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perplesso

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Staff Forum
Ma voi per felicità cosa intendete?Per me felicità è il godersi i piccoli momenti ,l'accettazione di se stessi e la forza di superare l'imprevvedibile della vita,il non sentirsi inadeguati e anche in quei momenti affrontare la propria inadeguatezza accetando i propri limiti.Affrontare ogni giono come una novità e non come una battaglia.Questa è la felicità per me.
la serenità è guardarsi allo specchio e riconoscersi. sapere cosa si può o non si può fare/avere e non soffrire per quello che non si può fare/avere
guardarsi attorno ed essere soddisfatti di quello che si vede.

la felicità è un ramo di castagno con cui picchiare Bender
 
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spleen

utente ?
Ma voi per felicità cosa intendete?Per me felicità è il godersi i piccoli momenti ,l'accettazione di se stessi e la forza di superare l'imprevvedibile della vita,il non sentirsi inadeguati e anche in quei momenti affrontare la propria inadeguatezza accetando i propri limiti.Affrontare ogni giono come una novità e non come una battaglia.Questa è la felicità per me.
Devo dare un po' di reputazione in giro............... ritieniti reputata. Mi piace questa definizione.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Accettare se stessi è un percorso lungo e tortuoso, ci si impiega una vita talvolta :eek:, talvolta non si arriva mai. Credo non sia disgiunto dalla analisi accurata e continua di quello che desideriamo per noi, sempre in ruolo comunque attivo, se ci rendiamo supini alla vita che ne sarà di noi? Saremo ridotti in brandelli.
Poi bisogna definire "felicità", qualcuno potrebbe persino confondersi con "eccitazione".
già.
Ma fra un impegno mondano e l'altro, a me sembra una buona direzione. :)

quanto all'arrivarci...sono sempre più convinta che la parte più interessante sia il riuscire a godersi il panorama mentre si va. A volte la meta conta veramente poco. Se non come tensione.
No?

E sì. E' facilissimo ridursi a brandelli.
Specialmente quando il desiderio diventa aspettativa e si sovrappone così all'inibizione.
E per desiderio intendo desiderio di essere. Interi.
Quando si dimentica il piacere della scoperta e ci si trova sommersi da vincoli. (autoimposti il più delle volte)

E quando si confonde attivazione con re-azione.

Sai che penso che la felicità sia un grande inganno? intesa come raggiungimento.
Io penso che la felicità non possa essere definita. E che definirla sia materia di costruzione di gabbie mentali.

Non lo so se esiste la felicità. E non so se mi interessa. La felicità.
Ogni cultura ne ha dato la sua definizione. E nel tempo le definizioni sono cambiate e così anche le condizioni.
Così come l'amore.

Sono più interessata alla pace. Non intesa come quiete o rassegnazione ad un dover essere auto o etero stabilito.
Pace intesa come capacità di concedere e chiedere consolazione.
Concessione di piacere. E di dolore. A se stessi.
 
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Adinur

Escluso
giove pluvio. Ma ovvio che non sarà lei ad andarsene, non ora, non in queste condizioni perlomeno.
Ma sei tu che stai male e dovresti lasciarla e non ce la fai. NON CE LA FAI. Stai lì e te la tieni stretta manco t'avesse regalato tutta la felicità del mondo invece di questa palude stigia in cui ti stai dibattendo.
Lei deve fare quello che le va e tu? ma tu, non ti devi dar conto di come stai spatasciando il tuo tempo stando appresso a una che è lesiva per sè e per gli altri? Che va cercando di farsi trombare altrove ma poi quando la sgami fa le scene di disperazione, senza un minimo di coscienza, di rispetto di sè e di sincerità?
Ma tu, hai sette vite come i gatti o te ne hanno data una sola come al resto dell'umanità?
Noi TS abbiamo ben più di sette vite :)
Il dolore ovviamente esiste e la sua unica funzione è portare ad un miglioramento, ma con saggezza e comprensione.

Io mi permetto di dissentire solo su una cosa...

CE LA FAI :up:
 

Nicka

Capra Espiatrice
Noi TS abbiamo ben più di sette vite :)
Il dolore ovviamente esiste e la sua unica funzione è portare ad un miglioramento, ma con saggezza e comprensione.

Io mi permetto di dissentire solo su una cosa...

CE LA FAI :up:
Per favore, davvero.
Metti quelle sigle nella spazzatura e parla come mangi...
Fa irritare sul serio.
 

Eratò

Utente di lunga data
la serenità è guardarsi allo specchio e riconoscersi. sapere cosa si può o non si può fare/avere e non soffrire per quello che non si può fare/avere
guardarsi attorno ed essere soddisfatti di quello che si vede.

la felicità è un ramo di castagno con cui picchiare Bender
Poooovero cucciolotto di Savona:D
 

Sbriciolata

Escluso

Sbriciolata

Escluso

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
la serenità è guardarsi allo specchio e riconoscersi. sapere cosa si può o non si può fare/avere e non soffrire per quello che non si può fare/avere
guardarsi attorno ed essere soddisfatti di quello che si vede.

la felicità è un ramo di castagno con cui picchiare Bender

Ma anche no, il resto lo quoto
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Ciao:)

non lo distingui con la testa. Il pensiero non serve a niente. Per distinguere. E' un sapere. Profondo. E' rispondenza fra il dentro e il fuori. Semplicemente. E' sentire che, a prescindere da ogni cosa, IO sono IO. Interamente e semplicemente. E' fluidità. E' non aver bisogno di scegliere nulla. E' fare perchè lo si SA.

Il pensiero se si vuole lo si può utilizzare poi. Per tradurre nel proprio personale linguaggio. Ma è traduzione. Non creazione.

Anzi, più è il pensiero a cercare quel sapere, più ci si autoingabbia, nelle trappole che la mente costruisce per mantenere legati alle proprie sicurezze (belle o brutte che siano, gioiose o dolorose poco conta. Sono sicurezze e la mente vuole quelle. ) La mente produce autosabotaggi. Distorsioni. Mondi. Per permanere nel conosciuto.

E la piena realizzazione di sè è invece esattamente l'opposto. Trovarsi a finis terrae e andare. Senza sapere dove. Senza sapere come. Senza sapere perchè. Semplicemente perchè è assolutamente giusto farlo. Non c'è neanche bisogno di chiedersi alcunchè. Forse non si conosce la meta, la strada. Ma si SENTE che la direzione è quella. Senza alcun dubbio.

La tua mitologia è quella che hai detto tu. Non aver bisogno di niente e di nessuno.
Qualcuno mi ha detto che esiste una grande differenza fra l'isolarsi e essere soli. Aveva pienamente ragione.
Ma quando me l'aveva detto non avevo capito Non potevo.
Ho capito poi. Indagando. Ondivagando. E ancora sto capendo.
Ma dipende da te indagare te stesso o difenderti dai dubbi.

No. Io non sono d'accordo. In una relazione io porto me. Punto. Faccio attenzione a portarmi sincera. Il più possibile almeno.
Una volta che io porto me, quello che voglio vedere NON è l'IDEA dell'altro in relazione a me. Ma l'altro. E lo voglio senza veli. E senza miei interventi (che a loro volta creano veli).
Due individui a confronto. Liberi. Di esprimersi. Ad ogni livello.

Che io credo che prima di essere uomo e donna (o quello che si preferisce, poco conta) si è individui.

E libertà è presentarsi interamente. Senza veli. A prescindere dall'altro.
Credo che solo in questo modo ci si possa accordare. Insieme. E non uno per l'altro.


Detto questo..pensare in termini di progetto di normalità (la stabilità economica, il dare sicurezza all'altro e via dicendo...tutti i condizionamenti del mulino bianco insomma) e volerci mettere dentro la libertà di essere anche "strani" penso sia una contraddizione irrisolvibile.

(che poi....strano..siete stati in tre in un letto eh..non ci vedo molta stranezza a dirti il vero.
personalmente trovo strano, ma nel senso di superficiale, farlo senza considerare che in quel letto si dovevano incontrare i desideri di quei tre che erano nel letto. E non mi pare sia andata così. Questo è il nodo problematico. )
Ipazia, ma io sottoscrivo in pieno! E anzi, tutto il bordello immane nel quale mi sono andato a cacciare, è proprio una conseguenza di quello che tu dici! Certo, sicuramente da qualche parte sbaglio, se no non si spiega... e ciò che comincio a sospettare è di essermi sbagliato nel credere di poter pretendere da lei questa sincerità, questo modo di rapportarsi a me con individuo prima che come mia compagna.
Cioè, io riesco a interagire con Lei senza veli, riesco a stanarle l'anima, per così dire. Ma è un lavoro, che mi prosciuga tutte le energie...e il problema è : perché da qualche mese le energie che prima mi tornavano indietro moltiplicate per 1000 (che quindi spendere mi rendeva felice) ora mi sembra che rimangano incagliate da qualche parte?

Sì, il problema non è il triangolo in sé, ma il fatto che nessuno era convinto di volerlo fare, secondo me neanche lei. Non si trattava quindi di puro egoismo, perché alla fine ha leso anche lei. Per esempio, ha avuto delle conseguenze anche nel rapporto tra lei e l'altro...che ovviamente ha perso del tutto quel lieve sentore di romanticismo che aveva prima che subentrassi io....
 

Adinur

Escluso
E infatti caghi stronzate!!
E m'è venuta spontanea! :D
Ahahahah... la prima caratteristica di un TS è quella di irritare le donne.... la seconda di comunicare come un mimo semiautistico... la terza quella di essere sempre fuori luogo... la quarta di essere fuoritempo (siamo sempre in anticipo).

Ma faremo sentire la nostra voce, a costo di belare come alci. Ma perché in questo forum ci sono pochi uomini traditi... se già nel mio palazzo ne ho contato sette a piano?

Ma perché ve la prendete con me, se sono già cornuto e mazziato?
 

Nicka

Capra Espiatrice
Ahahahah... la prima caratteristica di un TS è quella di irritare le donne.... la seconda di comunicare come un mimo semiautistico... la terza quella di essere sempre fuori luogo... la quarta di essere fuoritempo (siamo sempre in anticipo).

Ma faremo sentire la nostra voce, a costo di belare come alci. Ma perché in questo forum ci sono pochi uomini traditi... se già nel mio palazzo ne ho contato sette a piano?

Ma perché ve la prendete con me, se sono già cornuto e mazziato?
Sì vabbè, vai a cagare.
 
Stato
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