• Non vuole indossare il burka, picchiata e sequestrata dal marito

    La moglie non vuole indossare il burka e la aggredisce. Un uomo, di origini marocchine, è stato fermato dai carabinieri per sequestro di persona, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia.



    Agata Marianna Giannino - Dom, 09/04/2017 - 14:57







    Calci e pugni. Una violenza inaudita. Poi il sequestro, nel bagno dell’abitazione, per impedirle di chiedere aiuto.






    Da quella ‘prigione’ casalinga la donna è riuscita a scappare, approfittando di un momento di distrazione del marito. Si è riversata in strada e ha chiesto aiuto.
    La paura immane. Il pensiero di quel figlioletto indifeso sotto un tetto diventato un inferno. E, soprattutto, le percosse feroci. Un insieme di fattori che le hanno procurato un lieve malore: uscita fuori, si è accasciata al suolo. Poi l’arrivo dei carabinieri. Una notte da incubo per una 28enne originaria del Marocco. E non la prima, secondo quanto ha poi rivelato. I maltrattamenti andavano avanti già da un po’. Il marito, 51 anni, non accetta che non voglia indossare il burka e l’accusa di comportarsi da ‘occidentale’. Tanto sarebbe bastato per accanirsi contro di lei ancora una volta.
    I due, regolarmente residenti in Italia, da diverso tempo vivono in provincia di Napoli, a Sant’Anastasia. E lì, in uno dei comuni del Vesuviano, nel loro appartamento si è consumata l’aggressione, che ha procurato alla donna lesioni al volto giudicate guaribili in 15 giorni dai medici che l’hanno soccorsa.
    A salvarla dalla furia del suo uomo sono state le urla strazianti, di dolore. Hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato i carabinieri. Sul posto sono accorsi i militari dell’Arma della locale stazione e della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone e hanno accertato che la poveretta era stata pestata brutalmente dal coniuge. L'uomo è stato ammanettato per sequestro di persona, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia. Ora attende dietro le sbarre del carcere napoletano di Poggioreale la convalida del fermo da parte del gip del tribunale di Nola.




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