Un_fiordiloto
Utente di lunga data
Siamo arrivati al 70esimo anniversario della liberazione di Auschwitz.
Domani in tutto il mondo si ricorderà una delle pagine più drammatiche ed assurde della storia.
I superstiti ormai sono pochissimi ed i loro racconti le loro testimonianze non potranno più essere raccontate.
Eppure le generazioni future non possono non sapere quanto è accaduto...nessuno deve dimenticare.
«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».
Primo Levi
Domani in tutto il mondo si ricorderà una delle pagine più drammatiche ed assurde della storia.
I superstiti ormai sono pochissimi ed i loro racconti le loro testimonianze non potranno più essere raccontate.
Eppure le generazioni future non possono non sapere quanto è accaduto...nessuno deve dimenticare.
«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».
Primo Levi