagno che ascolti, che comprenda, che sia un padre presente e un amante appagante. E a lei si chiede di essere la donna dei sogni: autonoma ma anche dipendente dal proprio compagno, forte e fragile al tempo stesso, di essere sessualmente attiva e madre attenta. Ci si crogiola nell’incapacità di accettare l’altro per ciò che è e nella costante delusione e rancore per il tradimento delle aspettative irrealistiche riposte.
Ora possiamo tornare al nostro iniziale quesito: cosa succede a tante coppie in autunno? Spesso la coppia ha trascorso una vacanza estiva stancante, in cui aveva riposto tante aspettative, non solo di riposo, ma anche di ritrovare un’intesa di coppia che manca da un pò. Molto spesso, durante il periodo lavorativo, si imputa allo stress e al logorio del lavoro, degli impegni, delle incombenze e delle scadenze, la tensione che si vive nel rapporto, confidando che le vacanze potranno portare un pò di sollievo. In vacanza si passa molto tempo insieme, a differenza del resto dell’anno, in cui si è sempre di corsa e impegnati. E’ proprio in questo periodo che può accentuarsi e farsi sentire di più la delusione e l’insoddisfazione verso il partner e verso la relazione.
Quando si lavora, è facile addebbitare la tensione di coppia allo stress e alla stanchezza dei ritmi frenetici di tutti i giorni… ma in estate questo alibi cade… Durante le vacanze, i partner ripongono delle speranze destinate ad essere disattese, e diventa via via più evidente che l’intesa non migliora. Così, se il rapporto di coppia è in difficoltà, è proprio in estate che si sfogano le frustrazioni accumulate sull’altro e al rientro si può maturare la decisione di separare le proprie strade.
Un’indicazione, se si vive una crisi o un conflitto di coppia, è innanzitutto quella di cercare una comunicazione basata su una reale disponibilità all’ascolto e al desiderio di comprendere e trovare un terreno comune e condiviso, comprendendo insieme che non è l’altro che ci ha necessariamente deluso, ma che forse abbiamo proiettato su di lui fantasie e aspettative eccessive e irrealistiche (di felicità totale, di passione imperitura, che l’altro/l’altra sia il principe azzurro/donna dei sogni che aspettavamo). La comprensione di questo meccanismo ci permette di vedere ed accettare il partner nella sua totalità e realtà, portatore di caratteristiche che ci piacciono di più e altre che ci piacciono di meno.
L’amore è fatto anche di impegno, di desiderio di condividere un percorso di vita insieme, che significa anche affrontare la delusione, che sarà però passaggio verso un amore più completo e vero.

http://www.psiconline.it/article.php?sid=6614
ma secondote dal periodo dell'innamoramento, infatuazione o altro a quello della reale visione della persdona con cui si sta. quanto tempo passa??,questo cambiamento può succedere anche in coppie no sposate, nel giro di pochi mesi??ad es. una nuova storia iniziata in maggio giugno sull'onda della novità, passione ecc,, può cominciare a scemare già ad ottobre novembre, una volta che appunto finita la fase inziale, la coppia cominicia a scoprirsi sul serio con tutti i pregi e difetti (sopratutto)?? e quindi saltano fuori le magagne varie. tenute nascoste volontariamente meno durante la fase inziale della storia???
 
O

Old Leone 73

Guest
Fedi è la tua teoria della felicità a sprazzi. Ma siamo sicuri che sia questo il modo maturo di amare? E te lo dice una che alla prima difficoltà mollava il colpo. Secondo me ci vuole molto più coraggio ad affrontare le difficoltà... Almeno alla nostra età. A 15 anni è un altro discorso...

bravissima
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Che dire...

Feddy...tu ti stai dando una nuova possibilità?
FOrse non hai voglia di rispondere..ma è da un po' che voglio chiedertelo..
Me la son data tre anni fa...e credevo potesse essere vera e concreta, anche se non in relazione direttamente a un'altra persona

Per varie motivazioni, son rientrato in famiglia dopo un anno e mezzo, anche se con la consapevolezza, mia e di mia moglie, che non si trattava di ritrovato amore...
Ora come ora sto sulla riva...e attendo...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Stato
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