Il dolore

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Nobody

Utente di lunga data
... HI, HI, HI... Multimodi, io adoro i paradossi... hi, hi, hi...
Questo tema si presta particolarmente...in realtà un vero sadico non dovrebbe mai sfiorare un masochista giusto? Ho sempre pensato che il vero sadismo sia patologico e pericoloso, perchè può solo mirare a provocare sofferenza in vittime non consenzienti.
 
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Old Anna A

Guest
Questo tema si presta particolarmente...in realtà un vero sadico non dovrebbe mai sfiorare un masochista giusto? Ho sempre pensato che il vero sadismo sia patologico e pericoloso, perchè può solo mirare a provocare sofferenza in vittime non consenzienti.
si vede che non hai mai letto almudena grandes...
 
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Old Holly

Guest
Per te...

l'amica, la mentore, la sorella mai avuta ha deciso di andar via 20 giorni prima del mio matrimonio: le avevo chiesto di farmi da testimone, mi aveva giurato che ce l'avrebbe fatta, a costo di venire in chiesa con un cappellino per coprire i segni della chemio ed un bastone che la sorreggesse....aveva 42 anni all'epoca, io 29....ed invece se n'è andata....sapevo che non ci sarebbe stata al mio matrimonio, almeno non fisicamente....ero preparata: sei mesi di interventi, terapie, palliativi non ti preparano comunque al dolore lancinante che senti dentro quando ti comunicano che non vedrai più il sorriso di quella persona, non sentirai la sua voce darti consigli, rimproverarti, dirti che stai facendo una cazzata....
Si dice che il tempo sia galantuomo, che chi va via va in un posto migliore...sono cazzate: io mi sono sentita una donna a metà, ho pianto, ho pianto tanto...pensavo di non avere più lacrime (e invece il tempo mi ha poi dimostrato che ne avevo ancora tantissime da versare) e che il mio corpo non ce la facesse a contenere tutto quel dolore....poi il giorno del mio matrimonio ho pensato che le stavo dando una grossa delusione, vanificando gli sforzi e il sostegno che mi aveva dato in 10 anni per aiutarmi a diventare DONNA, senza sostituirsi alla figura materna ed ho reagito: l'ho ringraziata per quello che mi aveva saputo donare con la sua amicizia, sapevo che l'avrei avuta sempre accanto a me, consigliera invisibile per gli altri, ma sempre presente e viva accanto a me e nel mio cuore....
L'ASSENZA

VIVERE è, insieme, accumulo e perdita. Incontrarsi e dirsi addio. Volti, nomi,storie, sentimenti, persone. Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada; poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri; a volte si fermano, e rimangono lì, e ci guardano allontanarci e diventare sempre più piccoli, sempre più distanti, mentre proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta. Ma ci lasciano, tutti, qualcosa. Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre; ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell'assenza.

L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia,nel giorno più difficile. L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno.

L'assenza è un ricordo che a chiunque - ma non a te - parrà banale, è una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai più quando e dove, un sorriso, un'amarezza seppelliti nella memoria. E' una sera d'estate con le nuvole alte nel cielo, antichi re delle fiabe che partono per l'esilio; è una strada ripercorsa tante volte, è il Natale come lo aspettavano i bambini, un giardino misterioso come la giungla nera, un pomeriggio giocato all'ombra di un cortile, mitologia quotidiana, lessico familiare, epopea domestica.

L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli.

E' l'amore che ti porti dentro, è quello che resta quando tutto finisce.
Il rendiconto ultimo, il significato del vivere.
 

Nobody

Utente di lunga data
si vede che non hai mai letto almudena grandes...
No...però Anna, a mio avviso c'è un paradosso irrisolvibile nel vero sadismo. O meglio, risolvibile solo con la patologia criminale.
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia,nel giorno più difficile. L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno.

L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli.

POSSO DIRTI SOLO GRAZIE..... lei c'è...hai voglia che c'è....
 
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Old Holly

Guest
L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia,nel giorno più difficile. L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno.

L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli.

POSSO DIRTI SOLO GRAZIE..... lei c'è...hai voglia che c'è....

Non sono parole mie eh! Le ho trovate in un blog.
 

La Lupa

Utente di lunga data
... no dai... per favore... ciava quel che ti pare ma certi orrori no... ti prego... hi, hi, hi... hi, hi, hi...
Ma perchè???

E' bellissimo!!!!

C'avevo un uccellino...
... che c'aveva il becco fino...
... hi hi hi...
 
O

Old chensamurai

Guest
Questo tema si presta particolarmente...in realtà un vero sadico non dovrebbe mai sfiorare un masochista giusto? Ho sempre pensato che il vero sadismo sia patologico e pericoloso, perchè può solo mirare a provocare sofferenza in vittime non consenzienti.
... certo, un vero sadico, specialmente se con un profilo psicopatico, rappresenta un serio pericolo... sono frequentissimi i casi di omicidio...
 
O

Old Anna A

Guest
L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia,nel giorno più difficile. L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno.

L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli.

POSSO DIRTI SOLO GRAZIE..... lei c'è...hai voglia che c'è....
l'assenza vera è quella cosa che provi quando per la prima volta ti senti solo nella vita.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non mi sembra sciocco per niente. Proprio per niente
Mi dispiace. Ricordavo che era malato.
un abbraccio
... magari, potresti scrivere: "Ricordavo che fosse malato"... che noia... che squallore totale... sono appena entrato... e già ho voglia di uscire...
(...)
Reggono il congiuntivo i verbi che esprimono “una volizione (ordine, preghiera, permesso), un’aspettativa (desiderio, timore, sospetto), un’opinione o una persuasione”, tra cui: accettare, amare, aspettare, assicurarsi, attendere, augurare, chiedere, credere, curarsi, desiderare, disporre, domandare, dubitare (ma all’imperativo negativo può richiedere l’indicativo: “non dubitare che faremo i nostri conti”, C. Collodi, Le avventure di Pinocchio), esigere, fingere, illudersi, immaginare, lasciare, negare, ordinare, permettere, preferire, pregare, pretendere, raccomandare, rallegrarsi, ritenere, sospettare, sperare, supporre, temere, volere. Alcuni esempi letterari: “né ella stessa poteva accettare che per cinque anni il fratello l’avesse mantenuta” (De Roberto, I Viceré); “egli era padrone d’ordinare che non si dessero affatto degli estratti dai suoi libri” (Svevo, La coscienza di Zeno); “avrebbe fatto fingere che la ragazza avesse almeno una dote piccola” (Tozzi, Tre croci); “Non potete supporre che io ignori l’oltraggio fatto da voi al mio amico” (Fogazzaro, Malombra).
Richiedono l’indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui accorgersi, affermare, confermare, constatare, dichiarare, dimostrare, dire, giurare, insegnare, intuire, notare, percepire, promettere, ricordare, riflettere, rispondere, sapere, scoprire, scrivere, sentire, sostenere, spiegare, udire, vedere. Ancora alcuni esempi: “possiamo affermare che per imporsi all’adorazione è sempre lui che si rivela” (Zena, Confessione postuma); “posso anche giurare che poche contesse hanno due spalle e due braccia più ben fatte” (De Marchi, Demetrio Pianelli); “Niccolò seguitò, per un pezzo, a sostenere che aveva torto” (Tozzi, Tre croci); “Non le faccia stupore di udire che una parola viene usata in varj sensi” ("Il Conciliatore").
Infine, alcuni verbi possono avere l’indicativo o il congiuntivo, con sfumature diverse di significato (su cui cfr. SERIANNI 1989: XIV 51).
ammettere, ind. ‘riconoscere’: ammisi davanti al professore che non avevo studiato bene; cong. ‘supporre, permettere’: ammettendo che tu abbia ragione, cosa dovrei fare?;
badare, ind. ‘osservare’: cercò di non badare all’effetto che gli faceva quella strana voce; cong. ‘aver cura’: mi consigliava di badare che non cadessi;
capire, comprendere, ind. ‘rendersi conto’: non vuole capire che io non sono un suo dipendente; cong. ‘trovare naturale’: capisco che tu voglia andartene;
considerare, ind. ‘tener conto’: non considerava che nessuno voleva seguirlo; cong. ‘supporre’: arrivò a considerare che non ci fossero altre possibilità;
pensare, ind. ‘essere convinto’: penso anch’io che tu sei stanco; cong. ‘supporre’: penso che tu sia stanco.
Alcune più recenti descrizioni grammaticali, anche in base a osservazioni su casi come quelli appena descritti, propongono di abbandonare il riferimento al congiuntivo come modo dell’irrealtà e di studiare più semplicemente la presenza di questo modo verbale in una subordinata secondo due possibilità:
1) in una subordinata completiva se richiesto dal verbo reggente (come nei casi suddetti in cui il verbo principale vuole necessariamente il congiuntivo);
2) in una subordinata non completiva in cui: (a) la spinta non venga dunque più dal verbo reggente ma dalla congiunzione che introduce la subordinata; (b) il congiuntivo sia in libera alternanza coll’indicativo (cfr. PRANDI 2002).
Per approfondimenti
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4369&ctg_id=93

Per polemiche rivolgersi all'Accademia della crusca
 
O

Old Asudem

Guest
Ma perchè???

E' bellissimo!!!!

C'avevo un uccellino...
... che c'aveva il becco fino...
... hi hi hi...
mi fai morire


la sai la barzelletta no?

Il romano:
noi c'avemo il foro
noi c'avemo trinità dei monti
noi c'avemo er colosseo
e il veneto
noi ciavemo e basta
 
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Old chensamurai

Guest
Ma perchè???

E' bellissimo!!!!

C'avevo un uccellino...
... che c'aveva il becco fino...
... hi hi hi...
... mica ho messo in dubbio il fatto che tu ciavavi con gli uccellini... ci mancherebbe altro... hi, hi, hi... hi, hi, hi... chissà quanti uccellini hai ciavato in vita tua... HI, HI, HI... HI, HI, HI... altro che uno... HI, HI, HI... HI, HI, HI...
 

La Lupa

Utente di lunga data
giusto te...ti cercavo....LUPA allora mi dici che ha deciso quei nomi di esclusi dal barrio?


tu solo vero?
hi hi hi... cosa hai scritto scusa? ... hi hi hi... non ho capito... torna a scuola ingnorantella... hi hi hi...



Uè, ma ragazzi! Ma che ficata!
 
Stato
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