Se non mi fossi rotto il crociato ... avrei giocato in A

Jacaranda

Utente di lunga data
Ciascuno deve darsi una risposta da solo su cosa ci sta a fare a questo mondo, titillare il proprio ego a suon di emozioni, cercare appagamento in questo, facendone una ragione di vita è una (soltanto una) delle scelte possibili o per meglio dire "affiancabili" a tante altre che si possono fare. Nel dare una significato alle proprie azioni tutti rincorrono una visione ed una logica. Passiamo l'sistenza a cercare questo in fondo, anche chi lo nega perchè rincorre il piacere per il piacere stesso, in fondo ne ha fatto una ragione di vita, ne ha fatto il suo dio, solo che per sembrare maggiormente cinico di solito lo nega. Tutti saremo scordati tardi o tosto, questo non ci esime a farci delle domande e a darci delle risposte sul senso di quello che siamo.
L’esempio estremo del ricordo post mortem era un modo per trasmettere un concetto.
Spesso si vuole per forza dare un senso più profondo alle cose ... quando in realtà probabilmente non serve.
Perché sentirsi migliore perché si perseguono dei valori che sono soggettivi e personali ? Essere così fa star bene te che hai quei valori...chi non li ha non ci si rapporta ..
Io mi ricordo mio nonno.
Era un cazzone di dimensioni cosmiche ..e io lo adoravo . Faceva quel cavolo che gli pareva e pensava solo a se..e col sorriso conquistava tutti ... spendendo quantità di denaro a destra e a manca.
Era un egoriferito con il codice morale di una suola di scarpa ....
A lui non importava ...se l’e’ spassata....
I figli ne hanno pagato le conseguenze per molti aspetti..ma a lui e’ scivolato sempre tutto
 

Brunetta

Utente di lunga data
L’esempio estremo del ricordo post mortem era un modo per trasmettere un concetto.
Spesso si vuole per forza dare un senso più profondo alle cose ... quando in realtà probabilmente non serve.
Perché sentirsi migliore perché si perseguono dei valori che sono soggettivi e personali ? Essere così fa star bene te che hai quei valori...chi non li ha non ci si rapporta ..
Io mi ricordo mio nonno.
Era un cazzone di dimensioni cosmiche ..e io lo adoravo . Faceva quel cavolo che gli pareva e pensava solo a se..e col sorriso conquistava tutti ... spendendo quantità di denaro a destra e a manca.
Era un egoriferito con il codice morale di una suola di scarpa ....
A lui non importava ...se l’e’ spassata....
I figli ne hanno pagato le conseguenze per molti aspetti..ma a lui e’ scivolato sempre tutto
Certamente una persona vive per star bene. C’è chi sta benissimo nell’egoismo e chi nell’altruismo. In questo senso anche l’altruismo è una forma di egoismo. A me piace molto di più.
 

danny

Utente di lunga data
L’esempio estremo del ricordo post mortem era un modo per trasmettere un concetto.
Spesso si vuole per forza dare un senso più profondo alle cose ... quando in realtà probabilmente non serve.
Perché sentirsi migliore perché si perseguono dei valori che sono soggettivi e personali ? Essere così fa star bene te che hai quei valori...chi non li ha non ci si rapporta ..
Io mi ricordo mio nonno.
Era un cazzone di dimensioni cosmiche ..e io lo adoravo . Faceva quel cavolo che gli pareva e pensava solo a se..e col sorriso conquistava tutti ... spendendo quantità di denaro a destra e a manca.
Era un egoriferito con il codice morale di una suola di scarpa ....
A lui non importava ...se l’e’ spassata....
I figli ne hanno pagato le conseguenze per molti aspetti..ma a lui e’ scivolato sempre tutto
:up:
 

danny

Utente di lunga data
Certamente una persona vive per star bene. C’è chi sta benissimo nell’egoismo e chi nell’altruismo. In questo senso anche l’altruismo è una forma di egoismo. A me piace molto di più.
Un mio amico, psicologo, si è visto tradire e lasciare dalla moglie, invaghitasi di uno molto più vecchio di lei.
Ma non di 20 anni, eh.
Lei era una molto problematica.
Essere psicologi e altruisti porta a raccogliere casi umani di questo tipo, che poi ti portano casini.
Ha ripreso in mano la sua vita cinicamente, invitando una donna diversa a cena ogni settimana e facendo una scrematura spietata.
Ora sta con una bellona sveglia (finalmente).
Essere altruisti porta a raccogliere di tutto.
Un po' di egoismo nelle relazioni è necessario. Non vedrei quindi l'altruismo sempre come qualcosa di positivo.
Non in tutti i casi.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Un mio amico, psicologo, si è visto tradire e lasciare dalla moglie, invaghitasi di uno molto più vecchio di lei.
Ma non di 20 anni, eh.
Lei era una molto problematica.
Essere psicologi e altruisti porta a raccogliere casi umani di questo tipo, che poi ti portano casini.
Ha ripreso in mano la sua vita cinicamente, invitando una donna diversa a cena ogni settimana e facendo una scrematura spietata.
Ora sta con una bellona sveglia (finalmente).
Essere altruisti porta a raccogliere di tutto.
Un po' di egoismo nelle relazioni è necessario. Non vedrei quindi l'altruismo sempre come qualcosa di positivo.
Non in tutti i casi.
Altruismo non è essere sprovveduti.
In ogni caso si rischia sempre di essere traditi e di soffrire.
Può succedere vivendo serenamente e con fiducia o vivendo chiusi e cinici. Per me vivono meglio i primi.
 

danny

Utente di lunga data
Altruismo non è essere sprovveduti.
In ogni caso si rischia sempre di essere traditi e di soffrire.
Può succedere vivendo serenamente e con fiducia o vivendo chiusi e cinici. Per me vivono meglio i primi.
Intendevo un'altra cosa. L'essere altruisti predispone a relazionarsi, finché non lo si capisce, con i "casi umani", ovvero coloro che collocano i problemi loro prima di qualsiasi altra cosa nella relazione e cercano persone in grado di accoglierli e sopportarli.
Un po' di egoismo aiuta a mantenerli nella loro corretta posizione, che spesso non è quella del nostro privato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Intendevo un'altra cosa. L'essere altruisti predispone a relazionarsi, finché non lo si capisce, con i "casi umani", ovvero coloro che collocano i problemi loro prima di qualsiasi altra cosa nella relazione e cercano persone in grado di accoglierli e sopportarli.
Un po' di egoismo aiuta a mantenerli nella loro corretta posizione, che spesso non è quella del nostro privato.
Io ho un po’ la tendenza a offrirmi al maggior sofferente :mexican: ma non credo che gli altruisti raccolgano automaticamente e inevitabilmente casi umani.
Chi raccoglie casi umani è a modo suo un caso umano.
Se uno psicologo nelle sue relazioni personali non ha un minimo di consapevolezza forse non ha fatto il percorso personale di analisi che gli sarebbe stato necessario.
 

spleen

utente ?
Intendevo un'altra cosa. L'essere altruisti predispone a relazionarsi, finché non lo si capisce, con i "casi umani", ovvero coloro che collocano i problemi loro prima di qualsiasi altra cosa nella relazione e cercano persone in grado di accoglierli e sopportarli. Un po' di egoismo aiuta a mantenerli nella loro corretta posizione, che spesso non è quella del nostro privato.
Perciò tutti a emulare l'ignoranza e la cattiveria altrui?
 

danny

Utente di lunga data
Io ho un po’ la tendenza a offrirmi al maggior sofferente :mexican: ma non credo che gli altruisti raccolgano automaticamente e inevitabilmente casi umani.
Chi raccoglie casi umani è a modo suo un caso umano.
Se uno psicologo nelle sue relazioni personali non ha un minimo di consapevolezza forse non ha fatto il percorso personale di analisi che gli sarebbe stato necessario.
Se non lo fanno è perché conservano un po' di egoismo sufficiente a scansarli.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Jacaranda

Utente di lunga data
Perciò tutti a emulare l'ignoranza e la cattiveria altrui?
Non penso sia questo il punto...ma pensare che un modo di essere più ignorante e cattivo faccia stare in fondo in fondo peggio..(il discorso è partito da lì )..credo proprio di no.
Fa stare peggio chi ha codici morali diversi .
Chi non li ha sta spesso da dio
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non penso sia questo il punto...ma pensare che un modo di essere più ignorante e cattivo faccia stare in fondo in fondo peggio..(il discorso è partito da lì )..credo proprio di no.
Fa stare peggio chi ha codici morali diversi .
Chi non li ha sta spesso da dio
Non credo proprio.
Bisognerebbe chiedere le percentuali agli psicoterapeuti.
 

spleen

utente ?
Non penso sia questo il punto...ma pensare che un modo di essere più ignorante e cattivo faccia stare in fondo in fondo peggio..(il discorso è partito da lì )..credo proprio di no. Fa stare peggio chi ha codici morali diversi . Chi non li ha sta spesso da dio
Invece io tenderei a sfatare il mito che faccia stare meglio. Ne ho conosciute alcune una di persone così, uno è morto suicida poco tempo fa, a neanche 50 anni, lanciandosi con l'auto contro un albero, dopo aver fatto strame della sua vita e di quella della sua famiglia. Vogliamo dire che è indifferente la cosa? OK. Pur essendo che come regola di fondo il comportamento nostro individuale non dovrebbe essere all' inseguimento di qualcosa o qualcuno ma soggetto di riflesione personale. Le persone dovrebbero fare primariamente quello che pensano sia giusto, solo in secondo luogo si guarda quello che fanno gli altri.
 

danny

Utente di lunga data
Non penso sia questo il punto...ma pensare che un modo di essere più ignorante e cattivo faccia stare in fondo in fondo peggio..(il discorso è partito da lì )..credo proprio di no.
Fa stare peggio chi ha codici morali diversi .
Chi non li ha sta spesso da dio
Sta da Dio chi riesce a gestire le situazioni al meglio per sé, indipendentemente dai codici morali.
Se una persona riesce a gestire le relazioni per averne il massimo vantaggio - che lo faccia ponendo l'egoismo o l'altruismo come cardini è poco importante e dipende solo dalla relazione che vuole portare avanti - non potrà che stare meglio di chi si lascia governare e trascinare in balia dei desideri e dei moti altrui.
E' spesso in vantaggio chi riesce ad avere il controllo sull'altro, non lo è chi dipende da qualcuno.
Tu in questo momento, ritengo e temo, non hai il controllo totale della tua relazione, esattamente come accadeva a me. Avresti bisogno esattamente del contrario.
 
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Jacaranda

Utente di lunga data
Non credo proprio.
Bisognerebbe chiedere le percentuali agli psicoterapeuti.
Purtroppo credo che a rivolgersi agli psicoterapeutici siano più quelli che non hanno capito che la vita va per lo più così .. infatti il mantra degli psicologi oggi giorno e’: “stai bene tu, con te stesso ..fregatene degli altri .... se stai bene tu, stan bene tutti ....”
 

danny

Utente di lunga data
Purtroppo credo che a rivolgersi agli psicoterapeutici siano più quelli che non hanno capito che la vita va per lo più così .. infatti il mantra degli psicologi oggi giorno e’: “stai bene tu, con te stesso ..fregatene degli altri .... se stai bene tu, stan bene tutti ....”
Proprio ieri sera ne stavo parlando a tavola, in un'accezione più estesa.
Sono decenni che vige il comandamento del "io devo stare bene con me stesso", che riguarda ogni cosa.
Dal benessere psichico al modo di abbigliarsi, dalle relazioni ai rapporti familiari.
E ho concluso in maniera lapidaria.
E' una stronzata, detta così. Noi, tutti noi, siamo inseriti in un contesto di relazioni. Io posso stare benissimo con me stesso, o credermi tale, per assurdo, ma se questo bene mi esclude da un contesto di relazioni soddisfacenti, sarò comunque prima o poi infelice. Paradossalmente lo stare bene con sé stessi potrebbe anche essere quella di estraniarsi totalmente dalla realtà, concentrandosi in una dimensione virtuale, relegando al puro scopo utilitario tutti i rapporti, creando una zona comfort inaccessibile.
Non ci sarà in quel contesto più dolore, ma sarà escluso anche il piacere.
Posso decidere di istituire delle regole comportamentali personali, come fare delle scelte che vadano a scapito di altri: ne ricaverò vantaggio nell'immediato, ma il contesto in cui opero verrà destabilizzato e questo nel tempo mi si ritorcerà contro. Non è l'egoismo o l'altruismo in sé a costituire un binomio entro cui è doveroso fare scelte, ma il contesto, che richiede una valutazione in termini di conseguenze delle nostre azioni, poiché ad ogni scelta corrisponde una deviazione imprevedibile del percorso. Lo stare bene con sé stressi implica quindi lo stare ugualmente bene nell'ambiente del quale si comprendono le connessioni.
 
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danny

Utente di lunga data
... e attenzione.
Il mio discorso non riguarda il "voler bene a sé stessi" o il "pensare a sé stessi", atteggiamenti che non escludono gli altri, anche quando si fanno scelte diverse o non vantaggiose per loro. Su questi sarebbe opportuno fare un altro discorso.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Proprio ieri sera ne stavo parlando a tavola, in un'accezione più estesa.
Sono decenni che vige il comandamento del "io devo stare bene con me stesso", che riguarda ogni cosa.
Dal benessere psichico al modo di abbigliarsi, dalle relazioni ai rapporti familiari.
E ho concluso in maniera lapidaria.
E' una stronzata, detta così. Noi, tutti noi, siamo inseriti in un contesto di relazioni. Io posso stare benissimo con me stesso, o credermi tale, per assurdo, ma se questo bene mi esclude da un contesto di relazioni soddisfacenti, sarò comunque prima o poi infelice. Paradossalmente lo stare bene con sé stessi potrebbe anche essere quella di estraniarsi totalmente dalla realtà, concentrandosi in una dimensione virtuale, relegando al puro scopo utilitario tutti i rapporti, creando una zona comfort inaccessibile.
Non ci sarà in quel contesto più dolore, ma sarà escluso anche il piacere.
Posso decidere di istituire delle regole comportamentali personali, come fare delle scelte che vadano a scapito di altri: ne ricaverò vantaggio nell'immediato, ma il contesto in cui opero verrà destabilizzato e questo nel tempo mi si ritorcerà contro. Non è l'egoismo o l'altruismo in sé a costituire un binomio entro cui è doveroso fare scelte, ma il contesto, che richiede una valutazione in termini di conseguenze delle nostre azioni, poiché ad ogni scelta corrisponde una deviazione imprevedibile del percorso. Lo stare bene con sé stressi implica quindi lo stare ugualmente bene nell'ambiente del quale si comprendono le connessioni.
Standin ovation!

[video=youtube;vk09cb2uwUs]https://www.youtube.com/watch?v=vk09cb2uwUs[/video]
 

patroclo

Utente di lunga data
Proprio ieri sera ne stavo parlando a tavola, in un'accezione più estesa.
Sono decenni che vige il comandamento del "io devo stare bene con me stesso", che riguarda ogni cosa.
Dal benessere psichico al modo di abbigliarsi, dalle relazioni ai rapporti familiari.
E ho concluso in maniera lapidaria.
E' una stronzata, detta così. Noi, tutti noi, siamo inseriti in un contesto di relazioni. Io posso stare benissimo con me stesso, o credermi tale, per assurdo, ma se questo bene mi esclude da un contesto di relazioni soddisfacenti, sarò comunque prima o poi infelice. Paradossalmente lo stare bene con sé stessi potrebbe anche essere quella di estraniarsi totalmente dalla realtà, concentrandosi in una dimensione virtuale, relegando al puro scopo utilitario tutti i rapporti, creando una zona comfort inaccessibile.
Non ci sarà in quel contesto più dolore, ma sarà escluso anche il piacere.
Posso decidere di istituire delle regole comportamentali personali, come fare delle scelte che vadano a scapito di altri: ne ricaverò vantaggio nell'immediato, ma il contesto in cui opero verrà destabilizzato e questo nel tempo mi si ritorcerà contro. Non è l'egoismo o l'altruismo in sé a costituire un binomio entro cui è doveroso fare scelte, ma il contesto, che richiede una valutazione in termini di conseguenze delle nostre azioni, poiché ad ogni scelta corrisponde una deviazione imprevedibile del percorso. Lo stare bene con sé stressi implica quindi lo stare ugualmente bene nell'ambiente del quale si comprendono le connessioni.
mi hai fatto venire in mente l'ultimo aggiornamento di flower, giusto per circostanziare un rapporto tra uno che sta benissimo ( o almeno lo crede) nel suo egoismo e dall'altra parte una persona che evidentemente non ha voluto vedere o capire chi si trovava davanti ricadendo nel rapporto vittima/carnefice
 
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