O
Old perdutamente
Guest
Salve a tutti,
vi leggo da un po' e trovo spesso interessanti i vostri consigli e le vostre esperienze.
Vorrei raccontarvi (molto molto in breve, anche troppo) la mia storia, nella speranza (mi auguro non vana) che qualcuno possa aiutarmi.
Da 10 anni sono accompagnata dallo stesso immobile lui.
Verso fine 2004 mi innamorai (forse) di un altro; pur provando molto affetto fui sopraffatta dai sensi di colpa (*) e ad inizio 2007 abbandonai questa storia rilanciandomi con entusiasmo immenso (e ritrovato...trovato?) nella storia col mio lui di sempre.
Arriva il 2008: di nuovo immobilità.
Conosco un ragazzo, prima solo l'anima poi anche il corpo: è perfetto! (**)
Dice di amarmi, volermi bene, e che io sono la metà che lo completa, ma in realtà mi sembra che mi stia affossando, paralizzando che cerchi in me la forza per affrontare i suoi problemi lavorativo-famigliari.
Vorrei allontanarmi da lui, ma, lasciandolo solo con i suoi problemi, ho paura che mi sentirei in colpa (anche se poi sarà lui, finiti i problemi, a lasciare me).
La domanda è stupida, lo so, ma ho bisogno di sentire da chi ci è passato (nell'amore o nel falso amore intendo) se esiste un modo (lobotomia esclusa) per disinnamorarsi; se si può imparare a godere di ciò che si ha e che (qualsiasi sia la ragione) si è scelto di avere, senza lamentarsi della propria infelicità e senza rendere infelici gli altri.
Vorrei sapere come si fa a piangere tutta la notte (annegando nel dolore) senza farsi sentire?
Questa è solo la punta dell'iceberg?
(*) E soprattutto credendo di aver "capito tutto" (?)
(**) quasi perfetto dato che anch'egli è accompagnato ed ha una situazione decisamente molto delicata in ballo.
vi leggo da un po' e trovo spesso interessanti i vostri consigli e le vostre esperienze.
Vorrei raccontarvi (molto molto in breve, anche troppo) la mia storia, nella speranza (mi auguro non vana) che qualcuno possa aiutarmi.
Da 10 anni sono accompagnata dallo stesso immobile lui.
Verso fine 2004 mi innamorai (forse) di un altro; pur provando molto affetto fui sopraffatta dai sensi di colpa (*) e ad inizio 2007 abbandonai questa storia rilanciandomi con entusiasmo immenso (e ritrovato...trovato?) nella storia col mio lui di sempre.
Arriva il 2008: di nuovo immobilità.
Conosco un ragazzo, prima solo l'anima poi anche il corpo: è perfetto! (**)
Dice di amarmi, volermi bene, e che io sono la metà che lo completa, ma in realtà mi sembra che mi stia affossando, paralizzando che cerchi in me la forza per affrontare i suoi problemi lavorativo-famigliari.
Vorrei allontanarmi da lui, ma, lasciandolo solo con i suoi problemi, ho paura che mi sentirei in colpa (anche se poi sarà lui, finiti i problemi, a lasciare me).
La domanda è stupida, lo so, ma ho bisogno di sentire da chi ci è passato (nell'amore o nel falso amore intendo) se esiste un modo (lobotomia esclusa) per disinnamorarsi; se si può imparare a godere di ciò che si ha e che (qualsiasi sia la ragione) si è scelto di avere, senza lamentarsi della propria infelicità e senza rendere infelici gli altri.
Vorrei sapere come si fa a piangere tutta la notte (annegando nel dolore) senza farsi sentire?
Questa è solo la punta dell'iceberg?
(*) E soprattutto credendo di aver "capito tutto" (?)
(**) quasi perfetto dato che anch'egli è accompagnato ed ha una situazione decisamente molto delicata in ballo.