La mia fine ...

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JON

Utente di lunga data
Sono d'accordo JON.

A volte non serve per la convenienza di quel momento. Di quel luogo. Di quel contesto relazionale.
A volte addirittura può essere deleterio.

Ed è vero che non tutti debbano piacermi. Che magari anzi mi piacciano pochi o nessuno, ma per quel momento, per quel luogo, per quel contesto relazionale o anche per un progetto futuro, magari accomodo e mi faccio anche accomodante.

E sono d'accordo anche sull'evitare quello che non aggrada.

Queste sono valutazioni che si fanno quotidianamente in ogni relazione.

Il mio punto è dirlo. Almeno a se stessi. In assoluta chiarezza.

Il punto, secondo me, è non nascondermi dietro l'assolutezza dell'altro. (sei un deficiente quindi..., etc.)

Sei quel che sei e fai quel fai, io lo vedo e lo guardo con intenzione e gli do il nome che ha.
Non quello che mi serve per spiegarmi le mie posizioni nei confronti di ...

E poi IO decido cosa farne.

Dichiarandomelo con chiarezza.

E' una scelta e me la dichiaro. Non mi ci nascondo dentro.

Oltre che di assertività io penso sia una questione di libertà interna.

..non so se ho fatto un minestrone...:D
No no, hai detto benissimo.

Il neretto poi è il punto focale della questione.
 

Nicka

Capra Espiatrice
A livello razionale è perfetto, ma una deve fare i conti con i condizionamenti subiti, con il proprio vissuto prima e dopo e accade che irrazionalmente ci si senta in colpa...
Certo...infatti una delle prime cose che si dovrebbe affrontare in certi casi è proprio questo, lasciando per un attimo da parte quello che è successo, bisognerebbe lavorare su questo condizionamento.
 
parla per te Minerva, parla per te.
per c'e' di peggio. c'e' stato di peggio. che faccia tutto parte della sfera della sfiga e del dolore atroce va bene siamo d accordo.....per me le botte prese dal mio ex con tanto di sangue sono state carezze in confronto alle botte prese da mia madre (nella mia testa, non parlo di forze nel picchiare)
per me e' stato peggio quello. molto peggio, infatti ad oggi ancora posso dire di non averlo superato
per forza
 

sienne

lucida-confusa
ok, non facciamo le gare tra le sfighe della vita perchè non è mai bello.
Meglio fare le gare tra le cose belle.
Questo solo per dirti che, contentissima davvero per come hai affrontato tu e come ha affrontato Caciottina, ci fosse qualcuna che legge qui per la quale quella è stata un'esperienza devastante non si deve sentire una cogliona.
So che non è il tuo intento e quello di Caciottina.
Voi ce l'avete fatta, avere superato pure cose peggiori. Merito dei vostri caratteri, del vostro vissuto, magari di chi vi è stato vicino in quel momento.
C'è chi non ce la fa, e questa non è una colpa.
Non vorrei che passasse il messaggio che è una passeggiata, non so se mi spiego.


Ciao

quoto ...

Bisogna tenere conto di tante cose ...
l'eta, chi, come, dove, ricatti emotivi ecc. ...
varie circostanze, che possono fare la terribile differenza ...
oltre al fattore soggettivo ... e delle proprie risorse ...


sienne
 

Brunetta

Utente di lunga data
Brunetta... nel genoma sono scritte anche le malattie oltre a tutte le nostre caratteristiche fisiche di base... in esso vi è anche iscritto ciò che riguarda il nostro comportamento e il nostro carattere, di base.
E' ovvio poi che l'ambiente influenzi la personalità dell'individuo ma a dimostrare che NON è solo l'ambiente (questa è la differenza... qui si è portato avanti il concetto un po' Rousseauniano che invece sia solo l'ambiente a determinare la personalità), vi sono le differenze comportamentali tra fratelli, oppure il fatto che individui nati in ambienti simili manifestino pulsioni diverse fin dall'infanzia.
E' molto più grave politicamente affermare che sia solo l'ambiente a influenzare l'individuo, perché porta a colpevolizzare secondo parametri soggettivi determinate fasce della popolazione.
Ciò può giustificare per esempio situazioni come queste http://www.falsiabusi.it/casi/casi_ sottraz/basiglio_05_08.html
dove i pregiudizi legati a un "ambiente" non considerato adeguato dai soggetti coinvolti hanno notevolmente influenzato le scelte degli assistenti sociali. E questo è solo un esempio dei pregiudizi che il giudicare la formazione di un individuo solo legata all'"ambiente" può provocare.
O addirittura a casi estremi come questi http://www.unaqualunque.it/a/2537/bambini-aborigeni.aspx
Questo dei bambini aborigeni rimane ancora uno scandalo e una tragedia frutto dei pregiudizi del mondo occidentale che ritiene inadeguati certi "ambienti".
Casi estremi, ma per ribadire che il concetto che sia solo l'"ambiente" a determinare le sorti di un individuo, essenzialmente è una fonte inesauribile di pregiudizi e alle estreme conseguenze, di razzismo.
Anche perché ognuno di noi l'"ambiente" lo può giudicare su parametri estremamente variabili a seconda della propria formazione e esperienza nonché della sensibilità che gli appartiene (per carattere)...
Chi ha detto SOLO l'ambiente?
Sei tu che dici SOLO genetica che porta a essere cattivi.
Una visione del genere non causerebbe gli errori di valutazione che hai citato ma autorizzerebbe l'eugenetica.
Io sono buona e mite.
Penso che se fossi stata abusata, trascurata, picchiata fin dalla più tenera età sarei ben diversa.
A te fa piacere di essere un fiore cresciuto nel letame per una fortunata combinazione genetica. Fossi in te mi domanderei perché vuoi escludere il ruolo della tua famiglia e delle buone persone che hai conosciuto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
pensiamo però da chi è stata stuprata e perché.
Anche nel link sulla strage del Circeo dicevano genericamente eversivi. Si vede che scrivere fascisti pare brutto.
Erano fascisti gli uni e gli altri e non come valutazione a posteriori ma come appartenenza.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non credo che gli italiani durante la seconda guerra mondiale fossero tutti diventati violenti.
Ma neppure pacifisti.
Probabilmente vi è una parte non violenta della popolazione che soccombe al proprio spirito di conservazione. Un'altra che in guerra libera la violenza che ha dentro. Un'altra ancora che si immola per contrastare la violenza.
Mi viene in mente il parroco di "Roma città aperta" interpretato da Fabrizi.
Negli ultimi post hai confermato che è l'ambiente e le circostanza che modificano il comportamento dell'individuo.
A me dà i brividi che si dica che un bambino è cattivo di natura.
 

sienne

lucida-confusa
Negli ultimi post hai confermato che è l'ambiente e le circostanza che modificano il comportamento dell'individuo.
A me dà i brividi che si dica che un bambino è cattivo di natura.

Ciao

certo che da i brividi! Perché l'essere umano è di natura pro-sociale.
Certo, a livelli differenti, ma lo è. L'ambiente non è da sottovalutare.
Basta ricordare Bandura ... tra altro ...


sienne
 

lunaiena

Scemo chi legge
ok, non facciamo le gare tra le sfighe della vita perchè non è mai bello.
Meglio fare le gare tra le cose belle.
Questo solo per dirti che, contentissima davvero per come hai affrontato tu e come ha affrontato Caciottina, ci fosse qualcuna che legge qui per la quale quella è stata un'esperienza devastante non si deve sentire una cogliona.
So che non è il tuo intento e quello di Caciottina.
Voi ce l'avete fatta, avere superato pure cose peggiori. Merito dei vostri caratteri, del vostro vissuto, magari di chi vi è stato vicino in quel momento.
C'è chi non ce la fa, e questa non è una colpa.
Non vorrei che passasse il messaggio che è una passeggiata, non so se mi spiego.


:up:
 

Brunetta

Utente di lunga data
E sarebbe un mondo sicuramente migliore. Poi: dolcezza e violenza servono allo scopo, sono strumenti, mezzi. Anzi, alle volte conta più il mezzo che non il messaggio in sè. Un'analista, poi, non è un computer e manco dev'esserlo. Non può essere asettico, sterile. No.
La tua avversioni per gli analisti, tutti, è nota.
Ma esistono e aiutano a raggiungere consapevolezze attraverso un lavoro lungo.
Non basta dire come stanno le cose (secondo un personalissimo punto di vista) perché anche l'altro veda come stanno.
Ognuno deve arrivare alla propria verità.
Sentirsi buttare in faccia un'opinione sulla propria vita, sentendosi trattati da deficienti, rafforza le resistenze e irrigidisce le posizioni.
Capisco che "vedere" dall'esterno chiaramente o credere di vedere è una piacevole sensazione di consapevolezza.
Però sarebbe meglio sempre evitare quel tipo di maniere forti, per me.
Anche cercare di analizzare perché si amano tanto le maniere forti è un buon modo di impiegare il tempo :mexican:
 

danny

Utente di lunga data
Chi ha detto SOLO l'ambiente?
Sei tu che dici SOLO genetica che porta a essere cattivi.
Una visione del genere non causerebbe gli errori di valutazione che hai citato ma autorizzerebbe l'eugenetica.
Io sono buona e mite.
Penso che se fossi stata abusata, trascurata, picchiata fin dalla più tenera età sarei ben diversa.
A te fa piacere di essere un fiore cresciuto nel letame per una fortunata combinazione genetica. Fossi in te mi domanderei perché vuoi escludere il ruolo della tua famiglia e delle buone persone che hai conosciuto.
Ho detto questo?
Non mi sembra.
La mia famiglia?
Mio padre picchiava mia madre.
L'ha tradito fin da subito portandosi l'amante in casa.
I miei si son separati che avevo 4 anni.
Io sono finito dai nonni fino a quando non ho avuto soldi per andare a vivere da solo.
Mio nonno si è suicidato dopo due anni di esaurimento nervoso e paranoie e fobie quando avevo 10 anni.
La mia prima vacanza con mio padre è stata a 11 anni.
Con mia madre a 16.
Se fossi stato diverso mi sarei drogato fino all'overdose come i miei amici di quando ero bambino.
Se fossi stato diverso avrei fatto una strage. Perché sarei cresciuto arrabbiato.
Invece... no, questo è il mio carattere. Che è quasi lo stesso di mia figlia, che per fortuna vivrà un'infanzia diversa. E probabilmente sarà più serena di me e non avrà problemi affettivi da gestire da sola, totalmente da sola, come è capitato a me. Perché un conto il carattere, e quello è genetico, un conto la personalità che è tutta la tua storia personale.
Se i miei non avessero divorziato, non avrei buttato via anni della mia adolescenza in merda, avrei avuto un'infanzia da ricordare, non mi sarei dovuto sentire diverso dagli altri bambini che avevano entrambi i genitori, io che avevo solo i nonni e forse la mia vita sarebbe stata anche migliore. E già tanto che sia qui a raccontarla.
Dal letame nascono i fiori. Ma anche le erbacce. Dipende dal seme.
Persone buone?
Nella mia vita ho conosciuto più persone egoiste che buone. Ma un sacco di stronzi... dal liceo in poi al 70% merda, gente che mi calpestava perché venivo da un quartiere di poveracci.... e loro erano dei quartieri su...
Sai quante umiliazioni ho subito?
Sai che alle medie il mio migliore amico mi ha rubato in casa?
Sai che bello trovarsi un ragazzino sulla strada che ti punta il coltello e ti dice "Tira giù le mutande e fammi vedere il cazzo"'
Sai che bello quando ti sputano in faccia? O ti menano in tre?
Dovrei odiare il mondo. Invece... invece per indole cerca attorno a me di renderlo più piacevole a chi mi sta attorno, a fare in modo che non sia quello che ho vissuto io.
Perché questo è il mio carattere. La mia educazione, il vissuto, l'ambiente hanno modificato la mia personalità, hanno mutato la mia storia, hanno influenzato le mie scelte. Hanno radicato l'idea di famiglia, perché io non ho mai avuto una famiglia. Hanno creato una mia difficoltà affettiva, che riconosco, che mi ha reso debole e insicuro. Queste e altre cose che costituiscono la mia personalità.
Ma tutto questo mi ha reso anche più forte, in alcuni casi, perché non aver avuto l'ovatta addosso per tutta l'infanzia, mi ha permesso di affrontare senza paura chi è diverso da me, ora.
Compreso il mio discorso?
Sull'eugenetica... le combinazioni geniche sono così imprevedibili che anche in una famiglia di 7 figli non ne trovi due che abbiano lo stesso carattere... non si autorizza nulla a dire che noi quando nasciamo siamo già degli individui definiti (dal colore degli occhi a quello dei capelli, al carattere più o meno estroverso - secondo una classificazione Junghiana http://it.wikipedia.org/wiki/Introversione_ed_estroversione), ai quali la crescita fornirà il necessario materiale per potersi esprimere al meglio (o al peggio).
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
parla per te Minerva, parla per te.
per c'e' di peggio. c'e' stato di peggio. che faccia tutto parte della sfera della sfiga e del dolore atroce va bene siamo d accordo.....per me le botte prese dal mio ex con tanto di sangue sono state carezze in confronto alle botte prese da mia madre (nella mia testa, non parlo di forze nel picchiare)
per me e' stato peggio quello. molto peggio, infatti ad oggi ancora posso dire di non averlo superato
Il peggio c'è sempre.
Non è che perché c'è il peggio, il brutto, che è peggio del meglio, non è doloroso e difficilissimo da superare.
Le botte furiose è peggio prenderle da un genitore che da un estraneo.
Uno stupro è peggio subito da un estraneo o da un branco che da un uomo con cui si è fatto sesso ma è devastante se è un incesto.
Non facciamo classifiche, neppure tra le nostre disgrazie!
Altrimenti se stiamo respirando non abbiamo ancora avuto la sfiga definitiva di morire e non possiamo avere comprensione per nulla.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho detto questo?
Non mi sembra.
La mia famiglia?
Mio padre picchiava mia madre.
L'ha tradito fin da subito portandosi l'amante in casa.
I miei si son separati che avevo 4 anni.
Io sono finito dai nonni fino a quando non ho avuto soldi per andare a vivere da solo.
Mio nonno si è suicidato dopo due anni di esaurimento nervoso e paranoie e fobie quando avevo 10 anni.
La mia prima vacanza con mio padre è stata a 11 anni.
Con mia madre a 16.
Se fossi stato diverso mi sarei drogato fino all'overdose come i miei amici di quando ero bambino.
Se fossi stato diverso avrei fatto una strage. Perché sarei cresciuto arrabbiato.
Invece... no, questo è il mio carattere. Che è quasi lo stesso di mia figlia, che per fortuna vivrà un'infanzia diversa. E probabilmente sarà più serena di me e non avrà problemi affettivi da gestire da sola, totalmente da sola, come è capitato a me. Perché un conto il carattere, e quello è genetico, un conto la personalità che è tutta la tua storia personale.
Se i miei non avessero divorziato, non avrei buttato via anni della mia adolescenza in merda, avrei avuto un'infanzia da ricordare, non mi sarei dovuto sentire diverso dagli altri bambini che avevano entrambi i genitori, io che avevo solo i nonni e forse la mia vita sarebbe stata anche migliore. E già tanto che sia qui a raccontarla.
Dal letame nascono i fiori. Ma anche le erbacce. Dipende dal seme.
Persone buone?
Nella mia vita ho conosciuto più persone egoiste che buone. Ma un sacco di stronzi... dal liceo in poi al 70% merda, gente che mi calpestava perché venivo da un quartiere di poveracci.... e loro erano dei quartieri su...
Sai quante umiliazioni ho subito?
Sai che alle medie il mio migliore amico mi ha rubato in casa?
Sai che bello trovarsi un ragazzino sulla strada che ti punta il coltello e ti dice "Tira giù le mutande e fammi vedere il cazzo"'
Sai che bello quando ti sputano in faccia? O ti menano in tre?
Dovrei odiare il mondo. Invece... invece per indole cerca attorno a me di renderlo più piacevole a chi mi sta attorno, a fare in modo che non sia quello che ho vissuto io.
Perché questo è il mio carattere. La mia educazione, il vissuto, l'ambiente hanno modificato la mia personalità, hanno mutato la mia storia, hanno influenzato le mie scelte. Hanno radicato l'idea di famiglia, perché io non ho mai avuto una famiglia. Hanno creato una mia difficoltà affettiva, che riconosco, che mi ha reso debole e insicuro. Queste e altre cose che costituiscono la mia personalità.
Ma tutto questo mi ha reso anche più forte, in alcuni casi, perché non aver avuto l'ovatta addosso per tutta l'infanzia, mi ha permesso di affrontare senza paura chi è diverso da me, ora.
Compreso il mio discorso?
:up:
Non esistono bambini cattivi :smile:
 

lolapal

Utente reloaded
Ciao

quoto ...

Bisogna tenere conto di tante cose ...
l'eta, chi, come, dove, ricatti emotivi ecc. ...
varie circostanze, che possono fare la terribile differenza ...
oltre al fattore soggettivo ... e delle proprie risorse ...


sienne
Sì, è quello che cerco di dire... ma tu lo dici molto meglio... :inlove:
 

Fantastica

Utente di lunga data
... ma no.. ma voglio dire, è eloquente. Guardo qui come jb ha interloquito con Nicka, mi ricordo come ha interloquito con Caciottina, e vedo che una gli offre il caffè e l'altra vabbè.

Ecco, io se mai il nostro jb avesse osato un terzo della violenza verbale che ha usato qui, mi sarei ribellata vistosamente.
E poi 'sta cosa che il male è soggettivo e dipende da chi lo subisce valutarne la gravità, beh no, non ci sto. Mi dispiace se offendo le vostre soggettività, ma che una violenza sessuale e uno stupro siano roba su cui poi si può fare la classifica dicendoli il meno peggio, o permettano di andare a prendere un caffè insieme, no, non si può sentire.

Grazie a jb, che offrendo il caffè a Nicka mi ha dato modo di chiarirmi cosa non mi quadrava, e non mi quadra.
 

sienne

lucida-confusa
Sì, è quello che cerco di dire... ma tu lo dici molto meglio... :inlove:

Ciao

più che altro, a volte, è un vantaggio non sapere bene la lingua.
Veramente. È una cosa che ho notato ... non rischi tanto,
a metterti a fare discorsi lunghi ... :) ...


:inlove: ...


sienne
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao

il tempo. Il tema sorge in varie forme e in varie forme
passa per i pensieri e i sentimenti ... prenderne tutta la
dimensione sin dall'inizio, può spezzare ...


sienne
E' da incorniciare.

E' proprio vero, non ci si può bagnare per due volte nello stesso fiume.

Grazie...sono parole di pace.:eek:
 

Eratò

Utente di lunga data
Ciao

più che altro, a volte, è un vantaggio non sapere bene la lingua.
Veramente. È una cosa che ho notato ... non rischi tanto,
a metterti a fare discorsi lunghi ... :) ...


:inlove: ...


sienne
L'hai notato anche tu?:up:
 

Nicka

Capra Espiatrice
... ma no.. ma voglio dire, è eloquente. Guardo qui come jb ha interloquito con Nicka, mi ricordo come ha interloquito con Caciottina, e vedo che una gli offre il caffè e l'altra vabbè.

Ecco, io se mai il nostro jb avesse osato un terzo della violenza verbale che ha usato qui, mi sarei ribellata vistosamente.
E poi 'sta cosa che il male è soggettivo e dipende da chi lo subisce valutarne la gravità, beh no, non ci sto. Mi dispiace se offendo le vostre soggettività, ma che una violenza sessuale e uno stupro siano roba su cui poi si può fare la classifica dicendoli il meno peggio, o permettano di andare a prendere un caffè insieme, no, non si può sentire.

Grazie a jb, che offrendo il caffè a Nicka mi ha dato modo di chiarirmi cosa non mi quadrava, e non mi quadra.
Tu adesso dimmi se reputi davvero che io possa anche solo pensare di offrire REALMENTE un caffè a un perfetto estraneo che ha la bella idea di chiamarmi brutta deficiente su un forum, senza sapere chi sono, come mi chiamo, cosa faccio nella vita, cosa ho vissuto davvero e come l'ho fatto...
Credo che più che lui che mi chiama deficiente sei tu che invece lo pensi realmente e non lo dici, la qual cosa mi risulta anche un attimo più offensiva.
Ti sei chiesta perchè io abbia detto "ti offro il caffè"?
E' possibile che in ogni intervento ci sia un significato che non è quello superficiale che la gente VUOLE vedere senza andare fino in fondo?
E' possibile che esistano al mondo persone che usano un sarcasmo che tu non capisci?
E' possibile che personalmente non me ne freghi un cazzo di ribellarmi vistosamente mentre scrivo? Perchè scrivendo ho possibilità di ragionare, ci penso...e la violenza verbale non è parte di me. Anzi, mi si è sempre accusata di eccessiva diplomazia.

No vabbè, io sono senza parole.
 
Stato
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