Uff, lo sapevo che con un thread come questo è facile arrivare a dirsene di tutti i colori. Ad ogni modo....
La definizione di caccia come sport è piuttosto desueta. L'accezione di "caccia sportiva" sarebbe più corretta, in quanto definisce l'approccio ludico all'attività venatoria. D'altra parte, le discipline alieutiche non professionali vengono definite con la dicitura "pesca sportiva". L'idea di sport che abbiamo evoluto fino ai giorni nostri si è via via discostata da questo genere di discipline. Così, pur avendo praticato per anni il tiro a segno agonistico - che è disciplina olimpica - di sportivo posso riconoscere a tale pratica solo il confronto normato da un regolamento, perchè (almeno dall'esterno) tali performance non sono caratterizzate da dinamiche sportive in senso canonico. Certo, possiamo parlare di sportività, ma niente a che fare con chi allena il proprio fisico ad un lavoro specifico, irraggiungibile senza un training mirato al miglioramento di una "prestazione da sforzo". Comunque l'intero discorso è fortemente dubbio in un cultura dove il telecronista di un evento agonistico si rivolge al pubblico con la formula "Amici sportivi" sapendo di essere seguito per lo più da panzoni stravaccati in poltrona che seguono in TV la partita o gara.
Poi, il concetto di violenza nella caccia come nella pesca è purtroppo una visione assolutamente parziale e incompleta dell'attività di un appassionato. Pochi hanno capito che i primi ad attivarsi nella salvaguardia della fauna del territorio sono proprio cacciatori e pescatori, tramite le associazioni locali, che svolgono prima di tutto un'opera insostituibile di osservazione e monitoraggio dello stato del territorio. Inoltre, quasi tutti ignorano che se non fosse per queste categorie, in aree fortemente antropizzate e industrializzate come la maggior parte del territorio nazionale, non esisterebbe nemmeno più il concetto di fauna! Cacciatori e pescatori, molto più di parte delle associazioni ambientaliste, rendono possibile il perpetuarsi di un equilibrio ecologico sempre più minacciato dall'impatto violentissimo di inquinamento, stravolgimento degli areali e competizione ambientale (pensate ai danni enormi legati all'introduzione o alla semplice comparsa di specie alloctone "rivali" in un sistema già indebolito da altri fattori). Insomma,
il più delle volte, quando possiamo ancora ammirare la natura allo stato selvatico, è grazie all'incessante lavoro di protezione dell'ambiente merito anche e soprattutto delle associazioni venatorie e alieutiche. Ah, tra l'altro, anche l'orsa uccisa in Trentino si trovava lì grazie a un programma di ripopolamento. Piuttosto, non hanno praticamente fatto notizia i quattro orsi trovati avvelenati nel corso degli ultimi mesi, probabilmente per mano degli allevatori locali, nei territori dell'Appennino in Abruzzo. Ma non voglio entrare nel merito del punto di vista degli allevatori, o non finiamo più.
In ultima, perchè nell'uomo è ancora così vivo lo spirito della caccia? Certamente c'è una componente culturale e tradizionale che varia da territorio a territorio, ma se volete approfondire dovreste prendervi la briga di capire come funziona il nostro cervello di predatori. Anzi, in verità il cervello di quasi tutte le specie funziona così, prede comprese: i concetti da approfondire sono Anticipazione e Seeking, di cui trovate qualche informazione qui:
http://www.axismundi.biz/?page_id=2143 . Tra l'altro la cosa è interessante perchè pare sia coinvolta anche nelle dinamiche del corteggiamento, ma qui si andrebbe veramente OT.
Fine del pistolotto.
PS - A meno che non siate vegetariani per motivi filosofici o religiosi - nel qual caso taccio - evitate per cortesia di associare il concetto di "violenza" alla caccia o alla pesca. Cadreste immediatamente, per quanto inconsapevolmente e involontariamente, in un atteggiamento fortemente ipocrita.