ciao a tutti
non sono nuova di qui, ho già scritto tempo fa, ma con un nick diverso, che ho dovuto cambiare quando il mio partner ha scoperto che rendevo di dominio pubblico i fatti suoi. Credo tuttavia che anche lui poi si sia iscritto e abbia scritto qsa. Per questo non farò menzione nè del mio vecchio nick, nè della storia nei suoi particolari...che cmq non servono perchè alla fine poco cambia dall'una all'altra.
Brevemente, tradita da poco più di 6 mesi, dopo una relazione ultradecennale "pulita", ma in crisi da qualche mese per stress personali dei singoli componenti che avevano minato la qualità della vita di coppia.
La relazione parallela è durata una decina di giorni, poi gli sono venuti i sensi di colpa e me lo ha confessato. Con l'altra si vedono ancora sporadicamente per esigenze lavorative e purtroppo l'ho dovuta vedere anch'io. L'altra sa che so, eppure non ha smesso di provarci.
Con il mio compagno ho passato veramente degli anni bellissimi. Mi sono innamorata di lui per il suo continuo preoccuparsi degli altri e perchè aveva un sogno che sta tentando di realizzare nonostante i limiti della famiglia d'origine. Abbiamo una visione del mondo (di com'è, d come dovrebbe essere, di come affrontarlo) comune, ma ci siamo poi evoluti prendendo strade opposte e quindi acquisendo competenze diverse (il che è d'aiuto nella vita di tutti i giorni: io non sa fare questo, ma lo sai fare tu). In tutti questi anni, io ho trovato 1 solo altro uomo che mi ha tentata. Gli piacevo e mi piaceva e il mio compagno era lontano per qualche mese. Nessuno di noi due però ci ha mai provato esplicitamente. Credo che lui, semplicemente, abbia avuto rispetto per il mio status di "impegnata/innamorata" e per il mio ragazzo (che pure non conosceva). Rispetto che ha mantenuto pure quella sera in cui ero sbronza come una capra e mi ha dovuta portare a casa praticamente in braccio. Non che lui fosse sobrio, ma almeno camminava
Adesso che so cos'è il tradimento, cosa significa, il dolore che porta per entrambe le parti (e forse anche per la terza, non lo so, ma francamente non m'interessa), vorrei sussurargli solo "grazie"....
Di contro, il mio compagno non è stato così fortunato: ha confidato la nostra crisi ad una donna che ha ben pensato di approfittare della situazione per scoparsi uno che le piaceva. A lui devo riconoscere il fatto di aver rifiutato le sue avances (anche fisiche) per 2 mesi, a lei che cmq in quei due mesi lui abbia mantenuto un atteggiamento amichevole e quindi ambiguo. A lui non perdono il dolore che sto provando. A lei il tentativo (fallito) di sminuirmi intellettualmente ai suoi occhi. Ad entrambi la mancanza di rispetto nei miei confronti.
A chi sostiene che lei non mi ha mancato di rispetto perchè non me ne doveva non conoscendomi, lo prego di soprassedere: lo ha detto pure lei ed è una giustificazione che non condivido e che -scusate la franchezza- considero dettata da una stupidità di fondo: ci diamo tanta boria come "esseri umani" e poi provochiamo volontariamente dolore ad un terzo solo per soddisfare un bisogno per il quale Federica Amica o Luigino Zucchino vanno altrettanto bene? Se la vostra coscienza è a posto con questa giustificazione, buon per voi. Io mi sento in colpa se uno sconosciuto dimentica il cell sul tavolo del bar e io non gli corro dietro per restituirlo. Il mondo è bello perchè è vario.
Noi come coppia abbiamo sempre pensato di essere indipendenti: abbiamo mantenuto ognuno il suo gruppo di amici, ognuno i suoi interessi. Invece questo terremoto mi ha fatto capire quanto fossi dipendente -se non da lui- quanto meno dal nostro rapporto: la sicurezza di avere cmq un porto sicuro, una "casa" dove poter essere me stessa, poter dire quello che mi passava nella testa senza filtri, un abbraccio sicuro e pulito quando serviva. Quando ero con lui, semplicemente, chiudevo fuori il mondo ed entravo nel mio Eden.
Per lui era lo stesso. Non avendo avuto esperienze pregresse, ogni tanto ci chiedevamo se le sensazioni che provavamo quando eravamo l'uno nelle braccia dell'altro non fossero dovute all'altro per se stesso, ma alla situazione in sè e si sarebbero verificate indipendentemente da chi fosse l'individuo abbracciato. Ora lui sa che ciò che provi durante un abbraccio, un bacio o un amplesso dipendono anche dalla persona con cui ti stai rapportando. Io, al momento, lo so solo per sentito dire.
Questo terremoto mi ha destabilizzato dalle fondamenta. Il tempo che passa non solo non ha aiutato, ma sta facendo cadere l'illusione che "il tempo cura ogni ferita". Man mano aumentano le cose che non riesco più a fare con lui, poichè so che le ha fatte anche con lei. Compreso a letto. Devo costantemente mantenere il controllo del mio corpo, per non fargli capire che anche solo baciarlo adesso mi fa schifo, visto che ha infilato la lingua in una vagina, tra l'altro affetta da una MST, che ora stiamo curando entrambi.....i signori, nei loro incontri, non avevano usato il profilattico nei preliminari e così lui si è infettato. All'ospedale gli hanno detto che fare il tampone uretrale non serviva perchè il rapporto era stato protetto, ma io ho insistito perchè lo facesse lo stesso. Purtroppo nel frattempo, anche noi avevamo avuto i nostri bei preliminari non protetti, e così...eccoci qui, sotto antibiotico da mesi..
Quando ho provato l'opzione "lasciarsi andare e non pensare a niente" mi venivano dei flash di loro due e scoppiavo in lacrime in punto in bianco. Quindi, ora, preferisco controllarmi. La qualità dei rapporti è ovviamente peggiorata in termini emotivi.
Ora sono passati mesi, ne abbiamo parlato e riparlato. Analizzate le cause, cercate delle soluzioni, provato a metterle in pratica.
Ma siamo lontani, abbiamo perso complicità. Devo sempre stare attenta a quello che dico o a quello che faccio perchè potrebbe essere inteso come una forma di mancanza di fiducia o di controllo o un voler rivangare la storia. E lo stesso deve fare lui...Nelle conversazioni quotidiane bisogna stare attenti alle parole che si usano, alle città che si citano, agli amici di cui si parla..perchè il cervello può far partire un collegamento con quell'evento e riportare in superficie (ma non alla bocca) un pensiero che cmq lavora sempre in background. Tutto ciò fa schifo e mi fa salire dentro una rabbia tremenda. Però, poichè non è giusto che dopo così tanti mesi io lo tormenti ancora come le prime settimane, ma poichè d'altra parte non ho i mezzi per gestire questo dolore psicologico, ecco che gli ho trovato un canale d'uscita: quando solo sola sbatto la testa, i pugni, le gambe contro il muro. Quando c'è anche lui in casa, poichè le pratiche di cui sopra sono rumorose, m'incido la pelle in zone non visibili. Piango, in silenzio, poi tutto passa. Fino alla prossima volta. Per me è l'equivalente di fumare una sigaretta: fa complessivamente male, ma in quel momento mi fa stare bene, quindi lo faccio. A differenza della sigaretta però, non faccio del male anche agli altri col mio fumo passivo.
Ovviamente non lo sa nessuno, perchè se fai queste cose sei una persona debole o (peggio) via di testa. Mentre se fumi sei una persona normale, con un vizietto.
Quando decidete di tradire, di confessare o di provarci con una persona impegnata, pensate, anche se non è un problema vostro, che dall'altra parte può non esserci una persona forte come lo sareste voi nella medesima situazione.
Il trauma ci ha cambiati e ha cambiato il nostro modo di rapportarci l'uno con l'altra e viceversa. Lui sta facendo e ha fatto tutto ciò che era in suo potere per dimostrarmi che possiamo farcela. Io, più semplicemente, penso che non valga più la pena investire in questo rapporto quanto ci ho investito in passato, perchè ora il rapporto è sporco (anzi, infetto...letteralmente), così come lo è il mio compagno.
Mi ama, lo attraggo fisicamente, mi proteggerebbe da ogni cosa, sarebbe un padre fantastico e una persona con cui varebbe la pena invecchiare (almeno per me). Ma lo amo ogni giorno un po' di meno. Senza rancore, senza odio, con molto affetto e con la stessa attrazione fisica che provo da sempre. Se ci fosse un modo per veicolare l'Amore, giuro, lo veicolerei verso di lui, perchè razionalmente sarebbe la scelta più saggia. Ma non c'è.
Saremmo stati felici insieme. E dubito troverò un'altra persona con cui condividere e che al contempo mi completi così. Il fatto di essere cresciuti insieme penso abbia dato molto al nostro rapporto. Ormai sono cresciuta e cio che è non si cambia.
non sono nuova di qui, ho già scritto tempo fa, ma con un nick diverso, che ho dovuto cambiare quando il mio partner ha scoperto che rendevo di dominio pubblico i fatti suoi. Credo tuttavia che anche lui poi si sia iscritto e abbia scritto qsa. Per questo non farò menzione nè del mio vecchio nick, nè della storia nei suoi particolari...che cmq non servono perchè alla fine poco cambia dall'una all'altra.
Brevemente, tradita da poco più di 6 mesi, dopo una relazione ultradecennale "pulita", ma in crisi da qualche mese per stress personali dei singoli componenti che avevano minato la qualità della vita di coppia.
La relazione parallela è durata una decina di giorni, poi gli sono venuti i sensi di colpa e me lo ha confessato. Con l'altra si vedono ancora sporadicamente per esigenze lavorative e purtroppo l'ho dovuta vedere anch'io. L'altra sa che so, eppure non ha smesso di provarci.
Con il mio compagno ho passato veramente degli anni bellissimi. Mi sono innamorata di lui per il suo continuo preoccuparsi degli altri e perchè aveva un sogno che sta tentando di realizzare nonostante i limiti della famiglia d'origine. Abbiamo una visione del mondo (di com'è, d come dovrebbe essere, di come affrontarlo) comune, ma ci siamo poi evoluti prendendo strade opposte e quindi acquisendo competenze diverse (il che è d'aiuto nella vita di tutti i giorni: io non sa fare questo, ma lo sai fare tu). In tutti questi anni, io ho trovato 1 solo altro uomo che mi ha tentata. Gli piacevo e mi piaceva e il mio compagno era lontano per qualche mese. Nessuno di noi due però ci ha mai provato esplicitamente. Credo che lui, semplicemente, abbia avuto rispetto per il mio status di "impegnata/innamorata" e per il mio ragazzo (che pure non conosceva). Rispetto che ha mantenuto pure quella sera in cui ero sbronza come una capra e mi ha dovuta portare a casa praticamente in braccio. Non che lui fosse sobrio, ma almeno camminava
Di contro, il mio compagno non è stato così fortunato: ha confidato la nostra crisi ad una donna che ha ben pensato di approfittare della situazione per scoparsi uno che le piaceva. A lui devo riconoscere il fatto di aver rifiutato le sue avances (anche fisiche) per 2 mesi, a lei che cmq in quei due mesi lui abbia mantenuto un atteggiamento amichevole e quindi ambiguo. A lui non perdono il dolore che sto provando. A lei il tentativo (fallito) di sminuirmi intellettualmente ai suoi occhi. Ad entrambi la mancanza di rispetto nei miei confronti.
A chi sostiene che lei non mi ha mancato di rispetto perchè non me ne doveva non conoscendomi, lo prego di soprassedere: lo ha detto pure lei ed è una giustificazione che non condivido e che -scusate la franchezza- considero dettata da una stupidità di fondo: ci diamo tanta boria come "esseri umani" e poi provochiamo volontariamente dolore ad un terzo solo per soddisfare un bisogno per il quale Federica Amica o Luigino Zucchino vanno altrettanto bene? Se la vostra coscienza è a posto con questa giustificazione, buon per voi. Io mi sento in colpa se uno sconosciuto dimentica il cell sul tavolo del bar e io non gli corro dietro per restituirlo. Il mondo è bello perchè è vario.
Noi come coppia abbiamo sempre pensato di essere indipendenti: abbiamo mantenuto ognuno il suo gruppo di amici, ognuno i suoi interessi. Invece questo terremoto mi ha fatto capire quanto fossi dipendente -se non da lui- quanto meno dal nostro rapporto: la sicurezza di avere cmq un porto sicuro, una "casa" dove poter essere me stessa, poter dire quello che mi passava nella testa senza filtri, un abbraccio sicuro e pulito quando serviva. Quando ero con lui, semplicemente, chiudevo fuori il mondo ed entravo nel mio Eden.
Per lui era lo stesso. Non avendo avuto esperienze pregresse, ogni tanto ci chiedevamo se le sensazioni che provavamo quando eravamo l'uno nelle braccia dell'altro non fossero dovute all'altro per se stesso, ma alla situazione in sè e si sarebbero verificate indipendentemente da chi fosse l'individuo abbracciato. Ora lui sa che ciò che provi durante un abbraccio, un bacio o un amplesso dipendono anche dalla persona con cui ti stai rapportando. Io, al momento, lo so solo per sentito dire.
Questo terremoto mi ha destabilizzato dalle fondamenta. Il tempo che passa non solo non ha aiutato, ma sta facendo cadere l'illusione che "il tempo cura ogni ferita". Man mano aumentano le cose che non riesco più a fare con lui, poichè so che le ha fatte anche con lei. Compreso a letto. Devo costantemente mantenere il controllo del mio corpo, per non fargli capire che anche solo baciarlo adesso mi fa schifo, visto che ha infilato la lingua in una vagina, tra l'altro affetta da una MST, che ora stiamo curando entrambi.....i signori, nei loro incontri, non avevano usato il profilattico nei preliminari e così lui si è infettato. All'ospedale gli hanno detto che fare il tampone uretrale non serviva perchè il rapporto era stato protetto, ma io ho insistito perchè lo facesse lo stesso. Purtroppo nel frattempo, anche noi avevamo avuto i nostri bei preliminari non protetti, e così...eccoci qui, sotto antibiotico da mesi..
Quando ho provato l'opzione "lasciarsi andare e non pensare a niente" mi venivano dei flash di loro due e scoppiavo in lacrime in punto in bianco. Quindi, ora, preferisco controllarmi. La qualità dei rapporti è ovviamente peggiorata in termini emotivi.
Ora sono passati mesi, ne abbiamo parlato e riparlato. Analizzate le cause, cercate delle soluzioni, provato a metterle in pratica.
Ma siamo lontani, abbiamo perso complicità. Devo sempre stare attenta a quello che dico o a quello che faccio perchè potrebbe essere inteso come una forma di mancanza di fiducia o di controllo o un voler rivangare la storia. E lo stesso deve fare lui...Nelle conversazioni quotidiane bisogna stare attenti alle parole che si usano, alle città che si citano, agli amici di cui si parla..perchè il cervello può far partire un collegamento con quell'evento e riportare in superficie (ma non alla bocca) un pensiero che cmq lavora sempre in background. Tutto ciò fa schifo e mi fa salire dentro una rabbia tremenda. Però, poichè non è giusto che dopo così tanti mesi io lo tormenti ancora come le prime settimane, ma poichè d'altra parte non ho i mezzi per gestire questo dolore psicologico, ecco che gli ho trovato un canale d'uscita: quando solo sola sbatto la testa, i pugni, le gambe contro il muro. Quando c'è anche lui in casa, poichè le pratiche di cui sopra sono rumorose, m'incido la pelle in zone non visibili. Piango, in silenzio, poi tutto passa. Fino alla prossima volta. Per me è l'equivalente di fumare una sigaretta: fa complessivamente male, ma in quel momento mi fa stare bene, quindi lo faccio. A differenza della sigaretta però, non faccio del male anche agli altri col mio fumo passivo.
Ovviamente non lo sa nessuno, perchè se fai queste cose sei una persona debole o (peggio) via di testa. Mentre se fumi sei una persona normale, con un vizietto.
Quando decidete di tradire, di confessare o di provarci con una persona impegnata, pensate, anche se non è un problema vostro, che dall'altra parte può non esserci una persona forte come lo sareste voi nella medesima situazione.
Il trauma ci ha cambiati e ha cambiato il nostro modo di rapportarci l'uno con l'altra e viceversa. Lui sta facendo e ha fatto tutto ciò che era in suo potere per dimostrarmi che possiamo farcela. Io, più semplicemente, penso che non valga più la pena investire in questo rapporto quanto ci ho investito in passato, perchè ora il rapporto è sporco (anzi, infetto...letteralmente), così come lo è il mio compagno.
Mi ama, lo attraggo fisicamente, mi proteggerebbe da ogni cosa, sarebbe un padre fantastico e una persona con cui varebbe la pena invecchiare (almeno per me). Ma lo amo ogni giorno un po' di meno. Senza rancore, senza odio, con molto affetto e con la stessa attrazione fisica che provo da sempre. Se ci fosse un modo per veicolare l'Amore, giuro, lo veicolerei verso di lui, perchè razionalmente sarebbe la scelta più saggia. Ma non c'è.
Saremmo stati felici insieme. E dubito troverò un'altra persona con cui condividere e che al contempo mi completi così. Il fatto di essere cresciuti insieme penso abbia dato molto al nostro rapporto. Ormai sono cresciuta e cio che è non si cambia.