Aborto...

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MariLea

Utente di lunga data
Riporto qui di seguito la bellissima risposta che una una ventenne ha dato al mio post su "mamme" in forum libero (che poi rispecchia il pensiero di mia figlia...)
Mi farebbe piacere avere anche altri pareri da utenti di tutte le età e magari da chi ha già affrontato la scelta ...
Rory
Messaggi: n/a


test
Citazione:
Originalmente inviato da mailea
grazie,
AUGURI A TUTTE VOI MAMME, AMICHE DEL FORUM !


Mai come oggi questi auguri mi commuovono, si ho le lacrime agli occhi...
Ieri mia figlia mi ha detto che ha fatto il test di gravidanza ed è positivo, ma non lo vuole questo bambino.
Vista la sua giovane età ed il rapporto in crisi col suo ragazzo, è comprensibile...
le ho detto che ha tempo per riflettere bene, intanto ci riprendiamo dal colpo... e ne riparleremo con calma.
Lea nonna (spero per sempre)


ciao mailea,
sono la figlia di una frequentatrice del forum.
mia mamma mi ha detto di darti un parere da ventenne (ho 22 anni), per quel che può servire....

penso cosa farei se succedesse a me...(facciamo le corna)
penso che una discriminante importante sia cosa sto facendo nella vita, come progedono i miei progetti.
in questo momento per esempio io sto studiando, ho preso la laurea triennale ma mi manca la specialistica e non vorrei avere rimpianti da scaricare su mio figlio (consapevolmente o no).

ma se per esempio stessi già lavorando probabilmente la decisione di tenerlo sarebbe più facile, anche senza il ragazzo.

In ogni caso penso che i rimpianti per un figlio mancato siano grossi, ma i rimpianti per un figlio tenuto che ha eliminato tutti i nostri sogni sia più grave. La donna è sicuramente forte ma vedere la propria vita stravolta con un lavoro peggiore, un rapporto sentimentale compromesso e molto altro, sia difficile da accettare.

Un altra mia paura è proprio quella di cui si parlava, si rinuncia ad avere un figlio e poi non si riesce più ad averne. Io ho un grosso istinto materno, vorrei averne e sarebbe per me un grosso rimorso rinunciare ad averlo per poi non averne più.

Insomma per tirare un po' le somme..
La notizia può essere molto bella o molto difficile,
se tua figlia non lo vuole probabilmente ha fatto il mio ragionamento, non vuole rinunciare ai suoi progetti, ai suoi sogni.
Se riuscirà ad accettare la notizia e deciderà di affrontare questa rivoluzione vi faccio i più grossi auguri.

Non ho la minima idea di quanto possa esserti utile questo messaggio..

auguri per tutto
e auguri per la festa della mamma!
un bacio
Rory
 

Lettrice

Utente di lunga data
Ciao Rory,

Ho capito di chi sei figlia... e sei tanto bella
 

Bruja

Utente di lunga data
Rory

Meglio non potevi scrivere.... sono dcisioni che si prendono al di là ed al di fuori del supporto esterno, anche se aiuta e può supportare parzialmente.
Un figlio deve essere accettato e cresciuto in sè prima che esista anagraficamente. Non esserne pronte in certi casi non è una colpa nè una vergogna, riuscire comunque ad accettarlo è avere maturato una scelta di vita e di rapporto sereno con i sacrifici a cui si va incontro. Ma niente e nessuno può giudicare perchè non ci sono leggi capaci di interpretare il sentire di una persona.
Bruja
 

Nobody

Utente di lunga data
Ciao Rory,

Ho capito di chi sei figlia... e sei tanto bella
La risposta è davvero molto bella. Un figlio dev'essere desiderato.
Se in alcuni casi (per qualunque motivo) non accade, per quanto dolorosa sia la scelta, per fortuna oggi le donne hanno la possibilità di rinunciare.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Ciao Mailea,

Ho abortito quando avevo 23 anni. Non sapevo cosa fare al tempo e non mi sentivo di dirlo a nessuno tranne il mio lui del tempo.

Sapevo che non potevo tenerlo... ma allostesso tempo non mi sentivo di mettermi in fila in un ospedale super affollato a Fi... mi sapeva di macellaio... mi sapeva di sbagliato... non era cosi' che doveva essere... se dovevo farlo non doveva essere cosi'..

Non so spiegare il perche'... ma mi sembrava di togliere ulteriore dignita' alla cosa... benche' io sia assolutamente favorevole all'aborto... non so fu uno strano periodo.

Alla fine mi decisi... ma le 12 settimane concesse in Italia erano scadute di 8 giorni... quando chiesi al medico cosa potevo fare mi tratto' da assassina e quasi mi butto' fuori... questo all'ospedale di Figline Valdarno... fossi stata meno stupida e bimba gli avrei risposto a dovere...

Avvenne dunque in Olanda... coincidenza vero? ... Nel modo in cui doveva avvenire... in una clinica piccola e confortevole... tutte donne... e nessuno ad additare...

Sono contenta della mia scelta... anche ora che guardo Sbarella... so che feci la scelta giusta.

Baci
 

Iris

Utente di lunga data
Non sono nè favorevole , nè contraria all'aborto. Non è questo il punto...sono convinta che ogni donna, in coppia o meno, abbia il sacrosanto diritto di decidere cosa fare in certi frangenti. Non solo ne ha il diritto, ma è l'unica ad avere la capacità di discernere cosa è giusto e cosa è sbagliato per lei e per il concepito.
Pertanto ritengo che una società civile ( e in Italia non c'è purtroppo ancora tanta civiltà), dovrebbe essere assolutamente in grado di sostenere la scelta. E quando parlo di sostegno mi riferisco ad un impegno concreto di assistenza materiale e psicologica, sia nel caso si scega di proseguire la gravidanza, sia nel caso si decida il contrario.
Trovo incivili ed idioti gli atteggiamenti contrari al rispetto della donna.
Assolutamente nocive le crociate anti abortiste...l'unico principio da difendere è il rispetto verso una decisione.
 
N

Non registrata

Guest
Sull'aborto volontario

Ciao Mailea,

Ho abortito quando avevo 23 anni. Non sapevo cosa fare al tempo e non mi sentivo di dirlo a nessuno tranne il mio lui del tempo.

Sapevo che non potevo tenerlo... ma allostesso tempo non mi sentivo di mettermi in fila in un ospedale super affollato a Fi... mi sapeva di macellaio... mi sapeva di sbagliato... non era cosi' che doveva essere... se dovevo farlo non doveva essere cosi'..

Non so spiegare il perche'... ma mi sembrava di togliere ulteriore dignita' alla cosa... benche' io sia assolutamente favorevole all'aborto... non so fu uno strano periodo.

Alla fine mi decisi... ma le 12 settimane concesse in Italia erano scadute di 8 giorni... quando chiesi al medico cosa potevo fare mi tratto' da assassina e quasi mi butto' fuori... questo all'ospedale di Figline Valdarno... fossi stata meno stupida e bimba gli avrei risposto a dovere...

Avvenne dunque in Olanda... coincidenza vero? ... Nel modo in cui doveva avvenire... in una clinica piccola e confortevole... tutte donne... e nessuno ad additare...

Sono contenta della mia scelta... anche ora che guardo Sbarella... so che feci la scelta giusta.

Baci
Personalissima opinione, in tutta coscienza: io faccio volontariato nel CAV della mia città, nel nord Italia, non ho figli miei ma ho adottato il "Progetto Gemma" e SONO FELICE di essere un po' mamma di alcuni bimbi che NON DOVEVANO NASCERE...vi dirò di più, le volontarie più in gamba sono proprio le mamme che si sono arrese ed hanno abortito, il loro rimorso è tale (così mi dicono) che si sognano il/la loro figlio/a ogni notte), e mi dicono sempre..."se potessimo tornare indietro: un figlio cresce, il rimorso dura tutta la vita!"
Facciamo le marce per la pace, siamo contro la pena di morte, e poi...non ci rendiamo conto che la pena di morte più ingiusta è quella dell'aborto? Ingiusta poiché senza reato, senza processo, senza condanna da parte di una giuria che ha decretato senza appello la colpevolezza del nascituro.
Vi prego, meditiamo tutte!
 

Lettrice

Utente di lunga data
Personalissima opinione, in tutta coscienza: io faccio volontariato nel CAV della mia città, nel nord Italia, non ho figli miei ma ho adottato il "Progetto Gemma" e SONO FELICE di essere un po' mamma di alcuni bimbi che NON DOVEVANO NASCERE...vi dirò di più, le volontarie più in gamba sono proprio le mamme che si sono arrese ed hanno abortito, il loro rimorso è tale (così mi dicono) che si sognano il/la loro figlio/a ogni notte), e mi dicono sempre..."se potessimo tornare indietro: un figlio cresce, il rimorso dura tutta la vita!"
Facciamo le marce per la pace, siamo contro la pena di morte, e poi...non ci rendiamo conto che la pena di morte più ingiusta è quella dell'aborto? Ingiusta poiché senza reato, senza processo, senza condanna da parte di una giuria che ha decretato senza appello la colpevolezza del nascituro.
Vi prego, meditiamo tutte!
Ecco cosa intendevo...

Comunque rilassati che le marce sulla pace non mi sogno di farle... per quanto riguarda la pena di morte sono contraria solo perche' e' troppo sbrigativa
 

Nobody

Utente di lunga data
Personalissima opinione, in tutta coscienza: io faccio volontariato nel CAV della mia città, nel nord Italia, non ho figli miei ma ho adottato il "Progetto Gemma" e SONO FELICE di essere un po' mamma di alcuni bimbi che NON DOVEVANO NASCERE...vi dirò di più, le volontarie più in gamba sono proprio le mamme che si sono arrese ed hanno abortito, il loro rimorso è tale (così mi dicono) che si sognano il/la loro figlio/a ogni notte), e mi dicono sempre..."se potessimo tornare indietro: un figlio cresce, il rimorso dura tutta la vita!"
Facciamo le marce per la pace, siamo contro la pena di morte, e poi...non ci rendiamo conto che la pena di morte più ingiusta è quella dell'aborto? Ingiusta poiché senza reato, senza processo, senza condanna da parte di una giuria che ha decretato senza appello la colpevolezza del nascituro.
Vi prego, meditiamo tutte!
La cosa fondamentale è avere la possibilità della scelta, al momento. Come ogni scelta poi, il ripensarla a posteriori può portare rimpianti e rimorsi.
La libertà porta responsabilità. Ora, dopo millenni, la donna è libera di scegliere, e questo è un atto di civiltà.
 

Bruja

Utente di lunga data
non registrata

Personalissima opinione, in tutta coscienza: io faccio volontariato nel CAV della mia città, nel nord Italia, non ho figli miei ma ho adottato il "Progetto Gemma" e SONO FELICE di essere un po' mamma di alcuni bimbi che NON DOVEVANO NASCERE...vi dirò di più, le volontarie più in gamba sono proprio le mamme che si sono arrese ed hanno abortito, il loro rimorso è tale (così mi dicono) che si sognano il/la loro figlio/a ogni notte), e mi dicono sempre..."se potessimo tornare indietro: un figlio cresce, il rimorso dura tutta la vita!"
Facciamo le marce per la pace, siamo contro la pena di morte, e poi...non ci rendiamo conto che la pena di morte più ingiusta è quella dell'aborto? Ingiusta poiché senza reato, senza processo, senza condanna da parte di una giuria che ha decretato senza appello la colpevolezza del nascituro.
Vi prego, meditiamo tutte!

Apprezzo molto quello che persone come te fanno per aiutare e solidarizzare con chi in momenti di dificcoltà ha bisogno di un conforto e di un indirizzo.
Il problema è sempre lo stesso, dici che l'aborto è la pena di morte più ingiusta, senza reato e senza processo che decreta un destino senza appello. Sarebbe bastata la prevenzione, la contraccezione per evitare questie decisioni dure.
Ma l'uomo è un essere fallibile, imperfetto e fa spesso scelte sbagliate prima, durante e dopo! Tuttavia ha diritto di non avere la propria vita completamente cambiata o perfino demolita da eventi che peserebbero in modo definitivo sul proprio destino. Non assolvo nè condanno nessuno, perchè se così facessi, dovrei dire che l'eliminazione di un essere umano in embrione è pari o superiore alle persone che quotidianamente vengono uccise scientemente e senza difesa preventiva da altri uomini. Non parlo solo di guerre o di carestie, ma anche di far nascere dei bimbi che verranno poi destinati agli usi più ignobili proprio da altri essere umani, oppure del devastante lavoro infantile dell'america latina e dell'asia, le mutilazioni di quelli che li mandano a cercare la carità, o la sicura e certa fine cui vanno incontro quelli che anche se hanno acqua e cibo non hanno da curarsi malattie che sono scomparse nei paesi dove si esercita il controllo delle nascite.
Spesso il rifiuto di una nuova vita dipende più dalle circostanze stanziale e sociali che dalla volontà dell'interessata.
Ripeto grande rispetto e considerazione per il tuo lavoro ma altrettanto per la libertà di scegliere la vita attraverso la propria vita.
Bruja
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Lea...

Riporto qui di seguito la bellissima risposta che una una ventenne ha dato al mio post su "mamme" in forum libero (che poi rispecchia il pensiero di mia figlia...)
Mi farebbe piacere avere anche altri pareri da utenti di tutte le età e magari da chi ha già affrontato la scelta ...
Rory
Messaggi: n/a


test
Citazione:
Originalmente inviato da mailea
grazie,
AUGURI A TUTTE VOI MAMME, AMICHE DEL FORUM !


Mai come oggi questi auguri mi commuovono, si ho le lacrime agli occhi...
Ieri mia figlia mi ha detto che ha fatto il test di gravidanza ed è positivo, ma non lo vuole questo bambino.
Vista la sua giovane età ed il rapporto in crisi col suo ragazzo, è comprensibile...
le ho detto che ha tempo per riflettere bene, intanto ci riprendiamo dal colpo... e ne riparleremo con calma.
Lea nonna (spero per sempre)


ciao mailea,
sono la figlia di una frequentatrice del forum.
mia mamma mi ha detto di darti un parere da ventenne (ho 22 anni), per quel che può servire....

penso cosa farei se succedesse a me...(facciamo le corna)
penso che una discriminante importante sia cosa sto facendo nella vita, come progedono i miei progetti.
in questo momento per esempio io sto studiando, ho preso la laurea triennale ma mi manca la specialistica e non vorrei avere rimpianti da scaricare su mio figlio (consapevolmente o no).

ma se per esempio stessi già lavorando probabilmente la decisione di tenerlo sarebbe più facile, anche senza il ragazzo.

In ogni caso penso che i rimpianti per un figlio mancato siano grossi, ma i rimpianti per un figlio tenuto che ha eliminato tutti i nostri sogni sia più grave. La donna è sicuramente forte ma vedere la propria vita stravolta con un lavoro peggiore, un rapporto sentimentale compromesso e molto altro, sia difficile da accettare.

Un altra mia paura è proprio quella di cui si parlava, si rinuncia ad avere un figlio e poi non si riesce più ad averne. Io ho un grosso istinto materno, vorrei averne e sarebbe per me un grosso rimorso rinunciare ad averlo per poi non averne più.

Insomma per tirare un po' le somme..
La notizia può essere molto bella o molto difficile,
se tua figlia non lo vuole probabilmente ha fatto il mio ragionamento, non vuole rinunciare ai suoi progetti, ai suoi sogni.
Se riuscirà ad accettare la notizia e deciderà di affrontare questa rivoluzione vi faccio i più grossi auguri.

Non ho la minima idea di quanto possa esserti utile questo messaggio..

auguri per tutto
e auguri per la festa della mamma!
un bacio
Rory
Già qualcosa ti ho detto, al riguardo,ma mi sento di aggiungere qualche considerazione e qualche spunto ulteriore di riflessione.

Sia in ciò che ha scritto rosy, e che ho sottolineato, che in quello che mi hai detto tu riferendoti a tua figlia, sento un'unica nota stonata (col massimo rispetto cmque per una scelta così importante): il sentire eccessivamente "gravoso" e "castrante" affrontare una gravidanza, anche da sole (?).

Quanti di noi (o quanti ne conoscete) son figli di genitori che seppur giovani, seppur senza la minima idea di come avrebbero fatto a cavarsela, hanno scelto di accogliere quella vita? E come siamo/son cresciuti? E loro, i genitori, hanno davvero tutti questi rimpianti?


Riguardo all'esser sole... se sole significa senza eventualmente il padre del/la figlio/a accanto è un conto. Ma non credo che Lea abbandonerebbe mai sua figlia, che non le starebbe vicina, che non la sosterrebbe in tutto e per tutto e così (credo) anche il padre.

Certo, occorrono sacrifici, rinunce, costerebbe fatica.

Ma non è che, al giorno d'oggi, specie i ragazzi (vedo ad esempio le mie figlie), scelgano sempre la via meno impervia? Quella che pare comportare meno sacrifici?
Se non è per quello, sarà per qualcos'altro, ma la vita non è sempre un dolce declivio, ci saranno le salite, e allora che si fa? Si aggirerà sempre l'ostacolo?

Quante han rinunciato o rinunciano all'avere un figlio perchè...non è mai il momento, forse non c'è l'uomo giusto, perchè prima c'è la carriera, poi bisogna sistemarsi economicamente, poi...c'è sempre un poi e ci si ritrova ad esser mamme a quarant'anni (forse)....

Con questo non contesto la libertà di scelta, nè l'aborto, le cui conseguenze un uomo non potrà certo mai capire e forse manco avrebbe più di tanto il diritto di parlarne...

Ma un invito a pensarci bene, e poi ripensarci e poi pensarci ancora...credo si possa e si debba fare!

Un abbraccio a entrambe, Lea!
 
P

pimpa

Guest
Io non dovevo nascere, ho motivo di pensare che mia madre ci abbia anche provato ad abortire, assumendo farmaci istigata da mio padre ma alla fine, visto che ho una pelle dura e visto che lei si vergognava ad andare in un ospedale per "quel" motivo, ho vinto io.
I miei genitori avevano già un figlio maschio e questo gli era sufficente; mia madre usava la spirale.. eh eh eh...ma io non ne volevo proprio sapere di stare dov'ero, così mi sono intrufolata! Ho passato un'infanzia molto brutta: umiliazioni continue, botte e scenate, insulti e non capivo il perchè di tanta differenza di trattamento tra me e mio fratello (lui invece viziatissimo, ipercoccolato, iperosannato). Eppure ero una brava bambina, molto educata, bravissima a scuola e nello sport, mai dato un grattacapo a qualcuno...quando mia madre ha "confessato" ho avuto conferma di quello che già il mio cuore mi diceva da tempo. Io non dovevo nascere, son saltata fuori a "tradimento" e per di più nonostante i maltrattamenti ero migliore e più forte del loro adorato figlio maschio!
Ne ho passate di cotte e di crude e se quelle medicine avessero fatto un effetto diverso..mi sarei risparmiata tante cose che non auguro a nessuno.
Nonostante questo resto favorevole all'aborto, che reputo una scelta opportuna in alcuni casi estremi e nutro profondo rispetto per il dolore e la sofferenza delle donne che si trovano ad affrontare questo dramma.
Di tanto in tanto penso a me quando ero ancora dentro alla pancia... con un salame già bello pronto per chi voleva rimandarmi indietro solo per paura!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Scelte

Nella vita si compiono molte scelte e a distanza di tempo valutiamo diversamente le scelte fatte da come l'avevamo fatto quando avevamo dovuto compierle.
Il discorso si riallaccia al dibattuto tema dei rimpianti e dei rimorsi che credo mai come nel caso di un aborto si mescolano.
Credo che sia giusto, in questi casì, tacitare i rimorsi perché quando ci si è trovate si ha fatto quello che al momento, nelle condizioni in cui ci si trovava a vivere e con gli strumenti di valutazione che si possedevano, si è trovato giusto fare.
Ma credo che cose che sembrano importantissime e a cui sembra difficile rinunciare a distanza di tempo vengono ridimensionate e appaiono del tutto secondarie se non risibili.
Quello che invece bisogna scandagliare a fondo è il proprio animo e la capacità di accogliere chi giunge non cercato, inaspettato.
Se, ad esempio, una gravidanza fosse derivata da uno stupro sarebbe ben difficile non proiettare sul piccolo il dolore, il disgusto, la rabbia e le cattive qualità di chi l'ha generato.
Ma se il rapporto da cui deriva è stato con una persona che amiamo, al di là dei contrasti contingenti, saremmo sicuramente più accoglienti.
Che la scelta sia della donna è fuori discussione, ma che non debba in nessun caso sentirsi sola è fondamentale.
Io ho una storia di militanza femminista che rivendicava il diritto all'autodeterminazione, ma ho sempre pensato e sentito che una gravidanza è comunque una vita potenziale ed è una cosa meravigliosa, ma ho dato sostegno a chi si è trovata a scegliere di interrompere la gravidanza. Ma nello stesso modo ho dato appoggio a chi ne aveva necessità per avere la forza di portarla aventi indicandole dove avrebbe potuto trovare aiuto.
E' una posizione solo apparentemente contraddittoria.
 

Iris

Utente di lunga data
Nella vita si compiono molte scelte e a distanza di tempo valutiamo diversamente le scelte fatte da come l'avevamo fatto quando avevamo dovuto compierle.
Il discorso si riallaccia al dibattuto tema dei rimpianti e dei rimorsi che credo mai come nel caso di un aborto si mescolano.
Credo che sia giusto, in questi casì, tacitare i rimorsi perché quando ci si è trovate si ha fatto quello che al momento, nelle condizioni in cui ci si trovava a vivere e con gli strumenti di valutazione che si possedevano, si è trovato giusto fare.
Ma credo che cose che sembrano importantissime e a cui sembra difficile rinunciare a distanza di tempo vengono ridimensionate e appaiono del tutto secondarie se non risibili.
Quello che invece bisogna scandagliare a fondo è il proprio animo e la capacità di accogliere chi giunge non cercato, inaspettato.
Se, ad esempio, una gravidanza fosse derivata da uno stupro sarebbe ben difficile non proiettare sul piccolo il dolore, il disgusto, la rabbia e le cattive qualità di chi l'ha generato.
Ma se il rapporto da cui deriva è stato con una persona che amiamo, al di là dei contrasti contingenti, saremmo sicuramente più accoglienti.
Che la scelta sia della donna è fuori discussione, ma che non debba in nessun caso sentirsi sola è fondamentale.
Io ho una storia di militanza femminista che rivendicava il diritto all'autodeterminazione, ma ho sempre pensato e sentito che una gravidanza è comunque una vita potenziale ed è una cosa meravigliosa, ma ho dato sostegno a chi si è trovata a scegliere di interrompere la gravidanza. Ma nello stesso modo ho dato appoggio a chi ne aveva necessità per avere la forza di portarla aventi indicandole dove avrebbe potuto trovare aiuto.
E' una posizione solo apparentemente contraddittoria.
No. Niente affatto contraddittoria. E' la mia posizione, comunque a favore della libertà di scelta e contraria ad ogni tipo di crociata. Al centro di ogni discussione c'è la persona...ogni storia diaborto o di nascita è unica...non si può a priori essere a favore o contro una scelta.
 

Nobody

Utente di lunga data
Nella vita si compiono molte scelte e a distanza di tempo valutiamo diversamente le scelte fatte da come l'avevamo fatto quando avevamo dovuto compierle.
Il discorso si riallaccia al dibattuto tema dei rimpianti e dei rimorsi che credo mai come nel caso di un aborto si mescolano.
Credo che sia giusto, in questi casì, tacitare i rimorsi perché quando ci si è trovate si ha fatto quello che al momento, nelle condizioni in cui ci si trovava a vivere e con gli strumenti di valutazione che si possedevano, si è trovato giusto fare.
Ma credo che cose che sembrano importantissime e a cui sembra difficile rinunciare a distanza di tempo vengono ridimensionate e appaiono del tutto secondarie se non risibili.
Quello che invece bisogna scandagliare a fondo è il proprio animo e la capacità di accogliere chi giunge non cercato, inaspettato.
Se, ad esempio, una gravidanza fosse derivata da uno stupro sarebbe ben difficile non proiettare sul piccolo il dolore, il disgusto, la rabbia e le cattive qualità di chi l'ha generato.
Ma se il rapporto da cui deriva è stato con una persona che amiamo, al di là dei contrasti contingenti, saremmo sicuramente più accoglienti.
Che la scelta sia della donna è fuori discussione, ma che non debba in nessun caso sentirsi sola è fondamentale.
Io ho una storia di militanza femminista che rivendicava il diritto all'autodeterminazione, ma ho sempre pensato e sentito che una gravidanza è comunque una vita potenziale ed è una cosa meravigliosa, ma ho dato sostegno a chi si è trovata a scegliere di interrompere la gravidanza. Ma nello stesso modo ho dato appoggio a chi ne aveva necessità per avere la forza di portarla aventi indicandole dove avrebbe potuto trovare aiuto.
E' una posizione solo apparentemente contraddittoria.
Non è affatto contraddittoria, nemmeno apparentemente. Le persone che vogliono sinceramente aiutare il prossimo, a prescindere dalle proprie convinzioni personali, si comportano esattamente come hai fatto tu
 

Nobody

Utente di lunga data
...oddio, sono d'accordo con Iris...
Devo cominciare a preoccuparmi?
 

Old Otella82

Utente di lunga data
L'aborto è sempre esistito, ora è legale e sicuro per la salute della donna, un tempo ricorrere alle "mammane" era molto pericoloso.
Difenderò sempre il diritto di scelta, difenderò sempre la legge sull'aborto, e non solo perchè quando avevo 19 anni mi sono trovata a dover abortire.
Dico dovere, perchè non potevo scegliere altrimenti: il mio partner, che mi aveva deliberatamente mentito sul preservativo, non c'era più, non avevo finito la scuola, la mia famiglia non godeva di un equilibrio e di una serenità che potessero darmi un valido aiuto ad affrontare la responsabilità della crescita di un figlio. è stato doloroso, e più di una volta ho avuto la tentazione di mollare tutto, di fuggire via, con un forte desiderio di addormentarmi e di svegliarmi scoprendo che era tutto un sogno.
Ho incontrato un'associazione di donne volenterose allora, al consultorio, cattoliche, che tentarono di convincermi a tenere il bambino. Dalle parole gentili, dato che non riuscirono a convincermi, passarono alle accuse, alle condanne, dopo la ginecologa con la delicatezza di un elefante, che mi guardava schifata come fossi un'infetta contagiosa, mi sono toccate anche loro, quelle che tutelavano il diritto alla vita. Tutelavano qualcuno che non c'era e se la prendevano con una ragazzina (all'ospedale non credevano che io fossi maggiorenne, dimostravo molto meno), che di tutto aveva bisogno tranne dell'opinione di chi non sapeva un' h della sua vita e non aveva interesse a saperlo.
Mi sono pentita, non dell'aborto in sè, ma di quello che all'aborto mi ha condotta. se tornassi indietro penserei a me stessa in maniera più sana, cercherei di non trovare consolazione nelle braccia di una persona che non mi amava, perchè quella è stata l'unica volta che ho fatto sesso senza amore.
Oggi, se dovessi ritrovarmi incinta potrei scegliere, e sono quasi certa che, passata la paura e lo smarrimento iniziale, terrei il bambino, mi sentirei di potergli dare l'amore e la tranquillità che merita.
Quel che manca in Italia, è un vero supporto per le donne e le ragazze che si trovano ad abortire, il supporto psicologico non si trova quasi più al consultorio, a me dissero prima di andar via che, se lo desideravo, potevano darmi un numero per fissare un appuntamento con uno psicologo, poi più nulla. Posso dire tuttavia, che all'ospedale ho trovato molta umanità e comprensione.
Io sono per la vita, non si nasce genitori, e i genitori sono le persone che possono fare i danni più ingenti ad una creatura, sono certa che nella vita esista un momento per tutto.
Malilea tua figlia ha in ogni caso bisogno di te in questo momento, stalle vicina, e vedrai che sarà in grado di prendere la giusta decisione.
Un abbraccio.

ps= chiedo perdono ma devo sostituire la tastiera e ogni tanto saltano gli spazi o si aggiungono dove non dovrebbero perchè s'incastra la barra spaziatrice.
 

MariLea

Utente di lunga data
grazie a tutti per i bellissimi interventi e le testimonianze...
siete davvero degli amici preziosi e quando mia figlia verrà a sbirciare da queste parti, come fa di tanto in tanto, troverà parecchi spunti di riflessione...

(Fedigrafo)- Quanti di noi (o quanti ne conoscete) son figli di genitori che seppur giovani, seppur senza la minima idea di come avrebbero fatto a cavarsela, hanno scelto di accogliere quella vita? E come siamo/son cresciuti? E loro, i genitori, hanno davvero tutti questi rimpianti?
Io, guarda caso, nata da genitori quarantenni, sono diventata mamma ventenne e non ho mai avuto rimpianti, mai.
Io ci sono e ci sarò sempre, qualunque decisione prenderà, per il momento non vuol dire niente a nessuno, nemmeno al fratello con cui ha grande confidenza... non vuol dargli preoccupazioni...
 
O

Old Compos mentis

Guest
L'aborto è sempre esistito, ora è legale e sicuro per la salute della donna, un tempo ricorrere alle "mammane" era molto pericoloso.
Difenderò sempre il diritto di scelta, difenderò sempre la legge sull'aborto, e non solo perchè quando avevo 19 anni mi sono trovata a dover abortire.
Dico dovere, perchè non potevo scegliere altrimenti: il mio partner, che mi aveva deliberatamente mentito sul preservativo, non c'era più, non avevo finito la scuola, la mia famiglia non godeva di un equilibrio e di una serenità che potessero darmi un valido aiuto ad affrontare la responsabilità della crescita di un figlio. è stato doloroso, e più di una volta ho avuto la tentazione di mollare tutto, di fuggire via, con un forte desiderio di addormentarmi e di svegliarmi scoprendo che era tutto un sogno.
Ho incontrato un'associazione di donne volenterose allora, al consultorio, cattoliche, che tentarono di convincermi a tenere il bambino. Dalle parole gentili, dato che non riuscirono a convincermi, passarono alle accuse, alle condanne, dopo la ginecologa con la delicatezza di un elefante, che mi guardava schifata come fossi un'infetta contagiosa, mi sono toccate anche loro, quelle che tutelavano il diritto alla vita. Tutelavano qualcuno che non c'era e se la prendevano con una ragazzina (all'ospedale non credevano che io fossi maggiorenne, dimostravo molto meno), che di tutto aveva bisogno tranne dell'opinione di chi non sapeva un' h della sua vita e non aveva interesse a saperlo.
Mi sono pentita, non dell'aborto in sè, ma di quello che all'aborto mi ha condotta. se tornassi indietro penserei a me stessa in maniera più sana, cercherei di non trovare consolazione nelle braccia di una persona che non mi amava, perchè quella è stata l'unica volta che ho fatto sesso senza amore.
Oggi, se dovessi ritrovarmi incinta potrei scegliere, e sono quasi certa che, passata la paura e lo smarrimento iniziale, terrei il bambino, mi sentirei di potergli dare l'amore e la tranquillità che merita.
Quel che manca in Italia, è un vero supporto per le donne e le ragazze che si trovano ad abortire, il supporto psicologico non si trova quasi più al consultorio, a me dissero prima di andar via che, se lo desideravo, potevano darmi un numero per fissare un appuntamento con uno psicologo, poi più nulla. Posso dire tuttavia, che all'ospedale ho trovato molta umanità e comprensione.
Io sono per la vita, non si nasce genitori, e i genitori sono le persone che possono fare i danni più ingenti ad una creatura, sono certa che nella vita esista un momento per tutto.
Malilea tua figlia ha in ogni caso bisogno di te in questo momento, stalle vicina, e vedrai che sarà in grado di prendere la giusta decisione.
Un abbraccio.

ps= chiedo perdono ma devo sostituire la tastiera e ogni tanto saltano gli spazi o si aggiungono dove non dovrebbero perchè s'incastra la barra spaziatrice.
Sei una gran donna, Otella. Un bacio sincero.
 
O

Old Compos mentis

Guest
Io non dovevo nascere, ho motivo di pensare che mia madre ci abbia anche provato ad abortire, assumendo farmaci istigata da mio padre ma alla fine, visto che ho una pelle dura e visto che lei si vergognava ad andare in un ospedale per "quel" motivo, ho vinto io.
I miei genitori avevano già un figlio maschio e questo gli era sufficente; mia madre usava la spirale.. eh eh eh...ma io non ne volevo proprio sapere di stare dov'ero, così mi sono intrufolata! Ho passato un'infanzia molto brutta: umiliazioni continue, botte e scenate, insulti e non capivo il perchè di tanta differenza di trattamento tra me e mio fratello (lui invece viziatissimo, ipercoccolato, iperosannato). Eppure ero una brava bambina, molto educata, bravissima a scuola e nello sport, mai dato un grattacapo a qualcuno...quando mia madre ha "confessato" ho avuto conferma di quello che già il mio cuore mi diceva da tempo. Io non dovevo nascere, son saltata fuori a "tradimento" e per di più nonostante i maltrattamenti ero migliore e più forte del loro adorato figlio maschio!
Ne ho passate di cotte e di crude e se quelle medicine avessero fatto un effetto diverso..mi sarei risparmiata tante cose che non auguro a nessuno.
Nonostante questo resto favorevole all'aborto, che reputo una scelta opportuna in alcuni casi estremi e nutro profondo rispetto per il dolore e la sofferenza delle donne che si trovano ad affrontare questo dramma.
Di tanto in tanto penso a me quando ero ancora dentro alla pancia... con un salame già bello pronto per chi voleva rimandarmi indietro solo per paura!
Mi chiedo come si faccia ad essere così animali. Sei cresciuta in cattività, non oso neanche immaginare quanta solitudine porti nel cuore. Vali tanto.
 
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