Ah be figo cosìMa che cinesi...
Italiani, ci andiamo da una vita.
Lavaggio e piega donna 10 euro.
Parrucchiera molto brava.
A me non piace andare mi rompo e poi facendo sport durerebbe nulla la piega... Sprecata insomma
Ah be figo cosìMa che cinesi...
Italiani, ci andiamo da una vita.
Lavaggio e piega donna 10 euro.
Parrucchiera molto brava.
Stamane rapidissima escursione domenicale dai cinesi. Me la sono cavata con 10 euro e - credo - meno di mezz'ora tra taglio e piega (il mio amore per i parrucchieri è tale che la piega cerco sempre di farla trasformare in asciugatura).
Ho così trovato un "rimedio" alla mia parrucchiera, che come minimo ti teneva dentro mezza giornata. D'accordo, con lei facevo pure i colpi di sole. Ogni volta chiedevo di farmi ciocche "grossolane", ogni volta mi guardava con sospetto e dopo quattro ore mi mandava via con i colpi fatti con tutti i crismi (ma non come andava a me), senza che si vedesse un cambiamento nel colore e soprattutto.... con almeno 100 euro di meno in tasca.
Tornata oggi a casa dai cinesi (che comunque - oltre a essere aperti di domenica - hanno un bellissimo taglio.... e va proprio detto) sono partita con intenti bellicosi del più spinto "fai date". Ovvero: comprata la tinta, con l'obiettivo non di tingerli tutti, ma di farmi finalmente quelle grandi ciocche grossolane e vistose.
Il risultato è stato uno schiarimento vedo-non vedo, simile in tutto e per tutto ai colpi di sole farlocchi della mia parrucchiera.
Devo dire che ne ho ricavato fondamentalmente due vantaggi: uno al portafogli, l'altro che mi sono potuta dire "vaffanculo" allo specchio senza doverlo solamente pensare.
Alla prossima passo direttamente ai barili di acqua ossigenata :carneval:
SssSei sempre in tempo. Magari qualche cosa di più leggero.
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Guarda che una moto da 250 Kili la posso portare tranquillamente....Ma è meglio di no! Continuerò a farmi ricche camminate.
ma chi vuole quel tipo di rapporto non cerca assolutamente confronti relazionaliNon pensavo solo a una morte lenta per asfissia che produce mummificazione.
Pensavo anche alla mancanza di confronto relazionale che fa pensare la propria non solo la propria, ma anche l’unica possibile o auspicabile.
Non sono pochi.ma chi vuole quel tipo di rapporto non cerca assolutamente confronti relazionali
È esattamente coerente con l'argomento.Per me hai sfiorato un punto importante.
Però deve dire Danny se è O.T. e se devo fare uno spin-off :mexican:
Il punto è che i momenti individuali sono indispensabili per uscire dalla famiglia e dal rapporto a due senza confronto con le altre realtà.
La chiusura della coppia può sembrare un magnifico NOI, ma porta a cose non buone.
Esatto.Riporto l'attenzione sul tema principale, che infondo è l'amicizia.
L'amicizia al pari dell'amore è davvero rara. Quando si passa dei momenti difficili o si cambia " stato" ecco che ci si accorge che molte delle persone ci frequentavano non tanto per quello che siamo ma in quanto appartenenti ad uno stato...
Quindi fin quando ero in coppia avevo diverse coppie con cui uscire andare a fare weekend, andare a cena fuori ecc..
Poi si è ammalato mio marito e devo dire che le uscite con queste coppie non sono sparite ma si sono diradate, finché rimasta sostanzialmente single, sono scomparse del tutto.....
Conclusione mi frequentavano in quanto coppia, il mio valore era quello!
Ecco che mi sono dovuta reinventare e riproporre da single.
Trovo ad esempio più facile riuscire a frequentare in quanto mamma di..
E anche qui è il mio stato che mi aiuta.
Invito amichetti dei miei figli e ci si vede anche con le mamme..
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Ogni cambiamento richiede uno sforzo in termini di riadattamento . Senza sforzo/impegno non si ottiene molto , a meno di botte di fortuna che non dipendono da noi.Assolutamente d'accordo, spesso ci si frequenta per similitudine, per le uguali condizioni socio-economico-ambientali e di uguaglianza di stato. Quando le realtà cambiano pare che l'interesse si diradi non avendo più le stesse proiezioni esistenziali.
In questi casi però, al di là degli ovvi disagi, si testano davvero le persone, le amicizie e perfino gli amori. Chi é cialtrone, furbastro o cacadubbi, e vale al femminile, non riesce a rimanere in un contesto sociale che non gli si addice o che non gli conviene, quindi molla chi non è più consono all'ambiente delle sue frequentazioni.
In queste persone, purtroppo largamente diffuse, io trovo sempre una debolezza di carattere e perfino di mente perchè per lo più non riescono o non osano affermare quello che veramente vorrebbero... si adeguano al gregge, è sempre scomodo andare controcorrente, si è più facilmente pecore che salmonie questo crea ulteriore disagio sociale a chi ha magari intrapreso una separazione, che di per sé è sempre una prova pesante.
Il pusillanime è maggiormente responsabile delle proprie non scelte.Assolutamente d'accordo, spesso ci si frequenta per similitudine, per le uguali condizioni socio-economico-ambientali e di uguaglianza di stato. Quando le realtà cambiano pare che l'interesse si diradi non avendo più le stesse proiezioni esistenziali.
In questi casi però, al di là degli ovvi disagi, si testano davvero le persone, le amicizie e perfino gli amori. Chi é cialtrone, furbastro o cacadubbi, e vale al femminile, non riesce a rimanere in un contesto sociale che non gli si addice o che non gli conviene, quindi molla chi non è più consono all'ambiente delle sue frequentazioni.
In queste persone, purtroppo largamente diffuse, io trovo sempre una debolezza di carattere e perfino di mente perchè per lo più non riescono o non osano affermare quello che veramente vorrebbero... si adeguano al gregge, è sempre scomodo andare controcorrente, si è più facilmente pecore che salmonie questo crea ulteriore disagio sociale a chi ha magari intrapreso una separazione, che di per sé è sempre una prova pesante.
Ogni cambiamento richiede uno sforzo in termini di riadattamento . Senza sforzo/impegno non si ottiene molto , a meno di botte di fortuna che non dipendono da noi.
Bisogna identificare nuove opportunità di conoscenza e “investire” nella direzione giusta .(es non fare affidamento su vecchi amici d’infanzia pantofolai ... ma iniziare a frequentare gruppi diversi) es volontariato , corsi, sport, hobby...etc...
Non ti cascano nuovi amici dal soffitto
A onor del vero devo anche dire che in parte e' "colpa" mia. Non ho tutte ste grandi possibilità di uscite infrasettimanali, ad eccezione di due venerdì al mese. Non ho neanche molto piacere a chiamare la baby-sitter per uscire io la sera, a dirla tutta. Ma sbaglio a non farlo, sempre una tantum. E così finisce che ti chiamano una volta, poi due, poi tre, e alla fine ti depennano. Potrei anche invitare a casa. Ma anche lì... Mio figlio il giorno dopo deve andare all'asilo, e viene prima di tutto il resto. A tacere il fatto (e in questo invidio l'energia di chi invece "ce la fa") che tutto ho, tranne che la forza di organizzare cene. Eccezione fatta per qualche amichetto con relativa mamma. Il casino che fanno, e' tale per cui non finisco poi più di scusarmi coi viciniTotalmente in sintonia, resta inteso che di quelli che NON conservi, te ne fai una ragione e sta a noi cambiare registro...
Insomma darsi la famosa mossa... proprio per questo sostenevo che molto dell'entourage che prima avevamo si assottiglierà fatalmente non potendo o volendo adattare al nuovo stato di una persona.
In fondo è l'adeguamento inverso achi è rimasto "solo"... e non tutti sono in grado per innumerevoli ragioni.
In ogni caso non ci si deve attendere che gli altri si carichino delle nostre scelte, siamo noi che dobbiamo rompere gli schemi ed aprirci a nuovi interessi ed esperienze.
Quello che mi incuriosisce è questo essere considerati in funzione del proprio stato.Il pusillanime è maggiormente responsabile delle proprie non scelte.
Chi è separato può avere molto più tempo libero (se ha figli grandi o non ne ha ) o meno, se ha figli piccoli.Quello che mi incuriosisce è questo essere considerati in funzione del proprio stato.
Io ancora in alcuni contesti ad esempio non ho detto che sono separata. Effettivamente non ho ancora testato a sufficienza il propormi apertamente come single.
Un po' per evitare domande troppo personali, un po' per evitare che mi si potesse appiccicare qualche indesiderato, un po' perché effettivamente è difficile anche per me accettare questo cambiamento.
E qui si apre una bella finestra.
Quando si è vissuto per più di 20 anni in coppia, quando come @danny la propria vita si era impostata sulla centralità della coppia, si ha un bel lavoro da compiere per ristrutturare la propria forma mentale...È un rischio ad esempio voler riempire immediatamente il vuoto lasciato dal compagno, e qui ringrazio @Brunetta, per una sua osservazione passata..
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Rispondo alla tua ultima domanda.Premessa inutile da saltareNella struttura tradizionale della famiglia, che non era il frutto di una imposizione del maschilismo (che ne era una conseguenza) la divisione dei ruoli era funzionale. Lui assicura il reddito e lei si occupa della crescita dei figli, spesso numerosi. Non era possibile fare diversamente con mezzi anticoncezionali limitati che non consentivano una programmazione dei figli, la mancanza di servizi e anche di lavoro adeguato alle esigenze di una donna che si dovesse occupare anche dei figli. Nelle classi inferiori le donne erano costrette a lavorare e i figli erano in stato di abbandono e l’unico servizio erano gli oratori. Ovviamente è una semplificazione, ma uno struttura del genere è ancora presente in molte zone italiane. Ho saputo con mia grande sorpresa che in capoluoghi di provincia del nord non esiste la scuola primaria a tempo pieno.
Questa struttura non chiudeva i componenti della famiglia, anzi le donne vivevano una socialità intensa con le altre donne, anche di mutuo aiuto, e gli uomini con i colleghi e con gli uomini di quartiere. Ed è presente ancora.
Questa struttura imponeva che in caso di separazione ci fosse una prassi che assolutamente tutelasse le donne che in caso di separazione si ritrovavano senza mezzi di sussistenza. È una situazione ancora attuale.
Qui parliamo invece di una diversa struttura (non presente ovunque) con entrambi i coniugi lavoratori, pochi figli, strutture di custodia ed educazione dei bambini fin dalla nascita. (Infatti i problemi comportamentali nascono in adolescenza non solo per l’età, ma anche perché non esistono strutture adeguate, se non volontarie e a pagamento. Ma questo è un altro argomento).
Nella coppia lavorano entrambi ed entrambi dovrebbero produrre un pari reddito ed avere pari possibilità di relazioni sociali sia individuali, sia comuni.
In realtà tutto questo non accade perché le donne sono pagate meno, vengono colpevolizzate quando si assentano per i figli (a volte addirittura per i problemi della gravidanza) e sono penalizzate nella carriera. Come risultato “spontaneamente “ e “naturalmente” le donne scelgono un tipo di lavoro che dà maggiore tempo libero o addirittura il part time. Questo riproduce non solo una differenza di contributo alla formazione del reddito, ma anche un maggior tempo libero di molte donne. Quindi ke donne hanno più possibilità di trovare amicizie in ambienti frequentati anche per ragioni di interessi dei figli,
La possibilità di frequentare altre coppie sono ridotte al weekend che deve essere dedicato anche alle famiglie di origine, alle pulizie e agli acquisti di decisione comune di famiglia.
Non c’è da stupirsi che le conoscenze siano molte e le amicizie poche, soprattutto da parte dell’uomo che magari incontra altri uomini giocando a calcetto, ma sono persone di cultura varia con cui possono condividere solo il pallone e lo spogliatoio.
Forse una relazione extraconiugale soddisfa anche un bisogno amicale?