Non è essere succubi, per me riamne sempre un discorso di rispetto.
Perché se così fosse anche la minigonna dà un messaggio, che passa come invito. Io la indoso perché mi piace e sò che attira il maschio.
E non solo perché mi piace, e questo lo sappiamo tutti.
Parlo per me , io certi vestiti in certi contesti non li indosso perché so che comunicherei disponibilità. Perché so che ci sono maschi ai quali non è stato insegnato il rispetto per il corpo della donna. L'educazione parrte dalla famiglia e frana nel contesto delle amicizie anche.
E la famiglia dove si radica?
Perchè il mio discorso ruota intorno a quel punto lì.
Sto parlando di certi giochetti, dove invece di giocare la relazione, si gioca una guerra di potere. Spesso inconsapevole, e altrettanto spesso mascherata di innamoramento e amore. DA ambo le parti eh.
Che poi diventano disastri domestici. Che qui si leggono, per dire.
Perchè sono giochetti che non puntano al gioco ma puntano all'acquisizione di potere.
Potere non dichiarato. Fra l'altro.
Io penso che se non ci si rende consapevoli di quel che sta sotto alla giusta insistenza, per continuare ad usare lo stesso esempio, non se ne esce.
Perchè la giusta insistenza la decide chi? Quale è il potere che gioca la femmina in una cosa così semplice e quale è quello che gioca un uomo?
Eco per un caffè. Lui ci prova.
La giusta insistenza va bene per farmi sentire lusingata, ma superato un certo limite, che non si sa perchè variabile, diventa mancanza di rispetto. E mi sento in diritto di incazzarmi.
E chi decide tutto questo?
Perchè poi sono queste le cose che si insegnano. In famiglia e muovendosi nella società.
Personalmente penso che autoeliminarsi in quanto donne dalle immagini di donna che ci sono nella società sia semplicemente delegare, per l'ennesima volta al maschio, oneri e onori.
Mentre io penso che sia insieme che le cose si costruiscono.
Specialmente in termini di immagini.
Sto ovviamente semplificando di molto. E usando un esempio basico...potrei usare l'esempio di quelle che la davano solo dopo il terzo appuntamento, perchè la prima sera fa troia. :facepalm::facepalm:E poi perchè se gliela fai sospirare un po' è meglio. Ma non troppo perchè se no fai la profumiera.
Perchè mai lui dovrebbe sospirare?
Cosa sto giocando?
Un discorso è giocarci insieme. Consensualmente. E in modo condiviso.
E questo significa che si parte da un piano di chiarezza e potere messo al centro.
E allora possiamo fare tutto quello che ci viene in mente.
Ma giocare di nascosto, per facciata e perbenismo, non lo condivido.
Prima di tutto perchè leva libertà. Sia ai maschi sia alle femmine.
E penso che le donne in questo abbiano la loro parte di responsabilità.
Nella creazione di un clima di guerra di potere dove poi i più fragili diventano vittime e carnefici.
E allora la minigonna smette di essere un vestito e diventa un pretesto. O uno strumento di potere. Come un burqa, ma a rovescio.
Concordo con te sul fatto che non avere consapevolezza del fatto che il corpo delle donne è visto come un invito, è rischioso.
Ma il corpo delle donne è prima di tutto in mano alle donne.
e non è diventato un invito da un giorno con l'altro.
E' stato premio e punizione.
E lo è anche adesso, se è per quello. Anche in relazioni intime e dove ci dovrebbe essere condivisione.
La cosa simpatica....per modo di dire, è che quel premio o quella punizione non vengono praticamente mai esplicitati. E quindi si racconta le varie scuse per non affrontare il fatto che il corpo e il desiderio da terreno di condivisione sono diventati terreno di guerra.
LA violenza, prima che diventare agito esplosivo nasce e cresce...e si nutre.
Io sto sostenendo che tutta una serie di stereotipi repressivi la nutrano. E che se ne vedano le conseguenze.