:inlove:
Mai nessuno mi aveva inviato una faccetta così
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Ho eliminato il resto, per me ormai appartiene al passato.Le emozioni e i sentimenti che tua moglie ha provato con il suo amante non li conoscerai MAI. Questa è una realtà alla quale devi rassegnarti.
Chi è aduso a dire che tanto un tradimento non toglie niente a nessuno, ha trovato nel sottolineato una risposta,Ho letto i tuoi ultimi interventi sulla tua vicenda. Se non capisco male, ti stai chiedendo due cose.
(Se invece capisco male, cosa possibilissima visto che non ho la palla di cristallo e non intercetto il tuo cellulare, come non detto e scusa.)
Le domande che forse ti fai:
Uno, "separarsi è distruggere la famiglia, far soffrire i figli, etc. Però mi sembra impossibile riallacciare il rapporto di intimità e fiducia con mia moglie, non riesco a starle vicino, a toccarla. E se mi cercassi anche io una storia parallela? Cosa toglierei alla famiglia?"
Due, "In questo modo (vedi uno) potrei forse capire mia moglie, in un certo senso mettermi nei suoi panni".
Situazione uno: se ti fai una relazione parallela, tieni presente che metti una pietra tombale sulla possibilità di ritrovare l'intimità con tua moglie. E' possibile che tu non la ritrovi comunque, ma se ti fai un'amante a) non ne senti più il desiderio b) quando una persona ha una relazione parallela, quel che tace con il partner NON è soltanto la relazione parallela. Il non detto NON si può circoscrivere alla sola relazione segreta, ma si contagia, perchè per quanto ci si possa scindere, la nostra psiche non è fatta come un sommergibile, con i compartimenti stagni. Se devi autocensurarti sulla relazione col partner 2, il moto autocensurante diventa la premessa metodologica della tua relazione con il partner 1, interessa i ricordi, le associazioni di idee, le emozioni e i sentimenti. Ecco "cosa toglie alla famiglia" un tradimento: l'integralità della persona del traditore, che diventa una persona effettivamente diversa, anche se gli altri magari non se ne accorgono. Hai presente il vecchio film "L'invasione degli ultracorpi", con i baccelloni alieni che copiano i terrestri, i quali sembrano uguali a prima ma sono alieni? E gli unici che se ne accorgono sono le persone che amavano gli originali perchè sentono a pelle che qualcosa non va? Ecco, più o meno così.
Se hai bisogno di vendicarti e di sentirti di nuovo virile, cosa comprensibilissima, molto meglio pagarsi qualche donna, anche perchè in queste condizioni di spirito è improbabile che tu possa stringere una relazione profonda e stabile con un'altra donna, e non sei più un ragazzino, se ti separi è di questo che hai bisogno, non di avventurette e di casini.
Situazione due: diventare un traditore anche tu non ti fa capire meglio tua moglie. Può fartela odiare di meno, questo sì, perchè le avrai reso la pariglia. Ma le emozioni che proveresti tu non saranno mai le emozioni che ha provato lei, per la ragione semplice che tu sei tu e lei è lei, e punto. Le emozioni e i sentimenti che tua moglie ha provato con il suo amante non li conoscerai MAI. Questa è una realtà alla quale devi rassegnarti.
Quando scrissi una cosa del genere tempo fa fui tempestato di affermazioni del tipo "se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una carriola".Grazie dei consensi. Specifico però che quanto scrivo non è sapienza esoterica che si acquisisce solo con millanta anni di psicoanalisi, autoanalisi, iniziazioni mistiche, etc. E' il buonsenso della nonna. Quando non sapete cosa pensare su questo tipo di cose, chiedetevi: cosa ne penserebbe la nonna? E 90 su 100 la risposta sarà la giusta.
Ovvero la strada più corta.Grazie dei consensi. Specifico però che quanto scrivo non è sapienza esoterica che si acquisisce solo con millanta anni di psicoanalisi, autoanalisi, iniziazioni mistiche, etc. E' il buonsenso della nonna. Quando non sapete cosa pensare su questo tipo di cose, chiedetevi: cosa ne penserebbe la nonna? E 90 su 100 la risposta sarà la giusta.
Io ho il vantaggio che essendo psicoanalista posso dire cose di elementare buonsenso senza sentirmi ribattere che sono un povero coglione superato, perchè secondo il senso comune (principale nemico del buonsenso, oggi) lo psicoanalista la sa sempre lunghissima (falso perchè dipende dalla persona, la psicoanalisi non è la matematica dove 2+2 fa sempre 4)Quando scrissi una cosa del genere tempo fa fui tempestato di affermazioni del tipo "se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una carriola".
In effetti ultimamente è proprio il buonsenso che latita.
Diciamo anche che il buonsenso e la morale, oggi, sono concetti "liquidi".Io ho il vantaggio che essendo psicoanalista posso dire cose di elementare buonsenso senza sentirmi ribattere che sono un povero coglione superato, perchè secondo il senso comune (principale nemico del buonsenso, oggi) lo psicoanalista la sa sempre lunghissima (falso perchè dipende dalla persona, la psicoanalisi non è la matematica dove 2+2 fa sempre 4)
Il buonsenso è uno strumento preziosissimo, e nella maggioranza delle situazioni ti dà l'informazione giusta. Il problema odierno è questo: a) il buonsenso parla solo se la persona è abbastanza ben centrata, e oggi molti non lo sono b) il senso comune odierno, cioè l'ideologia corrente, è totalmente antitetica al buonsenso perchè presuppone l'esistenza di un tipo umano che in realtà non può esistere (e per fortuna). Di qui linfinite confusioni, anche molto dolorose.
Buonsenso e morale possono essere declinati in modi anche molto diversi, e possono essere in contrasto anche frontale fra di loro. Entrambi però prevedono, per esistere, che non si pensino cose totalmente irrealistiche e assurde su come siamo fatti. Per esempio, è totalmente irrealistico e assurdo pensare che esistano gli individui irrelati ai legami di sangue, affetti, cultura, lingua, etc. Questi sono individui che NON esistono. L'unica esistenza che hanno è virtuale, cioè sono o finzioni giuridico-economiche (il firmatario di un contratto) o finzioni mediatico-politiche (la star internazionale, il personaggio cosmopolita). Se un essere umano realmente esistente prova a diventare così si danneggia seriamente la psiche, perde quel minimo di centro di gravità che gli consente di ascoltare la voce del buonsenso, e si confeziona una morale che forse si attaglia agli abitanti del pianeta Sirio ma non a quelli del pianeta Terra.Diciamo anche che il buonsenso e la morale, oggi, sono concetti "liquidi".
Per non trasformare il sano buon senso in banale qualunquismo ci vuole però del talento. Permettici di riconoscertelo.Grazie dei consensi. Specifico però che quanto scrivo non è sapienza esoterica che si acquisisce solo con millanta anni di psicoanalisi, autoanalisi, iniziazioni mistiche, etc. E' il buonsenso della nonna. Quando non sapete cosa pensare su questo tipo di cose, chiedetevi: cosa ne penserebbe la nonna? E 90 su 100 la risposta sarà la giusta.
Come non quotarti?Quando scrissi una cosa del genere tempo fa fui tempestato di affermazioni del tipo "se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una carriola".
In effetti ultimamente è proprio il buonsenso che latita.
Diciamo anche che il buonsenso e la morale, oggi, sono concetti "liquidi".
Siamo portati a pensare che siano concetti liquidi perchè la tendenza ultimamente è quella di personalizzare e non a rendere oggettivo.Buonsenso e morale possono essere declinati in modi anche molto diversi, e possono essere in contrasto anche frontale fra di loro. Entrambi però prevedono, per esistere, che non si pensino cose totalmente irrealistiche e assurde su come siamo fatti. Per esempio, è totalmente irrealistico e assurdo pensare che esistano gli individui irrelati ai legami di sangue, affetti, cultura, lingua, etc. Questi sono individui che NON esistono. L'unica esistenza che hanno è virtuale, cioè sono o finzioni giuridico-economiche (il firmatario di un contratto) o finzioni mediatico-politiche (la star internazionale, il personaggio cosmopolita). Se un essere umano realmente esistente prova a diventare così si danneggia seriamente la psiche, perde quel minimo di centro di gravità che gli consente di ascoltare la voce del buonsenso, e si confeziona una morale che forse si attaglia agli abitanti del pianeta Sirio ma non a quelli del pianeta Terra.
E' vero, bisogna riconoscere il talento quando lo si incontra.Per non trasformare il sano buon senso in banale qualunquismo ci vuole però del talento. Permettici di riconoscertelo.
Come non quotarti?![]()
E' proprio quello che penso, esplicitato nei particolari.Siamo portati a pensare che siano concetti liquidi perchè la tendenza ultimamente è quella di personalizzare e non a rendere oggettivo.
Dentro un calderone che ultimamente prevede tutto ed il contrario di tutto abbiamo barattato la "religione natural"e ed i principi di comportamente facilmente riferibili al bene comune di tutti con il personalismo e l' autogiustificazionismo.
Proiettiamoci nel passato.Siamo portati a pensare che siano concetti liquidi perchè la tendenza ultimamente è quella di personalizzare e non a rendere oggettivo.
Dentro un calderone che ultimamente prevede tutto ed il contrario di tutto abbiamo barattato la "religione natural"e ed i principi di comportamente facilmente riferibili al bene comune di tutti con il personalismo e l' autogiustificazionismo.
Che tradotto in russo come il link che hai postato ha un effetto surreale. (Che su un film neorealista è tutto a che dire!)Proiettiamoci nel passato.
Di un film così cosa ne pensi?
https://www.youtube.com/watch?v=kJGpVXrgl2Y
(I bambini ci guardano - Vittorio De Sica, 1943)
Che tradotto in russo come il link che hai postato ha un effetto surreale. (Che su un film neorealista è tutto a che dire!)![]()
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Direi una "catechesi di umanità" (cit).
Come dire: tutto il mondo è paese e (quasi) in tutte le culture i valori familiari percepiti e ri-trasmessi ai bambini sono comuni. Vediamo quanti svedesi fanno lo "svedese" quando di mezzo ci sono i sentimenti e la famiglia.....Che tradotto in russo come il link che hai postato ha un effetto surreale. (Che su un film neorealista è tutto a che dire!)![]()
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Direi una "catechesi di umanità" (cit).
Domanda facile facile,parafrasando il proverbio (cinese mi pare), secondo il quale: "È successo un fatto grave...è possibile porvi rimedio? Se si, perché prendersela...lavoriamo per rimediarvi.Non è possibile porvi rimedio: è irreparabile....quindi sarebbe inutile prendersela,non servirà!" Morale: se il tradimento di mia moglie deriva dalla SUA consapevolezza del fatto che il nostro rapporto fosse terminato già prima di tale evento,non dovrei arrabbiarmi poiché non c'è rimedio; parimenti dovrei arrabbiarmi per il fatto che il tradimento estemporaneo (non programmato in virtù della presa d'atto della fine "unilaterale" del rapporto) abbia ics motivazioni che, testimoniano la mancanza di qualche elemento più o meno ritenuto importante , o tale percepito.Ma....se non mi arrabbio e consapevolmente capisco che non c'è recupero,oppure mi arrabbio tentando un recupero possibile ma, lo inficio appunto con l'arrabbiatura che mi porta a rinfacciare ,ad avere difficoltà nel riprendere l'intimità pregiudicata dalla visione incalzante di un altro al posto mio con lei, che differenza c'è?Grazie dei consensi. Specifico però che quanto scrivo non è sapienza esoterica che si acquisisce solo con millanta anni di psicoanalisi, autoanalisi, iniziazioni mistiche, etc. E' il buonsenso della nonna. Quando non sapete cosa pensare su questo tipo di cose, chiedetevi: cosa ne penserebbe la nonna? E 90 su 100 la risposta sarà la giusta.
La domanda era evidentemente retorica e me ne scuso, ma gradirei un parere di uno "specialista" come twinpeaks.Domanda facile facile,parafrasando il proverbio (cinese mi pare), secondo il quale: "È successo un fatto grave...è possibile porvi rimedio? Se si, perché prendersela...lavoriamo per rimediarvi.Non è possibile porvi rimedio: è irreparabile....quindi sarebbe inutile prendersela,non servirà!" Morale: se il tradimento di mia moglie deriva dalla SUA consapevolezza del fatto che il nostro rapporto fosse terminato già prima di tale evento,non dovrei arrabbiarmi poiché non c'è rimedio; parimenti dovrei arrabbiarmi per il fatto che il tradimento estemporaneo (non programmato in virtù della presa d'atto della fine "unilaterale" del rapporto) abbia ics motivazioni che, testimoniano la mancanza di qualche elemento più o meno ritenuto importante , o tale percepito.Ma....se non mi arrabbio e consapevolmente capisco che non c'è recupero,oppure mi arrabbio tentando un recupero possibile ma, lo inficio appunto con l'arrabbiatura che mi porta a rinfacciare ,ad avere difficoltà nel riprendere l'intimità pregiudicata dalla visione incalzante di un altro al posto mio con lei, che differenza c'è?
Questo nel caso della coppia scoppiata o sulla via di tale esito. Sempre una vita di m@rda di tratta.
Quindi, sono altre le motivazioni già dette e ridette che "legano" ancora la coppia....lammore c'entra poco...
La nonna non è cinese, e quindi fa posto alle normali reazioni emotive. Nessuno fa il calcolo costi/benefici in una situazione simile, perlomeno non prima che il tempo l abbia fatta sedimentare.La domanda era evidentemente retorica e me ne scuso, ma gradirei un parere di uno "specialista" come twinpeaks.