iosolo
Utente di lunga data
I primi tempi, invece per me il cimitero era diventato un oasi di pace.Io rifuggo il cimitero. Conservo un ombrello di mia madre da 25 anni. Una signora che veniva a farmi le pulizie mi disse:"Che bello, così per lei è come se sua mamma potesse venire da lei tutti i giorni." Non è necessario una laurea in psicologia per capire certe cose. E dire che lei andava al cimitero tutti i giorni.
Piangevo a dirotto, ma era come ancora un legame che mi univa. La foto, l'albero, i fiori, il sole. Mi sedevo lì e sapevo che quello era un nostro momento... senza disturbi dalla quotidianità. Ero lì e solo lì in quel momento.
Logicamente mano a mano che il dolore si attenuava, piano piano anche io passavo meno tempo lì.
Però quando ho bisogno di "ritrovarlo" continuo ad andare lì. Fermare il tempo per un attimo.
Subito dopo la sua morte, è stata rapinata la gioielleria dove era in riparazione il suo orologio. Quello che portava sempre al polso... ho pianto come una disperata.
Per me almeno una cosa non esclude l'altra.