ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
:rotfl::rotfl::carneval:Con riferimento al neretto: ma allora sei umana, una donna in carne e ossa !!!!!:up:
Sì, e in una situazione come questa escono alcune tendenze da iena.
Mi sto rendendo conto di una cosa che mi lascia abbastanza stupita di me, anche se a ben pensarci è anche abbastanza naturale.
Sono molto rigida rispetto ai come. (già sono rigidella di mio...sui come la cosa è piuttosto pronunciata).
Ho tradito spesso. E fra l'altro in relazioni che rispetto ad un matrimonio avevano una collocazione ben diversa.
Tranne che da ragazzina ina ina, ho sempre fatto attenzione a fare in modo che le cose restassero separate.
Per me ovviamente innanzitutto. MA anche per l'altro.
Se si decide di non parlare, si è deciso di non parlare.
Che decidere di non parlare è decidere "questa parte della mia vita, non la ritengo appartenente allo spazio di coppia, è mia".
Presa questa decisione però, unilateralmente, allora la si porta in fondo.
Sia tacendo fino alla morte sia decidendo ad un certo punto di condividere cosa ha portato lì.
La mia posizione fra l'altro era che se anche avessi parlato, avrei parlato non tanto dell'amante, quanto delle condizioni che mi avevan portato a procurarmi un amante. O più.
Perchè quelle sarebbero state il fulcro della questione.
Con il mio ex compagno, situazione più simile ad un matrimonio, il come è andato in questo modo.
E quando ho deciso di parlargli, ho parlato non dell'amante, ma delle condizioni per l'appunto.
E quelle ho problematizzato.
Perchè quelle erano la questione.
Ma ho anche fatto in modo che il mio amante e il mio ex non avessero l'opportunità di incontrarsi.
Altro che telefonate serali per accordarsi.
Quindi, parto dal presupposto che se sono riuscita io a comportarmi in questo modo, lo possa fare chiunque.
E' un come su cui non mi smuoverei di mezzo mm.
E non tanto per il tradimento in sè, quanto per la valutazione della capacità dell'altro di assumersi le sue decisioni fino in fondo e senza tante cazzate.
E se non lo sa fare per qualche scopata, mi chiedo come lo possa fare per altre situazioni ben più impegnative che la vita propone.
Quindi, se avessi il minimo sospetto io lo verificherei.
In questa situazione, come sottolineavi tu, la questione dell'amante è relativa.
Nel senso che il lui in questione aveva atteggiamenti che come compagna io non riuscirei a tollerare più di tanto senza un discorso comune aperto e chiaro a riguardo.
Quindi questo dubbio, sarebbe importante non tanto per il dubbio in sè, quanto per essere la famosa goccia.
E rimarrei zitta zitta e approfondirei la situazione. Prima di qualunque mossa.
Una volta chiara la situazione valuterei il da farsi, e lo valuterei, nel caso oltre a tutto il resto ci fosse pure una amante, in modo da togliergli anche le mutande.
A me basterebbe già la balla della zia per farmi chiudere la bocca e la disponibilità e iniziare a muovermi nel mio pieno e totale interesse.
In particolare tenendo conto del fatto che lei in questa situazione non ha indipendenza economica, e la prospettiva dei figli, in questa situazione, diventerebbe per lei un ulteriore impedimento ad essere autonoma.
E questo aspetto sarebbe il primo su cui mi interrogherei.
Che relazione è una relazione che mi mette in condizione di non investire su me stessa?
E che uomo è un uomo che non problematizza con me questo aspetto?
Perchè facciamo che facciamo figli insieme. Come donna resto inchiodata al palo per un tot.
Tu caro il mio uomo sei consapevole che fatta questa scelta poi non rompi i coglioni se il carico ricade tutto su di te per SCELTA CONDIVISA?
E questo significa che non solo mantieni me e i figli, ma fai pure in modo che io sia indipendente. Per le eventuali evenienze.
Non è più l'ottocento.
In giro vedo parecchie situazioni in cui lei e lui, presi dall'ammore fanno figli, lei resta al palo e poi lui le fa pure le pulci facendo pesare un potere economico strappato accantonando il fatto che fare i figli, in situazione economica incerta è stata una decisione comune.
Vedo anche situazioni rovesciate eh. Sia chiaro che il concetto non è "povera donna sacrificata".
Il concetto è "se si è coppia, allora le cose si fanno in modo da strutturare i vari poteri all'interno della coppia nel modo più dignitoso e paritario possibile. Non facendo che ad un certo punto vengano scaricati sulle une o altre spalle usando il potere economico come grimaldello".
Mi sto spiegando?