O
Old adelfo
Guest
....Zagabria...anni settanta....una città fondamentalmente bella e ben tenuta. Nina, ragazza che dir bella mi par ora troppo riduttivo....conosciuta a Umago in una calda serata d'estate che si ripetè per altre fino alla sua partenza per casa....indirizzo...pensierpo ossessivo e partenza per andare a ritrovarla....
Il problema era muoversi verso le zone di periferia e infilarsi nei vicoletti alla ricerca della sua casa...aree in cui mi resi conto di trovarmi in un paese differente dal mio. Casermoni tutti eguali, genta messa male, cortili spogli simili a caserme, macchine scassate, ovunque un senso di disfatta aleggiante nell'aria. Tutto mi pareva ugualmente magico....mi stavo recando a casa sua dove lei mi stava aspettando....
No non verrai
lorologio della strada ormai
corre troppo per noi
A Zagabria gli indirizzi erano un'utopia, nessun numero civico per singolo portone ma per macro aree, sta di fatto che il numero 169 corrispondeva all'ingresso di un cortile tanto simile ad una discarica con almeno 10 portoni di metallo ammaccato...come trovare quello giusto? Allora vidi uscire un omino da una delle porte...mi fiondai all'interno prima della chiusura...
so dove sei...
tu non stai correndo qui da me
sei rimasta con lui.
Le luci bianche della notte
sembrano accese per me
è tutta mia la città...
entrato rabbrividii per la scena: un gruppo nutrito di facce da galera occupava tutto l'androne a dir poco fatiscente, poca luce...evidenti segni di abbandono. I sette individui rumoreggiando si accalcarono attorno a un tipo che reggeva uno scatolone. Mi guardavano senza espressione....non nascondo che provai un brutto momento e di essermi detto che probabilmente era la volta buona per finire male! L'animo attinse a risorse inaspettate....e con inatteso coraggio mi trovai a sorridere e a parlare in italiano aad alta voce...: Nina....Nina mi sta aspettando.....io amiuco di Nina, lei qui..." Uno grosso, ma tutti lo erano, vestito con il classico giubbotto di pelle da picchiatore...quelli che prima ti rompono il muso e poi ti domandano chiu sei, si avvicinò....Ci siamo...tra me e me...e invece il colosso non mi stacca la testa dal collo ma gutturalmente mi disse: "Nina...via...Nina no, via..." dandomi una pacca sulla spalla.
No non verrai,
fumo un'altra sigaretta e poi,
me ne andrò senza te
porto con me
un'immagine che non vedrò
tu che corri da me.
Mi condusse vicino al gruppo e mi mostrò una scatola, aprì il coperchio ridendo e dentro cosa si dimenava furiosamente? Una gallina....piume dappertutto, merda di gallina sulle pareti, segni dei graffi provocati dalle nervose zampe. Grande euforia fra i sette tagliagole. Vabbè....con un migliaio di lire mi comperai una gallina in uno scantinato di Zagabria da sette bpersone che avrei avuto paura di guardare in foto!
In un clima surreale uscii dal portone con la scatola della gallina sotto il braccio...mi guardai attorno muovendo il collo a scatti come l'animale che tenevo stretto...fatti pochi passi me ne liberai gettando la scatola dietro un recinto...la gallina mi ringraziò sonoramente e a lungo.....
Mi incamminai....luci che passavano dal verde al giallo fioco......
Da un'automobile che passa
qualcuno grida "Va a casa!"
è tutta mia la città.....
Me la ricordo ancora quella vettura....per modo di dire....che si accostò e voci che mi urlavano parole totalmente ignote...
Tutta mia la città
è un deserto che conosco
tutta mia la città
questa notte un uomo piangerà:
Piansi quella notte e il ricordo non mi ha mai abbandonato in tutti questi anni....ogni volta che sento questa canzone mi ritrovo proiettato nel passato...in quella notte buia e piena di solitudine....
Ogni volta che sento l'odor di sporco di gallina....orribile....mi ritrovo a pensare a quella scatola...a quei visi...alla paura...alla tristezza di un tradimento che non dimenticherò mai anche se nella vita è stato solamente il primo.....del quale venni a conoscenza!
Il problema era muoversi verso le zone di periferia e infilarsi nei vicoletti alla ricerca della sua casa...aree in cui mi resi conto di trovarmi in un paese differente dal mio. Casermoni tutti eguali, genta messa male, cortili spogli simili a caserme, macchine scassate, ovunque un senso di disfatta aleggiante nell'aria. Tutto mi pareva ugualmente magico....mi stavo recando a casa sua dove lei mi stava aspettando....
No non verrai
lorologio della strada ormai
corre troppo per noi
A Zagabria gli indirizzi erano un'utopia, nessun numero civico per singolo portone ma per macro aree, sta di fatto che il numero 169 corrispondeva all'ingresso di un cortile tanto simile ad una discarica con almeno 10 portoni di metallo ammaccato...come trovare quello giusto? Allora vidi uscire un omino da una delle porte...mi fiondai all'interno prima della chiusura...
so dove sei...
tu non stai correndo qui da me
sei rimasta con lui.
Le luci bianche della notte
sembrano accese per me
è tutta mia la città...
entrato rabbrividii per la scena: un gruppo nutrito di facce da galera occupava tutto l'androne a dir poco fatiscente, poca luce...evidenti segni di abbandono. I sette individui rumoreggiando si accalcarono attorno a un tipo che reggeva uno scatolone. Mi guardavano senza espressione....non nascondo che provai un brutto momento e di essermi detto che probabilmente era la volta buona per finire male! L'animo attinse a risorse inaspettate....e con inatteso coraggio mi trovai a sorridere e a parlare in italiano aad alta voce...: Nina....Nina mi sta aspettando.....io amiuco di Nina, lei qui..." Uno grosso, ma tutti lo erano, vestito con il classico giubbotto di pelle da picchiatore...quelli che prima ti rompono il muso e poi ti domandano chiu sei, si avvicinò....Ci siamo...tra me e me...e invece il colosso non mi stacca la testa dal collo ma gutturalmente mi disse: "Nina...via...Nina no, via..." dandomi una pacca sulla spalla.
No non verrai,
fumo un'altra sigaretta e poi,
me ne andrò senza te
porto con me
un'immagine che non vedrò
tu che corri da me.
Mi condusse vicino al gruppo e mi mostrò una scatola, aprì il coperchio ridendo e dentro cosa si dimenava furiosamente? Una gallina....piume dappertutto, merda di gallina sulle pareti, segni dei graffi provocati dalle nervose zampe. Grande euforia fra i sette tagliagole. Vabbè....con un migliaio di lire mi comperai una gallina in uno scantinato di Zagabria da sette bpersone che avrei avuto paura di guardare in foto!
In un clima surreale uscii dal portone con la scatola della gallina sotto il braccio...mi guardai attorno muovendo il collo a scatti come l'animale che tenevo stretto...fatti pochi passi me ne liberai gettando la scatola dietro un recinto...la gallina mi ringraziò sonoramente e a lungo.....
Mi incamminai....luci che passavano dal verde al giallo fioco......
Da un'automobile che passa
qualcuno grida "Va a casa!"
è tutta mia la città.....
Me la ricordo ancora quella vettura....per modo di dire....che si accostò e voci che mi urlavano parole totalmente ignote...
Tutta mia la città
è un deserto che conosco
tutta mia la città
questa notte un uomo piangerà:
Piansi quella notte e il ricordo non mi ha mai abbandonato in tutti questi anni....ogni volta che sento questa canzone mi ritrovo proiettato nel passato...in quella notte buia e piena di solitudine....
Ogni volta che sento l'odor di sporco di gallina....orribile....mi ritrovo a pensare a quella scatola...a quei visi...alla paura...alla tristezza di un tradimento che non dimenticherò mai anche se nella vita è stato solamente il primo.....del quale venni a conoscenza!