Il dolore

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Dici bene Persa, ma che ci vuoi fare... ci si innamora.
Me lo tengo così.
D'altronde lui potrebbe dire la stessa cosa di me... o no?!

Mica dico che è un difetto dell'altro ...ma che questa differenza di gusti è una divergenza proprio di modo di vedere la vita e i sentimenti...
 
O

Old Holly

Guest
Mica dico che è un difetto dell'altro ...ma che questa differenza di gusti è una divergenza proprio di modo di vedere la vita e i sentimenti...

Hai ragione. E in un certo senso queste divergenze alla lunga dividono.
Se poi penso a me e lui, siamo il giorno e la notte.
Mah, si vede che gli opposti si attraggono. E poi si media.
Se siamo ancora insieme qualcosa che ci unisce c'è.
 

Old casa71

Utente di lunga data
Si parlava oggi di ferite e di dolore.
Il dolore con cui tutti conviviamo, chi più chi meno, che ci accompagna , ospite indesiderato quanto costante, durante tutto il corso della vita.
Io credo di avere raggiunto una buona soglia di sopportazione grazie al caparbio e fastidioso perpetrarsi di situazioni dolorose che mi hanno colpito per alcuni anni. Uno dei due doveva soccombere. Non sono stata io.Tanto che ,per un bel pezzo, ho avuto la percezione che la mia vita sarebbe stata costellata solo dal dolore.
Invece per qualche tempo si è dileguato.
Mi ha dato tregua anche se, ammetto, non ho mai abbassato la soglia di attenzione e di prontezza nell'affrontarlo. Sono convinta, infatti ,che una buona preparazione sia un'alleata impareggiabile nell'affronto.
Poi, l'anno scorso, si è ripresentato, come un odioso e puntuale esattore , dandomi una bella legnata nell'unica breccia aperta ed a rischio: gli affetti.
Mi ha strappato una persona a cui volevo molto bene. Un amico, un ex amante, una presenza molto viva e vicina alla mia vita e quotidiano.
E l'ha fatto nella maniera più subdola e schifosa:con la malattia, piano piano, lentamente, facendomi assaporare ogni bocconcino della sua perfidia.
Sbandamento totale, perdita di riferimenti,e crollo.
Non c'ero più abituata.
Non sapevo come affrontarlo questa volta.
Invece è passata.
Oggi mi punzecchia con le uniche armi che ha, i ricordi. Armi micidiali e subdole che lo ravvivano come legna in un camino acceso. Ma li ricaccio nell'angolino e vado avanti. Conscia che l'unica arma che ho è il tempo.
Tempo per dimenticare , non la persona che non ho più ma quel dolore che bruciava insopportabilmente al momento e che ora è un sordo malessere che riesco a dominare. Tempo per sostituire le emozioni con la testa, il raziocinio, la ragione.
Non sono guarita ma ho messo addosso l'armatura.
E per preparami ad altri colpi la indosso ogni giorno puntuale, come un vestito da provare.
Mi aspetto il colpo e mi preparo
E serve. Mi aiuta.
Quindi che ci serve? tempo e armature.
Alla fine si riduce a quello.
Basta mettersi il vestitino.
Pesante ma efficace.
Sembra niente ma ho già il viso più disteso.(I corti di Aldo, Giovanni e Giacomo)
So' di cosa stai parlando.
Ho un padre che non si è mai accorto di sua figlia e ora a malapena di una nipote stupenda, quando un anno e mezzo fa' è morto il compagno di mia madre sono stata investita da un profondo dolore. E' sempre stata una presenza costante nella mia vita e ora mi manca. Io ci ho provato a sotterrare i ricordi per allontanare il dolore, ma non ce la facevo nè per nè per mia madre, ho deciso invece di coltivarli e il dolore piano ma molto piano si sta arrendendo. Perchè il suo ricordo è troppo bello e non voglio dimenticarlo.
 
O

Old Domani

Guest
Si parlava oggi di ferite e di dolore.
ci sono istanti.......

"ci sono istanti.... " credo sia l'unica frase da dire in questi casi
non capisco cosa sia l'elemento scatenante di questi istanti di pensiero
alle volte è una voce
altre volte è una situazione
altre ancora è un ricordo o un colore

e cosi ci sono istanti in cui il dolore, il ricordo ha la meglio
quando accade mi sento in colpa
mi sento in colpa per non averlo pensato abbastanza, per non aver fatto tante cose
mi sento incompleto

recentemente ho avuto una grande perdita condita da un risultato certo e da uno stillicidio mescolato ad impotenza (ho scoperto essere una combinazione micidiale)....... ma se non ho capito male questo lo sai già o almeno dovresti ricordarlo
questo abbinato alla mia solita caratteristica dello scoppio ritardato stà cominciando a farsi sentire
lo penso ogni giorno, per poco ma lo penso
ti sembrerà sciocco ma prima di fare qualcosa (di importante) il mio pensiero va a lui, mi chiedo se sarebbe fiero di me o meno se facessi quella cosa
è una sorta di coscienza, non che prima non l'avessi ma ora è molto + rigida
pensa che ultimamente mi capita di svegliarmi di notte con una sorta di batticuore e mi scopro che lo stavo pensando

allora inizio a pensare a tutte le cose fatte insieme, a quello che mi ha insegnato alle opportunità che mi ha dato, alla vita che ha fatto per rendermi quello che sono.....
ma io sarò in grado di fare altrettanto ?

gli amici
gli amici sono la risposta a questo dolore
stare insieme agli altri, raccontarsi a qualcuno che ti vuole bene è la soluzione che puo' alleviare le pene

Domani

Un figlio che non l'ha mai detto, ma ha amato un padre in maniera totale, piena e senza condizioni. Ecco quello che sono.
 
O

Old Asudem

Guest
ci sono istanti.......

"
lo penso ogni giorno, per poco ma lo penso
ti sembrerà sciocco ma prima di fare qualcosa (di importante) il mio pensiero va a lui, mi chiedo se sarebbe fiero di me o meno se facessi quella cosa
è una sorta di coscienza, non che prima non l'avessi ma ora è molto + rigida
pensa che ultimamente mi capita di svegliarmi di notte con una sorta di batticuore e mi scopro che lo stavo pensando
.

Non mi sembra sciocco per niente. Proprio per niente
Mi dispiace. Ricordavo che era malato.
un abbraccio
 
O

Old chensamurai

Guest
Non mi sembra sciocco per niente. Proprio per niente
Mi dispiace. Ricordavo che era malato.
un abbraccio
... magari, potresti scrivere: "Ricordavo che fosse malato"... che noia... che squallore totale... sono appena entrato... e già ho voglia di uscire...
 
O

Old Asudem

Guest
... magari, potresti scrivere: "Ricordavo che fosse malato"... che noia... che squallore totale... sono appena entrato... e già ho voglia di uscire...
sei proprio un ometto.
Cosa ci fai in questo post?
Il titolo non è Il dolore di Chen.
Sei distratto.
 
O

Old chensamurai

Guest
ci sono istanti.......

"ci sono istanti.... " credo sia l'unica frase da dire in questi casi
non capisco cosa sia l'elemento scatenante di questi istanti di pensiero
alle volte è una voce
altre volte è una situazione
altre ancora è un ricordo o un colore

e cosi ci sono istanti in cui il dolore, il ricordo ha la meglio
quando accade mi sento in colpa
mi sento in colpa per non averlo pensato abbastanza, per non aver fatto tante cose
mi sento incompleto

recentemente ho avuto una grande perdita condita da un risultato certo e da uno stillicidio mescolato ad impotenza (ho scoperto essere una combinazione micidiale)....... ma se non ho capito male questo lo sai già o almeno dovresti ricordarlo
questo abbinato alla mia solita caratteristica dello scoppio ritardato stà cominciando a farsi sentire
lo penso ogni giorno, per poco ma lo penso
ti sembrerà sciocco ma prima di fare qualcosa (di importante) il mio pensiero va a lui, mi chiedo se sarebbe fiero di me o meno se facessi quella cosa
è una sorta di coscienza, non che prima non l'avessi ma ora è molto + rigida
pensa che ultimamente mi capita di svegliarmi di notte con una sorta di batticuore e mi scopro che lo stavo pensando

allora inizio a pensare a tutte le cose fatte insieme, a quello che mi ha insegnato alle opportunità che mi ha dato, alla vita che ha fatto per rendermi quello che sono.....
ma io sarò in grado di fare altrettanto ?

gli amici
gli amici sono la risposta a questo dolore
stare insieme agli altri, raccontarsi a qualcuno che ti vuole bene è la soluzione che puo' alleviare le pene

Domani

Un figlio che non l'ha mai detto, ma ha amato un padre in maniera totale, piena e senza condizioni. Ecco quello che sono.
... e allora?... perché tutto questo dolore?... perché chiami DOLORE ciò che DOLORE non è?... perché tutta questa COLPA?... il lutto va elaborato... il ricordo, va conservato... gelosamente... ricordare tuo padre come lo stai ricordando tu, rappresenta il dono dell'immortalità... hai reso tuo padre immortale... perché l'ESSERCI non è l'ESSERCI della fisica... ma è l'ESSERCI dell'emozione... da questa prospettiva, forse, tuo padre non è mai stato così presente come ora... ch'è morto... vedi, gli uomini possono vincere facilmente la morte... che può strapparci le carcasse mortali... i nostri corpi fisici... ma nulla può con gli "oggetti" che ci portiamo dentro... quelli, li possimo far diventare immortali... tramandandoli di padre in figlio... sopravvivendo nelle generazioni... all'infinito... e, come stai sperimentando tu, sempre ci parlano... sempre sono con noi...

Buona fortuna.

Chen
 

Lettrice

Utente di lunga data
... e allora?... perché tutto questo dolore?... perché chiami DOLORE ciò che DOLORE non è?... perché tutta questa COLPA?... il lutto va elaborato... il ricordo, va conservato... gelosamente... ricordare tuo padre come lo stai ricordando tu, rappresenta il dono dell'immortalità... hai reso tuo padre immortale... perché l'ESSERCI non è l'ESSERCI della fisica... ma è l'ESSERCI dell'emozione... da questa prospettiva, forse, tuo padre non è mai stato così presente come ora... ch'è morto... vedi, gli uomini possono vincere facilmente la morte... che può strapparci le carcasse mortali... i nostri corpi fisici... ma nulla può con gli "oggetti" che ci portiamo dentro... quelli, li possimo far diventare immortali... tramandandoli di padre in figlio... sopravvivendo nelle generazioni... all'infinito... e, come stai sperimentando tu, sempre ci parlano... sempre sono con noi...

Buona fortuna.

Chen
Bellissimo.
 

Old Italia1

Utente di lunga data
... e allora?... perché tutto questo dolore?... perché chiami DOLORE ciò che DOLORE non è?... perché tutta questa COLPA?... il lutto va elaborato... il ricordo, va conservato... gelosamente... ricordare tuo padre come lo stai ricordando tu, rappresenta il dono dell'immortalità... hai reso tuo padre immortale... perché l'ESSERCI non è l'ESSERCI della fisica... ma è l'ESSERCI dell'emozione... da questa prospettiva, forse, tuo padre non è mai stato così presente come ora... ch'è morto... vedi, gli uomini possono vincere facilmente la morte... che può strapparci le carcasse mortali... i nostri corpi fisici... ma nulla può con gli "oggetti" che ci portiamo dentro... quelli, li possimo far diventare immortali... tramandandoli di padre in figlio... sopravvivendo nelle generazioni... all'infinito... e, come stai sperimentando tu, sempre ci parlano... sempre sono con noi...

Buona fortuna.

Chen
quando si parla di essere umanamente partecipi....
parole messe lì, anche con un senso, ma fredde...
chen perchè non ti ammazzi, così starai sempre nei nostri più cari ricordi, più presente che mai?
e lo dico con vera, umana partecipazione...
 

Old bastardo dentro

Utente di lunga data
Si parlava oggi di ferite e di dolore.
Il dolore con cui tutti conviviamo, chi più chi meno, che ci accompagna , ospite indesiderato quanto costante, durante tutto il corso della vita.
Io credo di avere raggiunto una buona soglia di sopportazione grazie al caparbio e fastidioso perpetrarsi di situazioni dolorose che mi hanno colpito per alcuni anni. Uno dei due doveva soccombere. Non sono stata io.Tanto che ,per un bel pezzo, ho avuto la percezione che la mia vita sarebbe stata costellata solo dal dolore.
Invece per qualche tempo si è dileguato.
Mi ha dato tregua anche se, ammetto, non ho mai abbassato la soglia di attenzione e di prontezza nell'affrontarlo. Sono convinta, infatti ,che una buona preparazione sia un'alleata impareggiabile nell'affronto.
Poi, l'anno scorso, si è ripresentato, come un odioso e puntuale esattore , dandomi una bella legnata nell'unica breccia aperta ed a rischio: gli affetti.
Mi ha strappato una persona a cui volevo molto bene. Un amico, un ex amante, una presenza molto viva e vicina alla mia vita e quotidiano.
E l'ha fatto nella maniera più subdola e schifosa:con la malattia, piano piano, lentamente, facendomi assaporare ogni bocconcino della sua perfidia.
Sbandamento totale, perdita di riferimenti,e crollo.
Non c'ero più abituata.
Non sapevo come affrontarlo questa volta.
Invece è passata.
Oggi mi punzecchia con le uniche armi che ha, i ricordi. Armi micidiali e subdole che lo ravvivano come legna in un camino acceso. Ma li ricaccio nell'angolino e vado avanti. Conscia che l'unica arma che ho è il tempo.
Tempo per dimenticare , non la persona che non ho più ma quel dolore che bruciava insopportabilmente al momento e che ora è un sordo malessere che riesco a dominare. Tempo per sostituire le emozioni con la testa, il raziocinio, la ragione.
Non sono guarita ma ho messo addosso l'armatura.
E per preparami ad altri colpi la indosso ogni giorno puntuale, come un vestito da provare.
Mi aspetto il colpo e mi preparo
E serve. Mi aiuta.
Quindi che ci serve? tempo e armature.
Alla fine si riduce a quello.
Basta mettersi il vestitino.
Pesante ma efficace.
Sembra niente ma ho già il viso più disteso.(I corti di Aldo, Giovanni e Giacomo)
Io ho sempre avuto un rapporto strano colo dolore. è come se sapessi che è parte di me. ne ho avuti parecchi di dolori e ho visto soffrire tante persone a me vicine - anche bimbi purtroppo -. Ma non l'ho mai scansato anzi, dove c'era qualcuno che aveva bisogno di conforto ero sempre lì.. pronto a dae un pò di conforto se richiesto. e' come se fossi convinto del fatto che avendo avuto una vita - tutto sommato bella e fortunata - debbano arrivare periodicamente dolore e sofferenza a ricordarmi che ci sono anche le persone che soffrono, le persone meno fortunate, in questo modo però ho rovinato anche tanti momenti belli, quasi pensando, chissà per quale motivo poi, che non fossi degno di viverli. Ma ora sono grande.... e gestisco (quasi) anche il mio amico Joe...

bastardo dentro
 

brugola

Utente di lunga data
il vero dramma è che al dolore non ti abitui mai.
E pur esorcizzandolo e credendo di conoscerlo non sei mai pronto quando arriva.
 
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